Wozzeck

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Wozzeck
Woyzeckorg.jpg
Ritratto di Johann Christian Woyzeck
Lingua originale tedesco
Musica Alban Berg
Libretto Alban Berg da Georg Büchner
Fonti letterarie Woyzeck di Georg Büchner
Atti 3 (15 scene)
Epoca di composizione 1914-1922
Prima rappr. 14 dicembre 1925
Teatro Staatsoper Unter den Linden, Berlino
Prima rappr. italiana 3 novembre 1942
Teatro Teatro Reale, Roma
Personaggi
  • Wozzeck (baritono e voce recitante)
  • Il Tamburomaggiore (tenore drammatico)
  • Andres (tenore lirico e voce recitante)
  • Il Capitano (tenore buffo)
  • Il Dottore (basso buffo)
  • Primo garzone (basso profondo e voce recitante)
  • Secondo garzone (baritono acuto o tenore)
  • Il Pazzo (tenore acuto)
  • Marie (soprano)
  • Margret (contralto)
  • Il bambino di Marie (possibilm. cantante)
  • Soldati e garzoni (2 tenori, 2 baritoni e 2 bassi)
  • tra cui un Soldato (tenore)
  • Serve e prostitute (coro a due voci)
  • Bambini (coro di voci bianche)
Autografo Library of Congress, Washington: partitura. Österreichische Nationalbibliothek, Vienna: particella

Wozzeck è un'opera lirica in tre atti di Alban Berg, su libretto proprio tratto dal dramma teatrale Woyzeck di Georg Büchner ed ispirato al fatto di cronaca nera che vide coinvolto un uomo di Lipsia, Johann Christian Woyzeck, che uccise la sua amante.

Ciascun atto è formato da cinque scene alle quali corrispondono altrettante forme musicali barocche o classiche, 16 in tutto con l'aggiunta di un interludio nel terzo atto.
Il libretto è sconvolgente e profetico, in quanto è stato scritto nel 1837 ma presenta una trama che è assolutamente novecentesca e conserva ancora intatta una sorprendente modernità.

La composizione dell'opera fu portata a termine nel 1922 e la partitura è dedicata ad Alma Mahler.

La prima assoluta è stata il 14 dicembre 1925 allo Staatsoper Unter den Linden diretta da Erich Kleiber.

Al Wiener Staatsoper la premiere, diretta da Clemens Krauss, è stata il 30 marzo 1930 e fino al 2014 ha avuto 117 recite.

Negli Stati Uniti la premiere è stata il 19 marzo 1931 nel Philadelphia Metropolitan Opera House diretta da Leopold Stokowski per la Philadelphia Grand Opera Company.

Nel Regno Unito la premiere in concerto è stata il 14 marzo 1934 nella Queen's Hall di Londra diretta da Adrian Boult.

La prima italiana, il 3 novembre 1942, fu diretta da Tullio Serafin, con lo storico Wozzeck di Tito Gobbi.

Al Teatro San Carlo di Napoli la prima è stata il 26 dicembre 1949 diretta da Karl Böhm con Gobbi, Petre Munteanu e Mario Petri.

Al Festival di Salisburgo va in scena nel 1951 diretta da Böhm.

Al Royal Opera House, Covent Garden di Londra la premiere è stata nel 1952 diretta da Erich Kleiber nella traduzione inglese di Vida Harford ed Eric Blackall.

Al Teatro alla Scala di Milano la prima è stata nel 1952 diretta da Dimitri Mitropoulos con Gobbi, Mirto Picchi, Petre Munteanu, Italo Tajo ed Enrico Campi.

Al Metropolitan Opera House di New York la premiere è stata nel 1959 diretta da Böhm con Hermann Uhde, Eleanor Steber, Kurt Baum e Charles Anthony Caruso e fino al 2014 ha avuto 69 recite.

Al King's Theatre di Edinburgo la premiere è stata nel 1959 per l'Opera reale svedese.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1960 con Marilyn Horne.

Al Teatro La Fenice di Venezia la prima è stata nel 1962 diretta da Ettore Gracis con Angelo Nosotti nella traduzione di Alberto Mantelli.

Al Palais Garnier la prima è stata nel 1963 diretta da Pierre Boulez.

Al Teatro Verdi (Trieste) va in scena nel 1964.

Al Grand Théâtre di Ginevra la prima è stata nel 1965 con Isabel Strauss come Marie.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena negli anni 1966, 2001 e 2011.

