Why not

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L'inchiesta Why Not prende il nome da una società di outsourcing di Lamezia Terme che fornisce alla regione lavoratori specializzati nel settore informatico. Una dei soci ed amministratore della Why Not, Caterina Merante, insieme inizialmente agli altri due soci, che avrebbero poi parzialmente ritrattato, ha dato il via alle indagini che hanno ipotizzato un gruppo di potere trasversale tenuto insieme da una loggia massonica coperta, giornalisticamente nota come la "La Loggia di San Marino".

A tale presunta loggia massonica coperta, che avrebbe influito sulle scelte di amministrazioni pubbliche per l'utilizzo di finanziamenti e l'assegnazione di appalti, sarebbe iscritta una parte degli indagati.[1]

Le persone indagate risultavano essere 19. I carabinieri hanno notificato informazioni di garanzia in cui si ipotizzano, a vario titolo, reati che vanno dall’associazione per delinquere, alla truffa, alla corruzione, alla violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete al finanziamento illecito dei partiti.[2]

Nel mese di dicembre 2008, dopo lo scontro tra le Procure di Catanzaro e Salerno, e dopo i primi interventi del Consiglio Superiore della Magistratura l'avviso di conclusione indagini è stato invece notificato a ben 106 persone, tra cui l'attuale presidente della Regione Calabria Agazio Loiero ed il suo predecessore Giuseppe Chiaravalloti. Archiviata invece la posizione di Romano Prodi e di alcuni suoi più stretti collaboratori, dopo che in precedenza era stata anche stralciata la posizione di Clemente Mastella. Scompare dai capi di imputazione anche la presunta violazione della "Legge Anselmi" su massoneria e organizzazioni segrete.[3]

Antonio Saladino nel suo primo interrogatorio davanti alla Procura Generale di Catanzaro il 3 gennaio 2009 ha chiarito il suo ruolo nella vicenda fornendo ai magistrati spiegazioni concernenti l'attività delle varie società operanti nell'ambito della Politiche attive del lavoro in cui ha operato. Ha chiarito la distinzione dei ruoli tra il Consorzio Brutium e la società Why Not e Caterina Merante, asserendo di aver svolto per questi solo il ruolo di consulente. Ha inoltre chiesto, ai magistrati, in modo esplicito di verificare i suoi conti correnti e la sua situazione patrimoniale, ma anche quelli della Merante e dei soci di questa in Why Not.[4]


Indice

[modifica] I rapporti tra le procure

La locuzione "scontro fra procure", ampiamente adottata dai media italiani di maggior spessore nel mese del dicembre 2008, non è corretta. Infatti i magistrati di Salerno, i quali all'inizio del mese di Dicembre hanno fatto perquisire i magistrati di Catanzaro dal momento che questi ultimi da più di un anno rifiutavano di inviare a Salerno i documenti riguardanti il trasferimento di De Magistris, hanno operato nel pieno rispetto della legge. Infatti secondo la legge spetta alla procura di Salerno indagare sulla procura di Catanzaro. Non è invece previsto dalla legge che la procura di Catanzaro possa indagare sulla procura di Salerno: infatti su Catanzaro è competente Salerno, su Salerno è competente Napoli e su Napoli è competente Roma. Ha destato scalpore la decisione del CSM di porre sullo stesso piano i magistrati di Salerno e i magistrati di Catanzaro i quali, a loro volta, indagavano contro la legge su quelli di Salerno. Infatti, nonostante il comitato del riesame abbia giudicato rispettoso della legge l'operato dei magistrati salernitani, il csm ha trasferito alcuni magistrati di Salerno e ha sospeso dall´incarico e privato dello stipendio il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella. Ciò è avvenuto in seguito alle dichiarazioni del ministro della giustizia Alfano il quale ha giudicato "abnorme" e "carente di equilibrio" il provvedimento di perquisizione e sequestro emesso dai magistrati di Salerno nei confronti di magistrati inquisiti di Catanzaro. A nulla è valso che l'organo competente della magistratura, il comitato del riesame, abbia certificato la legalità dell'operato dei magistrati di Salerno.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ Fonte: Repubblica.it: Catanzaro, indagini e perquisizioni su un gruppo di potere trasversale, 18 giugno 2007 [1]
  2. ^ Fonte: La voce del fiore del 19 giugno 2007 [2]
  3. ^ Fonte: Libero-news.it: Inchiesta Whynot, 106 avvisi di chiusura indagini, 17 dicembre 2008 [3]
  4. ^ Fonte: Agi.it: Whynot, Saladino: Ho solo offerto lavoro, 3 gennaio 2009[4]
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