Underground hip hop italiano

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L'hip hop nell'anno 1991 ha iniziato a diffondersi in Italia. Ha mantenuto nella stragrande maggioranza del suo movimento una connotazione tipicamente underground, quest'ultimo termine viene utilizzato per indicare l'ambiente in cui vengono prodotti dischi e mixtape, in cui si improvvisano freestyle, da parte di chi orgogliosamente si definisce "esponente del vero hip hop", ovvero quello distante dalle classifiche di vendita ma soprattutto dalle influenze delle grandi etichette discografiche.

Indice

[modifica] Il fenomeno delle posse

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Posse.

Verso la fine degli anni '80 fu l'inizio di un fenomeno tipicamente underground come quello delle "posse", tante impegnate ma alcune semplicemente nate sull'onda del momento che contribuiscono alla nascita in Italia dell'hip hop militante e politicizzato dove trova tra i suoi primi e principali interpreti i milanesi Lion Horse Posse, e la Onda Rossa Posse con il suo Batti il tuo tempo. Dalla posse romana poi sono nati gli Assalti Frontali, tra le band politicamente più impegnate. L'Onda Rossa è figlia dell'esperienza del centro sociale Forte Prenestino, dell'omonima Radio Onda Rossa, ed è nata nel 1988 segnando indelebilmente la storia dell'hip hop politico italiano, soprattutto in funzione del fatto che questo piccolo miracolo dell'underground ha avvicinato al genere tantissimi ascoltatori che prima non conoscevano affatto, o non si curavano, del genere hip hop. Il brano farebbe storcere il naso ai puristi del genere, o agli amanti degli incastri, del flow, ma è innegabile che il brano sia diventato una sorta di pietra miliare dell'hip hop italiano, riuscendo ad attaccare il mercato musicale stratificato ed autoalimentato.

Questa vittoria dell'autoproduzione, questo superamento del concetto di centro sociale chiuso ed autoreferenziale, doppiato dal successo degli Isola Posse All Stars con Stop al panico genera una nuova idea di centro sociale, aperto e disposto al confronto, portando lo stile assembleare nella musica che produce.

Il cosiddetto "muretto" rimane comunque una corrente a sé stante che predilige la lingua inglese, scegliendo come esempio per tutti la Rock Steady Crew. Nel 1992 Fare Musica dedica all'apparente inconciliabilità tra Centro sociale e Muretto una copertina dal titolo C'è rissa nelle posse, a dispetto dei giornalisti che davano per morto il genere escono album dalla metrica elaborata e dall'ingegneria del suono talmente affinata da vedere sfumare questa inconciliabilità anche e soprattutto nell'ultimo ostacolo tra le due visioni, ovvero i contenuti, che per i militanti sono ancora idee ed esperienze di vita legate ad un progetto politico che va oltre la musica.

Gli assestamenti che si susseguono negli anni danno una maggiore consapevolezza al genere vedendo scomparire dispute locali e trovando nella lingua italiana il veicolo per una maggiore unità del movimento, sebbene vadano comparendo varianti del genere fatte di mix particolari di dialetto, italiano e lingue straniere, come nel caso degli Almamegretta o dei Sud Sound System. Ciò non toglie che l'hip hop dà l'impressione di poter camminare con le proprie gambe e sapersi autogestire nella propria indipendenza come già il mondo della musica dance, il centro sociale sembra poter diventare il catalizzatore di questo cambiamento, che vede l'evolversi dell'hip hop politico legato alle posse per un ritorno verso un hip hop delle origini, che veicolava in maniera sotterranea i propri messaggi.

Nei primi anni novanta inizia anche l'esperienza di Giovanni Pellino detto Neffa, come batterista dei Negazione e poi membro dell'Isola Posse All Stars (gruppo poi confluito in parte nei Sangue Misto e in parte nei Sud Sound System), e l'uscita nel 1994 del disco SxM, una delle pietre miliari del genere italiano pubblicata dall'etichetta indipendente bolognese Century Vox che si occupò di diverse produzioni underground negli anni novanta. Il successo a livello sotterraneo dei Sangue Misto tentò Neffa fino alla pubblicazione di Neffa & I Messaggeri Della Dopa nel 1996, disco che varcò le soglie dell'underground grazie anche alla partecipazione di artisti quali Kaos One, Deda, Phase II.

[modifica] Le scuole dell'hip hop italiano negli anni novanta

L'hip hop italiano si è differenziato in base alle zone geografiche della penisola, creando vere e proprie correnti all'interno della musica hip hop stessa. Le correnti si differenziano per contenuti, stili, slang ecc. Oggi pare che sia scomparsa tra i vari esponenti una differenziazione localistica forzata, prendendo più o meno tutti una stessa scuola di pensiero.

La scuola hip hop più italiana e politica sono è quella delle posse che riguardano tutta Italia da Milano a Bologna a Roma a Pescara al salento. Di questa scuola, si ricorda: Isola Posse, Onda Rossa Posse, Lion Horse Posse, Costa Nostra, Salento Posse, Villa Ada Posse. Le posse trattavano soprattutto, come già detto, di argomenti politici e sociali, iniziando così a rappare per la prima volta in Italia in lingua italiana, avendo le radici ben piantate nei movimenti dei centri sociali italiani.

[modifica] La scena bolognese

Uno dei luoghi simbolo della scena bolognese nasce a ridosso del centro, in un vero e proprio cantiere per la ristrutturazione di una parte dell'Arena del Sole, teatro bolognese, da cui nasce il centro sociale Isola del Kantiere, inizialmente frequentato da punk, studenti del DAMS ed appassionati di scenari digitali. Non è un vero e proprio rock club, perché i suoni live sono sostituiti dal lavoro dei disc jockey, solitamente reclutati tra quelli meno adatti alla scena commerciale delle discoteche italiane, per i loro suoni spesso sperimentali.

