Wilfrid Sellars

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Wilfrid Stalker Sellars (Ann Arbor, 20 maggio 1912Pittsburgh, 2 luglio 1989) è stato un filosofo statunitense.

Era figlio del filosofo Roy Wood Sellars.

Wilfrid Sellars insegnò filosofia all'Università del Minnesota, a Yale, e poi a Pittsburgh, dove divenne una figura fondamentale per la cosiddetta "scuola di Pittsburg": Robert Brandom, John McDowell, e John Haugeland.

È considerato uno dei più grandi filosofi americani del dopoguerra. I suoi contributi principali sono in filosofia della mente, del linguaggio e della scienza. Si distingue da molti filosofi "analitici" per il suo interesse per la storia della filosofia[1] e per la sua concezione sistematica della filosofia.

Fu studente di Marvin Farber, allievo di Edmund Husserl, e tramite lui fu influenzato dalla fenomenologia:

« Marvin Farber led me through my first careful reading of the Critique of Pure Reason and introduced me to Husserl. His combination of utter respect for the structure of Husserl's thought with the equally firm conviction that this structure could be given a naturalistic interpretation was undoubtedly a key influence on my own subsequent philosophical strategy. »
(W. Sellars Autobiographical reflections)

La sua opera più conosciuta è probabilmente il saggio del 1956 "Empirismo e filosofia della mente", pubblicato in italiano, con introduzione di Richard Rorty, da Einaudi (2004) in cui attacca quello che lui chiama "Mito del dato" (The myth of the given).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Philosophy without the history of philosophy, if not empty or blind, is at least dumb" ("la filosofia senza la storia della filosofia è, se non vuota o cieca, perlomeno ottusa/muta", Sellars 1967, p.1)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 88661525 LCCN: n50006855

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