Kalimdor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Winterspring)
Kalimdor
Tipo Continente
Saga Warcraft
Ideatore Blizzard Entertainment
Appare in Warcraft III, World of Warcraft, fumetti e libri della serie Warcraft
Caratteristiche immaginarie
Governo diversi
Capo diversi, fra cui Tyrande Soffiabrezza, Thrall, Vol'jin, Baine Zoccolo Sanguinario e Jaina Marefiero.
Nascita Creazione del mondo (continente originale), 10.000 anni prima degli eventi di Warcraft III, in seguito alla Frattura (continente attuale).
Pianeta Azeroth
Razze Elfi della notte, orchi, tauren, troll, umani, draenei, centauri, arpie, verrospini, goblin, qiraji, silitidi, mezzorsi, naga, ogre, draghi blu, draghi bronzei, altre
Mappa di Kalimdor con in evidenza i sotto-continenti.

Kalimdor è uno dei quattro continenti del mondo di Azeroth (insieme a Regni Orientali, Nordania e Pandaria) dell'universo di Warcraft, creato da Blizzard Entertainment. Si trova ad ovest dei Regni Orientali, da cui è separato dal Grande Mare. In origine, gli abitanti principali di Kalimdor erano gli elfi della notte e i tauren, assieme ad altre razze minori quali i centauri e le arpie. Dopo gli eventi narrati nel videogioco Warcraft III: Reign of Chaos e nella sua espansione Warcraft III: The Frozen Throne, orchi, troll, umani e naga sono diventati una presenza importante nel territorio. Con l'espansione The Burning Crusade per il videogioco MMORPG World of Warcraft, anche i draenei si sono stabiliti in diverse regioni del continente. Anche la razza dei goblin ha preso possesso di alcuni territori, con la prossima uscita dell'espansione Cataclysm.

L'antico continente[modifica | modifica sorgente]

In origine, Kalimdor era il nome del primo grande ed unico continente del mondo abitato. Dopo il grande cataclisma generato a seguito della Guerra degli Antichi noto come "la Frattura", quella grande pangea si spaccò dando origine ad una vera e propria deriva dei continenti. Le principali terre emerse divennero allora Kalimdor, Nordania, Pandaria e i Regni Orientali. Kalimdor mantenne il suo nome probabilmente grazie alla presenza sul suo territorio degli elfi della notte, che già chiamavano a quel modo il primo grande continente e che probabilmente ignoravano l'esistenza degli altri due. Kalimdor significherebbe, in lingua darnassiana, "Terra dell'eterna luce stellare".

Suddivisione geografica[modifica | modifica sorgente]

Kalimdor può essere suddiviso in tre differenti regioni[1], cioè Kalimdor Settentrionale, Centrale e Meridionale. La suddivisione comunque cambia a seconda delle fonti: il manuale di World of Warcraft, ad esempio, lo divide solo in Settentrionale e Meridionale, mentre le varie edizioni delle guide a World of Warcraft lo spezzano in nord, centro, sud e in una quarta regione, composta dalla sola isola di Teldrassil. In alcuni altri casi, Kalimdor non viene affatto diviso.

Nei vari episodi della campagna di Warcraft III si sono delineate diverse regioni del continente di Kalimdor, quali la foresta di Valtetra, la regione costiera di Azshara e il Monte Hyjal. Quest'ultimo è stato ripreso anche nella serie di libri La Guerra degli Antichi scritti da Richard A. Knaak, in particolare ne L'abisso. In seguito, World of Warcraft ha definito completamente il continente, le cui regione sono riportate di seguito, suddivise (per comodità) in Kalimdor Settentrionale, Centrale e Meridionale.

Kalimdor Settentrionale[modifica | modifica sorgente]

Mappa generica di Kalimdor Settentrionale aggiornata a Cataclysm.

La parte settentrionale del continente è occupata pressoché per intero dal Monte Hyjal, su cui si trovano gli altri territori e le cui pendici si estendono fino alla foresta di Valtetra e alle regioni costiere di Rivafosca e Azshara.