L'Isola invece accetta ed invoglia artisti che prediligono generi come funk, soul, R&B e reggae, ricalcando seppure nel loro piccolo le orme dell'hip hop statunitense. In un tale regno di improvvisazione e di sperimentazione, diversi giovani da tutta Italia calcano il palco dell'Isola, che unisce così l'"educazione" portata dalla consapevolezza sociale, e l'"intrattenimento" del locale di musica. All'interno dell'Isola, con il permearsi del creativo nel quotidiano, con l'applicazione reale della "resistenza urbana", diviene estremamente forte in concetto di posse, soprattutto nell'idea di presentare un modello di centro sociale aperto, non più chiuso ed autoreferenziale, soprattutto riguardo alle proprie tendenze politiche.

È da questo clima che nasce nel 1991 il mix Stop al panico, con cui il gruppo Isola Posse All Stars presenta una sorta di manifesto programmatico del movimento musicale generato dall'epoca delle posse. Nel gruppo ci sono nomi centrali dell'hip hop italiano, come Treble e Gopher D poi migrati nei Sud Sound System, Neffa e Deda poi compagni nei Sangue Misto, Speaker Dee Mo fattosi poi conoscere come cantante ma anche come grafico, Dj Gruff e Papa Ricky.

L'ambiente presente a Bologna nei primissimi anni 1990 permette ad un disco come Stop al panico, senza la minima azione pubblicitaria, di vendere diecimila copie che costringono gli autori a diverse ristampe, assurgendo a livello di spinta propositiva per tanti altri ragazzi interessati al genere, e diventando un caso discografico tanto che il brano diventa ospite fisso nella discoteca Kinki Club. Tutto questo è in buona sostanza una esplosione di ciò che era già presente nei sottoscala bolognesi: rapper e breaker osservati in maniera incuriosita dai passanti, sono quelli che maggiormente contribuiscono a dar vita alla scena, nonostante poi venga ad evidenziarsi una frattura tra costoro, e chi spingeva per una sorta di isolazionismo intellettuale, ben simboleggiato dalla copertina di Fare Musica con il titolo "C'è rissa nelle posse" e la foto di Papa Ricky e Franie Hi NRG a fronteggiarsi.

L'Isola Posse ha comunque continuato la propria attività, diventando un punto di riferimento. Merito va probabilmente anche alla presenza a Bologna del DAMS che attira giovani mediamente più informali, e che quasi due decadi prima avevano avviato il percorso del neorock italiano con gruppi come gli Skiantos ed i Confusional Quartet. Ma il rapporto con il mercato discografico è diverso, tanto che la scena bolognese più volte rifiuta le offerte delle case discografiche, mentre tra le proprie storiche vittorie conta la partecipazione nel 1992 al Santarcangelo dei Teatri - Festival Internazionale del Teatro in Piazza a Santarcangelo di Romagna. E l'esperienza straordinaria del gruppo Sangue Misto che con il loro SxM sono diventati punto di riferimento per molta della successiva produzione.

L'esperienza dell'Isola si chiude nel 1994, i Sud Sound System ripartono per la loro terra, ma l'hip hop continua ad alimentarsi attraverso le Zona Dopa al centro sociale Livello 57, alle session presso il Link ed ai ritrovi annuali organizzati dal breaker londinese Calvin Sul Boy, diventato poi uno dei punti fissi del breaking nostrano. In questo periodo che precede il successo di Neffa, il movimento cresce attorno ai dischi di Afrika Bambaataa e del progetto Merda & melma ed al Mondiale ITF ospitato proprio la Livello 57.

Il disco di Merda & Melma, portato a termine nel 2000 e che riscopre sonorità più grezze, unisce nomi come Sean, Deda e Kaos, dando una ulteriore spinta ad una nuova ondata di hip hop bolognese, concretizzatosi in tante autoproduzioni ma anche nella decisione ad esempio di Neffa di aprire una propria etichetta, la Jackpot Records, che produce il disco d'esordio di Dj Lugi, unendosi tutti idealmente nel filo conduttore della non esigenza commerciale.

A queste vicende va sicuramente aggiunta anche quella di Inoki, Joe Cassano ed in generale della Porzione Massiccia Crew, nata a metà degli anni novanta e segnalatasi per le sue origini (writer e componenti nordafricani) immediatamente come antagonista delle forze dell'ordine. Sebbene tuttora in attività, la crew composta da Inoki, Rischio aka Jimmy SpinelliPaniko e Gianni KG nel 1999 ha perso uno dei suoi più validi elementi, Joe Cassano dalla visione "di strada" dell'hip hop, così come lo aveva vissuto ed imparato nei suoi anni negli Stati Uniti. L'unico album post mortem dal titolo Dio Lodato è stato pubblicato nel 1999.

[modifica] La scena romana

La scena romana affonda anch'essa le radici negli ultimi anni 1980: è infatti nel 1988 che dal centro sociale del Forte Prenestino e dall'esperienza di Radio Onda Rossa, nasce l'Onda Rossa Posse. La formazione, simboleggiata dalla stella rossa a cinque punte con al centro una pantera nera, sale alla ribalta della scena nel 1990 quando pubblica il mix Batti il tuo tempo come forte voce di matrice politica, completamente priva di metafore e digressioni poetiche, si tratta di linguaggio crudo, dove gli obiettivi sono chiari.

Batti il tuo tempo rappresenta la massima espressione dell'hip hop politico italiano, preoccupato non tanto di soddisfare i canoni estetici del genere, ma di arrivare anche a chi questo genere poco conosce e poco apprezza. L'Onda Rossa nella propria musica parla del diritto alla Casa, delle pratiche di occupazione, della lotta alle droghe pesanti e della "resistenza urbana". L'Onda Rossa catalizza il desiderio di un movimento antagonista, che rifiuta gli accordi con l'industria discografica, che mette in musica il lavoro dalla prigione di Sante Notarnicola. Attorno alla figura carismatica di Militant A si coagulano i Brutopop e Castro X, e dopo la fine di Onda Rossa e la nascita di Assalti Frontali dove collabora anche Lou X ed Ak47.

