Wels

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Wels
città statutaria
Wels – Stemma
Wels – Veduta
Dati amministrativi
Stato Austria Austria
Land Flag of Upper Austria (state).svg Alta Austria
Distretto Non presente
Sindaco Peter Koits (SPÖ)
Territorio
Coordinate 48°09′N 14°01′E / 48.15°N 14.016667°E48.15; 14.016667 (Wels)Coordinate: 48°09′N 14°01′E / 48.15°N 14.016667°E48.15; 14.016667 (Wels)
Altitudine 317 m s.l.m.
Superficie 45,92 km²
Abitanti 58 713 (2011)
Densità 1 278,59 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 4600, 4601, 4603, 4604, 4605, 4606
Prefisso (+49) 07242
Fuso orario UTC+1
Codice SA 4 03 01
Targa WE
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Austria
Wels
Wels – Mappa
Sito istituzionale

Wels è una città statutaria austriaca di 58.713 abitanti, seconda per popolazione del land di Alta Austria, dopo Linz. Per popolazione è la settima città del paese. Chiamata "Ovilava" dai Romani.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli Illiri e i Celti sono i primi popoli documentabili. Dal 15 a.C. seguono 5 secoli di dominio romano. Ovilava, fondata sotto l’imperatore Adriano, aveva un’estensione di 90 ettari, le mura della città erano lunghe 4 km, con una popolazione di 18.000 abitanti ed un grande territorio confinante. All’inizio del V sec. avvenne la cristianizzazione della popolazione e nel 600 d.C. vi immigrarono i Bavaresi. Nel 776 si trova la prima menzione di castrum uueles nei documenti. Fu elevata a mercato nel 1215 da Leopold VI dei Babenberg e nel 1222 a città di Wels. Negli anni successivi sovrani come Rodolfo IV d'Asburgo o il duca Albrecht III diedero una forte impronta alla città. Il 12 gennaio del 1519 l'imperatore Maximilian morì nel castello di Wels. Alla fine del XVI sec., all’inizio della controriforma, i cittadini benestanti abbandonarono la città; le guerre dei contadini e la Guerra dei Trent'anni furono la causa del declino economico di Wels. Nel XVIII sec. il centro della città fu reso barocco. Nella prima metà del XIX sec. vennero costruiti la ferrovia a cavalli e molti stabilimenti industriali. Dal 1948 è ricominciata la crescita di Wels e nel 1964 ha ricevuto uno statuto proprio.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Cartina della città

Wels si trova nel centro d'Alta Austria, in mezzo alla regione di Wels-Land e lungo il fiume Traun. Due altri fiumi irrorano la città: il Mühlbach e il Grünbach. Wels ha 7 comuni limitrofi, cioè Buchkirchen, Marchtrenk, Schleißheim, Thalheim, Steinhaus, Gunskirchen e Krenglbach. Il confine tra Wels è Thalheim è il fiume Traun.

In generale il comune di Wels si divide in trentadue frazioni: Aichberg, Au, Berg, Brandl, Dickerldorf, Doppelgraben, Eben, Graßl, Höllwiesen, Hölzl, Kirchham, Laahen, Lichtenegg, Mitterlaab, Nöhm, Niederthan, Oberheid, Oberhart, Oberlaab, Oberthan, Pernau, Puchberg, Roithen, Rosenau,Schafwiesen, Stadlhof, Trausenegg, Unterleithen, Waidhausen, Wels, Wimpassing e Wispl. Inoltre, nel senso politico, la regione si divide in sei Katastralgemeinden (Katastral è tedesco per “castato”): Lichtenegg, Obereisenfeld, Pernau, Puchberg, Untereisenfeld e Wels.

Ci sono anche designazioni non ufficiali per certi centri abitati, come per esempio Noitzmühle consistendo a maggior parte di grattacieli e Gartenstadt o Maxlheid che sono abitati in periferia.

Panorama di Wels









Cultura e monumenti[modifica | modifica sorgente]

Architettura: A causa dei fuochi e della modernizzazione molti edifici storici di Wels non esistono più, tra i quali le porte della città o la mura cittadina medievale, la quale esiste solamente in parte. L’unico simbolo rimanente di Wels è la Torre Lederer.


Castelli ed edifici:

La gran parte degli edifici nella Piazza della città provengono dal XIII secolo. Particolarmente si deve porre l’accento sulle arcate dai XVI e XVII secoli, le quali sono parzialmente accessibili.