Azshara[modifica | modifica sorgente]

Azshara è una regione costiera situata nel nordest di Kalimdor. Già presente nelle mappe della campagna di Warcraft III, i giocatori possono avventurarsi qui solamente con l'avvento dell'espansione The Frozen Throne, e soltanto durante la prima missione di tutta la campagna. Azshara viene poi resa accessibile nel MMORPG World of Warcraft, ma rimane una delle zone meno utilizzate fino all'uscita di Cataclysm, dove è stata sviluppata considerevolmente.

In origine questa zona era parte della metropoli elfa di Zin-Azshari. Dopo la Frattura, tutta la zona circostante venne devastata e trascinata sott'acqua. Gli elfi della notte chiamarono questa regione come la loro regina, Azshara, che aveva tradito il suo popolo schierandosi con il Titano Oscuro Sargeras. Secondo molte leggende degli elfi della notte, questa regione è maledetta[2]: tra i fantasmi che la popolano, si trova ad esempio quello del capitano Varo'then, fido servitore della regina durante la Guerra degli Antichi.
Durante gli eventi narrati all'inizio di Warcraft III: The Frozen Throne il fuggiasco Illidan Grantempesta venne rintracciato dalle guardiane di Maiev Cantombroso ad Azshara, dove tentò di far perdere le proprie tracce scagliando contro di loro bestie impazzite, satiri e naga e devastando i villaggi di pescatori che trovava sulla sua strada. Maiev lo raggiunse nel villaggio di Nendis, situato nell'estremo nord vicino al confine con Fontefredda, e cerò di fermarlo, ma il Traditore riuscì a prendere il largo con una barca e lei fu costretta ad inseguirlo via mare[3]. Né Nendis, né alcuno altro di questi villaggi sono presenti in World of Warcraft.

Azshara è situata ad est della foresta di Valtetra, da cui è separata dal corso del Fiume Furialunga, che nasce dalle pendici del Monte Hyjal e sfocia nel Grande Mare dividendo la penisola di Durotar dalle Savane. La regione confina solo per dei piccoli tratti con il Monte Hyjal a nord e Durotar a sud, mentre è circondata quasi per intero dal Grande Mare. Molto probabilmente, soprattutto nelle sue parti più montuose, Azshara costituisce parte delle pendici del Monte Hyjal. La regione forma una C attorno ad un vasto golfo: la maggioranza delle coste sono spiaggiose, anche se sono presenti anche alte scogliere. L'interno del golfo è riempito di piccole isole, e le onde trasformano il mare un vorticare continuo, rendendo così difficoltosa la navigazione. Tutta la regione è costellata di rovine elfiche, e prima del Cataclisma era una zona perlopiù selvaggia: l'Alleanza possiedono solo l'avamposto del Bivacco di Talrendis, mentre l'Orda i villaggi di Valormok e Grim Ulang ( quest'ultimo descritto nel manuale per il gioco di ruolo[4][5] ma assente in World of Warcraft). Fra le montagne nel nord di Azshara ha stabilito la sua torre un arcimago umano, Xylem.

Con l'uscita dell'espansione di World of Warcraft Cataclysm, Azshara ha subito notevoli cambiamenti[6]. I goblin alleati dell'Orda hanno costruito al centro del golfo il Porto degli Acqualorda, modificando poi l'intera regione facendola assomigliare al simbolo dell'Orda stessa[7], e costruendo inoltre una specie di pista da corsa lungo tutta la regione.

Azshara è divenuta così territorio dell'Orda, ma è stata invasa anche da alcuni draghi neri con l'intento di eliminare quanto rimane dello stormo dei draghi blu, costringendo Azuregos e Kalecgos a chiedere l'aiuto di membri dell'Orda.

