X agosto

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X agosto
Autore Giovanni Pascoli
1ª ed. originale 1896
Genere poesia
Lingua originale italiano

X agosto è una poesia composta da Giovanni Pascoli in memoria del padre Ruggero, assassinato in circostanze misteriose il 10 agosto 1867, giorno di San Lorenzo. La poesia fu pubblicata per la prima volta ne Il Marzocco del 9 agosto 1896; successivamente venne inserita nella quarta edizione di Myricae, nella sezione Elegie.[1]

È costituita da sei quartine di decasillabi e novenari dattilici, con rime alternate secondo lo schema ABAB.[1]

Rondine comune
Una rondine comune (Hirundo rustica), metafora del padre nella poesia di Pascoli.

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

—Giovanni Pascoli, X agosto

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Riccardo Bruscagli e Gino Tellini, Letteratura e storia – L'età del Realismo, Firenze, Sansoni per la scuola, 2005, pp. 459-460, ISBN 88-383-0574-9.

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