Whitney (album)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Whitney
Artista Whitney Houston
Tipo album Studio
Pubblicazione 29 giugno 1987
Durata 53 min : 09 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere Contemporary R&B
Pop
Etichetta Arista Records
Produttore Jellybean Benitez, Kashif, Michael Masser, Narada Michael Walden
Registrazione 1986-1987
Certificazioni
Dischi di platino Australia Australia (3)[1]
(Vendite: 210.000 +)
Austria Austria (2)[2]
(Vendite: 40.000 +)
Canada Canada (7)[3]
(Vendite: 560.000 +)
Francia Francia[4]
(Vendite: 300.000 +)
Finlandia Finlandia[5]
(Vendite: 20.000 +)
Germania Germania[6]
(Vendite: 200.000 +)
Hong Kong Hong Kong[7]</ref>
(Vendite: 20.000 +)
Italia Italia (5)
(Vendite: 500.000 +)
Paesi Bassi Paesi Bassi[8]
(Vendite: 50.000 +)
Spagna Spagna[9]
(Vendite: 40.000 +)
Svezia Svezia (2)[10]
(Vendite: 80.000 +)
Svizzera Svizzera (2)[11]
(Vendite: 60.000 +)
Regno Unito Regno Unito (6)[12]
(Vendite: 1.800.000 +)
Stati Uniti Stati Uniti (9)[13]
(Vendite: 9.000.000 +)
Whitney Houston - cronologia
Album precedente
(1985)
Album successivo
(1990)

Whitney è il secondo album della cantante statunitense Whitney Houston, pubblicato il 29 giugno 1987. Ha replicato il successo del precedente album di debutto, vendendo circa 20 milioni di copie in tutto il mondo. In America è stato certificato nove volte platino, per vendite di oltre 9 milioni di copie[14]. È uno dei pochi album stranieri che hanno superato il milione di copie vendute in Italia. Whitney è rimasto nove settimane non consecutive in vetta alla classifica italiana album.

I brani[modifica | modifica wikitesto]

Questo secondo album della Houston ha un sapore più pop rispetto al precedente. Narada Michael Walden, già produttore del tormentone "How Will I Know" contenuto nel primo disco della cantante, produsse sette brani degli undici brani di Whitney, tre dei quali raggiunsero la posizione numero 1 della Billboard Hot 100 negli States tra il 1987 e il 1988. Kashif, il produttore di "You Give Good Love", lavorò alla canzone "Where You Are". Michael Masser, che evav prodotto molti brani per il primo album di Whitney, lavorò alla hit numero 1 "Didn't We Almost Have It All" e alla canzone "You're Still My Man." Questa canzone era stata incisa per il primo album, ma fu scartata perché Clive Davis l'aveva definita troppo "poppettara". Jellybean Benitez produsse "Love Will Save the Day".

Recensioni[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
The Associated Press (vario)[15]
Allmusic 4/5 stelle[16]
Robert Christgau C+[17]
Los Angeles Times (vario)[18]
The New York Times (negativo)[19]
Rolling Stone (vario)[20]
Q 4/5 stelle[21]

Al momento della sua pubblicazione, Whitney non incontrò l'assenso unanime della critica. Pur ammettendone il valore commerciali, molte recensioni criticarono le scelte commerciali dietro all'album, che seguivano le logiche del precedente a scapito dell'individualità di Whitney Houston. Jon Pareles del The New York Times scrisse: "Whitney va molto sul sicuro. Tre dei produttori del primo album sono ancora qui. [...] Ci sono canzoni vivaci e ritmate per gli adolescenti [...] e pezzi lenti per adulti romantici, come nel disco precedente. Perfino il titolo del disco si adatta agli standard della Arista Records di utilizzare il solo nome proprio della cantante — Dionne, Aretha, Carly". Criticò l'interpretazione canora della star scrivendo: "Più grave è che nei due anni che separano questo album da Whitney Houston l'espressività della cantante non è molto migliorata. In troppe canzoni itera il primo album [...] come cantando in una lingua straniera. [...] Pur con quei testi passionali, miss Houston e suoi i produttori hanno tenuto al guinzaglio le emozioni."[19]