Fontefredda[modifica | modifica sorgente]

Già presente in Warcraft III, Fontefredda (Winterspring) è una grande regione sulla costa orientale immersa in un perenne inverno. La regione è abitata da diverse creature selvagge, fra cui spiccano yeti, draghi blu e mezzorsi. L'unica cittadina di rilievo è quella goblin di Lungavista[8], anche se gli elfi della notte hanno un ristretto avamposto al Villaggio di Starfall. Nonostante sia affacciata sul Grande Mare, non è una regione costiera, avendo anzi delle scogliere altissime. La regione non ha svolto una parte fondamentale nella storia di Warcraft: i maggiori eventi degni di nota sono le scorrerie dei furbolg della tribù Winterfall, che resi folli dall'intervento dei demoni nella Terza Guerra impazzano per la regione[9]. A Fontefredda ha anche base l'associazione elfica degli Addestratori delle Fiere Glaciali, che addestrano i membri dell'Alleanza a cavalcare i possenti felini nativi della regione. I draghi blu, guidati dall'ultima consorte rimasta di Malygos, Haleh, sorvegliando la grotta di Mazthoril, che scava nelle profondità del Monte Hyjal.

Isola di Brumacremisi[modifica | modifica sorgente]

Situata a nord di Brumazzurra, Brumacremisi (Bloodmyst, da blood, "sangue", e mist, "foschia", un tempo chiamata Silvergale[8]) comprende anche le isolette di Fendragone, Sangue Dannato ed altre quattro minori, di cui non è noto il nome; è stata contaminata molto più pesantemente di Brumazzurra dalle radiazione provocate dalla Exodar[8]. È stata occupata dagli elfi del sangue alleati di Kael'thas Solealto, contro cui i draenei sono in guerra.

Isola di Brumazzurra[modifica | modifica sorgente]

Brumazzurra (Azuremyst Isle, da azure, "azzurro", e mist, "foschia") è una delle due isole maggiori di un arcipelago formato da dieci, introdotto con l'espansione di World of Warcraft: The Burning Crusade; nel suo territorio comprende anche l'isola di Brumargento e quella della Valle di Ammen. È il luogo dove sono arrivati i draenei ad Azeroth; lo schianto della Exodar ha irradiato l'isola, provocando mutazioni nella flora e nella fauna[8].

Exodar[modifica | modifica sorgente]

La Exodar (the Exodar; il nome è simile alla parola inglese exodus, "esodo") è una nave dimensionale, originariamente parte del complesso di Forte Tempesta nella Landa Fatua, con cui i draenei sono fuggiti dalle Terre Esterne per poi schiantarsi sull'Isola di Brumazzurra. Da allora la nave funge da capitale per i draenei, e vi risiede anche il loro leader, il profeta Velen.

Monte Hyjal[modifica | modifica sorgente]

1leftarrow.pngVoce principale: Monte Hyjal.

Si tratta della sommita del Monte Hyjal, anche se spesso questa regione viene chiamata erroneamente proprio Monte Hyjal. È circondata a nord da Radaluna, ad ovest da Vilbosco, a sud da Valtetra, a sud est da Azshara e ad est da Fontefredda. È il luogo dove si trova l'Albero del Mondo Nordrassil, e dove è avvenuta la battaglia finale della Terza Guerra in cui le forze della Legione Infuocata sono state sconfitte e il loro comandante, Archimonde, ucciso. Nei videogiochi era presente in Warcraft III, e con l'espansione di World of Warcraft: The Burning Crusade ai giocatori era possibile rivivere la battaglia. La zona è poi stata resa accessibile all'uscita di Cataclysm.

Radaluna[modifica | modifica sorgente]

Radaluna (Moonglade o anche The Moonglade[10]; da moon, "luna", e glade, "radura") è una piccola regione incassata fra le montagne di Rivafosca, Vilbosco e Fontefredda; è immersa in una notte perenne, illuminata dal chiaro di luna[10]. In World of Warcraft è una regione neutrale, sotto il controllo dei druidi[8] del Circolo Cenariano. La sola città della zona è Nottequieta[10], mentre grand parte della regione è occupata dal Lago Elune'Ara, dove dimora Omen[8], un Antico Guardiano reso folle dai demoni durante la Guerra degli Antichi.

Rivafosca[modifica | modifica sorgente]

Rivafosca (Darkshore) è una striscia litoranea che si affaccia direttamente sul Mar Velato, nella punta nordoccidentale di Kalimdor. La regione è parte del regno degli elfi della notte, ma è principalmente disabitata e costellata di antiche rovine[8]. L'unica città degna di nota era il porto di Auberdine, ma era da poco tempo che gli elfi hanno cominciato a ripopolare la zona[11]. La regione è stata danneggiata pesantemente dal Cataclisma, che ha fra le altre cose distrutto Auberdine, mentre i complotti i naga e il Martello del Crepuscolo hanno cercato di farla sprofondare completamente in mare.

