Wikipedia:Oracolo

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Gravidanza con più padri[modifica | modifica wikitesto]

Come si chiamano scientificamente quelle gravidanze in cui si ha un contributo di più maschi diversi, tipo le gravidanze dei gatti

--79.47.58.148 (msg) 00:39, 1 mar 2015 (CET)

È una domanda? --Captivo (msg) 02:11, 1 mar 2015 (CET)
Superfetazione e/o superfecondazione, in particolare credo tu ti riferisca alla superfecondazione eteropaternale: leggi qui.--95.235.49.206 (msg) 16:03, 1 mar 2015 (CET)

Guru indiano[modifica | modifica wikitesto]

Qual è il nome del Guru indiano, morto circa dieci anni fa, le cui ceneri sono state portate al cimitero dei frati di Assisi?

--217.19.148.54 (msg) 11:01, 2 mar 2015 (CET)

Aram --Sesquipedale (non parlar male) 12:57, 2 mar 2015 (CET)

La/il template[modifica | modifica wikitesto]

  • O potente fratello,
  • in rima ti interpello.
  • La parola "template" è il mio oggetto,
  • ti prego, rispondi, soddisfa il mio diletto.
  • Il o la, articoli, intendo,
  • qual devo anteporre, grammatica permettendo?

(In poche parole, che articolo si usa per la parola "template" (ci sono due fazioni)? Quale preferite usare solitamente?)


--FraDeb 15:41, 3 mar 2015 (CET)

Su wiki l'ho visto sempre maschile, ma non esistono le fazioni, bensì si osserva il genere m/f del corrispondente termine in italiano che meglio lo traduce. Te ne puoi rendere conto leggendo l'incipit di Template. --Pracchia 78 (scrivimi) 15:55, 3 mar 2015 (CET)
Invece posso assicurarti che pian piano si sono formate due vere proprie fazioni contrapposte XD C'è chi morirebbe per sostenere che "template" sia maschile, e chi invece il contrario. (un po' come la pronuncia del suffisso .gif) FraDeb 20:36, 3 mar 2015 (CET)
Sono ragionevolmente convinto di non aver mai sentito usare la forma femminile, sempre e solo "il" template, intendendolo come corrispondente di "modello", "schema", "prototipo" (vuol dire anche "sagoma", femminile, ma da quel punto di vista sono probabilmente fortemente influenzato dall'uso informatico, in cui quella traduzione avrebbe ben poco significato). Forse proprio per l'assoluta preponderanza dell'uso al maschile nell'ambito informatico, che maggiormente fa uso di tale parola all'interno del proprio gergo tecnico, la diffusione delle due forme nel web pare anch'essa nettamente sbilanciata verso il maschile. -- Rojelio (dimmi tutto) 16:05, 3 mar 2015 (CET)
In cinque anni di Wikipedia mai visto "la template". --Franz van Lanzee (msg) 18:23, 3 mar 2015 (CET)
"Template" è un maschio. "GIF" è una femmina. L'oracolo ha parlato. -- L'oracolo (maschio) 21:16, 3 mar 2015 (CET)
No, sono entrambi bisex con tendenze trans. --Ricordisamoa 20:04, 18 mar 2015 (CET)

mi sono perso una pagina[modifica | modifica wikitesto]

Stavo cercando una pagina di wikipedia su di una costruzione da parco/giardino che non ritrovo più accidenti. Si tratta di una piccola cupola, cappella, edicola, o rotonda, che posizionata nei parchi pubblici cittadini, offre un tetto ed un piccolo rialzo ad eventuali gruppi musicali. Un elemento architettonico in disuso di cui non ricordo il nome.


--95.238.65.18 (msg) 20:35, 3 mar 2015 (CET)

Belvedere (architettura) --Lepido (msg) 21:12, 3 mar 2015 (CET)
Grazie mille. In verità cercavo Cassa armonica (architettura), ma l'ho trovata facilmente partendo proprio da belvedere.--95.238.65.18 (msg) 00:31, 5 mar 2015 (CET)

w per viva[modifica | modifica wikitesto]

La w per abreviare la parola viva quando si è iniziata a usare in italia?

--82.59.35.128 (msg) 12:21, 5 mar 2015 (CET)

Forse per W Verdi?--95.235.50.93 (msg) 15:45, 5 mar 2015 (CET)

Ingiuria?[modifica | modifica wikitesto]

La domanda (fatta in presenza di 1 testimone) "Guardi le foto pornografiche?" è un ingiuria? In caso affermativo, a quanto ammonta la pena?--93.144.115.66 (msg) 17:30, 5 mar 2015 (CET)

Credo sia prevista la pena di morte. --Captivo (msg) 22:54, 6 mar 2015 (CET)
Cento giri di chiglia per quel pendaglio da forca, altro che! --L'Oracolo piratesco confidati col nostromo 00:25, 7 mar 2015 (CET)
A dispetto della folla di giustizialisti di cui sopra (:-)), l'ingiuria è punita (dal decreto legislativo 274/2000, che ha modificato la disciplina del codice penale e attribuito la competenza del reato al giudice di pace) con la multa da 258 a 2.582 €. Sono previste due circostanze aggravanti specifiche: la pena è aumentata se l'ingiuria avviene alla presenza di più persone (almeno altri due oltre all'offeso); la pena consiste invece nella multa da 258 a 2.582 € o nella permanenza domiciliare da 6 a 30 giorni o nel lavoro di pubblica utilità da 10 giorni a 3 mesi (la stessa pena della diffamazione), se l'offesa consiste nell'atribuzione di un fatto determinato (ma non esiste un criterio universale per stabilire che cosa sia un "fatto determinato" e le interpretazioni sono le più varie). Sono poi previste varie cause di non punibilità speciali negli articoli da 596 a 599 del codice penale.
"Guardi le foto pornografiche?" potrebbe essere un esempio di "ingiuria obliqua", cioé l'offesa all'onore o al decoro di uno commessa tramite domande oltraggiose ("sei stato tu a rubare?"). Il problema con i delitti contro l'onore (ingiuria e diffamazione), però, è che si reggono molto sull'interpretazione dei giudici e quindi non è possibile dare dei criteri univoci: così, secondo la Cassazione dare dello "iettatore" a qualcuno è reato ma dare del "cornuto" non lo è se ci si premura di omettere il cognome dell'interessato rendendolo non bene identificato. --Franz van Lanzee (msg) 12:33, 7 mar 2015 (CET)
Aggiungiamo che che c'è un termine di tempo per presentare la querela. --Pracchia 78 (scrivimi) 15:01, 7 mar 2015 (CET)
E aggiungiamo anche che Wikipedia non dà consigli legali. --Dry Martini confidati col barista 08:47, 8 mar 2015 (CET)
Soprattutto quando sono sbagliati. --Pèter eh, what's up doc? 19:44, 10 mar 2015 (CET)
Interessante modalità quella con la quale si confuta una affermazione portando come fonte l'affermazione stessa. Mah. --Captivo (msg) 22:32, 12 mar 2015 (CET)

Emistichio e cesura: definizione[modifica | modifica wikitesto]

Ciao a tutti, non comprendo bene la definizione perché mi sembra un cane che si morde la coda:
- Emistichio: una delle due parti in cui un verso è diviso da una cesura
- Cesura: demarcazione ritmica che delimita gli emistichi
Da cui potrei sostituire le definizioni e dire "Emistichio: una delle due parti in cui un verso è diviso da una [demarcazione ritmica che delimita gli emistichi]..."
Forse sarebbe meglio spiegarla come: quando ho un verso diviso in due parti da una demarcazione ritmica, chiamo emistichio ciascuna delle due parti e cesura la demarcazione ritmica.
--151.46.69.150 (msg) 19:03, 6 mar 2015 (CET)

È esattamente ciò che la voce già dice: definisce la cesura ("ogni demarcazione ritmica statisticamente significativa all'interno di un verso sufficientemente lungo") e si limita a constatare, come informazione collaterale, che le parti del verso così identificate si chiamano emistichi.
Hai semplicemente frainteso quell'ultimo pezzo di frase. Se vuoi renderla più esplicita puoi semplicemente sostituire quel ", di cui delimita gli emistichi" con un più esplicito "; le parti di verso così identificate prendono il nome di emistichi": in tal modo diventa del tutto palese che non stiamo definendo circolarmente la cesura in funzione degli emistichi, ma che sono questi ultimi ad essere sempre e solo definiti in funzione della cesura. -- Rojelio (dimmi tutto) 19:44, 6 mar 2015 (CET)
Hai ragione! Mi son sognato una virgola: "[...]ogni demarcazione ritmica, statisticamente significativa all'interno di un verso sufficientemente lungo, di cui delimita gli emistichi.". Ed ero talmente certo di averla letta ieri che son andato a vedere nella crono pagina le modifiche pensando qualcuno l'avesse variata dopo aver letto il mio intervento. --151.44.175.252 (msg) 11:05, 7 mar 2015 (CET)

Telefilm '80[modifica | modifica wikitesto]

Ciao. Mi ricordo di un telefilm americano dove un personaggio, verosimilmente indiano, siccome aveva nel suo nome troppe e impronunciabili sequenze di lettere, veniva soprannominato "Alfabeto". Che telefilm era? --89.96.233.82 (msg) 14:22, 9 mar 2015 (CET)

Dovrebbe essere Stazione di polizia.—GJo ↜↝ Parlami 13:20, 10 mar 2015 (CET)

commedia dell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Quale è la più antica maschera della comedia del arte?

--95.247.22.119 (msg) 11:44, 10 mar 2015 (CET)

La più antica in assoluto non penso si possa stabilire, soprattutto perché le maschere della commedia dell'arte si sono evolute e modificate nel tempo, prendendo sempre parte delle caratteristiche di quelle precedenti. Comunque tra le più antiche sicuramente c'è il servo Zanni (l'"antenato" di Arlecchino e Brighella). --Matafione (msg) 14:59, 14 mar 2015 (CET)

PRIMA TRADUZIONE ITALIANA DE "IL PROFETA"[modifica | modifica wikitesto]

A chi si attribuisce la prima traduzione italiana de "Il Profeta" di Kahlil Gibran? In base ad alcune fonti che ho consultato, ho trovato E. Niosi-Risos. Mi occorrerebbe conoscere il nome completo (cioè, la E. per quale nome sta?).