Vince Aletti di Rolling Stone commentò: "Gli schemi tattici sono più rigorosi di prima, e le vedute talmente ristrette che sembra che il potenziale della Houston si sia ristretto anziché espanso", definendo il disco "auto-compiaciuto, trattenuto e esageratamente modesto" ed etichettando il singolo "I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me)" "How Will I Know II".[20] Robert Hilburn scrisse sul Los Angeles Times che l'album era un "altro successone commerciale [...] una serie di canzoni estremamente accessibili che coprono vari gusti radiofonici", ma aggiunse che Whitney non conferiva personalità della cantante e alla sua voce sensazionale.[18] Dolores Barclay dell'Associated Press lodò la voce della cantante: "Whitney Houston ha uno strumento fantastico e lo sa usare. La sua voce ci trasporta in luoghi a noi noti, in luoghi che forse vorremmo dimenticare e in luoghi che sogniamo", ma aggiunse "pur senza profondità o troppo coinvolgimento. Questa talentuosissima forgiatrice di canzoni e vincitrice di Grammy non vuole correre rischi o osare anche solo un pochettino."[15] Il St. Petersburg Times scrisse: "[Whitney] è innanzitutto un prodotto, progettato, realizzato e impacchettato meticolosamente, e come tale è facile sparlarne. Ma per essere un prodotto è di buona qualità.[...] La voce della Houston è veramente fantastica. [...] Più sicura e più precisa. [...] Oltre ad acuti cristallini, la Houston ruggisce a raspa cambiando timbro e fraseggio all'occorrenza".[22]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. "I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me)" (Merrill, Rubicam) – 4:52
  2. "Just the Lonely Talking Again" (Dees) – 5:34
  3. "Love Will Save the Day" (Toni C.) – 5:25
  4. "Didn't We Almost Have It All" (Jennings, Masser) – 5:07
  5. "So Emotional" (Kelly, Steinberg) – 4:37
  6. "Where You Are" (Calabrese, Humes, Humes) – 4:11
  7. "Love Is a Contact Sport" (Glass) – 4:19
  8. "You're Still My Man" (Goffin, Masser) – 4:18
  9. "For the Love of You" (Isley, Isley, Isley, Isley) – 5:33
  10. "Where Do Broken Hearts Go" (Jackson, Wildhorn) – 4:38
  11. "I Know Him So Well" (Andersson, Rice, Ulvaeus) – 4:30

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ David Kent, Australian Chart Book 1970–1992, Illustrated, Sydney, Australian Chart Book, 1993, ISBN 0-646-11917-6.
  2. ^ AUSTRIA - PLATINUM.
  3. ^ "Canadian certifications – Whitney Houston – Whitney".
  4. ^ InfoDisc : Les Certifications (Albums) du SNEP (Bilan par Artiste) – Search for "Whitney Houston", Syndicat National de l'Édition Phonographique. URL consultato il 22 novembre 2010.
  5. ^ "IFPI Finland Certification Searchable Database".
  6. ^ Gold-/Platin-Datenbank ('Whitney').
  7. ^ Whitney - Hong Kong charts.
  8. ^ WHITNEY - Whitney Houton - Nederlands.
  9. ^ "Whitney platino".
  10. ^ "IFPI Sweden, Guld & Platina År 1987–1998".
  11. ^ "IFPI Switzerland Certification (1998)".
  12. ^ British certifications – Whitney Houston – Whitney.
  13. ^ RIAA Certification Searchable Database, RIAA, 29 novembre 1995. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  14. ^ Vedi
  15. ^ a b Dolores Barclay, In the Groove: Record Reviews Whitney, Associated Press, 8 luglio 1987. URL consultato il 21 giugno 2010.
  16. ^ Ron Wynn, Whitney, Allmusic Review, Allmusic. URL consultato il 20 giugno 2010.
  17. ^ Robert Christgau, Whitney, Robert Christgau Review. URL consultato il 20 giugno 2010.
  18. ^ a b Robert Hilburn, Album Review, Houston: Commercial Sparkle, Artistic Fizz in Los Angeles Times, 1º giugno 1987. URL consultato il 20 giugno 2010.
  19. ^ a b Jon Pareles, Whitney Houston: She's Singing by Formula in The New York Times, 7 giugno 1987. URL consultato il 20 giugno 2010.
  20. ^ a b Vince Aletti, Whitney in Rolling Stone, 13 agosto 1987. URL consultato il 13 febbraio 2012.
  21. ^ Whitney, Q Magazine Review in Q, dicembre 1999. URL consultato il 20 giugno 2010.
  22. ^ Eric Snider and Annelise Wamsley, Whitney pulls out another bag of hits in St. Petersburg Times, 14 giugno 1987. URL consultato il 21 giugno 2010.
musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica