Weltschmerz

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Weltschmerz (dal tedesco, dolore cosmico o stanchezza del mondo) è un termine coniato dallo scrittore tedesco Jean Paul e denota un tipo di sensazione provata da qualcuno che comprende che la realtà fisica non può mai soddisfare le domande della mente. Questo tipo di visione del mondo pessimistica era diffusissima tra autori romantici come Lord Byron, Giacomo Leopardi, François-René de Chateaubriand, Alfred de Musset, Nikolaus Lenau e Heinrich Heine. L'espressione è usata anche per denotare una sensazione di tristezza al pensiero dei mali del mondo (confronta empatia e teodicea).

Il significato moderno di Weltschmerz nella lingua tedesca è di sofferenza psicologica provocata dalla consapevolezza che le proprie debolezze dipendono dall'inadeguatezza e dalla crudeltà del mondo, da circostanze fisiche e sociali. In questo senso Weltschmerz può provocare depressione, rassegnazione ed escapismo, potendo diventare anche un disturbo mentale (si veda, ad esempio, la voce Hikikomori). Il significato moderno di Weltschmerz può essere paragonato al concetto di anomia, un tipo di alienazione che Émile Durkheim descrisse nel suo trattato sociologico Il suicidio. Studio di sociologia (1897).

In ambito musicale, influenza la visione del mondo di Gustav Mahler.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Henry-Louis De La Grange, 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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