Teldrassil[modifica | modifica sorgente]

1leftarrow.pngVoce principale: Teldrassil.

Teldrassil è il nome dell'Albero del Mondo che ricopre completamente l'isola di Kalidar[12], a nord ovest delle coste di Kalimdor[13]. Dopo la distruzione del precedente Albero del Mondo Nordrassil sul Monte Hyjal, Fandral Staghelm fece piantare quest'altro albero per sostituirlo, ma non essendo stato benedetto dagli Aspetti Draconici divenne corrotto[8]. Sui rami di Teldrassil si trova la capitale del regno degli elfi della notte, Darnassus[8].

Darnassus[modifica | modifica sorgente]

1leftarrow.pngVoce principale: Darnassus.

La città di Darnassus è stata fondata sui rami di Teldrassil in seguito alla Terza Guerra. L'edificio più importante è il Tempio della Luna, da cui Tyrande Soffiabrezza governa gli elfi della notte. Da dopo il Cataclisma, anche gli umani e gli worgen di Gilneas hanno trovato rifugio a Darnassus.

Valtetra[modifica | modifica sorgente]

1leftarrow.pngVoce principale: Valtetra.

Situata fra il Monte Hyjal e le distese delle Savane, Valtetra (Ashenvale) è una foresta molto estesa. Originariamente occupata dai soli elfi della notte, che la considerano la loro patria ancestrale[8], e da driadi e custodi della selva, di recente le forze dell'Orda hanno cominciato a detenerne il controllo. L'accampamento principale è Astranaar. Vi si trova il Canyon della Caduta Infernale, dove Grom Malogrido uccise Mannoroth[8].

Vilbosco[modifica | modifica sorgente]

Vilbosco (Felwood; da wood, "bosco", unito a "fel", termine usato in Warcraft per indicare ciò che ha a che fare con i demoni) è una regione boscosa che si staglia sopra le scogliere di Rivafosca. L'invasione della Legione Infuocata durante la Terza Guerra e l'utilizzo del Teschio di Gul'dan da parte di Tichondrius e di Illidan hanno corrotto la terra e le creature selvatiche[8], rendendo Vilbosco un luogo tetro e pericoloso. I druidi sono costantemente al lavoro per purificare la terra infetta, anche se solo una potente magia divina potrebbe risanarla definitivamente[14].

Kalimdor Centrale[modifica | modifica sorgente]

Mappa generica di Kalimdor Centrale aggiornata a Cataclysm.

Acquemorte[modifica | modifica sorgente]

1leftarrow.pngVoce principale: Acquemorte.

Le Acquemorte (Dustwallow Marsh, probabilmente combinazione di dust, "polvere", e wallow, "sguazzare") sono un grande pantano di difficile abitabilità. Il clan di ogre Mazzapietra aveva una grande base nella regione, da cui è stato scacciato. L'unica roccaforte rimasta è quella umana di Theramore, governata dai Jaina Marefiero, situata sull'omonima isola rocciosa poco distante dalle coste[8][15].

Desolanda[modifica | modifica sorgente]

Desolanda (Desolace; probabilmente dall'inglese desolation, "desolazione") è una regione arida e inospitale situata nell'ovest di Kalimdor, abitata da numerosi clan di centauri[8]. L'unico sito degno di qualche rilievo è il cimitero dei kodo - una ripresa dei più classici cimiteri degli elefanti. La regione sembra oppressa da una specie di maledizione[16], ed è quasi completamente isolata dal resto del continente, con altissime montagne a separarla da Mulgore ad est, Feralas a sud e le Vette di Petrartiglio a nord[16]; i pochi passi che collegano la regione (uno a nord e l'altro a sud) sono impervi e pericolosi. Solo la costa è verde e bella, in netto contrasto col grigio entroterra[16]. Con l'espansione Cataclysm, il Mar Velato su cui Desolanda si affaccia ha fatto breccia nell'entroterra, rendendo nuovamente alcune aree della regione rigogliose.