Il Castello di Wels
  • Il Castello di Wels: gli origini del castello non sono documentati. Ha ricevuto l’aspetto odierno durante la reggenza di Massimiliano I. Dal 1954 il Museo della città è stato nel castello dove hanno luogo alcune delle sue esposizioni fino ad oggi.
  • La Casa della Salome Alt: la casa adornata con stemma ed una facciata pomposa che si trova di fronte alla Chiesa Parrocchiale della città è entrata in possesso di Hans Hoffmann nel 1150. Nel 1611 Salome Alt è andata ad abitare nella casa ed ha vissuto lì fino alla sua morte nel 1663. La Casa della Salome Alt annovera tra gli edifici più belli di Wels.
  • L’Herminenhof: nel XVI secolo è stata fondata la sede nobiliare Alttrauneck. Su questa è stata costruita una casa di due piani con una facciata molto bella nel 1725. All’inizio del XX secolo alcune parti dell’Herminenhof sono state abbattute. Dal febbraio 2010 si chiama '"Dreiklanghof" e rappresenta un nuovo centro culturale con la biblioteca, l’archivio comunale ed anche la scuola di musica.
  • La Torre Lederer o la Porta Lederer: ha ricevuto l’aspetto odierno fra 1616 e 1619. Il famoso tetto, il quale si chiamava “Zwiebeldach”, è andato in fiamme ed è venuto sostituito nel 1771. La Torre Lederer è percorribile limitatamente.
  • Il Minoritenkloster: l’ordine dei frati questuanti a Wels è stato costruito verso l’anno 1280. L’ordine è stato sostenuto dalle famiglie nobili residenti. Dall’anno 1784 il monastero appartiene la città di Wels, la quale lo usava per il servizio militare, per il corpo dei vigili del fuoco oppure come alloggio fino al restauro per l’esposizione del paese Alta Austria nell’anno 2000.
  • Il Castello Polheim: il nobile e uomo al potere di Wels Albero von Polheim ha costruito il Castello Polheim che è entrato in possesso della città nel 1695. Il castello è stato usato da una fabbrica di birra e dopo dalla scuola professionale. Oggi la città ne possiede solamente parti.

Chiese:

  • Chiesa Parrocchiale della città: è stata menzionata per la prima volta nell’anno 888 ed è l’edificio religioso più vecchio della città. Nel XIV secolo le vetrate sono venute create di nuovo ed è divenuta una chiesa gotica.
  • Altre chiese della città sono: Vorstadtpfarrkirche, Evangelische Christuskirche, Herz-Jesu-Kirche, Kalvarienbergkirche, Kirche zum Heiligen Franziskus, St. Josef-Kirche
La Chiesa Parrocchiale della città


Monumenti e sculture:

  • La Fontana della città: alla fine del XVI secolo è stata costruita la Fontana della città. Nel 1891 è stata tolta e nel 1942 è stata messa una copia della fontana davanti all’edificio della municipalità.
  • La Colonna Mariana: la colonna è stata costruita verso l’anno 1660 sulla Piazza Minoriten. Dopo un restauro, la colonna è stata spostata accanto alla Vorstadtpfarrkirche.


Musei:

  • Il Museo cittadino: il Museo cittadino si trova nel Castello di Wels e nel Minoritenkloster dov’è la collezione archeologica della preistoria, del tempo romano e della protostoria della città. Nel castello si può vedere la storia dal medioevo fino ai tempi moderni. Inoltre ci sono la Collezione della Storia della agricoltura, il Museo austriaco del pane e il Museo dei profughi.
  • Il Museo delle Tracce della vita: il museo risale a un’idea del signore Walter Just, fondatore del gruppo industriale Trodat . La collezione è composta di circa 700 oggetti (sigilli e timbri) venendo da tutti i continenti.
  • Il Museo mondiale delle Bambole: nel museo si trovano più di 150 bambole e pezzi d’esposizione sulla vita di Käthe Kruse. Il museo esiste dal 2001 ed è l’unico museo di questo carattere in Austria.
  • Il Museo del Dragone: il museo privato contiene la storia del reggimento dragone dell’imperialregio che è stato dislocato a Wels.


Centri culturali:

Wels dispone di alcuni organizzazioni che allestiscono delle attività culturali oppure offrono un foro per interessati.