--217.19.148.54 (msg) 11:47, 10 mar 2015 (CET)

Qui c'è una Eirene Niosi-Risos, ma non riesco a capire se è la stessa persona. --Syrio posso aiutare? 12:15, 10 mar 2015 (CET)

Sì, è questo il nome che cercavo. Grazie! --217.19.148.54 (msg) 18:19, 10 mar 2015 (CET)

Studente MFN in crisi[modifica | modifica wikitesto]

Sommo oracolo so che non sei uno sportello di ascolto, uno psicologo o un manuale di studio, ma sono qui perché vorrei chiedere a qualcuno che frequenta le tue pagine e che sia uno studente o laureato in una materia scientifica come faccia a tenere in mente e padroneggiare le molte nozioni - anche e spesso complesse - che si incontrano nel proprio percorso di studi. Sono uno studente al 3 anno, in corso, e anche con un buon profitto ma per nulla soddisfatto perché mi son reso conto che di quanto appreso in questi anni molto me lo son perso per strada.
Giusto prima di scrivere qui mi son fatto un test e mi son chiesto, a caso, dei vari corsi seguiti al primo anno una domanda specifica non troppo complessa: ad esempio in fisica (calcolarmi il momento d'inerzia di una sfera omogenea, il teorema di huygens-steiner, teorema di poinsot); in algebra lineare (teorema spettrale); in informatica algoritmi di rimpiazzo pagina (solo andando a rileggere mi son raccapezzato tra fifo e lru), legge di amdahl, o in matematica il teorema di carnot (coseno) ecc... ma di tutti questi argomenti se non fossi andato a riguardare non riuscivo bene a raccapezzarmi (alcuni nemmeno enunciarli) eppure li ho fatti solo 2 anni fa!! So che esistono questi argomenti, se li rileggo li capisco al volo, ma non saprei di certo sostenere un esame perché verrei bocciato sicuramente o non saprei rispondere a una domanda di qualcuno che chieda di spiegarglieli senza un libro sottomano, e questo mi fa un po' arrabbiare. Sono esami che ho preparato anche in un mese o due, argomenti che ho capito e non imparato a memoria a macchinetta, però non avendo più toccato queste materie me li son dimenticati e per questo mi chiedo: ma voi come fate? Probabilemte sbaglio nello studio. Se vi chiedono queste cose come fate ad avere la risposta pronta, perché un laureato credo debba saper gestire tutto ciò che ha studiato, ebbene io non ci riesco!! Grazie per i consigli :-)--5.90.71.120 (msg) 16:13, 10 mar 2015 (CET)

Caro studente anonimo, è assolutamente normale dimenticarsi la dimostrazione del teorema di Rolle il giorno dopo l'esame di analisi 1, o quando si utilizzano i polinomi di Legendre. Quello che l'università ti insegna è che questi strumenti esistono, ti insegna il processo per arrivare a questi risultati, se proprio vogliamo ti insegna a capire cosa devi scrivere nella casella di ricerca di un qualsiasi motore. Il fatto che tu rileggendo enunciati o dimostrazioni sei in grado di capire rapidamente di cosa si tratti, è la dimostrazione che lo studio non è stato fatica sprecata. D'altronde, per correre i 100 metri in meno di 10 secondi, bisogna correre molto più di 100 metri. Personalmente trovo più preoccupante il fatto che ti sia dimenticato le regole sull'uso delle maiuscole (è qualcosa che dice molto di più di quanto uno non pensi). --Cruccone (msg) 17:54, 10 mar 2015 (CET)
Grazie per la risposta e per le future eventuali repliche, accetto la bacchettata e ammetto la mia pigrizia :-P [edito].
In effetti il problema è che mi infastidisce proprio non ricordarli, sostanzialmente paragonavo il non ricordare queste cose al non ricordare un periodo storico studiato alle superiori (sarebbe assurdo) e infatti con questa materia non mi capita, seppur mi piaccia meno. Forse è dovuto anche alla complessità differente delle materie in gioco: una più astratta e l'altra discorsiva. --5.90.3.120 (msg) 19:47, 10 mar 2015 (CET)
È come imparare un percorso: sai da dove devi passare, devi saper guidare ma non devi ricordare l'angolo con cui svolti a un incrocio. --Vito (msg) 19:56, 10 mar 2015 (CET)
Questo ti valga come invito a non vendere i libri dell'università, un giorno ti serviranno di nuovo.--l'etrusco (msg) 23:10, 10 mar 2015 (CET)
Giammai! Mai passato per l'anticamera del cervello di venderli. --5.90.6.57 (msg) 00:09, 13 mar 2015 (CET)
Beh ma non si studia per imparare nozioni, si studia per imparare ad imparare. --93.36.17.2 (msg) 23:56, 13 mar 2015 (CET)
Avete tutti ragione, ma forse le mie preoccupazioni sono un lascito dell'impostazione del periodo delle superiori dove bisognava sapere tutto e molto. E quindi mi sento poi in colpa se qualcosa mi sfugge, mi rivedo i prof. arrabbiati, ma le nozioni son davvero troppe anche per un HDD XD. --5.90.13.54 (msg) 11:23, 14 mar 2015. (CET)

casa editrice italiana[modifica | modifica wikitesto]

Qual è la più antica casa editrice ancora in attività in italia? --80.117.219.220 (msg) 13:19, 12 mar 2015 (CET)

Non ti fidi più di Google? Io ho trovato che è (sarebbe) questa. --Pracchia 78 (scrivimi) 11:04, 13 mar 2015 (CET)
grazie e chiedo scusa se vi ho fatto perdere tempo.--79.18.183.166 (msg) 12:21, 14 mar 2015 (CET)
Ma figurati :-) Buone letture! --Pracchia 78 (scrivimi) 12:24, 14 mar 2015 (CET)

INFORMAZIONI SU KAHLIL GIBRAN[modifica | modifica wikitesto]

Buongiorno! Avrei bisogno di alcune informazioni su Kahlil Gibran.

Queste sono le opere su cui mi occorrono chiarimenti. Mi occorre, cioè, sapere i nomi estesi dei curatori e dei traduttori dei testi scritti in grassetto.

“Prose Poems”, traduzione dall’arabo di A. Ghareeb, Knopf, New York 1934

“Secrets of the Heart”, a cura di A.R. Ferris, Philosophical Library, New York 1947

“Spirits Rebellious”, traduzione dall’arabo di M.H. Nahmad, Knopf, New York 1948, e traduzione italiana di G. Angarano, Roberto Rossi Testa e Younis Tawfik, Guanda, Milano 1995

“A Treasury of Kahlil Gibran”, a cura di M.L. Wolf, traduzione dall’arabo di A.R. Ferris, Citadel Press, New York 1951

“The Broken Wings”, traduzione dall’arabo di A.R. Ferris, Citadel Press, New York 1957 (edizione italiana “Le ali infrante”, a cura di S. Bushrui e Isabella Farinelli, Insieme Gruppo Editoriale, Recco 1992)

“The Procession”, a cura di G. Kheirallah, The Wisdom Library, New York 1958

“Beloved Prophet: The Love Letters of Kahlil Gibran and Mary Haskell and her Private Journal”, a cura di V. Hilu, Knopf, New York 1972

“Blue Flame: The Love Letters of Kahlil Gibran to Mayy Ziyadah, a cura di S. Bushrui e S.H. al-Kuzbari, Longman, Burnt Mill 1983 (edizione italiana a cura di Isabella Farinelli, in preparazione)

“Le tempeste”, traduzione dall’arabo di V. Colombo, Feltrinelli, Milano 1991

Se è possibile aiutarmi, vi ringrazio infinitamente.

--217.19.148.54 (msg) 13:54, 12 mar 2015 (CET)

Hai provato a cercare su Google Libri? Il primo della lista, ad esempio, eccolo qui. --Franz van Lanzee (msg) 14:08, 12 mar 2015 (CET)


Ho provato a cercare su Google Libri, ma, a parte il primo (di cui vi ringrazio per avermi chiarito almeno questo nome), gli altri me li ha ridati puntati. Non so se non ho cercato io bene, però purtroppo non sono riuscito nella ricerca.--217.19.148.54 (msg) 14:33, 12 mar 2015 (CET)

Dopo una veloce ricerca ho trovato questi:
  • Anthony Rizcalla Ferris
  • Andrew Ghareeb
  • Giulia Angarano
  • George Kheirallah
  • Virginia Hilu
  • Salma Haffar Al-Kuzbari
  • Valentina Colombo
Rimangono fuori
  • Martin L. Wolf (non ho trovato il secondo nome)
  • M.H. Nahmad (non ho trovato nulla)
Spero comunque che la lista ti possa servire --Lepido (msg) 15:01, 12 mar 2015 (CET)


La lista è ottima, grazie infinite! Per i nomi che restano fuori sempre si possono trovare, ma per quelli già trovati mi avete aiutato davvero molto. Grazie ancora!--217.19.148.54 (msg) 16:43, 12 mar 2015 (CET)

la prossima volta puoi provare a cercare direttamente tu nel catalogo della Library of Congres (la maggiore biblioteca degli USA).

Problemi con una f...emmina[modifica | modifica wikitesto]

Ciao oracolo, ti seguo da sempre ma è la prima volta che ti scrivo. Dove lavoro c'è una tipa veramente buona che sono riuscito a conoscere per puro caso in giro per la città e ogni volta che la becco alla pausa pranzo (unico momento in cui ho l'occasione di vederla dato che sta in un palazzo diverso dal mio) la saluto e ci parlo per circa 30 secondi perchè lei è sempre molto di fretta, avendo degli orari estremamente rigidi, purtroppo nulla di più. A complicare la situazione inoltre, è spesso accompagnata ad una sua amica che ostacola, seppur involontariamente, il mio tentativo di accoppiamento. Alla luce di tali premesse quindi, ti chiedo cosa posso fare per poter trovare qualche secondo in più per conoscerla meglio, partendo comunque dal fatto che dovrei provarci sul luogo di lavoro e che alla fine io di lei non so quasi niente e viceversa. Ringraziandoti anticipatamente, in fede. Vegetable MSG 15:00, 12 mar 2015 (CET)

Telefonale e chiedile di uscire, di solito funziona ;-). --Pèter eh, what's up doc? 22:16, 12 mar 2015 (CET)
Un trabocchetto (un tombino scoperchiato e coperto da un tappeto da bar) sul percorso fra palazzo e il luogo dove si approvvigiona di cibo è il metodo migliore, in alternativa una nassa davanti all'ingresso. --Vito (msg) 22:51, 12 mar 2015 (CET)
Io consiglierei un analisi comportamentale cercando di scorgere inequivocabili segnali del corpo involontari che, se ci fossero, possono essere rivelatori di un apprezzamento o meno dell'interesse passivo nei confronti dei tuoi slanci. Inoltre consiglio prudenza nell'ipotizzare interesse in atteggiamenti che invece sono solo figli di una cortese educazione. Credo sia comunque risolutivo una netta posizione che, esponendoti, potrà ricevere una risposta altrettanto inequivocabile per evitare perdite di tempo o eccessivi voli pindarici.--Threecharlie (msg) 23:21, 12 mar 2015 (CET)
Durante il pranzo siediti accanto a lei e fingi un soffocamento dovuto a un boccone di cibo: se lei interviene con una Manovra di Heimlich allora avrete un ottimo argomento di discussione in comue.... --Franz van Lanzee (msg) 23:29, 12 mar 2015 (CET)
Possibilmente evitando comportamenti che possano farle temere di avere a che fare con uno stalker ;) --Demart81 (Comunicazioni, insulti, ecc.) 23:31, 12 mar 2015 (CET)
(conflittato) e se parte subito con la tracheotomia che si fa? --Vito (msg) 23:33, 12 mar 2015 (CET)
Si filma con uno smartphone e si mette sul tubo con licenza cc-by-sa 4.0--Threecharlie (msg) 23:38, 12 mar 2015 (CET)
Bah! Già che si dice mal comune mezzo gaudio, se può rincuorarti, è una posizione di stallo che ho raggiunto anche io. Credo l'unico modo sia buttare lì qualche cosa che possa prolungare il discorso oltre il ciao, ma ogniqualvolta si presenti l'occasione vedendola di corsa e indaffarata mi illudo ci sarà un momento migliore e posticipo. È questo l'errore! --5.90.6.57 (msg) 00:10, 13 mar 2015 (CET)
PS: poi se è ben eseguita può anche upparla qui e metterla nella voce. --5.90.6.57 (msg) 00:11, 13 mar 2015 (CET)