Graffiti nella metro di Roma

Nel 1992 tocca agli Assalti Frontali con Terra di nessuno con una piccola collaborazione della Lion Horse Posse milanese, identificandosi fino in fondo con la "strada". Gli Assalti Frontali vengono prepotentemente rianimati dalla collaborazione con Ice One, personaggio poliedrico dell'hip hop italiano, già membro della posse Power Mc e successivamente realizzatore de La Comitiva, produttore fino al 1999 dei Colle der Fomento.

Ice One diventa uno dei propositori del Rome Zoo, miscela di quartiere ma meticolosamente curata così come le realizzazioni dell'artista per Odio Pieno e Scienza Doppia H, che scoprono una Roma ancora che ama le sue figure celebri, ma che nello stesso tempo si trova perfettamente in sintonia con il più ricercato hip hop, anche e soprattutto grazie al lavoro lirico di Danno e Masito. Ice nel frattempo produce anche vinili molto venduti all'estero, travestendosi da dj trip hop elettronico e fondando persino una rivista di genere chiamata Biz.

La citazione di Masito "La vita è anche violenza, non soltanto amore, e io la racconto così com'è, senza passare attraverso filtri visionari" sembra racchiudere la filosofia dei Colle che diventa anche una spinta per altri gruppi come ad esempio i Flaminio Maphia ed i Cor Veleno, anche se presto questi ultimi hanno abbandonato le vie dell'underground, per approdare verso sponde maggiormente remunerative: i Flaminio pubblicando con la EMI, i Cor Veleno con la Sony Music.

Il caso di Piotta invece risulta particolarmente complesso: formatosi musicalmente nel pieno periodo del rap politico, delineatosi come stile dopo le collaborazioni con Colle der Fomento e Ice One, fonda la propria crew di produzione Robba Coatta passando dall'hardcore ad un più morbido hip hop tendente al raggamuffin. Tuttavia rimane sempre nel contesto dell'underground, dove è apprezzatissimo e richiesto per collaborazioni dai Gate Keepaz a Fritz Da Cat, tanto che AL Magazine lo elegge miglior rapper italiano del 1998. La sua esplosione mediatica a causa del Supercafone ne distorce profondamente il valore musicale, e lo attira nella produzione commerciale che si allarga al secondo album La Democrazia Del Microfono, che presenta il singolo La Mossa Del Giaguaro, ed al deludente film Il Segreto Del Giaguaro. Piotta dopo aver persino partecipato al Festival di Sanremo del 2004 è tornato a lavorare più sull'underground, anche se rimane uno degli artisti hip hop più ricercato dai media.

Del 2001 è invece il progetto Truceboys costituito da Gel, Metal Carter, Noyz Narcos, Cole e Dj Kimo che successivamente si allarga ad altri elementi dando vita alla crew Truceklan. Il Truce Klan fa hardcore rap e come loro stessi dicono "Parla senza peli sulla lingua" di droga, disagio esistenziale, degrado urbano, immaginari orrorifici, tutto affrontato con crudezza, cinismo e totale disincanto. Hanno collaborato con artisti della scena rap underground e non della penisola, quali Club Dogo, Kaos, Inoki, Santo Trafficante, Fabri Fibra, Gente de Borgata, Danno dei Colle Der Fomento, e da realtà musicali totalmente slegate dal contesto hip hop: Cripple bastards, Miss Violetta Beauregarde e Pinta Facile Oi! Tra gli altri, spicca la Alto Ent etichetta fondata nel 2006 dal rapper e beatmaker Hyst,etichetta che raccoglie il meglio della nuova gioventù romana, Jesto, Saga, Rancore, Jimmy, Apachekipe nonché lo stesso Hyst. Tra le novità troviamo anche la neonata Grave Sound, fondata nel 2007, la quale sta muovendo i primi passi come etichetta indipendente nel mondo dell'hip hop. Ma sono ancora molti i rapper emergenti della capitale da tenere sott'occhio! Sicuramente il duo rap Triba e Kalibro romani Doc che nel 2007 pubblicano con Carosello Records il loro primo Street Album dal titolo "Colpisci" distribuito in tutti i negozi di dischi e su tutte le piattafrome digitali. A pochi anni dalla loro nascita vantano collaborazioni con i Club Dogo, Kiave, Amir, e altri...Il 30 ottobre 2009 esce l'album solista di Triba, dal titolo "Doppio Gioco", prodotto dal manager Vanni Giorgilli già produttore di Coolio. All'interno del nuovo disco,altre collaborazioni con esponenti del rap italiano undergound come Squarta e Meddaman, ne fanno un lavoro interessante che rappresenta e conferma questo mc una delle più promettenti realtà romane.

[modifica] Il Salento

La scena salentina è indissolubilmente legata alle gesta dei Sud Sound System, posse nata alla fine degli anni 1980 e scopritrice della pratica del rave prima che questo diventasse l'eccessiva usanza odierna per gli amanti della techno. I Sud Sound System fanno subito notare le loro caratteristiche di amanti della loro terra, propugnatori delle loro origini, richiamate in maniera forte dal titolo del loro lavoro Tradizioni che raccoglieva i loro primi lavori autoprodotti, uscito in allegato a Il Manifesto nel 1996.

In questo contesto i Sud sound System non potevano prescindere dal loro dialetto e dall'idea che la musica abbia un fine anche "terapeutico", tanto che Georges Lapassade, studioso degli stati modificati della coscienza, ha coniato per la posse salentina l'espressione "tarantamuffin" per definire l'unione del raggamuffin e del tarantismo. Rappresentazione di una scena singolare come quella salentina, tra le più originali d'Italia e che si fonda sulla passione per la propria terra e per il reggae, da cui nascono appunto i Sud Sound System.

Così il gruppo si fa rivitalizzatore del dialetto salentino come medium per la riscoperta delle tradizioni, della cultura e dei valori, ed ai concerti trascina orde di ragazzi, ma anche anziani emozionati per la rivisitazione delle "loro" realtà. E da loro nascono altre realtà vivide come Papa Ricky con Lu Sole Miu, riedizione del classico partenopeo, o i Salento Posse, o Nando Popu autore di All'Infernu e Mamma li turchi. Artisti riproposti nelle due raccolte Salento Showcase del 1994 e del 2000, dove emerge vivido il gusto dell'autoproduzione ma soprattutto l'immersione totale in una realtà piena di contraddizioni che i Sud Sound System rappresentano rinfrescando il concetto di valenza sociale dell'hip hop.

Sebbene i Sud Sound System non abbiano sfondato a livello di vendite, la loro ricerca culturale prima ancora che musicale ne fa uno dei gruppi che meglio incarnano il primordiale concetto di hip hop, dove l'educazione sposa l'intrattenimento, ed il presente si formula attraverso la lettura del passato. Questo lavoro dà i frutti nei dischi solisti di chi nella posse ha militato, come ad esempio Gopher, già membro anche dell'Isola Posse All Stars ed autore nel 2000 del disco Lu servu de diu.

Le migliori alternative a questo suono corrono sempre sul binario della commistione tra hip hop e reggae, come per la Pooglia Tribe, espressione di ottimi artisti quali Casa Del Fico e Moddi Mc, nati a metà anni novanta ed impegnati in musica maggiormente solare ed ottimista rispetto ai Sud Sound System, sono comunque esplosi solo nel 2000 dopo aver trovato come distributore nazionale la Spaghetti Funk/BMG Ricordi. Torto, LoZio e Reverendo dei Pooglia Tribe, assieme a Tone ed Egitto, compongono anche il gruppo degli Zona 45.

Non si possono infine omettere, parlando di Salento, i demo della fine degli anni '90 di Caparezza, che confluiranno in gran parte nell' album ?! del 2000. In essi il rapper molfettese tratta principalmente argomenti underground, come la critica alle case discografiche, ai truffatori e alla societa' di massa,e il legame con le sue radici pugliesi, ma presenta gia' una vena ironica e autoironica con spietate critiche a parti della stessa cultura Hip Hop tradizionale, ad esempio nelle canzoni Tutto flava e famiglia e La zappa sui piedi. Caparezza in questo periodo scrive anche molti testi ispirati dalla sua fede cristiana (in seguito rinnegata) e alla nonviolenza, come ad esempio Uomini di molta fede, e Cammina solo. I testi presentano una metrica elaborata, anche se non come quella dei dischi successivi,e sono cantati prevalentemente in Italiano, anche se non mancano le eccezioni: sono infatti frequenti strofe e versi in dialetto, specialmente nel demo Con Caparezza...nella monnezza, dove Caparezza collabora con numerosi artisti locali. Inoltre, nella canzone La tua maledizione, l'artista canta in 4 lingue diverse: Italiano, Inglese, Spagnolo e Molfettese. Il lessico usato è inizialmente quello tipico dell'hip-hop, anche se in generale i termini gangsta vengono disprezzati o usati ironicamente, successivamente,pur mantenendo termini volgari e colloquiali, il linguaggio si arricchisce sempre più di termini colti e di un numero sempre maggiore di citazioni, che spaziano dai cartoni animati alla Bibbia: un ottimo esempio di questo stile è l'album version de La fitta sassaiola dell'ingiuria. Le basi sono prevalentemente Hip Hop, (spesso ben fatte e orecchiabili,ma a volte di qualità inferiore) con saltuarie influenze Reggae.Sono presenti, in misura minore, anche influenze Rock, che diverranno dominanti nel Caparezza maturo: l'esempio più eclatante è il brano l'avvoltoio. Dopo ?!, Caparezza si distaccherà sempre di più dall'hip-hop undergound, assumendo una mentalità eclettica con testi più complicati, politicizzati, anticlericali e mordentemente ironici e con basi (eseguite live nei concerti) Rock e Pop,e firmando contratti con majors come EMI e Universal Music Group in seguito al successo commerciale ottenuto.

[modifica] Napoli

Gli albori dell'hip hop napoletano si identificano giocoforza nel centro sociale Officina 99, magazzino industriale nella periferia cittadina dove sono nati ed hanno operato i membri del gruppo 99 Posse indissolubilmente legati all'Officina. Il Centro Sociale è stato anche uno dei punti base da dove sono partiti per la loro avventura i AMNK, gruppo di cui facevano parte anche Polo e Sha One, fondatori successivamente della crew "La Famiglia".

L'hip hop nella città partenopea ruota quasi esclusivamente attorno all'impegno politico, alla militanza di sinistra che è in sintonia con la Lion Horse Posse e l'Onda Rossa Posse. I 99 Posse sanno bene che il loro pubblico non ha molta dimestichezza con le "tecniche" dell'hip hop, il messaggio è il momento centrale in assoluto, così all'Officina non c'è solo un suono strettamente hip hop, ma si alternano gli Almamegretta, i Bisca, Speaker Cenzou e gli Zezi. Lo scenario può in un certo senso ricordare quello del Salento, con un misto di tradizione e musica elettronica, anche se è centrale il ruolo antagonista, portato fieramente al di fuori del centro sociale.