Durotar[modifica | modifica sorgente]

Nuova patria degli orchi, come le Savane anche Durotar è una terra brulla e sterile. Il nome deriva da quello di Durotan, padre di Thrall[8][17]. Nel nord della regione si trova la città di Orgrimmar, capitale delle forze dell'Orda. A sud est, oltre la costa, si estendono le Isole dell'Eco, patria dei troll della tribù Darkspear da cui erano stati scacciati[8] e che hanno ripreso poco tempo dopo i conflitti a Nordania. Da Orgrimmar, due torri fungono da aeroporto per gli zeppelin diretti a Radure di Tirisfal, Valle di Rovotorto e Tundra Boreale.

Orgrimmar[modifica | modifica sorgente]

Orgrimmar è la grande capitale degli orchi ed una delle più grandi città di Kalimdor. Edificata nelle terre di Durotar per ordine di Thrall dopo la battaglia del Monte Hyjal, Orgrimmar è la base principale dell'Orda. Orgrimmar è divisa in diversi quartieri chiamati Valli; esistono ad esempio la Valle della Forza e la Valle dello Spirito. All'interno della città, nel quartiere chiamato Spelonca delle Ombre (Cleft of Shadow) si trova l'instance del Baratro di Fiamma Furente. La città è stata ricostruita quasi completamente poco prima del Cataclisma, per ordine del nuovo capo Garrosh Malogrido, con quartieri separati per tauren, troll e goblin. Vol'jin, che risiedeva un tempo ad Orgrimmar, ha fatto ritorno alle Isole dell'Eco dopo la loro riconquista.

Mulgore[modifica | modifica sorgente]

Un territorio verdeggiante e pacifico[8], circondato da alte montagne[18], adottato come casa dai tauren dopo che gli orchi li avevano aiutati a scacciare i centauri. Nella regione si trovano tre enormi pinnacoli, simili a quelli che punteggiano i Millepicchi, su cui sorge la città di Picco del Tuono[19]. Nella parte meridionale della regione si trova il Campo Narache, dove vengono addestrati i novizi soldati tauren; il campo è diviso a metà da un grande incendio che bruciò una parte della foresta formando il territorio di Spinairta; l'altra parte del campo è caratterizzata dalla presenza di piccole ma numerose mese.

Picco del Tuono[modifica | modifica sorgente]

Sorta tempo dopo la Terza Guerra su un gruppo di mesa nel nord di Mulgore, Picco del Tuono (Thunder Bluff) è la capitale e il rifugio delle tribù unite dei tauren. La città, di dimensioni piuttosto modeste rispetto alle altre capitali dell'Orda, possiede un complesso collegamento di ponti, elevatori e passerelle sospese che permettono di spostarsi fra i vari altipiani; la salita a piedi è possibile ma difficoltosa. Fino al periodo precedente il Cataclisma la città ospitava il suo leader, Cairne Zoccolo Sanguinario, e altre personalità quali Magatha Totem Truce e Hamuul Totem Runico. Dopo la morte di Cairne la città ha subito un brevissimo controllo da parte di Magatha e della sua tribù, che sono stati esiliati in seguito all'arrivo di Baine Zoccolo Sanguinario, suo successore.

La città è suddivisa in Alture, che corrispondono alle singole mesa; l'Altura dei Cacciatori, l'Altura degli Anziani e l'Altura degli Spiriti, oltre ai tre quartieri centrali: quello più basso collegato agli elevatori e quello più alto dove risiede Baine. In mezzo alla città si trova una torre che costituisce l'aeroporto e l'ascensore della città/montagna.

Savane[modifica | modifica sorgente]

Le Savane (Barrens, tradotto anche come "Terre Aride"[20]) sono presenti sia in Warcraft III che in World of Warcraft, e sono un enorme territorio desertico, con alcune oasi soltanto. Fra i giocatori di World of Warcraft è molto noto l'accampamento di Crocevia (Crossroads), nonché il porto goblin neutrale di Porto Paranco (Ratchet)[8] collegato con la Baia del Bottino nella Valle di Rovotorto nei Regni Orientali. Sono divise in Savane Settentrionali e Meridionali da una crepa piena di lava. Mentre in quelle Settentrionali l'Orda è alle prese con assalti di quilboar, centauri[8] e cultisti di vario genere, quelle Meridionali sono divenute un terreno di battaglia fra Orda e Alleanza. La parte nord delle Savane Meridionali è rifiorita in una specie di giungla grazie agli sforzi del druido Naralex, ma è stata subito contaminata dall'Incubo di Smeraldo.

