William Gerhardie

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William Alexander Gerhardie (San Pietroburgo, 21 novembre 1895Londra, 15 luglio 1977) è stato uno scrittore e drammaturgo inglese.

Gerhardie (o Gerhardi, perché aggiunse la e da sé per affettazione nel 1971) era nato in Russia, ma nella colonia di inglesi, e benché conoscesse il russo e il francese scrisse sempre in inglese. Molto apprezzato da altri scrittori, quali Anthony Powell, H. G. Wells, Evelyn Waugh, Graham Greene o Olivia Manning che lo considerarono collega e maestro, e nonostante i critici apprezzassero il suo lavoro, non ebbe tuttavia, dopo il primo romanzo (del 1922), continuità di successo di pubblico e dal 1938 smise di pubblicare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Charles era un ricco industriale d'origine belga, ma dovette abbandonare l'attività e si trasferì a Londra con la famiglia nel 1913, quando la comunità inglese di San Pietroburgo si aspettava la prossima rivoluzione. William, che aveva cominciato gli studi in Russia, studiò al Kensington College di Londra (1913-1916) e, a 24 anni, al Worcester College di Oxford. Durante la prima guerra mondiale venne mandato proprio in Russia, presso l'ambasciata inglese della sua città natale, poi nella missione militare in Siberia.

Dopo la guerra viaggiò a lungo, quindi si decise a scrivere. Il suo primo romanzo, Futility (1922) fu segnalato da Katherine Mansfield e introdotto da Edith Wharton. Scritto a Cambridge, ricostruiva la sua esperienza russa con comicità e nichilismo, qualcosa come una lunga attesa di un incontro che non avviene, d'un nemico che non c'è. Il protagonista corteggia inutilmente la figlia di un patriarca che è circondato da parenti e affini in un grande tipico circo da famiglia russa. Illusione e delusione, desiderio e svagatezza, buonumore e umor nero si mescolano mentre arriva una guerra che non arriva, di una "vera vita" che non parte. C. P. Snow lo ha considerato il romanzo più importante di quella generazione di scrittori.

Legato alla vena tragico-comica di molta letteratura russa (l'asse che va da Gogol' a Bulgakov, ma con una buona dose di Čechov che studiò in dettaglio), si fece subito notare per stile e temi, tanto che Evelyn Waugh gli disse: "Io ho talento, ma tu hai genio".

Il suo secondo libro, The Polyglots (1925), riprese l'argomento e l'humour del primo. Qui il capitano Diabologh ha a che fare con personaggi sempre più bizzarri, paranoici, ipocondriaci e maniacali. La critica confermò l'interesse e Max Aitken, politico e benefattore, decise di aiutarlo economicamente.

Preso dalla vita mondana, William scrisse Doom (1928), oggi considerato il suo capolavoro, e Pending Heaven (1930), poi Resurrection (1934), che ha a che fare con la propria esperienza di viaggio fuori dal corpo e che contribuì a renderlo ancora più eccentrico agli occhi della buona società inglese che frequentava.

Davanti a Of Mortal Love (1937) non si sapeva più se ridere o prendere distanze, mentre My Wife's the Least of It (1938) è un altro paradosso, perché William non si sposò mai, mentre le sue relazioni erano pubblicizzate dai giornali di gossip.

All'arrivo della seconda guerra mondiale, nessuno aveva voglia di altre spiritosaggini, per quanto eleganti, o forse lui stesso, legatissimo alla madre, cominciò a chiudersi nella depressione e visse gli ultimi anni in povertà e quasi da recluso. Un'altra lettura è che il suo uso di elementi tragici e comici e l'interesse verso le percezioni extrasensoriali, i fenomeni di bilocazione, le strane sincronicità e coincidenze, le anomalie temporali e altri aspetti del paranormale lo avessero reso troppo preoccupato e ossessionato, fino a fargli decidere una specie di eremitaggio nel suo appartamento, da dove però raggiungeva i sempre meno amici con lunghissime, estenuanti telefonate a tutte le ore su strani argomenti.

Nel 1975 uscì This Present Breath in 4 volumi. Scrisse anche diverse commedie e fu membro dell'Ordine dell'Impero Britannico e dell'Ordine di San Stanislao.

Morì dimenticato, nel 1977, e da allora ogni tanto torna in voga e poi si dimentica nuovamente. In ogni caso, la critica continua a considerarlo uno scrittore interessante e sorprendente.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Futility (1922)
  • Anton Chehov: a Critical Study (1923), saggio
  • The Polyglots (1925)
  • A Bad End (1926)
  • Pretty Creatures (1927)
  • The Vanity Bag (1927)
  • Donna Quixote: or, Perfectly Scandalous (1927), commedia
  • Doom (1928)
    • My Sinful Earth
    • Eva's Apple. Jazz and Jasper
  • Matthew Arnold: and a Few Others (1929), saggi
  • Pending Heaven (1930)
  • Memoirs of a Polyglot (1931)
  • The Memoirs of Satan (1932), con Brian Lunn
  • The Casanova Fable (1934), con Hugh Kingsmill (biografia di Giacomo Casanova)
  • Resurrection (1934)
  • Meet Yourself as You Really Are (1936), con il principe Leopold zu Loewenstein
  • Of Mortal Love (1936)
  • My Wife's the Least of It (1938)
  • The Romanovs: Evocation of the Past as a Mirror for the Present (1939)
  • Collected Works (1947-49, e ampliato, a cura di Michael Holroyd, 1970-74)
  • This Present Breath (1975)
  • God's Fifth Column: a Biography of the Age, 1890-1940 (1981)
  • Antologie che contengono suoi racconti:
    • When Churchyards Yawn (1931)
    • A Century of Creepy Stories (1934)
    • The 3rd Fontana Book of Great Ghost Stories (1966)
  • Biografia:
    • Dido Davies, William Gerhardie: a Biography. Oxford University Press 1991

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • articolo di Malcolm Murrayridge (1982)

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