L'Officina diventa coagulatore del movimento Pantera, delle organizzazioni di disoccupati e degli operai con il posto in bilico. Uno dei momenti più importanti si ha il 20 marzo 1993 quando il centro sociale organizza Sotto attacco dell'idiozia, manifestazione di presentazione dell'omonimo album realizzato da 99 Posse, Bisca, Almamegretta. I 99 Posse riescono a cavalcare questo momento di contestazione ed antagonismo, scalando anche le classifiche di vendita, pur mancando di molti elementi chiave del successo discografico: Zulù non è un bello e maledetto, la band inizia spesso i concerti citando una lista dei detenuti politici, eppure il messaggio funziona e viene ripreso anche da speaker Cenzou, di cui ricordiamo una citazione:

« Il rap non deve dimenticare mai una regola fondamentale: che è anche intrattenimento. La conoscenza, la consapevolezza e la responsabilità devono camminare insieme e l'approccio deve essere fluido »
(Speaker Cenzou, da Hip hop italiano. Suoni, parole e scenari del Posse power, Einaudi)

Cenzou è un enfant prodige dell'hip hop partenopeo, quattordicenne partecipa al celeberrimo Curre curre guaglió dei 99 Posse, poi con Neffa e Sottotono, diventando presto un punto di riferimento per le giovani generazioni assieme al collettivo 13 Bastardi. Cenzou è convinto che la scena napoletana si discosti dall'hip hop del nord-Italia, è fame di rivalsa, senza l'ostentazione del successo come è valso per il 99 Posse stessi. Il progetto Malastrada del 1999 testimonia queste idee, anche se uscito per la multinazionale BMG.

A questi artisti si affianca sicuramente l'esperienza de La Famiglia, gruppo formato da Polo e Sha one, dapprima writer (Polo ne è uno dei migliori rappresentanti italiani), poi breaker, infine rapper, per completare quella sperimentazione di tutte le discipline che ne fa dei b-boy veri. Il loro lavoro chiamato 41º Parallelo anticipato dal singolo Mazz' e Panell' con Chief & Soci è solo una minima parte delle loro fatiche, fatte di collaborazioni e jam session e di straordinarie canzoni come "skia o 5" e "Prrr" Dopo anni esce fuori la New School Napoletana composta da vari artisti e gruppi.

Nella zona campana il dialetto viene dunque sempre visto come un modo molto forte di rappresentare il proprio mondo di origine: il successo di un disco come Chi more pe' mme (2005) dei Co'Sang ha dato vita ad una sorta di rinascita del rap napoletano, portando lo stesso gruppo a collaborazioni eccellenti come con i milanesi Club Dogo e con Marracash.

[modifica] Milano e Varese

La prima contrapposizione sulla scena milanese nasce negli anni '90 con la comparsa sulla scena degli Articolo 31, espressione del cosiddetto "muretto" che iniziava però a rappare in italiano, e l'entità nata precedentemente già nel 1988 durante l'esperienza politica e lo sgombero del centro sociale Leoncavallo, ovvero la Lion Horse Posse: un collettivo di attivisti formato da rapper, dj's, videomaker e writer dove inizialmente vedeva anche Lou X tra i suoi componenti e infatti nel 1991 pubblica il suo primo lavoro solista su cassetta Rappresaglia diventata subito fondamentale per il rapporto stretto con i centri sociali milanesi

Storiche sono le murate fatte da Mambo di Parigi (Alphabetik Force/L.H.P) insieme ai fondamentali writers milanesi Kino e Papero-Inox di L.H.P, i numerosi concerti/dance-hall (Discoteca Popolare) fatti in gran parte dell'Europa e in Italia nelle iniziative a carattere sociale. Da ricordare anche i due festival del Parco Lambro organizzati alla fine degli anni '80 dal movimento antagonista milanese dove per la prima volte tutte le "posse" e le "crew" dell'epoca si esibirono su un palco tutte insieme. Alcuni "sociologhi" e "studiosi" ritengono che il desiderio di riconciliazione tra queste due tesi passerebbe attraverso la versione italiana di street credibility, ovvero la credibilità che un esponente del genere acquista dimostrando la propria provenienza dalla "strada", ovvero da realtà dure e difficili, come ad esempio le periferie milanesi Baggio, Bonola, Barona, Milano Nord, Lambrate, ma vista la forte componente socio-politica presente all'epoca che motivava la maggior parte delle "posse", a differenza dal resto della scena, il punto d'incontro lo si trovò nei centri sociali e nelle case occupate.

Da Milano partono alcune delle discussioni sulle tentazioni commerciali del genere, e dopo il tramonto della Lion Horse Posse nel 1994 e la successiva breve formazione di Piombo a Tempo, dove era incisa la storica song "La Lista" con Lou X e C.U.B.A. Cabbal, non si nasconde ma anzi esalta e mantiene le proprie origini "politiche" ma evolvendosi verso nuovi scenari.

Nella città meneghina writers e breakers si erano dimostrati attivi già prima degli anni novanta, ma è la vivacità del Leoncavallo, delle case occupate con le loro numerose rappresentazioni musicali e politiche volte all'aggregazione, soprattutto nel momento in cui Lion Horse Posse decide di distribuire il mix Ancora fuori uscito nel 1993, prodotto dall'indipendente etichetta bolognese Century Vox, e distribuito dalla Sony Music: pur affrontando temi scottanti e scomodi quali il carcere e il capitalismo, imponendo così anche il prezzo imposto in copertina, la scelta di farsi distribuire da una multinazionale crea una grossa discussione nell'ambiente e all'interno delle posse.

