Westland Dragonfly

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Westland WS-51 Dragonfly
Un Westland Dragonfly HR5 della Royal Navy in mostra presso l'Historic Dockyard Chatham, Kent, Inghilterra
Un Westland Dragonfly HR5 della Royal Navy in mostra presso l'Historic Dockyard Chatham, Kent, Inghilterra
Descrizione
Tipo elicottero utility
Equipaggio 1
Costruttore Regno Unito Westland Aircraft
Data primo volo ottobre 1948
Data entrata in servizio 1950
Utilizzatore principale Regno Unito Royal Navy
Altri utilizzatori Regno Unito Royal Air Force
Esemplari 133
Sviluppato dal Sikorsky S-51
Altre varianti Westland Widgeon
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 17,54 m (57 ftin)
Altezza 3,95 m (12 ft 11½ in)
Diametro rotore 14,63 m (48 ft 0 in)
Superficie rotore 168,11 (1 809,56 ft²)
Peso a vuoto 1 987 kg (4 380 lb)
Peso carico 2 663 kg (5 870 lb)
Passeggeri 3
Propulsione
Motore un radiale Alvis Leonides 50
Potenza 403 kW (540 hp)
Prestazioni
Velocità max 153 km/h (82,5 kt)
Autonomia 483 km (261 nm)
Tangenza 3 780 m (12 400 ft)
Note dati riferiti alla versione Dragonfly HR.1

i dati sono estratti da The Illustrated Encyclopedia of Aircraft[1]

voci di elicotteri presenti su Wikipedia

Il Westland WS-51 Dragonfly era un elicottero utility prodotto dall'azienda britannica Westland Aircraft su licenza della statunitense Sikorsky nella seconda parte degli anni quaranta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre nel 1946 la ditta inglese siglò un accordo con la Sikorsky che gli permetteva di produrre una versione leggermente modificata del Sikorsky S-51 da produrre in Gran Bretagna. Come gli apparecchi prodotti negli Stati Uniti anche le prime versioni inglesi disponevano di un motore a pistoni Alvis Leonides da 500 hp che fu poi successivamente sostituito da un motore a pistoni della Pratt & Whitney. Il Westland Dragonfly fu quindi il primo elicottero costruito in Inghilterra ad entrare in servizio con le forze armate. Il 5 ottobre 1948 si alzò in volo il primo elicottero costruito negli stabilimenti inglesi. L'apparecchio che faceva parte del lotto A ricevette un motore a pistoni Alvis Leonides 521/1 da 500 hp mentre i velivoli costruiti nel lotto B ricevettero un motore R-985-B4 Wasp Junior da 450 hp della Pratt & Whitney. Il Westland Dragonfly fece infine da base progettuale per il Westland Widgeon, che riutilizzò molte delle soluzioni tecniche del Dragonfly.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Il Dragonfly prese servizio con la Royal Navy nel soccorso marittimo e successivamente un'aliquota di velivoli fu anche utilizzata dalla Royal Air Force. L'apparecchio rimase in servizio fino agli anni cinquanta quando fu sostituito dal Westland Whirlwind.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Dragonfly HR.1
Versione costruita per la Royal Navy dotato di un radiale Alvis Leonides 50 da 540 hp (403 kW), fu costruito in 13 esemplari
Dragonfly HC.2
versione costruita per la Royal Air Force, fu costruito in tre esemplari.
Dragonfly HR.3
Versione per il soccorso in mare impiegato nella Royal Navy. Simile al Dragonfly HR.1, fu costruito in 58 esemplari
Dragonfly HC.4
Versione per il soccorso in dotazione alla RAF era simile al Dragonfly HR.3. Fu costruito in 12 esemplari.
Dragonfly HR.5
Versione per il soccorso della Royal Navy, era pressoché identico al Dragonfly HR.3.
Westland-Sikorsky WS-51 Mk 1A
Versione civile dotata di un motore da 520CV (388-kW) Alvis Leonides.
Westland-Sikorsky WS-51 Mk 1B
Versione civile dotata di un motore da 450-hp (336-kW) Pratt & Whitney R-985.
Westland/Sikorsky WS-51
Prototipo.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Civili[modifica | modifica sorgente]

Belgio Belgio
Regno Unito Regno Unito

Militari[modifica | modifica sorgente]

bandiera Ceylon
operò con due esemplari.
Egitto Egitto
operò con due esemplari.
Francia Francia
operò con nove esemplari utilizzati in Indocina.
Giappone Giappone
  • Kōkū Jieitai - tre elicotteri
    • 153rd Rescue Squadron
  • Tohuku Electrics - due elicotteri per ispezioni.
Iraq Iraq
operò con due esemplari.
Italia Italia
operò con tre esemplari.
Jugoslavia Jugoslavia
operò con 10 esemplari.
Thailandia Thailandia
operò con 4 esemplari.
Regno Unito Regno Unito

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica sorgente]

Sono ancora numerosi gli esemplari esistenti nel mondo, alcuni ancora in condizioni di volo. Questa una breve lista degli esemplari esposti in strutture museali:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Orbis 1985, pag. 3080

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985). Orbis Publishing.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]