  • Il Vecchio Mattatoio dove si trovano diverse associazioni culturali, un centro per la gioventù e un ostello della gioventù. Il centro culturale nel Vecchio Mattatoio esiste dal 1985 e dà la massima importanza ad una cultura ed arte sociale e sperimentale. Inoltre sostiene dei progetti contra la disoccupazione persistente ed i giovani disoccupati. Nel Vecchio Mattatoio hanno luogo degli eventi differenti come per esempio teatri, cabaret e concerti.
  • La Galleria Nöfa nella vecchia Fabbrica delle Cornici ha iniziato la sua attività culturale nell’anno 1923. In questo posto vengono trasmessi prima di tutto la pittura e l’arte visiva. Tra l’altro ci sono l’Atelier Wels, il Centro Creativo della Gioventù ed un Atelier delle Foto.
  • La Casa Culturale delle Media consiste in varie istituzioni culturali (Media Space, Galleria della Città Wels, Libro.Tempo, …).
    Alter Schlachthof


Teatri:

Il Teatro cittadino Greif esiste dal 1904 e c’è posto per 630 persone. Oggi il teatro viene usato per manifestazioni come per esempio balli, cabaret, congressi ed è anche la sede della cinema d’essai. Ha anche luogo il Festival annuale di Richard Wagner, il quale ha celebrato il suo ventenne giubileo nel 2009. Nel Silo di Cereali hanno luogo circa 80 eventi per l’anno, fra cui letture, cabaret, teatri per i bambini, etc.

Guardino notturno:

Girando i vecchi vicoli, davanti agli edifici storici si viene a sapere la storia, i costumi e saggezze di vita.

FilmfestiWels:

In estate il cinema open-air “FilmfestiWels” offre ghiottonerie cinematografiche ed anche culinarie nella Piazza Minoriten.


Turismo[modifica | modifica sorgente]

Infrastruttura[modifica | modifica sorgente]

Il liceo Wallerer

In Wels ci sono undici scuole materne, dieci scuole elementari e otto scuole secondarie inferiori con diverse specializzazioni come, per esempio, lingue, sport, musica ecc. In Wels si trova anche un liceo privato solo per ragazze, il Wirtschaftskundliches Realgymnasium der Franziskanerinnen (in breve WRG), tuttavia questo liceo ammette anche ragazzi dall'anno 2007/08. Il WRG è amministrato dall’ordine delle francescane. Esistono anche 2 altri licei con specializzazioni in lingue, sport e scienze naturali: Il Brucknergymnasium e il liceo Wallerer. In Wels si trovano anche scuole secondarie superiore: due istituti tecnici commerciali, il HTL Wels e il HBLA.

Dal 1994 c'è istituto superiore di qualificazione professionale, chiamata FH Wels, che ha cominciato con un ramo di studio solo. Dal 1994 al 2004 i rami di studi sono aumentati e adesso ci sono dieci rami di studi. Attualmente 1200 studenti frequentano il FH Wels.







Economia[modifica | modifica sorgente]

Economia nel tempo dei romani


L’Agricoltura, il commercio, la produzione di mattoni e di ceramiche come anche la lavorazione della pietra formavano la base economica della città. Molti beni come statuette e contenitori di ceramica sigillata (da ricordare: la Venere di Wels) venivano importati dall’ovest (come ad esempio dalla Gallia) grazie alle numerose reti stradali dell’impero che attraversavano la città. Inoltre, ben note erano la grande rete est-ovest in direzione Enns e le attività di scambio commerciale con l’Italia.


Economia attuale

Wels ha circa 40.000 impiegati operanti in 4.000 aziende, tra cui 22.600 pendolari provenienti dalle zone circostanti, e una minore percentuale di abitanti di Wels pari a 8.600 lavorano al di fuori della città. Più del 60% degli impiegati adoperano nel settore terziario, tra cui una grande percentuale si dedica al settore del commercio, mentre il resto si suddivide in settore sociale, servizi pubblici, come anche in enti finanziari e imprese di trasporto. In secondo luogo, stanno le attività di produzione e di lavorazione di vari prodotti. La zona industriale di Wels sta in Pernau. Qui, giacciono stabilimenti di tipo chimico-industriali, fabbriche di mobili, aziende incentrate sulla costruzione di macchine e diversi commercianti all’ingrosso. Le aziende con il maggior fatturato, tuttavia, sono XXXLutz, Intersport Austria, Doppler Mineralöl, 3e, Sport Eybl & Sports Experts e Felbermayr. Ulteriori imprese:Trodat, TGW Logistics Group, Rübig, Teufelberger, Reformwerke Wels, Resch & Frisch, Klipp, Richter Pharma, Tiger Coatings. L’agricoltura ha subito un grande calo di valore negli ultimi anni. Oggigiorno esistono solamente 80 aziende agricole all’interno del territorio di Wels. Esse posseggono 2000 Ha di terreno da lavorare e 4.000 buoi e maiali.