Le discussioni seguite ai fatti ha comunque dato l'energia necessaria alla scena milanese per rinnovarsi, anche attraverso un lato meno impegnato o più strettamente commerciale: Milano e le zone limitrofe come Varese producono personaggi come La Pina, gli Otierre ed i Sottotono. La comunanza di intenti di Sottotono ed altre realtà lombarde ha dato vita alla crew nonché etichetta discografica Area Cronica, da cui sono usciti artisti di relativo successo come Bassi Maestro. È questa attività che permette a Milano di vedere nascere nel 1991 anche la rivista AL Magazine, dapprima come semplice fanzine, poi diventata molto curata e autorevole.

Altre realtà minori sviluppatesi a Milano sono salite alla ribalta non tanto per la loro attività musicale quanto per i problemi legati al writing, tra questi i CKC (vicini alla Lion Horse Posse) e la 16K, la cui espressione musicale è l'Armata 16. Quest'ultima,, ha avuto come peculiarità la capacità dei membri di essere intercambiabili nelle discipline, una sorta di via italiana al ritorno alla old school, una riscoperta di radici lontane e diverse, che fungono da insegnamento. Ne è un altro tangibile esempio il writer Fly Cat, dalla fine degli anni novanta in polemica aperta con il rigore della "Tolleranza Zero" voluta dal sindaco dell'epoca Gabriele Albertini per contrastare il fenomeno dei muri imbrattati. Lo scopo di Fly Cat è quello di dimostrare la netta separazione, quasi l'antitesi, che distingue il semplice vandalismo dal writing.

Dall'Armata 16 è anche l'ideale collegamento tra l'hip hop delle posse di fine anni ottanta e il nuovo corso milanese che sul finire degli anni novanta ha dato vita al gruppo Sacre Scuole, diventato poi Club Dogo, oggi sicuramente una delle realtà più fortunate dell'hip hop italiano.

[modifica] La Sardegna

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce hip hop sardo.

[modifica] Storia

[modifica] Gli albori e gli anni '90

Dopo aver doverosamente citato Dj Gruff, sardo di nascita e poi esploso come artista sul continente, la panoramica sulla crescita di questa cultura nell'isola non può prescindere dapprima dal lavoro dei Sa Razza, nati all'inizio del decennio ed ancora attivi, la cui storia ha segnato l'hip hop sardo nei suoi toni più rabbiosi e socialmente impegnati. Il gruppo è stato un artefice dell'hip hop sardo anche dal lato della produzione discografica con l'etichetta Undafunk Records fondata a Torino da Quilo e Trizta, che successivamente porterà alla luce gli album della band e anche quelli del giovane Rawl Mc.

Sulla stessa lunghezza d'onda si pone il lavoro de La Fossa, i quali con sonorità goth hanno realizzato dei dischi di discreto successo, tanto da essere considerati uno dei primi gruppi stile gangsta rap in Italia, Ice One su Biz li ha definiti stile Sardo al 100%, Wigsoo ha definito la Fossa come:

« ... un buco all'interno della Sardegna, le persone sono come tanti cani che si confrontano »

Questo si rispecchia anche nella loro musica, latina per suoni ma oscura per le rime. Questa prerogativa di rudezza ha lasciato comunque spazio negli anni a temi maggiormente riflessivi, ad una ricerca musicale più incentrata sulle radici e sulle tradizioni, ancora forti nell'isola. Provenienti dalla realtà delle posse sono anche i Balentia, nati dalla frantumazione della Morogo Posse e particolarmente predisposti per i temi politici e sociali, e per il rap in sardo. A partire dalla seconda metà degli anni novanta hanno rappresentato molto bene l'hip hop indipendente sardo, andando ospiti a Radio Popolare e partecipando alla finale di Indipendenti '96 a Grosseto, e soprattutto partecipando a The Rap Feeling a Stoccarda nel 1999.

Chiudono la panoramica sull'hip hop dell'isola i Sardo Triba, formazione che si è fatta conoscere per la prima volta al grande pubblico collaborando al disco dei Sottotono Sotto Effetto Stono, la loro carriera si è poi snodata tra il 1997 ed il 1998 tra lavori singoli in 12" e LP, assieme alla cantante Jasmine, ottenendo quel riconoscimento che li ha visti entrare fissi nel collettivo Area Cronica di cui hanno partecipato a diversi lavori e di cui ha prodotto il loro primo vero lavoro Saloon. Animatori e conduttori di programmi radiofonici, i Sardo Triba vanno da testi di forte realismo a digressioni fantastiche, testimoniano la volontà di sperimentazione più che una tentazione isolazionista. Ci sono infine i Menhir, nati dall'unione di membri degli SMP e WAR, gruppi storici nuoresi, ed uno dei primi gruppi a far uso della lingua sarda con voci potenti e a volte raschiate, Dj Gruff ha collaborato con loro in Pecorino sardo, progetto nato dalla loro amicizia. Il loro primo vero album da solisti, però, è l'omonimo Menhir del 2007.

[modifica] Il 2000

La Sardegna ha continuato a rappresentare una miniera di iniziative per il mondo dell'hip hop. Sia come esponente della scena italiana, più o meno underground, sia ricercando un suono ed una capacità espressiva originale, costruita soprattutto sull'utilizzo del sardo e delle altre lingue di Sardegna in luogo dell'italiano, come i gruppi: Funtana Beat (cagliaritano), Limbudos (nuorese) e Stranos Elementos (sassarese). Invece altri rapper, soprattutto cagliaritani quali Caddish, Mentispesse, La CaliFoxi ecc. non ne fanno impiego nei loro testi, volendo che il loro rap possa essere capito da tutti.

Grande rilievo occupa poi la scena hip hop di Sassari, altro punto di riferimento per quanto riguarda l'hip hop in Sardegna che negli ultimi anni 2000 ha messo alla luce varie produzioni di rilevante spessore. È il caso di citare Morto Che Parla, Woodoo Clan, Asthra Gubba, Brigata Klandestina, South Seeds, Gremi Flow, Raighinas, RiGantanti e Nuthin But Trouble crew. L'intesa fra questi gruppi porta alla realizzazione di Esse Esse War, collettivo sassarese sotto il cui nome prende vita un mixtape organizzato in vari volumi, la cui prima parte è già disponibile online in free download.