Al Teatro Regio di Torino nel 2000 avviene la prima italiana nella versione in lingua tedesca con sopratitoli in italiano.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Primo atto[modifica | modifica sorgente]

Scena I. Stanza del Capitano. Di buon mattino.
Il Capitano, come di consueto, si fa radere dall'attendente Wozzeck, e intanto conversa con lui. Parla del corso del tempo, della brevità della vita e dell'eternità. Wozzeck, che ha fretta, si limita a rispondere "Signorsì, signor capitano". Il Capitano si diverte per la bonarietà di Wozzeck, ma contemporaneamente, invidioso della sua relazione con Marie, lo rimprovera di non avere morale, perché ha un bambino da lei senza esserne sposato. A questi rimproveri Wozzeck si lascia andare a esporre le sue ragioni, dicendo che la gente povera come lui non ha tempo per la moralità, visto che non ha di che vivere. Il Capitano, sconcertato dalle parole del soldato, trova una spiegazione: Wozzeck pensa troppo, e poi lo manda via.
Scena II. Aperta campagna, sullo sfondo la città. Tardo pomeriggio.
Wozzeck e il suo commilitone Andres raccolgono in un bosco legna per il Capitano. Andres canta una canzone di caccia. Wozzeck è in preda ad allucinazioni e scorge ovunque immagini di incubo e di terrore.
Scena III. La stanza di Maria. Sera
Maria è alla finestra con il bambino avuto da Wozzeck e osserva passare al suono di una marcia i soldati e ne ammira soprattutto il prestante Tamburmaggiore. Ne nasce un battibecco con la vicina Margret, che le rimprovera la sua condotta. Chiusa la finestra, Maria canta una ninnananna al suo bambino che si addormenta. Wozzeck bussa alla finestra. Non ha tempo di entrare in casa perché deve rientrare in caserma. Non riesce a liberarsi delle allucinazioni e visioni avute nel bosco, si sente inseguito e pronuncia frasi sconnesse. Marie non riesce a calmarlo, e Wozzeck si allontana senza nemmeno aver dato uno sguardo al suo bambino. Marie siede esasperata e disperata.
Scena IV. Studio del Dottore. Pomeriggio pieno di sole.
Si ha qui una prima chiave del contegno strano di Wozzeck: il Dottore, attraverso le sue stravaganti teorie sulla nutrizione, vuole provocare una rivoluzione nella scienza e, per tre groschen al giorno, Wozzeck si sottopone ai suoi esperimenti. Il Dottore rimprovera Wozzeck per aver urinato per strada. Wozzeck cerca di scusarsi "Ma, signor Dottore, quando interviene la natura!" mentre il Dottore insiste sulla sua teoria: "Non ho dimostrato forse che la vescica è sottoposta alla volontà?" Wozzeck è ancora sotto l'incubo del bosco e risponde al Dottore in modo da convincerlo della sua latente follia. Invece di aiutarlo, il Dottore si compiace per le possibilità che gli può offrire la presunta nevrosi di Wozzeck.
Scena V. Strada davanti alla porta di Maria. Al crepuscolo.
Marie ammira la prestanza fisica del Tamburmaggiore, che si pavoneggia davanti alla sua casa. Marie respinge dapprima le sue avances, quando però queste diventano più violente, cede ad esse quasi fatalisticamente.

Secondo atto[modifica | modifica sorgente]

Scena I. La stanza di Maria. È mattina, c'è il sole.
Maria seduta con il bambino in grembo si guarda in uno specchio rotto che tiene in mano e ammira gli orecchini che le ha regalato il Tamburmaggiore. Si accorge tardi di Wozzeck, che è arrivato all'improvviso, e non riesce a nascondere gli orecchini. Wozzeck si insospettisce. Poi si calma, le consegna la paga e si allontana. Maria è in preda al rimorso.
Scena II. Strada in città. Giorno.
Il Capitano trattiene il Dottore, sebbene questi abbia evidentemente fretta. I due si scambiano qualche garbato insulto, ma poi il Dottore si fa prendere la mano dal suo sadismo e prognostica al Capitano, solo in base alla sua "brutta cera" un prossimo e probabile accesso di apoplessia. Sopraggiunge Wozzeck il quale viene provocato pesantemente dai due presenti con allusioni alla sua vita privata, aumentando nel soldato il sospetto del tradimento di Marie.
Scena III. Strada davanti alla porta di Maria. Giornata grigia.
Wozzeck ritorna verso la casa di Marie, e ha con lei un furioso litigio. La donna nega le accuse di Wozzeck e quando questo alza le mani su di lei, Marie gli urla con disprezzo: "Non toccarmi! Meglio un coltello in corpo che le tue mani su di me!". Da questo momento in poi l'idea del coltello non lascerà più Wozzeck.
Scena IV. Giardino di una locanda. Tarda sera.
Il soldato vede Marie e il Tamburmaggiore ballare insieme in mezzo alla folla ubriaca di soldati, operai e serve. Dopo che Andres si è allontanato annoiato da lui, Wozzeck freme in silenzio in un angolo. Un pazzo gli si avvicina dicendogli: "Sento odore di sangue!" a cui segue il grido allucinato di Wozzeck: "Sangue, sangue!"
Scena V. Corpo di guardia in caserma. Notte.
Dopo aver confidato ad Andres il torturante ricordo della danza di Marie con l'amante, Wozzeck viene provocato dall'ubriaco Tamburmaggiore. Il soldato non reagisce, ma viene lo stesso sbattuto a terra e picchiato a sangue.