[ Rientro] Se la pausa pranzo è l'unico momento in cui la vedi, devi approfittare di questa occasione al massimo delle tue possibilità. Siediti con una scusa vicino a lei e non aver paura di attaccare bottone. La pausa pranzo ê un momento di stacco dal lavoro: è dunque un'occasione ideale per parlare del più e del meno. Neutralizza la presenza dell'amica con l'aiuto di un complice (un collega) che, dietro una generica promessa di una birra media, non esiterà a facilitarti la missione tenendo occupata l'amica con una conversazione parallela. Nel frattempo, giorno per giorno, con infinita pazienza, cerca di conoscere i suoi gusti e i suoi hobby, ed usa Wikipedia per documentarti di volta in volta su quanto ti dice. Occhio a non apparire troppo interessato a lei: mandibola spalancata e bava alla bocca vengono interpretate dalle ragazze come segnali di pericolo. Se scopri che è appassionata di cinema d'avanguardia tedesco, diventane anche tu un cultore. Se scopri che va a correre al parco, trovati un personal trainer. Ma la prima cosa è attaccare bottone! Fatti avanti! --Nungalpiriggal (msg) 04:44, 13 mar 2015 (CET)

La fregatura è proprio che non essendo una mensa, non posso decidere dove sedermi e inoltre non mangiamo necessariamente nello stesso momento. Tutto ciò diminuisce sensibilmente qualità e quantità degli incontri e di certo il problema non è sicuramente la timidezza perchè tanto le parlo sempre proprio per cercare di sfruttare ogni minimo attimo a mia disposizione.-- Vegetable MSG 10:31, 13 mar 2015 (CET)
[@ Nungalpiriggal] Ma che scherzi? Attaccare bottone con qualcosa di palesemente falso che non reggerebbe alla prima discussione a tema, o alla prima corsa al parco o ad una qualsiasi prova di effettiva conoscenza dell'argomento? Credo sia necessario, per onestà verso se stessi e verso il prossimo porsi sempre per quello che si è che, in questo caso, si evitano figure da Nerd imbranato che pregiudicano la socialità nel contesto. Credo che invertendo il POV non faccia piacere ricevere inviti da una donna obiettivamente bruttina, sciatta e maleodorante che si potrebbe ritenere interessante perché dotata di una immensa cultura (anche per una precettazione wikipediana) e invece è pure vuota più del vuoto cosmico... Vegetable, giocatela "in casa" (gergo calcistico) con quel che sei: se poi si evolve non dovrai faticare a indossare maschere (che tanto prima o poi cadono) e se non si evolve pazienza, mai dimenticare il verbo (cit. Servi della gleba (singolo)).--Threecharlie (msg) 10:53, 13 mar 2015 (CET)
(conflittato) Credo ti sia risposto da solo: se non c'è timidezza e le parli devi solo farti avanti ulteriormente e proporre un'uscita giocando sul fatto che lì si è di fretta e parlare è impossibile. --151.46.219.216 (msg) 10:55, 13 mar 2015 (CET)
Magari sfoggiare le mie contribuzioni a Wikipedia potrebbe rendermi più interessante-- Vegetable MSG 11:14, 13 mar 2015 (CET)
Secondo me è controproducente XD. Anzi nega fino alla morte se sospettasse della tua wikidentità. --151.46.219.216 (msg) 11:19, 13 mar 2015 (CET)
Anche secondo me; se per caso hai usato la matita rossa da maestrino su una delle voci a cui ha forse contribuito le male parole sono assicurate e la tempesta ormonale sprecata...--Threecharlie (msg) 13:57, 13 mar 2015 (CET)
[@ Threecharlie], da una parte mi rimproveri di suggerire a Vegetable un camaleontismo tipo Zelig, dall'altra gli suggerisci tu stesso di occultare la sua indole wikipediana? :-) Guarda che gli opposti si attraggono! Chissà mai che possa nascere una storia d'amore tra uno stimato patroller ed una possibile vandala! :-) --Nungalpiriggal (msg) 17:33, 13 mar 2015 (CET)
Se è pur vero che gli opposti si attraggono è altresì vero che il simile scioglie il simile, percui chissà che anche lei sia una patroller e si sciolga in tua presenza. Diciamo che non può andarti che bene sulla carta... --151.47.74.183 (msg) 17:43, 13 mar 2015 (CET)

Titolo di un romanzo[modifica | modifica wikitesto]

O Sommo e Onnisciente Oracolo, a te mi rivolgo. Ho un tarlo che mi rode da lungo tempo e solo tu puoi per sempre fermarlo. Negli ormai lontani anni '80, mi trovavo a casa di un compagno di liceo e la mia attenzione fu attratta dalla copertina di un libro, chiaramente un romanzo d'avventura. Cominciai a leggerne l'inizio e arrivai sino al punto in cui una spedizione arriva ad una nascosta e ancora sconosciuta piramide Maya per lì scoprire che Quetzalcoatl altri non è che un drago-robot meccanico tuttora attivo e funzionante, costruito forse da un'antica civiltà scomparsa, posto a guardia della piramide e che incenerisce tutti i presenti con le sue fiammate, inseguendo in volo i fuggitivi, con un solo superstite che evidentemente racconta l'accaduto. Rimesso a posto il volume, non ho poi mai saputo come andasse a finire. Non ricordo assolutamene né il titolo né l'autore, in un'occasione precedente mi ero letto tutto d'un fiato Recuperate il Titanic! di Clive Cussler per cui ritenevo che facesse parte anch'esso della sua sterminata produzione, ma non ho trovato riscontri. Ogni tanto, periodicamente il ricordo si riaffaccia con il rimpianto di non aver potuto leggere di più e quindi conoscere lo sviluppo della trama e il finale. Solo tu, o Oracolo, puoi svelarmi l'agognato titolo del romanzo affinché possa reperirlo e finalmente, dopo un trentennio, completarne la lettura. Sono nelle tue mani.

char_aznable 19:01, 13 mar 2015 (CET)

Che sia "La città degli Aztechi"? In lingua originale "Captive Universe"? --Leo P. - Playball!. 22:46, 13 mar 2015 (CET)
Ho letto la trama, non torna con quel romanzo che era di ambientazione odierna. Comunque grazie lo stesso, non lo conoscevo e credo che lo cercherò. char_aznable 23:54, 19 mar 2015 (CET)

Condizione necessaria e sufficiente[modifica | modifica wikitesto]

Mi sono incastrato in una interpretazione, mi aiutereste?
Ammettendo che ogni creazione di un fulmine crei un tuono, allora potrei dire:

  • E' sufficiente esista un fulmine perché esista un tuono.
  • E' necessario esista un tuono perché esista un fulmine.

Le prima proposizione dice che: quando esiste un fulmine esiste sicuramente un tuono; l'altra afferma invece che: nel momento in cui esiste un tuono può esistere un fulmine, ma la sua esistenza non è certa.
Se però scrivessi:

  • E' sufficiente si crei un fulmine perché si crei un tuono, evidentemente.

Il problema mi sorge con

  • E' necessario si crei un tuono perché si crei un fulmine, che so dovrebbe essere valida.

La prima suggerisce che: quando si crea un fulmine si crea un tuono con certezza, può esserci ovvieamente tuono senza fulmine.
La seconda invece posso vederla in due modi:
- In questo caso, essendo il tuono una conseguenza del fulmine, ho una sorta di causa-effetto e la prima obiezione che mi viene da fare è: in realtà la 2 non è vera perché ogni fulmine si crea al di là della creazione del tuono. Ovvero non è il tuono ad essere necessario per creare un fulmine ma son le cariche elettrostatiche che lo creano ad esserlo, perché senza di esse non si formerebbe. In parole la interpreterei come: ho la necessità che si crei un tuono perché si possa creare come conseguenza un fulmine, ma è evidente non sia così.
- Altrimenti posso anche interpretare come: nel momento in cui si crea un tuono si può creare un fulmine, difatti nel momento esatto in cui si crea un tuono (se esso è formato da un fulmine) allora contestualmente si cera un fulmine. Stavolta non inteso come causa necessaria (tuono) ha come effetto(fulmine) ma nel senso che avvengono assieme, percui quando avviene tuono può avenire fulmine dato che può esser creato dal fulmine stesso.
Evidentemente l'interpretazione della proposizione è una, ma non riesco a districarmi tra le due. --190.204.42.208 (msg) 14:03, 14 mar 2015 (CET)

Kant ti inseguirebbe inferocito brandendo un rasoio di Occam.
Sufficienza e necessità sono due condizioni distinte.
Se A è condizione sufficiente di B significa che se c'è A c'è anche B, ma B potrebbe anche essere determinata da un'altra condizione.
Se A è necessaria a B significa che non c'è B senza A, ma B potrebbe necessitare di altre condizioni.
Se A è condizione necessaria e sufficiente per B significa che se c'è A c'è B e viceversa: A "basta" e "serve per forza" a determinare B.
--Vito (msg) 15:03, 15 mar 2015 (CET)
<<Se A è necessaria a B significa che non c'è B senza A, ma B potrebbe necessitare di altre condizioni.>> forse son stato poco chiaro, ma è quel che sto dicendo.
Prendiamo <<E' necessario si crei un tuono perché si crei un fulmine>> e dicevo: perché non c'è B senza A?
- In questo caso, essendo il tuono una conseguenza del fulmine, ho una sorta di causa-effetto e la prima obiezione che mi viene da fare è: in realtà la proposizione non è vera perché ogni fulmine si crea al di là della creazione del tuono. Ovvero non è il tuono ad essere necessario per creare un fulmine ma son le cariche elettrostatiche che lo creano ad esserlo, perché senza di esse non si potrebbe formare. In parole la interpreterei come: ho la necessità che si crei un tuono perché si possa creare come conseguenza un fulmine, ma è evidente non sia così.
- Altrimenti posso anche interpretare come: nel momento in cui si crea un tuono si può creare un fulmine, difatti nel momento esatto in cui si crea un tuono (se esso è formato da un fulmine) allora contestualmente si cera un fulmine. Stavolta non inteso come causa necessaria (tuono) ha come effetto(fulmine) ma nel senso che avvengono assieme, percui quando avviene tuono può avenire fulmine dato che può esser creato dal fulmine stesso e per questo non si avrebbe B senza A. Grazie :-) --115.115.116.90 (msg) 18:20, 15 mar 2015 (CET)

Da profano (percui aspetta la conferma di altri) mi sembra che compi l'errore di vedere una causa-effetto nelle suddette proposizioni, mi spiego meglio: è come quando dici è sufficiente diventare padre per essere maschio, questo non vuol diche che se diventi padre diventi maschio come effetto, ma la frase vuol dire che la condizione di diventare padre "basta" per essere maschio. Allo stesso modo quando dici è necessario si crei un tuono perché si crei un fulmine riformulata come "non si crea fulmine senza che si crei tuono" non vuol dire che non si crea fulmine senza che si crei tuono perché è il tuono a poter dare come effetto il fulmine, bensì vuol dire che non si crea fulmine senza che si crei tuono (contestualmente) proprio perchè come hai detto all'inizio "ogni creazione di fulmine, crea un tuono (contestualmente)". --151.19.60.95 (msg) 19:20, 15 mar 2015 (CET)