[modifica] Le lingue dell'isola come veicolo d'espressione

La Sardegna ha trovato nell'utilizzo delle sue lingue un valido veicolo d'espressione per la scena dell'hip hop. La lingua sarda viene largamente utilizzata in diverse produzioni dell'isola, realizzando nella pratica una scena a sé stante rispetto all'Italia, dove la lingua ufficiale è diversa, dove tematiche e modalità espressive possono variare talvolta di molto rispetto alla penisola.[1][2]

Tra i gruppi che invece hanno utilizzato proficuamente la lingua sarda nei loro componimenti vanno ricordati i Menhir tra i primi in assoluto, i Balentia che nel 2001 hanno vinto il premio com miglior proposta originale al 3º Festival della Canzone Sarda, ed i Sa Razza, altro gruppo storico della lingua sarda, autori di cinque lavori discografici tra il 1991 ed il 2002.

Citazione a parte per Dr.Drer & Crc Posse, attivi dal 1992 e, sebbene la loro musica sia un crossover tra rap e ragamuffin, son di fatto un gruppo storico sardo e tra quelli del rap la band più longeva in Sardegna (Sa Razza non produce dischi da 10 anni), ed inoltre hanno ricevuto riconoscimenti internazionali tra cui il Primo Posto al Festival Europeo delle Lingue Minoritarie nel 2009[3].

[modifica] Piemonte

Torino per gli anni 1990 è stata una delle capitali dell'hip hop del Bel Paese soprattutto grazie alla vitalità di un personaggio come The NextOne dapprima, e successivamente dal lavoro svolto a livello musicale da ATPC e dalla loro etichetta La Suite Records. Maurizio Cannavò, in arte The NextOne, è conosciuto come uno dei pionieri di questo movimento, attivo sin dalla prima metà degli anni ottanta, campione del mondo I.D.O. di breakdance, membro della Zulu Nation. Per sua stessa ammissione, il successo avuto nella breakdance non significa il sentirsi sazio di una cultura che va esplorata in tutte le sue forme. Quando NextOne si trasferisce a New York, a Torino la posse più conosciuta era la Devastin' Posse che all'epoca fece uscire per Century Vox il mix TeleCommando, tra le cui fila spiccava il personaggio di Carri D (o Carrier D), una delle poche fly all'epoca, capace come ballerina, rapper ed anche come Dj. Carrie D non ha mai avuto l'onore di registrare un intero album, anche se ha partecipato al disco della trasmissione "Avanzi".

A loro si devono aggiungere Frankie HI-NRG MC che dall'inizio del decennio ha impostato il suo lavoro su rime di alta qualità e di forte impegno sociale; e gli ATPC, attivi sin dalla prima metà del decennio ed in grado di realizzare non solo i loro primi album, ma anche le raccolte 50 MC's e 50 MC's II, che raccoglievano brani da tutta la scena underground italiana, curati da Dj Fede nella sua seconda raccolta. Dei dischi che proponevano veri e propri spaccati dell'Italia underground negli anni novanta, così come poi viene in un certo senso rappresentata nel film Torino Boys dalla colonna sonora curata dall'élite del movimento italiano del periodo.

Parlando di Djing Torino è stata patria di altri virtuosi dei piatti a partire dai Gate Keepaz, per andare ai già citati Fede e NextOne, leader del suo collettivo The Next Level Crew, da cui sono sbocciati talenti come quello di Dj Double S che da metà degli anni novanta ha dato un costante e fondamentale apporto alla scena venendo da una estrazione diversa dai club e dai suoni mixati, dopo un inizio di carriera non molto felice nella breakdance ed il cambio di indirizzo a favore dei vinili dopo l'incontro con Dj Enzo. Altro fenomeno di quella provincia più recente è Kiffa, di Settimo torinese.

L'esperienza acquisita dagli ATPC e da Dj Fede nel corso degli anni ha permesso il costituirsi a Torino di una realtà discografica seria e solida come La Suite Records, che a partire da fine anni novanta ha potuto produrre artisti hip hop e realizzare compilation che hanno dato più forza ad un movimento in espansione. Attualmente l'etichetta produce artisti come Tsu, Principe, Jap e OneMic.

La scena underground si amplia con presenze emergenti di gruppi come gli SpingoBoyz, i Crew011 ed i Barriera Armata che riscuotono ottimi consensi dal pubblico grazie alle collaborazioni con artisti nazionali ormai affermati come Dant,Amir (Featuring SpingoBoyz) ,Jake la Furia e Tormento (Featuring Crew 011) e Glock21 (Featuring Barriera Armata).

[modifica] Calabria e Sicilia

La Sicilia soffre come altre realtà del sud di una certa difficoltà di comunicazione, proprio l'hip hop in alcuni casi ha rappresentato un modo di comunicare tra gruppi. Tra i primi a Messina sono stati i Nuovi Briganti che hanno utilizzato il dialetto su basi di Brigantony. La scena isolana è andata poi spostandosi verso il capoluogo Palermo non solo come musica ma anche come un vivacissimo vivaio di writer. Dal writing discende anche uno dei gruppi che animano la metà degli anni novanta di Palermo, ovvero gli Instabili d'Alto Livello di cui fanno parte Cifra, Stokka e MadBuddy,Da Palermo la scena si sposta nuovamente a Trapani Con i primi gruppi La Zoo Family Formata da ottoleone e barile.