Terzo atto[modifica | modifica sorgente]

Scena I. La stanza di Maria. È notte. Lume di candela.
Wozzeck non è stato da Marie già da due giorni. La donna è sola con il bambino e legge la storia dell'adultera nel Vangelo. Prima respinge il bambino, che sembra disturbarla, poi lo richiama a sé e gli narra quello che ha letto come una fiaba.
Scena II. Sentiero nel bosco presso lo stagno. Annotta.
Wozzeck e Maria camminano. Maria vuole affrettarsi a tornare in città ma Wozzeck la costringe a fermarsi in riva allo stagno. L'uomo estrae un coltello e affonda la lama nel collo della donna.
Scena III. Una bettola. Notte. Luce debole.
Giovani e prostitute ballano una polka sfrenata. Wozzeck, ubriaco fradicio, fa la corte a Margret, la quale però si accorge del sangue sulle mani dell'uomo. I presenti si affollano minacciosi intorno a Wozzeck che fugge precipitosamente dall'osteria nella notte.
Scena IV. Sentiero nel bosco presso lo stagno. Notte di luna come prima
Wozzeck torna sul luogo del delitto a cercare il coltello che ha dimenticato. Inciampa nel cadavere di Marie ma riesce a trovare il coltello e lo getta nello stagno. Temendo di non averlo gettato abbastanza lontano decide di entrare in acqua per cercarlo nuovamente. Mentre si lava le mani dal sangue, gli sembra che tutta l'acqua, che riflette una luna rossa, si tinga di color di sangue. Sconvolto e senza speranza si lascia andare, annegando nello stagno.
Scena V. Strada davanti alla porta di Maria. È mattino chiaro. Splende il sole. Il bambino sta giocando con i compagni. Alcuni ragazzi passando gli gridano: "Ehi, tu! Tua madre è morta". Il bambino non capisce e continua a cavalcare il cavallo di legno.

Struttura musicale dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Primo atto[modifica | modifica sorgente]

Cinque pezzi caratteristici

Secondo atto[modifica | modifica sorgente]

Sinfonia in cinque movimenti

Terzo atto[modifica | modifica sorgente]

Sei invenzioni

  • Scena I: Invenzione su un tema (con 7 variazioni e una fuga)
  • Scena II: Invenzione su una nota (il si)
  • Scena III: Invenzione su un ritmo
  • Scena IV: Invenzione su un accordo (di 6 note)
  • Epilogo: Invenzione su una tonalità (Re minore)
  • Scena V: Invenzione su un perpetuum mobile

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura di Berg è scritta per un grande organico orchestrale comprendente diversi ensemble:
Grande orchestra:

Sul palcoscenico:

  • Diversi tamburi (I atto, II scena)
  • Banda militare (I atto, III scena)
    • ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti in mi bem., 2 fagotti
    • 2 corni, 2 trombe, 3 tromboni, tuba contrabbassa
    • grancassa con piatti, tamburo, triangolo
  • Un'orchestrina da taverna (II atto, IV scena)
  • Un pianino scordato (III atto, III scena)

Un'orchestra da camera (possibilmente separata dalla grande orchestra) nell'organico della Kammersymphonie di Arnold Schoenberg:

  • Flauto (anche ottavino), oboe, corno inglese, clarinetto in mi bem., clarinetto in la, clarinetto basso, fagotto, controfagotto, 2 corni e quintetto d'archi (2 violini, viola, violoncello e contrabbasso

I complessi sul palcoscenico e l'orchestra da camera possono essere formati da musicisti dell'orchestra. Berg fornisce al riguardo nella partitura addirittura l'indicazione di quando i musicisti debbano lasciare la buca per recarsi sul palcoscenico e quando debbano farne ritorno.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

(DEIT) Libretto originale con traduzione italiana

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