Wilhelm Meyer-Lübke

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Wilhelm Meyer-Lübke (Dübendorf, 30 gennaio 1861Bonn, 4 ottobre 1936) fu un linguista e filologo svizzero. Romanista, fu sostenitore dell'applicazione dei principi neogrammaticali al dominio romanzo ed è noto anche per essere stato, con Friedrich Christian Diez, uno dei fondatori della linguistica romanza.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia benestante dello zurighese, dal 1879 studiò filologia classica, filologia romanza ed indoeuropeistica nell'Università di Zurigo, dove, nel 1883 si laureò. Nel biennio (1882-1883) si era recato a Berlino dove partecipò prima alle lezioni del noto indoeuropeista Johannes Schmidt, da cui apprese il metodo neogrammaticale, e poi a quelle di Adolf Tobler.

Nel 1884 ottenne la venia legendi a Zurigo nonostante non presentasse nessuna tesi di abilitazione alla libera docenza. Tra il 1885 e il 1887 fu a Parigi per sostituire Gaston Paris all'École pratique des hautes études e prende parte alle lezioni di Arsène Darmesteter. Nel 1887 ottenne la libera docenza in linguistica comparata all’Università di Jena. Nel 1890, si trasferì all'Università di Vienna dove insegnò filologia romanza con Adolfo Mussafia. Qui ricoprì anche le cariche di preside della facoltà di lettere prima (a. a. 1905-1906) e di rettore dell'ateneo poi (a. a. 1906-1907). Infine nel 1915 accettò la cattedra di filologia romanza all’Università di Bonn, dove continuò ad insegnare sino alla sua morte.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Italienische Grammatik, Leipzig, Verlag von O. R. Reisland, 1890.
  • Grammatik der Romanischen Sprachen, Leipzig, 3 voll., Fues's Verlag (R. Reisland), 1890-1902, voll. 4.
  • Einführung in das Studium der romanischen Sprachwissenschaft, Heidelberg, C. Winter, 1910 (3ª edizione; 1ª ed. 1901).
  • Historische Grammatik der franzosischen Sprache, Heidelberg, C. Winter, 1913-1921, voll. 2.
  • Romanisches etymologisches Worterbuch, Heidelberg, C. Winter, 1935 (3ª edizione; 1ª ed. 1911).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guillem Calaforra i Castellano, Wilhelm Meyer-Lübke i das Katalanische, Barcellona, Institut d'Estudis Catalans, 1998, pp. 20 sgg. [1]
  • Petra Boden, Rainer Rosenberg (a cura di), Deutsche Literaturwissenschaft 1945-1965: Fallstudien zu Institutionen, Diskursen, Personen, Akademie Verlag, 1997, p. 403.

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