A Messina già dal 1994 sono invece di scena i Fuori Fase, una crew che dopo molte autoproduzioni di norma mixtape, e un tour con Otierre e Sottotono, riesce ad incidere un EP nel 1999 dove emerge una grande cura nella semplicità dei beat ed una peculiarità di chi fa hip hop lontano dai grandi centri di diffusione, ovvero la presenza di questa cultura in ogni momento della giornata, come una sorta di resistenza continua. Un'altra sede dell'hip hop siculo si è dimostrata la zona di Trapani da cui proviene il duo Trinacria Losca, attivo dal 1993 ma fattosi conoscere solo a fine del decennio se non definitivamente dal 2003 in poi. Un grande peso sulla scena rap siciliana ha avuto il gruppo castelvetranese della Dimora del Padrino, nato nel 1995, esordisce con il primo album "Atto Primo" nel 1996, tuttora attivo musicalmente anche grazie alle innumerevoli esibizioni di Aspano Frode, portavoce del gruppo. Da nominare inoltre la crew KLS costituitasi a Mazara del Vallo nel 1995 e diventata assai conosciuta nell'ambiente prima di sciogliersi durante la crisi che ha attraversato l'hip hop dopo il 2000,tuttavia nuovi membri insieme a quelli della vecchia formazione hanno rifondato la crew e sono tutt'oggi in attività.

Il legame forte con la propria terra caratterizza spesso l'hip hop del sud, è questo il caso di Puglia, Sardegna, Sicilia, ma anche della Calabria, come ricordato in alcuni brani della stessa Marya (sorella di El Presidente e Yoshi Torenaga).Maggiori esponenti del genere in terra reggina furono gli Stranimali provenienti da Palmi provincia di Reggio Calabria e da Reggio Calabria e hanno dato il loro contributo alla fine degli anni 90 fino ai giorni nostri, producendo svariati mixtape e collaborando con artisti del calibro di Gente Guasta.

[modifica] Il terzo millennio

Dopo il 2000 l'Italia ha saputo sfornare artisti di hip hop dalle capacità veramente notevoli, senza bisogno della grancassa delle major discografiche. Impossibile non nominare i milanesi Club Dogo tra i gruppi più commerciali sia per il suono che per le rime, come risulta fin dal loro secondo disco "Penna capitale"; Bassi Maestro già attivo negli anni novanta con capolavori come Contro gli estimatori e Foto di gruppo ed autore di sette dischi tra il 2000 ed il 2005. A questi si aggiungono artisti come Mista, Shocca & Frank Siciliano, Lord Bean, Lou X, MentiSpesse All Starz. Il 2004 segna anche il ritorno alla produzione indipendente di un gruppo storico dell'underground come gli Assalti Frontali, negli anni novanta fautori dello studio di registrazione del Forte Prenestino

In un'intervista del 2006 a La Stampa, Piotta affermava che a metà del 2000 l'hip hop italiano si può considerare non più un fenomeno ma una cultura, grazie anche ad artisti entrati in classifica, nonostante questi ultimi spesso ricalchino ancora modelli americani, nonostante siano passati oramai 15 anni dalle prime accuse in tal senso. Sebbene la cultura abbia oramai un discreto seguito, il fenomeno underground non trova adeguata copertura discografica. L'exploit di Mondo Marcio unisce le capacità dell'artista alla "fortuna" di operare a Milano dove c'è attenzione all'hip hop e alla sua cultura, cosa che non si verifica in molta altra parte dell'Italia. Il successo di Marcio solo in conseguenza del contratto con Virgin Records non significa comunque che il successo passi per forza dal contratto con la major, ne è esempio lampante proprio Piotta.

La scelta degli artisti da parte delle major spesso fatta in base alla somiglianza degli artisti stessi con modelli americani, Marcio è stato più volte indicato come il 50 Cent italiano, così come Fabri Fibra rappresentava l'Eminem di casa nostra. Questo porta inevitabilmente a ribadire la frattura tra gli artisti che hanno un certo successo commerciale e quelli che rimangono ancora nell'underground, alle prese con problemi di pubblicazione e distribuzione dei propri lavori (spesso solo demotape, mixtape o altre produzioni considerate "di Serie B" rispetto agli album veri e propri). A questo si aggiunge il fatto che spesso gli artisti underground preferiscono esibizioni live (un esempio sono i sardi Balentia o i romani TruceBoys), oppure le sfide (battle) a colpi di Freestyle che negli ultimi anni hanno visto salire alla ribalta MC come Ensi, Moddi Mc, Clementino.

Nell'underground sono invece ancora presenti canzoni in dialetto. Si va dai 99 Posse ai Sud Sound System, dai Colle der Fomento ad artisti attualissimi come lo stesso Clementino, Lucariello, Co'Sang e la Dimora del Padrino.

Il dialetto in altri contesti ha comunque perso considerazione rispetto all'inizio degli anni novanta, oggi pur essendo ancora presente è considerato un'eccezione. È raro invece tra gli attuali rapper il tentativo di nascondere il proprio accento, risulta così molto chiara sin dalle prime rime la provenienza calabrese di Turi e dei Marvanza, o quella siciliana di Stokka & MadBuddy aka Tast3rs, mentre nel nord i DLH Posse mischiano italiano e friulano e Herman Medrano ribadisce fortemente la propria provenienza veneta sia con l'accento che con interi brani in veneto.

[modifica] Note

  1. ^ Sa limba e lo spirito del rap - Cultura, Sardegna24
  2. ^ Stranos Elementos, musica per dare voce al disagio sociale - La Nuova Sardegna
  3. ^

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • Pierfrancesco Pacoda, Hip hop italiano: suoni, parole e scenari del Posse power, Einaudi, 2000, ISBN 88-06-15473-7
  • Vincenzo Patanè Garsia, Hip-Hop Sangue e Oro, 20 anni di cultura rap a Roma, Arcana, 2002, ISBN 88-7966-266-X
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