Leggendo tutto questo mi viene il dubbio che i postulati siano sbagliati. Ad esempio, la frase: "E' sufficiente esista un fulmine perché esista un tuono." mi pare errata, perché se si crea un fulmine, ma non c'è nessun essere vivente dotato di orecchie nei paraggi, allora il tuono non esisterà. Per saperne di più, vi rimando a questa discussione :-) --Lepido (msg) 23:28, 15 mar 2015 (CET)
In realtà con la battuta iniziale volevo dire proprio questo: stiamo sempre parlando di astrazioni: se una formalizzazione di un problema contrasta con la realtà allora abbiamo sbagliato a formalizzare o stiamo sbagliando a fare i conti.
Nella realtà il discorso originale diventa:
  • La presenza di una ddp è condizione necessaria al fulmine
  • La presenza di un canale di prescarica è condizione necessaria al fulmine
  • Un fulmine è condizione necessaria a un tuono
  • Un fulmine è condizione sufficiente a un tuono
Da notare che mancano condizioni sufficienti al fulmine.
Nella pratica queste condizioni significano che se c'è un tuono c'è stato un fulmine, ma il fulmine per esistere "ha bisogno" delle *sue* condizioni necessarie, condizioni che possiamo dedurre ci siano se osserviamo il fulmine o il tuono.
Rispetto al mondo fisico noi compiamo delle osservazioni sulle quali facciamo dei postulati: nel "mondo dei postulati" stabiliamo rapporti di necessità e sufficienza che nel mondo fisico non possono essere sempre interpretati come un rapporto di causa ed effetto ma alle volte come un'equivalenza fra l'osservazione dei due termini del rapporto. In altri termini: osservare un fulmine equivale a sentire un tuono, ma è solo il tuono a essere conseguenza (e si introduce un concetto fisico quale è il tempo) del fulmine.
--Vito (msg) 00:56, 16 mar 2015 (CET)
@190.204... Mi sembra che Vito ti abbia confermato quanto avevo scritto. --151.18.43.224 (msg) 11:03, 16 mar 2015 (CET)

Vi ringrazio per le risposte. Non so perché ma mentre quando scrivevo <<È necessario esista un tuono perché esista un fulmine>> mi tornava se sostituivo esista con si crei <<È necessario si crei un tuono perché sicrei un fulmine>> andavo in tilt. --178.84.54.156 (msg) 11:54, 16 mar 2015 (CET)

Condizione necessaria e sufficiente #2[modifica | modifica wikitesto]

Da buon curioso cambusiere ho scovato quest'altra discussione irrisiolta dal 2011 nella corrispettiva voce, già che siamo in tema e per non mischiare con la domanda dell'utente sopra la sposto qui. --151.44.205.99 (msg) 19:57, 15 mar 2015 (CET)
Nella descrizione della condizione necessaria, leggo testualmente: "la facoltà di respirare è necessaria per continuare a vivere: se non si avesse possibilità di respirare, non si sarebbe più vivi. Il respiro non è sufficiente per rimanere in vita, perché si può morire anche respirando." In effetti ciò è vero, ma rimanendo strettamente nel campo della logica, bisogna tenere conto dell'esistenza del seguente postulato: se p è condizione necessaria per q, allora q è condizione sufficiente per p (e viceversa). In questo caso tale postulato non viene rispettato, in quanto respirare è condizione NECESSARIA per vivere, ma vivere NON è condizione SUFFICIENTE per respirare. Vivere, infatti, è condizione NECESSARIA per respirare! Ritengo questa frase un caso particolare, e in quanto tale poco adatta come esempio. Se pur non formalmente errata, propongo di sostituirla. --Cobra Venom 22:28, 13 mag 2011 (CET)

Il problema qui nasce, secondo me, dal fatto che non viene definito bene il rapporto vivere/respirare. Se "ammettiamo che ogni essere vivente respira" allora i rapporti di necessità e sufficienza saranno: necessario respirare per vivere e suffciente vivere per respirare. --5.90.4.10 (msg) 10:22, 17 mar 2015 (CET)
Se la buttiamo sul filosofico con implicazioni fantascientifiche (che come ogni intuizione potrebbe prima o poi diventare realtà...) vita e respirare sono concetti legati ad una vita dal punto di vista biologico, e più precisamente al concetto popolare che la vita sia legata al respiro perché è questo che fanno gli animali evoluti ([@ Eumolpo] non è esattamente il mio campo ma non credo si possa dire che i ragni respirino, così come in generale gli insetti...). Un'ameba vive senza respirare, quindi l'esempio per discutere in generale se è condizione sufficiente o necessaria è fuorviante.--Threecharlie (msg) 10:32, 17 mar 2015 (CET)
Symbol dot dot dot violet.svg Commento: Attendo con trepidazione la prossima discussione sull'interpretazione dei criteri di enciclopedicità. --Captivo (msg) 10:56, 17 mar 2015 (CET)
[@ Captivo] mi sto allenando per far passare qualche cavillo che mi dia modo di cancellare almeno mezzo milione di pagine con gioia e letizia. --Vito (msg) 22:18, 19 mar 2015 (CET)

titoli europei e islamici[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una comparazione tra i titoli islamici (califfo, emiro, sultano ed ecc) e titoli europei (re, duca, conte e ecc) ?

--79.18.183.166 (msg) 16:26, 15 mar 2015 (CET)

Fra quelli che citi ti direi di no poiché gli emiri e i sultani sono sovrani "moralmente" (se non politicamente) sottoposti all'autorità del califfo che è universale poiché d'origine religiosa. "L'universalismo spirituale e temporale" del califfo non trova equivalenti nel mondo occidentale e cristiano. Nel mondo medievale si è teso ad attribuire una preminenza all'imperatore. Tale preminenza, tuttavia, ha trovato ostacoli in un sistema ecclesiastico via via più centralizzato nella figura del Papa e nella presenza di fortissime entità statuali, spesso più potenti dell'imperatore stesso: dai tempi di Costantino l'Europa non ha avuto alcun "califfo". La figura del feudatario è invece squisitamente secolare e le uniche figure del mondo musulmano in qualche modo corrispondenti (assumendo come caratteristica l'ereditarietà del titolo) sono quei governanti di provincia come i bey, senza tuttavia la complessa codificazione e diffusione capillare propria del feudalesimo europeo. I titoli nobiliari, inoltre, hanno cambiato valore nel tempo (basti pensare alla "svalutazione" delle baronie e delle viscontee). --Vito (msg) 00:37, 16 mar 2015 (CET)
grazie, io cercavo un confronto di dignità e di protocollo ( ad esempio se si incontrano un sultano e un re sono dello stesso grado o uno è superiore).--213.26.205.140 (msg) 13:05, 16 mar 2015 (CET)

Concetto di funzione[modifica | modifica wikitesto]

Ciao a tutti, sono giunto su questa pagina perché ho un problema che non riesco a comprendere, ma più che matematico è di ordine interpretativo e non riesco a capire come vada correttamente figurata.
So che la funzione è una relazione che associa ad ogni elemento di un insieme D un elemento del C, con D e C non vuoti. Ma non capisco se la relazione f: C --> D concettualmente trasformi o crei solo un "legame" tra un elemento e l'altro e infatti si trova scritto in vari testi ed esercizi che f porta in f(x) o f fa corrispondere f(x) o ancora che trasforma x in f(x).
Ad esempio prendendo una semplicissima f(x)=x²
-Se interpreto la relazione come legame tra gli elementi di D e C praticamente associo/collego x ---> x²
-Se la vedo invece come trasformazione la relazione trasformerà x -->x² agendo su x attraverso l'elevazione a quadrato ^2 (trasforma x in f(x)). Praticamente f la vedo come azione ^2
E queste due visioni mi sembrano distinte, ma equamente valide; però se prendo come dominio e codominio non degli insiemi numerici la seconda non mi sembra corretta: prendiamo per dominio l'insieme "figli" e codominio "madri", ora ho una relazione che lega x (figlio) ---> y (madre) e mi sembra evidente non sia una "trasformazione" in quanto non trasformerà il figlio nell'elemento madre ma avrò solo il concetto di corrispondenza.
In parole povere pur avendo capito cosa è matematicamente una funzione non risco bene a figurarmela come interpretazione concreta. --221.178.29.60 (msg) 09:00, 17 mar 2015 (CET)

  • L'unica interpretazione sempre vera e corretta è la prima, che discende direttamente dalla definizione di funzione: una funzione mette in relazione elementi di due insiemi, con le proprietà note.
  • La seconda interpretazione va nel "verso" sbagliato: le funzioni non sono trasformazioni; le trasformazioni, semmai, sono modelli mentali che possono essere descritti da opportune funzioni.
La tua difficoltà nasce dal fatto di voler dare un'interpretazione concreta ad uno strumento che è quanto di più generale ed astratto si possa avere. L'unica cosa che puoi fare (e lo stai infatti facendo) è trovare casi concreti che possono essere descritti da una funzione.
Ad esempio, ruotare un oggetto nello spazio tridimensionale: è un'operazione che "trasforma" i punti occupati dall'oggetto all'inizio nei punti che esso occupa alla fine, e può essere descritta tramite una funzione che associa le posizioni iniziali alle posizioni finali di ciascun punto. La funzione però non è la trasformazione: la funzione si limita descriverne gli effetti in termini di una corrispondenza tra "prima" e "dopo". Le due cose sono così strettamente collegate che poi, nella pratica, è estremamente comune dire che la tal funzione "è una trasformazione che...", ma non devi lasciarti trarre in inganno: è solo una scorciatoia mentale e linguistica.
A margine: i due esempi che hai fatto "elevamento al quadrato" e "relazione madre-figlio" sono strutturalmente identici, non c'è assolutamente nulla che renda la prima una trasformazione e la seconda no. La differenza sta solo nel fatto che tu trovi più facile visualizzare la prima come rappresentazione di una trasformazione, ma la seconda no (i numeri non hanno faccia, è per questo che ti torna più semplice, anche se in senso stretto 4 è del tutto diverso da 2, così come la madre è del tutto distinta dal figlio). -- Rojelio (dimmi tutto) 13:35, 17 mar 2015 (CET)
Grazie per la risposta.
In realtà vedevo l'elevamento a quadrato come una "trasformazione" nel senso che applicando una "operazione elevamento" passavo da 2 a 4 mentre non trovavo alcuna "operazione" che facesse passare da madre a figlio, agendo su madre. Cioè nella prima vi è alla base un'azione nella seconda no, ma che fossero due enti distinti in entrambi i casi sono d'accordo.
Comunque in sostanza il tutto è una questione di definizioni, perché se definissi la funzione come l'azione di rotazione vera e propria avrei comunque una corrispondenza uno a uno nello stesso modo (cioè la funzione intesa nel modo corretto). E la funzione intesa in questo "nuovo modo" ha le stesse proprietà della funzione come collegamento tra oggetti. --103.17.164.185 (msg) 19:38, 21 mar 2015 (CET)