Vette di Petrartiglio[modifica | modifica sorgente]

Questa catena montuosa (in inglese Stonetalon Mountains; stonetalon è composto da stone, "pietra", e talon, "artiglio"), introdotta già in Warcraft III, forma un "corno" nella costa occidentale di Kalimdor. È dimora di diverse creature pericolose, fra cui le viverne ed arpie[8]. Sulla cima si trova il Picco di Petrartiglio, un luogo sacro agli elfi della notte. Nelle profondità delle montagne si trova anche un dungeon presente in Warcraft III, che in World of Warcraft non è stato ripreso. La regione è estremamente ventosa, e il tempo può cambiare da una leggere brezza a una forte tempesta senza alcun preavviso[21]. Dopo l'apertura delle ostilità fra Orda e Alleanza, come Valtetra la zona è diventata un enorme campo di battaglia dove l'Orda apparentemente prevale.

Kalimdor Meridionale[modifica | modifica sorgente]

Mappa generica di Kalimdor Meridionale aggiornata a Cataclysm.

Il terzo meridionale di Kalimdor è quello in cui si trovano forse i territori più inospitali e selvaggi dell'intero continente. In particolar modo, Silitus e il Cratere di Un'Goro sono i più difficili da raggiungere, e sono pressoché non civilizzati[22].

Ahn'Qiraj[modifica | modifica sorgente]

Ahn'Qiraj (alcune volte indicato con la locuzione "Il Regno Perduto" - The Fallen Kingdom in inglese) è una zona piuttosto estesa che occupa l'angolo sudoccidentale di Kalimdor; confina a nord con Silitus, dove si trova l'unica entrata, e ad est con Uldum. È l'antico regno dei qiraji, governato dal Dio Antico C'Thun, ed è stato per lungo tempo anche base operativa del Martello del Crepuscolo.

Originariamente era accessibile solo come instance, e la zona era inaccessibile nel gioco normale. Con Cataclysm la zona è stata aperta, a causa dell'introduzione delle cavalcature volanti ad Azeroth, ma non ha alcuno scopo pratico. Al suo interno si trovano tuttora le entrare verso le due instance che vi sono ambientate.

Cratere di Un'Goro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Titani (Warcraft)#Un'Goro e Sholazar.

Un'Goro (il cui nome significa "Terra degli Dei" in lingua qiraji[23]; è possibile che per il nome gli autori abbiano preso spunto dal cratere di Ngorongoro, in Tanzania) è un enorme cratere da impatto situato tra i deserti di Silitus e Tanaris. A differenza di essi, è un territorio estremamente rigoglioso, abitato inoltre da dinosauri, gorilla, piante semoventi ed altro[8]. Secondo diversi indizi forniti in World of Warcraft, Un'Goro era una specie di "terreno di prova" per i Titani al momento di plasmare il pianeta, in maniera molto simile al Bacino di Sholazar, a Nordania.

Feralas[modifica | modifica sorgente]

Feralas (il nome riprende quello di una mappa multigiocatore in Warcraft III: The Frozen Throne) è una giungla fitta e brulicante di creature[8], delimitata da Desolanda a nord, i Millepicchi ad est e Silitus a sud, mentre ad ovest si affaccia sul Mar Velato. Vi si trovano molte rovine elfiche risalenti a prima della Frattura, in particolare la città di Eldre'thalas, ad oggi nota come "Maglio Infausto" (Dire Maul)[8]. A Maglio Infausto risiedono gli Shendra'lar, una setta di Eletti che si sono riuniti agli elfi della notte, nonché satiri, ogre e fantasmi; l'arena della città è ancora usata per combattimenti di gladiatori.

