White Rabbit

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White Rabbit
White rabbit.JPG
Poster del singolo White Rabbit
Artista Jefferson Airplane
Tipo album Singolo
Pubblicazione 24 giugno 1967
Durata 2 min : 31 s
Album di provenienza Surrealistic Pillow
Dischi 1
Tracce 2
Genere Rock psichedelico
Acid rock
Etichetta RCA Victor
Produttore Rick Jarrard
Registrazione 3 novembre 1966
Note n. 8 Stati Uniti
Jefferson Airplane - cronologia
Singolo precedente
(1967)
White Rabbit
Artista Jefferson Airplane
Autore/i Grace Slick
Genere Acid rock
Rock psichedelico
Pubblicazione
Incisione Surrealistic Pillow
Data 1967
Etichetta RCA Victor
Durata 2 min : 31 s
Surrealistic Pillow – tracce
Precedente
Embrionic Journey
Successiva
Plastic Fantastic Lover
(EN)
« One pill makes you larger,

and one pill makes you small
And the ones that mother gives you
don't do anything at all
Go ask Alice when she's ten feet tall »

(IT)
« Una pillola ti rende grande

e una pillola ti rende piccolo
E quelle che ti dà la mamma
in fondo non fanno nulla;
Domandalo ad Alice, quando è alta tre metri »

(White Rabbit, Jefferson Airplane)

White Rabbit è un brano musicale acid rock contenuto nell'album Surrealistic Pillow (1967) del gruppo rock psichedelico statunitense Jefferson Airplane.

Nel corso degli anni è diventato un brano manifesto del rock psichedelico più acido e corrosivo, e nel 2004 è stato classificato alla posizione numero 478 nella lista delle 500 migliori canzoni di sempre redatta dalla rivista Rolling Stone.

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una canzone caratterizzata da un crescendo irresistibile che si interrompe in modo inatteso e sorprendente; ed è anche uno dei brani interpretati dalla band, nella loro esibizione al Festival di Woodstock del 1969. White Rabbit fu scritta da Grace Slick quando ancora era nei The Great Society. Tale gruppo si sciolse nel 1966, e la Slick venne invitata ad entrare nei Jefferson Airplane in sostituzione della cantante solista della band, Signe Toly Anderson, che aveva lasciato il gruppo dopo la nascita del figlio. Il primo album al quale partecipò la Slick come membro dei Jefferson Airplane fu Surrealistic Pillow, e Grace fornì le due canzoni più celebri dell'album portando in eredità dal suo precedente gruppo: White Rabbit e Somebody to Love, quest'ultima composta con il fratellastro Darby Slick ed incisa con il titolo Someone to Love dai Great Society. Entrambe le canzoni riscossero enorme successo e resero famosi i Jefferson Airplane con i quali sarebbero rimaste per sempre associate.[1]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicato come secondo singolo estratto da Surrealistic Pillow nel giugno 1967, il brano divenne il secondo successo da top ten della band, raggiungendo la posizione numero 8[2] nella classifica statunitense Billboard Hot 100.

Composizione e significato[modifica | modifica wikitesto]

La traccia è una delle prime canzoni scritte da Grace Slick, composta a fine 1965 o inizio 1966, prendendo apertamente ispirazione dai libri di Lewis Carroll Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio, utilizzando elementi come il cambio di dimensioni dopo aver mangiato pillole o bevuto liquidi sconosciuti aggiornandoli nei contenuti alla luce della controcultura anni sessanta per descrivere gli effetti di un "viaggio" sotto LSD. Viene comunemente ritenuto essere un brano profondamente influenzato dalla cultura delle droghe degli anni sessanta, con particolare riferimento agli allucinogeni, come l'LSD e i funghi allucinogeni. Ovviamente il coniglio bianco del titolo ("White Rabbit") è proprio quello del racconto di Carroll, anche se trasfigurato come metafora della psichedelia.

Per la nazione hippie, le droghe erano parte integrante della cultura degli anni sessanta, come elemento essenziale per l'espansione della mente e la ricerca interiore. Con il suo enigmatico testo, White Rabbit divenne una delle prime canzoni contenenti riferimenti alla droga a passare in radio senza cadere vittima della censura. Persino Marty Balin, l'eventuale "rivale" della Slick nelle dinamiche interne dei Jefferson Airplane, riconobbe al brano la statura di vero "capolavoro".

Dal punto di vista musicale, in un'intervista rilasciata al The Wall Street Journal Grace Slick menzionò altre influenze che furono di ispirazione per la canzone, e cioè "il bolero" usato da Miles Davis & Gil Evans per il loro album del 1960 Sketches of Spain.[3] Infatti, il brano è essenzialmente un lungo crescendo simile a quello del famoso Bolero di Ravel.

L'influenza più evidente è comunque quella derivante dalle opere di Carroll, scelte come metafora delle esperienze lisergiche della California dell'epoca; i celebri romanzi dedicati al mondo fantastico, e vagamente inquietante, della piccola Alice (Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio), dei quali nel testo del brano vengono espressamente citati personaggi come:

La Regina rossa e il cavaliere bianco menzionati nel brano, possiedono degli attributi che differiscono dal testo originale scritto da Lewis Carroll, dove il cavaliere bianco non parla al contrario ed è la regina di cuori, non la regina rossa, che dice sempre: «Tagliatele la testa!»

Tracce singolo[modifica | modifica wikitesto]

RCA 9248
  1. White Rabbit (Grace Slick) - 2:30
  2. Plastic Fantastic Lover (Marty Balin) - 2:37

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Grace Slick (in primo piano), autrice di White Rabbit, ritratta insieme agli altri membri dei Jefferson Airplane (1967)

Il brano è stato reinterpretato da numerosi artisti nel corso degli anni:

Campionamenti[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni White Rabbit è stata utilizzata in numerosi film e programmi televisivi:[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tamarkin, Jeff. Got a revolution!:the turublent flight of Jefferson Airplane, Atria, 2003, pag. 113, ISBN=0-671-03403-0
  2. ^ Top 100 Music Hits, Top 100 Music Charts, Top 100 Songs & The Hot 100, Billboard.com. URL consultato l'8 luglio 2011.
  3. ^ Berkowitz, Kenny. Got a Revolution!: The Turbulent Flight of Jefferson Airplane. New York: Atrica Books, 2005, p. 153; Wall Street Journal Interview 29 April 2011 [1]
  4. ^ David Diebold & Kim Cataluna - White Rabbit
  5. ^ Collide - Chasing The Ghost
  6. ^ Blue Man Group - The Complex
  7. ^ Fuzzion - Black Magic
  8. ^ Lana Lane - Gemini
  9. ^ Naik Borzov - Fear and Loathing in Las Vegas soundtrack
  10. ^ Nice & Smooth - Jewel Of The Nile, Discogs.com.
  11. ^ Filmography by year for Jefferson Airplane in IMDB.com. URL consultato il 14 giugno 2011.
  12. ^ Dustin Burg, Video: Lost Odyssey follows the white rabbit, Joystiq.

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