What does it cost to send a B4 Letter to send from Italy to germany with the post[modifica | modifica wikitesto]

Someone wants to send me this[1] from Italy to Germany as a registered letter and says it would cost 15,50 EUR. I am a litle bit confused because I can send the same for 5,45 EUR from germany to Italy as a registered letter. Is he swnindling about the real costs? --95.112.192.82 (msg) 17:03, 17 mar 2015 (CET)

Using Italian mail that would depend on weight, but it should be in the range of 7,80 EUR (assuming it weights between 50 and 100 grams). --Cruccone (msg) 17:21, 17 mar 2015 (CET)

Matematica dell'inchiostro[modifica | modifica wikitesto]

Sommo Oracolo, se alcuno dei Tuoi adepti ha esperienze professionali nel campo delle stampanti a getto d'inchiostro, forse potrà risolvermi un piccolo mistero. Per una stampante che ho acquistato tempo fa, la casa produttrice commercializza due diversi formati di cartuccia (per ciascun colore). Un formato contiene (si legge sulla confezione) 3,3 ml di inchiostro, l'altro (il formato XL, che differisce solo in questo) ne contiene esattamente il doppio, 6.6 ml. Il punto è che sulla confezione del primo formato c'è scritto che la cartuccia consente mediamente la stampa di 180 fogli, mentre il formato XL dovrebbe arrivare a 450 fogli. Supponendo che i criteri convenzionali per determinare il numero di fogli siano i medesimi (% di superficie coperta, ecc.: la casa produttrice è la stessa, le stampanti compatibili pure), per quale miracolo raddoppiando il volume di inchiostro il numero di fogli stampati aumenta al 250%?

L'unica spiegazione razionale che riesco a trovare è che una certa quantità di inchiostro, la stessa nei due formati, resti comunque nella cartuccia quando questa è esaurita. Ma se così fosse, facendo due calcoli risulterebbe che la quantità di inchiostro residua ammonti a 1.1 ml, ossia a ben un terzo del contenuto della cartuccia più piccola, nonché (con gli stessi criteri) a 90 pagine di stampa. Nel caso, più che un miracolo sarebbe una bella fregatura.

O ci può essere un'altra ragione? Puoi illuminarmi?

In cambio, ti farò osservare che una domanda fatta tempo fa, questa, ha avuto diversi tentativi di risposta, nessuno dei quali ha considerato una possibilità, che dal punto di vista matematico è analoga alla questione dell'inchiostro che ho appena descritto. Infatti le risposte date supponevano che se il valore che compariva temporaneamente sul display fosse stato relativo alla durata temporale di un'operazione della macchina, allora ci sarebbe dovuta essere una proporzionalità diretta con la durata in secondi misurata alla fine. Ma non è così. Potrebbe anche darsi che il valore visualizzato fosse il numero di cicli a partire da un valore iniziale non nullo: per di più, questo valore iniziale potrebbe anche cambiare a seconda dallo stato interno della macchina. Solo alla fine, facendo la differenza fra il valore iniziale e quello finale, si ottiene un dato che è effettivamente proporzionale al tempo macchina. Matematicamente, è la differenza fra una trasformazione lineare e una trasformazione affine, con la complicazione che in questo caso il termine di traslazione potrebbe anche non essere sempre lo stesso. Se si hanno a disposizione più di due serie di misure, è possibile verificare se si tratta di una trasformazione affine con traslazione costante, oppure con traslazione variabile, o nessuna delle due. Ma solo con i dati riportati nella domanda è impossibile.

Già che ci sono, aggiungerei anche un commento all'ottima risposta data da Rojelio alla domanda sul concetto di funzione, qui sopra. C'è una tendenza diffusa a pensare che un concetto matematico rappresenti la formalizzazione astratta di una singola idea intuitiva. In realtà, quasi tutti i concetti matematici di base derivano dalla scoperta che operazioni che nella vita reale ci appaiono completamente diverse (e appartengono a contesti del tutto differenti) sono formalmente analoghe. Il concetto di funzione modellizza sia l'idea di "corrispondenza fra elementi di due insiemi", sia l'idea di "trasformazione" (in particolare quando dominio e codominio sono lo stesso insieme), sia l'idea di "mappa" (il termine map, nella terminologia matematica in inglese, è sinonimo di "funzione": lo è anche "mappa" in italiano, ma si usa più raramente). L'errore sta nel credere che "capire" un concetto matematico significhi ancorarlo a uno dei possibili enti o operazioni reali che esso può modellizzare (è, purtoppo, un errore comune anche da parte di chi insegna matematica). Viceversa, bisogna tenerli presenti tutti, e arrivare a riconoscere che la definizione matematica "cattura" precisamente quello che tutti questi enti o operazioni hanno in comune. --130.192.193.197 (msg) 17:27, 19 mar 2015 (CET)

La ragione più prosaica credo tu la possa trovare qui. Penso si possa trattare di obsolescenza programmata, ossia la decisione della ditta costruttrice delle cartucce di fartene comprare una nuova nuova bloccandoti quella vecchia ma ancora parzialmente utilizzabile. A tale scopo sulle cartucce c'è un un chip dedicato. In tale caso il numero di stampe non dipenderebbe dalla quantità di inchiostro effettivamente contenuto nei serbatoi, ma da una scelta commerciale effettuata a tavolino. Su alcuni siti puoi trovare la tecnica per sggirare l'ostacolo e ricaricare da te la cartuccia.--Flazaza (msg) 20:59, 19 mar 2015 (CET)
Piano, il chip fa delle cose utili, aggirando certe limitazioni si fa comunque scendere la qualità di stampa e si rende la vita più dura ad alcuni componenti della stampante. Svantaggi che l'utente decide se sono compensati dal minor costo dell'inchiostro "ricaricato".
In merito alla domanda iniziale la mia risposta è che non è detto che le due stime siano omogenee (in merito all'area di stampa media per foglio per esempio), se le cartucce sono prodotte nello stesso periodo è più probabile che lo siano comunque. Le cartucce con testina possono avere delle differenze di tecnologia non indifferenti, se non sono prodotte nello stesso periodo è possibile che la seconda usi una tecnologia più efficiente. In ogni caso se pensi all'inchiostro che rimane attaccato ai bordi del serbatoio e nelle "tubazioni" della cartuccia 1 ml di spreco non mi sembra tanto strano (avendo una dimensione fissa la percentuale purtroppo non è un parametro). In ogni caso considera che il confezionamento viene sempre sottoposto al marketing :D
--Vito (msg) 21:12, 19 mar 2015 (CET)
La quantità di fogli che si possono stampare dipende (anche) da quanto tempo ci mette a seccare la cartuccia (di solito, ovviamente la verifica andrebbe fatta a cartuccia non disidratata). --93.36.66.157 (msg) 22:06, 19 mar 2015 (CET)
Alcuni produttori ricordo che parlassero di una stima di "pagine al giorno", altri credo parlino di stampe sequenziali. --Vito (msg) 22:15, 19 mar 2015 (CET)
@Vito: qualunque casalinga di Voghera può confermare che se una multifunzione di bassa fascia costa intorno ai 100 € e un '"treno" di cartucce costa circa la metà, è conveniente tentare il tutto per tutto pur di spremere l'ultima stilla d'inchiostro dai serbatoi, anche a discapito dell'usura della macchina o di una possibile ultima stampa sbiadita. In quest'ultimo caso faccio sempre in tempo a nutrire la stampante con una cartuccia nuova di zecca e riprenderecon gioia a stampare senza inutili sprechi. La tua ultima affermazione ...in ogni caso considera che il confezionamento viene sempre sottoposto al marketing... sembra confermare che il numero di stampe è un concetto aleatorio e non proporzionale al reale volume di inchiostro contenuto, proprio quanto da me affermato. In ogni caso leggendo la voce Cartuccia (stampante) mi sembra di capire che è il chip che comanda il numero di copie effettuabili ed è lui a interrompere la stampa a prescindere dalla quantità di liquido giacente nei serbatoi a girarsi i pollici forever and ever.--Flazaza (msg) 22:24, 19 mar 2015 (CET)

Grazie dei vostri pareri. Che quella delle cartucce stampanti sia una giungla, che la stime del numero di pagine sia poco realistica e che le cartucce si "secchino" lo sappiamo tutti. Ma la cosa che ho trovato curiosa - e che mi lascia perplesso nel momento in cui concretamente devo comperare delle nuove cartucce (facciamo pure conto che io ci metta quelle originali) - è che si tratta in tutti i casi di dati riportati nell'etichetta, per cartucce attualmente commercializzate (anche dallo stesso produttore): sto parlando di questa e questa. Come potete vedere, il contenuto è riportato in etichetta, e sulle cartucce compare un pittogramma che indica il numero di fogli stampati, sperabilmente in accordo con le specifiche ISO/IEC 24711:2007 (anche se non c'è scritto). Che sia il chip a interrompere la stampa anche prima che sia del tutto consumato l'inchiostro lo si trova scritto, qua e là (per lo più, in riferimento a stampanti in cui l'ugello non è incluso nella cartuccia); ma questo non spiegherebbe quale convenienza abbia il produttore a mettere in una cartuccia il 33% di inchiostro di troppo. Qui trovo un'altra spiegazione plausibile, basata sul consumo di inchiostro per il ciclo di pulizia degli ugelli. In effetti, pare che su quelle stampanti si attivi un ciclo di pulizia ogni volta che si fa il cambio della cartuccia: se il ciclo consuma 1 ml di inchiostro allora il conto torna. Il problema, in tutto questo, è determinare se conviene comprare la cartuccia XL o no (ovviamente sul sito del produttore si spiega che c'è un risparmio "stimato" del 25%, ma questo è esattamente il tipo di affermazioni di cui non mi fido: quella frase ha pure un rimando a una nota, solo che non c'è nessuna nota in quella pagina. Il che fa sorgere qualche sospetto). Posto che in negozio (non acquistando online dal produttore) la cartuccia XL costa quasi esattamente il doppio dell'altra, se ci si deve basare sul contenuto d'inchiostro non c'è una reale convenienza a comprare la cartuccia XL. Se invece si deve supporre che la cartuccia XL abbia effettivamente una prestazione corrispondente al 2.5 volte l'altra, allora se ne può parlare. Apparentemente il dato su cui basarsi dovrebbe essere appunto quello delle pagine, ma siccome è un dato convenzionale, conviene capire meglio. Tra l'altro, se si scoprisse che ad ogni cambio di cartuccia la macchina fa un ciclo di pulizia di tutti gli ugelli, e che ogni ciclo di pulizia ha lo stesso consumo di una novantina di pagine stampate, allora si dovrebbe fare attenzione a cambiare sempre tutte le cartucce insieme (riducendo assai la sbandierata convenienza di avere cartucce separate per colore). --130.192.193.197 (msg) 11:01, 20 mar 2015 (CET)

Da Vinci reloaded[modifica | modifica wikitesto]

Mi sapreste dire dove posso trovare la lista degli episodi della serie Discovery Da Vinci reloaded?


--95.252.231.32 (msg) 10:34, 20 mar 2015 (CET)

La serie originale dovrebbe intitolarsi Doing DaVinci. Nella wiki in inglese qui trovi la voce con la lista degli episodi. Stiamo parlando della stessa trasmissione?--Flazaza (msg) 17:39, 20 mar 2015 (CET)
forse si; io non conosco il titolo originale.--95.244.55.239 (msg) 15:04, 23 mar 2015 (CET)

canne fumarie verniciate[modifica | modifica wikitesto]

--95.228.243.190 (msg) 10:41, 20 mar 2015 (CET) avrei bisogno di informazioni su pregi e difetti delle canne fumarie verniciate con verniciatura a polvere

La mela è un frutto[modifica | modifica wikitesto]

Qualcuno mi racconta per favore la storia di questa frase. Avevo capito che fosse la pirma versione della pagina Mela, nella cronologia però non c'è; però forse le cronologie non sono integre? grazie--Pierpao.lo (listening) 15:47, 20 mar 2015 (CET)

Infatti si tratta della voce in francese. La storia è raccontata qui... --Sesquipedale (non parlar male) 16:12, 20 mar 2015 (CET)

Scaricare Inkscape[modifica | modifica wikitesto]

Come faccio a scaricare Inkscape?--R5b43 (msg) 16:04, 21 mar 2015 (CET)

Cercare "inkscape" su Google offre la pagina per il suo download come primo risultato; preferisco quindi pensare che non sia davvero questo che stai chiedendo. Qual è il vero problema? -- Rojelio (dimmi tutto) 17:54, 21 mar 2015 (CET)
Ho provato a scaricarlo ma mi dice "Operazione non riuscita".--R5b43 (msg) 20:21, 21 mar 2015 (CET)

Satellite di un satellite[modifica | modifica wikitesto]

Conosciamo satelliti di satelliti? cioè satelliti naturali che orbitano attorno ad altri satelliti naturali?


--79.30.196.14 (msg) 21:36, 22 mar 2015 (CET)

No, ad oggi non ne è stato osservato nemmeno uno. Vedi en:Natural satellite#Satellites of satellites. --Nungalpiriggal (msg) 22:15, 22 mar 2015 (CET)
Come scritto nella voce in inglese, tali sistemi potrebbero avere qualche problema di stabilità. Poi, analizzando altri sistemi solari, magari un giorno si vedrà. I casi accertati più stravaganti, al momento, sono quelli di satellite asteroidale --Marie de France (msg) 14:57, 23 mar 2015 (CET)


Elezioni Usa (Florida)[modifica | modifica wikitesto]

Buongiorno. Oggi mi sono imbattuto sulla pagina delle elezioni americane del 2000, e ho avuto modo di soffermarmi sulla Florida, che ha una legge statale che impone il riconteggio automatico delle schede, in caso in cui dal primo spoglio, il margine tra i due candidati dovesse essere inferiore allo 0,5. La mia domanda è questa; se il riconteggio viene svolto correttamente, può dare solo un margine superiore allo 0,5, o può succedere che dalla riconta automatica, possa capitare che dia lo stesso distacco? Grazie in anticipo, questo purtroppo sulla pagina non c'era scritto, e spero che qualcuno possa illuminarmi. Riguardo al firmarmi, non lo faccio per cattiveria, o perchè non voglio; ma non ne sono capace, o meglio un tempo mi ricordavo, adesso mi sono completamente dimenticato, non consideratelo come gesto di scortesia o di sgarbatezza. 15:33, 23 mar 2015 (CET) Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 93.42.129.51 (discussioni contributi) 15:36, 23 mar 2015‎.

Be', se i conteggi sono fatti come si deve immagino che il secondo conteggio dovrebbe dare esattamente lo stesso risultato del primo... Per quanto riguarda la firma, subito sopra la casella di scrittura dovresti avere una serie di simboli: per firmare devi cliccare su quello che assomiglia ad una firma fatta a mano. --Postcrosser (msg) 16:06, 23 mar 2015 (CET)
Per quanto riguarda la firma, nell'informazione aggiunta al termine del tuo intervento trovi un link. --Captivo (msg) 16:38, 23 mar 2015 (CET)
Non credo sia una legge ricorsiva, dai. --Vito (msg) 23:57, 23 mar 2015 (CET)

Grazie per le risposte. Mi sembra di aver capito, quello che effettivamente penso anch'io. Un riconteggio svoltosi correttamenete da sempre lo stesso margine, cioè quello dello 0,5. Ma non può esserci un riconteggio infinito. Di fatto, se lo scarto rimane tale, anche dopo un nuovo spoglio approfondito che sia a mano o automatico, le elezioni e di conseguenza il risultato sarebbero da convalidare comunque, no? 17:09, 24 mar 2015 (CET)

Certamente. Il problema non è tanto la validità (come noto, basta anche un singolo voto di differenza, per convalidare la vittoria in un elezione), quanto la probabilità d'errore. Il conteggio è un procedimento affetto da una certa probabilità di errore, e quindi i risultati finali sono da intendersi affetti da un margine di variabilità (che sarebbe pari a zero nel caso in conteggio fosse sempre assolutamente perfetto). Se però rifai il conteggio una seconda volta hai un nuovo risultato: anche lui, idealmente, è affetto da errore, ma la cumulazione con il primo modifica la stima del margine di affidabilità dei risultati.
Occhio che ho scelto accuratamente "modifica" invece di "riduce": se il secondo conteggio è in linea con il primo e sostanzialmente lo conferma, il margine statistico d'errore effettivamente si riduce, e quello stesso 0.5% di scarto che in prima battuta non era sufficiente ad essere ragionevolmente sicuri del vincitore diventa ora sufficiente; c'è però anche il caso in cui il secondo conteggio riduca ulteriormente (o addirittura inverta) il distacco, incrementando così la stima del margine d'errore dello scrutinio... e allora hai una bella gatta da pelare. :-D -- Rojelio (dimmi tutto) 17:28, 24 mar 2015 (CET)

Sei stato magistrale nella tua spiegazione, questo mi fa supporre anche che sei una sorta di Guru della matematica. Naturalmente mi sono informato la Florida non prevede un terzo riconteggio, quindi metti caso come hai menzionato tu nella seconda parte della tua spiegazione, il margine addirittura dovesse scendere sotto lo 0,5%, sarebbe un bel guaio, anche se lo spoglio è fatto a mano. Comunque dovrebbe essere credo accettato per forza come risultato. La mia (ultima) domanda è questa: all'epoca la riconta manuale fu bloccata, ma se fosse proseguita e se avesse dato meno dello "zerocinque" avrebbero dovuto convalidarla x forza. Oppure no? Ti ringrazio tantissimo. Un caro saluto. 19:15, 24 mar 2015 (Cet)

Non ne ho proprio idea, perché a quel punto si esula dalla matematica e si rientra nei dettagli di una legislazione, che se va male non segue alcuna logica :-), e se va bene ha comunque necessità particolari come quelle di garantire un risultato in tempi ragionevoli (anche evitando un gioco di ostruzionismo da parte del perdente) e con un uso non sconsiderato di risorse, umane e materiali.
Alla luce di ciò, se proprio dovessi scommettere direi che sarebbe stato valido il risultato del riconteggio, e qualora questo si discostasse sensibilmente dal conteggio iniziale riducendo ulteriormente il margine di differenza il partito perdente avrebbe trascorso i successivi N anni (ignoro quanto duri una loro legislatura) a urlare come oche per un'elezione falsata. :-D -- Rojelio (dimmi tutto) 19:28, 24 mar 2015 (CET)

via crucis vivente[modifica | modifica wikitesto]

Nel mio paese fanno la via crucis vivente, tra i personaggi ci sono zera e aram, mi sapreste dare informazioni su di loro?

--79.56.181.190 (msg) 17:51, 23 mar 2015 (CET)

Da una veloce ricerca risulta che Zera era uno scriba, lo scriba di fiducia del Sommo sacerdote Caifa. Sarebbe stato lui a contattare Giuda perché consegnasse Gesù ai membri del Sinedrio [2]. Aram invece parrebbe essere uno dei discepoli di Gesù [3] presenti a Gerusalemme nei giorni della Passione [4]. --Sesquipedale (non parlar male) 18:43, 23 mar 2015 (CET)

Verbi[modifica | modifica wikitesto]

Buonasera, ho un dubbio sui verbi transitivi. Notavo che ad esempio dicendo: io stiro una camicia, io mangio la pasta, il soggetto "io" compie attraverso il verbo delle azioni sull'oggetto camicia e l'oggetto pasta; mentre quando dico io svolgo un'attività pur essendo transitivo (risponde alla domanda chi, che cosa?) non vedo l'azione "svolgere" che va a agire sull'oggetto, perché "svolgere" (cioè l'azione compiuta dal soggetto) non si "scarica" sull'oggetto "attività" --78.187.41.242 (msg) 19:50, 23 mar 2015 (CET)

Mmmm ... sarà che sono un po' stanco oggi, ma non ho capito perché tu ritenga che lo "svolgere" non si scarichi sull'attività. Un sinonimo di "svolgere" in questo caso potrebbe essere "compiere", "portare a termine", "terminare", "finire"... sono tutte azioni che mi pare si scarichino tranquillamente sul complemento oggetto "attività". Ad esempio, "Finire (chi-che cosa?) la minestra, finire (chi-che cosa?) un'attività", ma forse sono solamente io che non ho capito la domanda. --Lepido (msg) 21:53, 23 mar 2015 (CET)
Questo oracolo condivide le perplessità espresse dal collega qui sopra. A proposito: anche "condividere" è un verbo transitivo, anche se non credo che si possa dire che io, avendo condiviso quelle perplessità, le abbia abbia in qualche modo scaricate. Forse è proprio il termine "scaricare" che ti sta mettendo fuori strada... --Sesquipedale (non parlar male) 01:00, 24 mar 2015 (CET)
In realtà non volevo mettere in dubbio la transitività del verbo secondo le regole, non devo essermi espresso bene. Notavo piuttosto la particolarità che nella frase svolgere un'azione quando vado a pensare a cosa sia l'azione penso a un verbo e così avrei svolgere l'azione (correre, mangiare ecc..). Quindi mentre nella frase stirare una camicia, una camicia è un complemento oggetto e oggetto reale, una azione sarà ovviamente un complemento oggetto (secondo definizione grammaticale) ma non un vero e prorpio oggetto reale in quanto sarà a sua volta un azione/verbo se "esplicitato". --78.187.41.242 (msg) 10:54, 24 mar 2015 (CET)
Se è solo questo il problema, basta ricordare che ci sono nomi di cosa concreta e astratta. Che cosa vada considerato in italiano come complemento oggetto o altro complemento, in ultima ratio, sono le convenzioni arbitrarie della lingua. Le stesse che - nota bene - prescrivono che verbi come "ricordarsi" e simili siano riflessivi e che quindi immaginano che l'azione ricada sul soggetto stesso (cosa che dal punto di vista logico non è per nulla evidente) --Marie de France (msg) 11:23, 24 mar 2015 (CET)
Grazie per l'aiuto. Ammetto che ho sempre avuto problemi con la grammatica proprio correlati a questa, mi pare, "soggettività" delle regole. Riprendendo questi argomenti qui nell'oracolo mi son ricordato di un dubbio che avevo fin da piccino quando, alle medie, studiai i complementi oggetti e che, per la verità, non ho mai risolto: so che alcuni verbi intransitivi possono reggere un complemento oggetto interno ed esso avrà un significato "vicino" al verbo che lo regge. Bene, a regole ci siamo e riprendendo gli esempi classici (presenti anche sulla voce qui su wiki): dormire sonni tranquilli, vivere una vita intensa noto effettivamente una affinità tra dormire-sonni e vivere-vita, però allora mi chiesi: se io analizzassi vivere una esperienza non mi pare che vivere e esperienza siano così semanticamente affini e mi è sempre sembrata un po' una forzatura per far "quadrare i conti" questo complemento oggetto interno. Insomma mai capito... --78.187.41.242 (msg) 11:48, 24 mar 2015 (CET)

(rientro) In realtà è un dubbio che appartiene anche a me, ti faccio un esempio come vedo qui <<a seconda del contesto, molti verbi possono funzionare sia come transitivi che come intransitivi: Gli attori reciteranno una commedia / Gli attori recitano malissimo>> e poi si legge sempre in quel link <<molti verbi transitivi possono essere usati con un complemento oggetto non espresso; in questi casi il verbo rimane transitivo, dal momento che un complemento oggetto, anche se non viene espresso, esiste necessariamente ed è di norma desumibile dal contesto Es: Marco scrive (una e-mail) alla sua fidanzata>>. Però se vogliamo "gli attori recitano (una commedia) malissimo" è esattaemnte identico all'esempio della mail sottointesa, perché allora da una parte si considera in un modo e nell'altro caso in un altro? So che forse ti aspettavi una risposta, invece ti pongo una domanda, o meglio la pongo all'oracolo proprio perché anche a me sembra molto poco chiaro. --151.44.42.248 (msg) 18:24, 24 mar 2015 (CET)

Recitare è sempre transitivo, nel caso citato dal Treccani non è un uso intransitivo, ma assoluto del verbo.
Non bisogna dimenticare che la grammatica individua regole nella lingua, che si evolve senza preoccuparsi molto di essere logica. --Vito (msg) 11:05, 30 mar 2015 (CEST)

Sigla RAI anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Buonasera. Vorrei chiedere un aiuto su di una sigla RAI anni '80 che ho in testa, ma di cui non riesco a ricordare il programma associato. Direi che possa definirsi a pieno titolo vintage (primi anni '80), escludo a priori Fininvest o altro che non sia RAI, perché mi pare fosse una di quelle rubriche medio/brevi di fascia pomeridiana, tipo DSE o simili. La sigla in se era una specie di assolo rockeggiante di chitarra elettrica, durava circa 30 secondi (me la sono cronometrata in testa) per poi andare in dissolvenza ad libitum. Il video, ma potrei confondermi, mi pare fosse il volo di un gabbiano in un cielo azzurro. Per evitare equivoci "aviari", non è la sigla di "Lunedì Film", con l'uccello di celluloide e il pezzo di Lucio Dalla. Se qualcuno ricorda, grazie comunque. PS: a me viene in mente una vecchia rubrica RAI, di almeno 30 anni fa, chiamata Italia Nostra. Ma su Google non ho trovato nulla a riguardo. Grazie. --87.17.37.153 (msg) 21:12, 23 mar 2015 (CET)

Ti riferisci forse ad Avventura? Sigla She Came In Through the Bathroom Window, cantata da Joe Cocker qui la sigla? --Flazaza (msg) 21:55, 23 mar 2015 (CET)
Avevo pensato anch'io ad "Avventura", ma forse per la faccenda dei gabbiani avrei optato per la meravigliosa sigla finale A Salty Dog (che tra l'altro era sempre troncata a metà e per anni non ho mai saputo come finiva) :-) --Lepido (msg) 22:06, 23 mar 2015 (CET)
Leggendo qui ho avuto un flash, in quanto all'epoca citata ero già abbastanza grande. Non ricordo di quale trasmissione si trattasse, comunque il pezzo me lo ricordo benissimo, trattasi nientepopodimenoche dell'immortalissimo Go to the mirror! degli The Who, solo l'inizio, tratto dallo stupendo Tommy del 1969. All'epoca ero molto PoliceDireStraitsofilo, quindi non li conoscevo, ma li ho scoperti in seguito. In particolare, il pezzo della sigla è però interamente strumentale, mentre nel disco Roger Daltrey entra dopo pochi secondi. Lo stesso tema è presente come strumentale anche nell'Overture della suddetta rock opera, ma è diverso da come lo ricordo nella sigla, ci vorrebbe un Whoesperto per sapere di preciso di quale versione si tratti. In ogni caso, consiglio di sentirti tutto il brano, perché stramerita. Belli comunque anche i brani citati precedentemente, una volta uno lo suonavo anche con il mio gruppo. char_aznable 22:53, 23 mar 2015 (CET)
Programmi dell'accesso. La relativa voce e Tommy (album) lo confermano. Bravo char_aznable.--Flazaza (msg) 23:03, 23 mar 2015 (CET)
Grazie del complimento, però ho letto le due voci e, avendo orecchie, dissento completamente con loro. La versione usata nella sigla, che mi ripeto ricordo benissimo, è diversa sia dall'Overture sia da I'm Free ed è diversa ancora nel film, dove nel frattempo mi sono andato a ricercare i brani. Si potrebbe chiedere all'oracolo... char_aznable 23:26, 23 mar 2015 (CET)
Eccola e ci sono anche i gabbiani... --Lepido (msg) 00:46, 24 mar 2015 (CET)
Wow, che chiamata alle armi! Siamo un bel po' noi vecchietti "Over39 Vintaggi" (il 40 non esiste, il 40 non esiste...) ;-DDD ... And the winner is: "Go to the mirror" degli Who :-) Grazie Char-azamble. E grazie a Lepido e Flazaza per i ceselli finali. Il video col gabbiano è proprio quello, la sigla di "Spaziolibero - Programmi dell'accesso". Ah, però il cielo è un po' nuvoloso ;-) . Grazie mille. --82.53.46.120 (msg) 19:29, 24 mar 2015 (CET)
Uà, che ricordi! :-D Ho ancora in mente la scena, quando io e il mio amico di liceo mettemo per la prima volta il 33 giri di Tommy e a un certo punto lui esclamò, tra schifato e stupito: Ma che è mo? Programmi dell'accesso???? :-DDD --Retaggio (msg) 13:07, 27 mar 2015 (CET)

primo dinosauro scoperto[modifica | modifica wikitesto]

La voce iguanodon dice che il primo dinosauro di cui sono state scoperti i fossili ma su un libro che ho, ad alcuni dinosauri viene portato un anno di fine settencento, chi ha ragione?

--79.13.177.159 (msg) 13:03, 25 mar 2015 (CET)

Dipende cosa si intende per "primo dinosauro scoperto", e se chi lo ha "scoperto" sapeva di cosa si trattasse. In realtà è molto probabile che anche greci e romani in antichità abbiano scoperto dei fossili di dinosauro e da quelle scoperte siano nati miti e leggende. Prova a leggere qui: se il tuo libro si riferisce alla scoperta del reverendo Plot fatta nel 1676, si trattava di un femore di dinosauro che all'epoca si riteneva appartenere ad un gigante. --79.35.114.216 (msg) 14:57, 25 mar 2015 (CET)
quel ritrovamento è il più antico di cui noi ora siamo sicuro che era un dinosauro? Se no quale è?--79.13.177.159 (msg) 20:30, 25 mar 2015 (CET)
Il primo dinosauro descritto dalla scienza e quindi riconosciuto come tale è stato Iguanodon da Gideon Mantell, un medico inglese della prima metà del XIX secolo. Di più non so dirti.--l'etrusco (msg) 00:53, 26 mar 2015 (CET)

Pilota aereo[modifica | modifica wikitesto]

Per quale motivo negli aerei di linea ci sono due piloti?


--46.44.242.9 (msg) 15:38, 26 mar 2015 (CET)

È chiaro che fare affidamento esclusivo sul pilota automatico sarebbe sempre un problema di sicurezza. Il fatto di avere due piloti dovrebbe garantire la sicurezza di un controllo manuale nel caso che uno dei due non fosse in grado di svolgere le sue mansioni. E questo non solo nei casi di emergenza, ma anche nei voli a lungo percorso --Marie de France (msg) 16:53, 26 mar 2015 (CET)
Detto in breve, è prevista la presenza di due piloti (uno dei quali deve avere la qualifica di comandante) in modo tale che si possano opportunamente dividere i compiti: a turno, uno dei due tiene materialmente i comandi (pilot flying), mentre l'altro controlla i parametri di volo e mantiene i contatti con il controllo del traffico aereo (pilot monitoring). Nei voli più lunghi l'equipaggio è composto da tre piloti (un comandante e due copiloti), affinché ciascuno possa riposarsi un poco mentre gli altri due lavorano. -- Étienne 20:55, 26 mar 2015 (CET)

Programmare un sito[modifica | modifica wikitesto]

Di recente ho aperto un sito con weebly ma non essendo per nulla pratico di informatica sto riscontrando parecchi problemi. Il sito è questo. Ho provato a personalizzarlo anche manipolando il codice sorgente (ho consultato w3school.com e le guide di weebly quando avevo dubbi) ma non riesco a fare molto più di ciò che c'è già. Qualcuno sarebbe interessato a darmi una mano nel programmarlo, qualche dritta oppure saprebbe indicarmi un qualche sito che mi possa dare un aiutino? Sono stato vago nel porre la mia richiesta perché non ho le conoscenze per essere più specifico, comunque ho progettato con carta e penna alcune pagine, per cui so ciò che voglio ma non come ottenerlo. --Riccardo R. 19:43, 26 mar 2015 (CET)

Purtroppo non posso darti una mano dato che la mia conoscenza in programmazione si limita al VB, ma voglio commentare per esprimerti la mia ammirazione perché è un bel progetto. Da studente di chimica ho sempre voluto trovare qualcuno appassionato quanto me (cosa che non noto tra i miei compagni di corso) e credo il web sia un utile aggregatore potendo attingere da un bacino di più persone--5.90.12.92 (msg) 12:07, 27 mar 2015 (CET)
Su quella piattaforma non puoi usare un Content Management System? Per esempio wordpress. --Vito (msg) 11:01, 30 mar 2015 (CEST)
[@ Vituzzu] Pensa che non sapevo nemmeno dell'esistenza di tali programmi. Adesso mi metto a studiarli per bene e mi scarico wordpress. Comunque penso che lo stesso Weebly sia una sorta di CMS (la caratteristica che vanta come principale è la semplicità di modifica). Un amico mi ha consigliato di passare ad Altervista, che comprende wordpress come sistema di gestione. Se hai altri consigli rimango in ascolto. --Riccardo R. 22:53, 30 mar 2015 (CEST)

Domanda di fisica[modifica | modifica wikitesto]