Le sentinelle degli elfi della notte, sotto il controllo di Shandris Piumaluna, avevano stabilito una base sull'isola di Sardor, poco distante dalla costa[8]; danneggiata dal Cataclisma, la fortezza è stata sulla terraferma. Un'altra isola, l'Isola del Terrore, abitata da naga e chimere, sì è completamente inabissata dopo il Cataclisma. Feralas è anche la casa di numerosi membri della tribù tauren Totem Truce, fuorilegge nell'Orda.

In World of Warcraft la regione include anche le Terme Fumanti (Steam Pools), che per breve tempo prima della patch 4.1.0 erano una regione a sé stante, la più piccola in assoluto, superando anche l'Approdo di Hrothgar.

Millepicchi[modifica | modifica sorgente]

I Millepicchi (Thousand Needles; tradotto anche come "Mille Aghi"[24]) sono una lunga e profonda gola rocciosa, che parte dai confini orientali di Feralas per arrivare fino all'estremità opposta del continente. Il nome si riferisce alle innumerevoli ed alte mesa rocciose che punteggiano la regione, su cui i tauren hanno costruito i loro accampamenti[8], fuori dalla portata dei tauren Totem Truce e delle tribù di centauri e verrospini. La gola termine con un deserto di sale, ciò che rimane di un antico mare. I punti d'accesso naturali ai Millepicchi sono solo ai confini con Feralas e Tanaris (passando per il deserto di sale); dalle Savane è possibile accedervi tramite un enorme ascensore sorvegliato da membri dell'Orda. Il Cataclisma ha aperto una breccia sul Grande Mare, allagando completamente tutta la regione[25] e salvando solo gli avamposti costruiti in cime alle mesa.

Silitus[modifica | modifica sorgente]

Situato a sud di Feralas, Silitus (Silithus) è un deserto torrido e secco, infestato dalle creature insettoidi silitidi (non è chiaro se uno dei nomi sia basato sull'altro, o se discendano entrambi da una stessa radice), i cui alveari occupano diverse aree nel deserto[8]. A sud si estende Ahn'Qiraj, ciò che rimane dell'un tempo vasto impero dei qiraji. Le forze dei druidi del Circolo Cenariano sono stanziate nella zona, cercando di fermarne l'avanzata[8]. Fu qui che si combatterono la Prima e la Seconda Guerra delle Sabbie Mobili[8].

Tanaris[modifica | modifica sorgente]

Chiamato anche Deserto di Tanaris (Tanaris Desert)[26], si tratta per l'appunto di un deserto, più sabbioso rispetto a Silithus, base delle operazioni dei goblin neutrali a Kalimdor[8]. Vi si trovano alcune rovine elfiche e la maggior parte della regione è in mani ai pirati o ai predoni. Nell'angolo nordoccidentale si trova la città di Zul'Farrak, abitata dai troll Sabbiafurente. Similmente ai Millepicchi, anche parte di Tanaris è stata allagata in seguito al Cataclisma[27]. La base principale di Tanaris è la città goblin di Gadgetzan, mentre un altro sito estremamente importante sono le Caverne del Tempo (Caverns of Time) dei draghi bronzei[8], che contengono una serie di instance in cui il giocatore può rivivere battaglie dei giochi precedenti della serie.

Uldum[modifica | modifica sorgente]

La zona di Uldum è una zona desertica situata a sud di Tanaris e del Cratere di Un'Goro. Il nome di Uldum era già noto precedentemente, figurando assieme a quelli di Ulduar (a Nordania) e Uldaman (nelle Maleterre, nei Regni Orientali) come antica città dei Titani; i meccanismi delle porte che impedivano l'accesso sono stati rotti dal Cataclisma. La zona è abitata da creature simili a centauri felini chiamate tol'vir. Vi si trova il meccanismo titanico che permette la ri-originazione di Azeroth, cioè la distruzione e ricostruzione da zero del pianeta, che è stato preso di mira dai servitori degli Dei Antichi. A Uldum è situato anche l'accesso a Celaria (Skywall), la dimora del Signore Elementale dell'Aria, Al'Akir.

Battaglie[modifica | modifica sorgente]

Il continente è stato luogo di numerosissime battaglie. La più nota è sicuramente la battaglia del Monte Hyjal, ma costituiscono parte importante nella sua storia anche le schermaglie ad Ashenvale fra elfi della notte e orchi, in cui il semidio Cenarius è stato ucciso da Grom Malogrido. Campale è stata anche la Guerra delle Sabbie Mobili avvenuta a Silitus, che vide opporsi gli elfi della notte alle orde degli insettoidi qiraji e silitidi. Altra battaglia importante è stata quella di Theramore, fra gli orchi di Durotar e le armate di Kul Tiras, in cui ha perso la vita l'ammiraglio Daelin Marefiero, padre di Jaina Marefiero.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ellen P. Kiley Lands of Mystery, pag. 74
  2. ^ Autori vari Warcraft: The Roleplaying Game, p. 187-188
  3. ^ Blizzard Entertainment Warcraft III: The Frozen Throne - Terrore dalle Profondità: l'Ascesa dei Naga.
  4. ^ Rob Baxter, Bob Fitch, Luke Johnson, Seth Johnson, Mur Lafferty, Andrew Rowe World of Warcraft: The Roleplaying Game, p. 188.
  5. ^ Autori vari Warcraft: The Roleplaying Game, p.18.
  6. ^ Si noti la differenza fra la mappa prima di Cataclysm e dopo Cataclysm
  7. ^ Cataclysm starting zone lore and other new details revealed su www.wow.com. URL consultato il 23-08-2010.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad Elizabeth Wachowski, Know Your Lore Special: Tales of Kalimdor, WoW Insider. URL consultato il 21-01-2011.
  9. ^ Vari autori Warcraft: The Roleplaying Game, p.211-212.
  10. ^ a b c Autori vari Warcraft: The Roleplaying Game, pag. 203, 204
  11. ^ Ellen P. Kiley Lands of Mystery, pag. 12
  12. ^ Rob Baxter, Bob Fitch, Luke Johnson, Seth Johnson, Mur Lafferty, Andrew Rowe World of Warcraft: The Roleplaying Game, pag. 19
  13. ^ Ellen P. Kiley Lands of Mystery, pag. 20
  14. ^ Vari autori Warcraft: The Roleplaying Game, pag. 200-201
  15. ^ Rob Baxter, Bob Fitch, Luke Johnson, Seth Johnson, Mur Lafferty, Andrew Rowe World of Warcraft: The Roleplaying Game, pag. 18
  16. ^ a b c Autori vari Warcraft: The Roleplaying Game, pag. 194
  17. ^ Christie Golden, Rise of the Horde, Pocket Star, 2006, pag. 266. ISBN 978-0743471381.
  18. ^ Autori vari Warcraft: The Roleplaying Game, pag. 205
  19. ^ Rob Baxter, Bob Fitch, Luke Johnson, Seth Johnson, Mur Lafferty, Andrew Rowe World of Warcraft: The Roleplaying Game, pag. 20
  20. ^ Christie Golden World of Warcraft: La Distruzione: Preludio al Cataclisma, glossario.
  21. ^ Autori vari Warcraft: The Roleplaying Game, pag. 208
  22. ^ Ellen P. Kiley Lands of Mystery, pagg. 49-50
  23. ^ World of Warcraft - Blizzard Entertainment The Prophecy of C'Thun, testo fornito al completamento della missione "The Calling"
  24. ^ Christie Golden World of Warcraft: La Distruzione: Preludio al Cataclisma, pag. 287.
  25. ^ Forums - World of Warcraft
  26. ^ Vari autori Warcraft: The Roleplaying Game, pagg. 210, 2111, 230
  27. ^ http://forums.worldofwarcraft.com/thread.html?topicId=23425524394&sid=1&pageNo=1 L'affermazione è posta in modo scherzoso, affermando che "Alcuni goblin di Tanaris hanno saggiamente investito in beni immobili nel deserto e ne hanno raccolto i benefici quando sono diventati proprietà costiere. (Some Tanaris goblins wisely invested in desert real estate and reaped the benefits when it became beach-front property.)"

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

(EN) Kalimdor in Wowpedia, Curse Inc.

Warcraft Portale Warcraft: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Warcraft