Domanda dettata da pura curiosità. Si immagini un corpo perfettamente sferico, fatto di un materiale X, delle dimensioni del pianeta terra e con accelerazione di gravità uniforme su tutta la superficie. Su questo corpo-pianeta si trovano degli oggetti che sono attirati per forza di gravità verso il centro della sfera. Ora si immagini che il materiale X sia tale per cui il pianeta si trovi allo stato solido in ogni suo punto, anche al centro, e si immagini infine che, proprio al centro del pianeta, si trovi una cavità sferica. Si assuma che il materiale X sia talmente resistente da sopportare elevatissime pressioni senza rompersi, in modo che la cavità sferica non collassi su se stessa. Poniamo infine un pover'uomo esattamente al centro di questa cavità, che immaginiamo delle dimensioni, ad esempio, di un monolocale. Cosa accadrebbe all'uomo? Volteggerebbe a mezz'aria o verrebbe spappolato aderendo alle pareti della cavità, essendo attratto dalla massa del pianeta?--Samuele Madini 11:34, 27 mar 2015 (CET)
P.S.: si assuma che nella cavità ci sia dell'aria ad una pressione tale da non ledere l'organismo dell'uomo--Samuele Madini 11:37, 27 mar 2015 (CET)

Quello che poni è un classico problema di... elettrostatica, in cui invece dell'interazione gravitazionale c'è quella elettromagnetica: però va bene lo stesso, vanno entrambe come 1/r^2 (a meno di segno e fattore di proporzionalità), per cui se la configurazione ha una simmetria sferica perfetta - come assumi - allora sul tizio al centro della sfera la risultante delle forze è nulla. --93.149.12.250 (msg) 11:50, 27 mar 2015 (CET)
Forse ricordo male ma spostandosi all'interno della sfera omogenea non si ha una forza elastica del tipo F=-Kr, quindi un caso in cui la massa estesa genera un campo che non ha andamento tipico 1/r²?--5.90.12.92 (msg) 12:00, 27 mar 2015 (CET)
Magari mi sbaglio io, però la domanda si riferiva al centro esatto della sfera: intuitivamente se la simmetria è perfetta la forza è uguale in tutte le direzioni, per cui sia che sia attrattiva che repulsiva (come può accadere nel caso elettrostatico) la risultante è sempre zero. --93.149.12.250 (msg) 12:24, 27 mar 2015 (CET)
Certo è zero in ogni caso (anche nel caso sia F=-Kr), più che altro mi pareva sbagliato il fatto che variasse con 1/r² come riportavi sopra. Ma ripeto potrei sbagliare io parimenti XD.--5.90.12.92 (msg) 12:41, 27 mar 2015 (CET)
Ma quello a 1/r^2 è l'andamento generale dell'interazione tra due masse: l'andamento F=-Kr che dici c'è effettivamente, dato che il campo varia linearmente col raggio, ma dipende dalla presenza della sfera ed è il risultato di un calcolo. --^musaz 12:55, 27 mar 2015 (CET)
Non mi è molto chiaro cosa c'entri l'elettrostatica... la domanda è come la forza gravitazionale del pianeta agirebbe sul corpo dell'uomo. Finché il corpo è sulla superficie, o a profondità relativamente minime, il corpo è attratto verso il centro del pianeta con relativo aumento dell'accelerazione di gravità man mano che si avvicina al centro, ma se quest'uomo fosse il centro, la massa del pianeta non avrebbe alcuna influenza su di lui? Inoltre, mi sembra di capire che ci sia il problema del polo nord e del polo sud magnetico di questo pianeta... ha senso assumere che il materiale X fccia sì che il pianeta non sia ne carico ne possa avere dei poli magnetici?--Samuele Madini 13:19, 27 mar 2015 (CET)
Tutte le precedenti risposte non tengono conto di un aspetto fondamentale insito (non so se consapevolmente) nella domanda originale: l'ipotetico uomo potrà anche avere il proprio baricentro coincidente con il centro della cavità, ma esso stesso non è un singolo punto materiale. Il fatto che, per banale simmetria, nel centro perfetto vi sia forza nulla non dice nulla riguardo cosa accada alle sue singole membra: verrà compresso, oppure stirato e smembrato spalmandosi sulle pareti interne, o nessuna delle due?
In un caso di simmetria sferica perfetta come quello descritto, se prendiamo una qualsiasi superficie a sua volta sferica e concentrica si scopre, per il teorema del flusso, che la forza di gravità su tale superficie è (in modulo):
  • direttamente proporzionale alla massa contenuta al suo interno;
  • inversamente proporzionale alla sua area.
Ora, per qualsiasi superficie di riferimento interna alla cavità centrale, la massa contenuta al suo interno è banalmente nulla (sto ovviamente trascurando l'uomo stesso), e quindi la gravità su tale superficie è a sua volta nulla (chi ha pratica con il teorema di Gauss in elettrostatica riconoscerà il medesimo ragionamento che giustifica un campo elettrostatico nullo all'interno di un conduttore). Quindi l'uomo non ha necessità di trovarsi nel centro perfetto della cavità: qualsiasi punto della cavità ha gravità nulla (non "piccolissima": letteralmente zero), quindi galleggerà senza peso, non sarà attratto verso alcuna parete, e anche le sue membra non subiranno alcuna trazione/compressione. -- Rojelio (dimmi tutto) 13:29, 27 mar 2015 (CET)
In pratica ciò significa che ogni elemento del corpo dell'uomo dotato di massa viene "attratto gravitazionalmente" in ogni direzione dello spazio con risultante delle forze nulla e quindi non si smembra, ho capito bene?--Samuele Madini 13:51, 27 mar 2015 (CET)
Precisamente. Non è per nulla intuitivo e sarebbe schifosamente complesso da calcolare "a mano" senza sfruttare il teorema di Gauss, ma anche senza essere esattamente al centro permane in ogni punto della cavità un perfetto equilibrio dell'attrazione gravitazionale della massa del corpo tutt'intorno. -- Rojelio (dimmi tutto) 14:01, 27 mar 2015 (CET)
Grazie mille per la risposta :) . A questo punto però, vorrei tanto andare a chiedere a quest'uomo come diavolo è finito li dentro. Dotandomi di una trivella in grado di arrivare fino al centro del pianeta, e talmente potente da forare anche il materiale X, mi calerei nel buco con l'ausilio di una scala o di una corda fino alla cavità al centro del pianeta. Come varierebbe il mio peso nel tragitto? Tecnicamente P = m·g, con g che aumenta proporzionalmente durante la discesa, quindi più mi avvicinerei al centro, più sarei pesante, ma fino a che punto? Avvicinandomi al centro non sentirei la gravità della fetta di emisfero a me sovrastante che certo non mi trascinerebbe verso il centro del pianeta?--Samuele Madini 14:27, 27 mar 2015 (CET)
Come dice Rojelio, il campo aumenta proporzionalmente col raggio (fuori dalla zona vuota al centro, dove la superficie su cui calcoli il flusso non racchiude nessun'altra massa e il campo è nullo), quindi anche il tuo peso aumenta man mano che ti allontani dal centro. --^musaz 14:49, 27 mar 2015 (CET)

[ Rientro]

Eheheheh... e invece il tuo peso diminuirebbe durante la discesa. :-)
Per semplicità di calcoli fammi togliere di mezzo la cavità centrale (o assumiamo che sia di dimensione talmente ridotta rispetto al pianeta da poter essere trascurata).
Torniamo ad usare il teorema del flusso: solita superficie sferica di riferimento, centrata nel centro del pianeta e di raggio r < R (dove R è il raggio del pianeta). Come scrivevo poc'anzi, il modulo del vettore di campo gravitazionale sulla sua superficie è proporzionale alla massa al suo interno e inversamente proporzionale alla sua area. Se la densità del corpo è uniforme, la massa al suo interno sarà proporzionale al suo volume, ovvero proporzionale a r^3. L'area della sua superficie è notoriamente proporzionale a r^2. Quindi la gravità è proporzionale a (r^3 / r^2) = r.
Questo è esattamente ciò cui si riferiva poc'anzi 5.90 quando scriveva "F=-Kr": tralasciando il segno meno ad indicare che il vettore punta verso il centro, il modulo è direttamente proporzionale alla distanza dal centro, e quella costante di proporzionalità K, a fare tutti i conti del caso, è a sua volta composizione di G, della densità di massa del pianeta e di un qualche multiplo del pi-greco. :-) -- Rojelio (dimmi tutto) 15:08, 27 mar 2015 (CET)
Per vedere cosa succede se invece ci teniamo la cavità, puoi dare un'occhiata a questo grafico (il secondo, con la scala degli assi più larga), dove rappresento la calata giù per il pianeta con una cavità al centro di raggio "1". È il grafico di (r^3-1)/r^2 che rappresenta:
  • la massa all'interno della superficie di riferimento (~r^3) da cui sottraggo una quantità costante pari all'assenza del buco (1);
  • l'usuale area della superficie (~r^2).
Come si può notare, finché siamo talmente distanti dalla cavità centrale da poterla considerare del tutto trascurabile, la gravità cala linearmente avvicinandosi al centro del pianeta (-Kr); quando però la presenza della cavità inizia a farsi notare perché rappresenta una percentuale non irrisoria di "quanto pianeta" mi rimane sotto le scarpe, la curva inizia a piegare verso il basso in modo più-che-lineare arrivando esattamente a zero quando raggiungi il bordo della cavità (x=1). Il grafico non ha più senso per x<1: a quel punto sei dentro la cavità e la gravità non diventa misticamente negativa: si torna alla discussione precedente, e per 0<x<1 la gravità è sempre esattamente nulla. -- Rojelio (dimmi tutto) 15:34, 27 mar 2015 (CET)
Come piccolo excursus, se la densità fosse costante in tutto l'interno della Terra, se si scavasse un tunnel rettilineo tra due località generiche A e B, sarebbe possibile muoversi (di moto armonico) tra A e B, e la durata del viaggio sarebbe sempre la stessa (42 minuti e 12 secondi). --Cruccone (msg) 16:25, 27 mar 2015 (CET)
Insomma scendendo la g a cui il mio corpo sarebbe sottoposto diminuisce invece di aumentare perchè, in parole molto povere (correggetemi se sbaglio), lasciandomi alle spalle un mucchio di materiale X col proprio campo gravitazionale è come se il raggio del pianeta a cui g fa riferimento (ovvero il valore di g sulla superficie del pianeta) diminuisse costantemente (insieme alla sua massa) fino a diventare nullo al centro del pianeta (in aggiunta su di me agirebbero altre forze gravitazionali originanti dal pezzo di emisfero che man mano mi lascio alle spalle, "alleggerendomi" sempre di più)... quindi mi verrebbe da concludere che l'accelerazione di gravità a cui sarei sottoposto sarebbe massima solo sulla superficie del pianeta e diminuirebbe sia se mi allontanassi nell'iperspazio sia se scavassi fino al centro del pianeta. Ho parafrasato correttamente?--Samuele Madini 17:32, 27 mar 2015 (CET)
Corretto sino all'ultima virgola. :-) -- Rojelio (dimmi tutto) 16:54, 29 mar 2015 (CEST)
Grazie a tutti per le risposte :) --Samuele Madini 18:01, 29 mar 2015 (CEST)

classificazione dei dinosauri[modifica | modifica wikitesto]

Mi sapreste dire dove potrei vedere la classificazione dei dinosauri sul web (su wikipedia ci sono imprecisioni e incopletezze) e che non mischi o comunche tenga ben sepatati i clade dai taxon?

--95.235.210.151 (msg) 12:17, 27 mar 2015 (CET)