La fiera di Wels

Le origini della fiera sono da ricercare nel secolo XIV. A quei tempi esistevano fiere settimanali ( dt. "Wochenmarkt"), che si svolgeva 2 volte a settimana, come anche fiere biennali e una fiera di cavalli. Queste tipo di attività si incentravano soprattutto sul commercio dei beni ricavati dall’agricoltura. Nel secolo XIX la fiera la si soleva svolgere in centro . Il 6 settembre 1878 venne organizzata per la prima volta nella storia di Wels la festa popolare conosciuta sotto il nome di Volksfest, cosicché la usuale fiera d’autunno perse importanza con il passare del tempo ( anche a causa della continua concorrenza con le città Linz e Ried). Tale festa popolare era già allora di grandi dimensioni, di fatto, occupava uno spazio che equivale a 29.000 m2. Nel giro di tre giorni 56.000 persone visitarono la fiera. Nel 1880 venne organizzata la seconda festa popolare, questa volta, tuttavia, munita di luce elettrica. Questa cosiddetta “illuminazione di prova ”viene tuttora impiegata (oggi equivale alla sera prima dell’inizio della fiera). La fiera era, inoltre, di fondamentale importanza, poiché, non solo le industrie di Wels offrivano i loro prodotti, soprattutto agricoli, ma anche aziende provenienti da ogni zona dell’Austria erano solite venire e presentarsi, cosicché, la festa popolare attirò oltre 86.000 visitatori. Tra 1912 e 1924, essa, tuttavia, fu sospesa per la grave situazione economica che aveva inflitto il paese dovuta alla prima guerra mondiale. Per il suo 50º anniversario si contarono 300.000 ospiti, per cui lo spazio per l’esposizione della fiera dovette essere ampliato: 5 padiglioni su 106.000 m2. Le offerte variavano tra alimentari, macchinari fino ad animali di ogni specie. Durante la seconda guerra mondiale, la fiera, subì nuovamente un’interruzione di ben 10 anni, però, nonostante le gravi circostanze, nel 1948, vennero 482.000 persone alla fiera. Nel 1952 il numero di visitatori equivaleva già ai 840.000 e 1.100 erano gli espositori. Fu proprio allora che la fiera prese il nome di “Welser Messe” ( it. “Fiera di Wels”) anziché del nome tradizionale “Österreichische Landwirtschaftsmesse”( it. “Fiera austriaca dell’agricoltura”). La superficie misurava 322.000 m2. Tra il 1964 e 1978 furono costruiti ulteriori 13 padiglioni e il nome della fiera venne rinnovato: “Internationale Welser Messe” (it. "Fiera internazionale di Wels"). Durante questi anni furono registrati più di un milione di visitatori, una cifra che rappresenta tuttora il culmine della storia della fiera. Inoltre, per ingrandire la superficie, l’ippodramo di Wels venne spostato verso ovest. A partire dal 1965 la fiera viene organizzata ogni due anni ( ogni anno dispero, in concordanza con le altre fiere dell’Austria) Negli anni 2006/2007 vennero edificati dei nuovi padiglioni. Oggigiorno si cerca di puntare sulle energie rinnovabili ed è da anni ormai che si svolge la cosiddetta “fiera del risparmio energetico” (dt. "Energiesparmesse") a marzo. La sua celebrità come anche il suo carattere innovativo ha fatto sì che diventi la terza fiera più importante del l’Austria, subito dopo Vienna, e conta 4000 espositori e 461.000 visitatori ogni anno.


Servizi

La centrale elettrica (EWWAG) è responsabile per il rifornimento della corrente elettrica, dell’acqua come anche per la canalizzazione della città. Altre fonti importanti sono il gas naturale e la produzione di energia solare. Infine, il EWWAG è in collaborazione con it&tel. Per la rimozione dei rifiuti è stato introdotto il WAV ( “ Welser Abfallverwertung”), basato su un riciclaggio dei rifiuti di tipo termico, che permette non solo di eliminare i rifiuti, ma, allo stesso tempo, di trarre dell’energia sotto forma di calore e di corrente elettrica. L’energia ricavata viene fornita a 60.000 case. Con gli anni la capacità di riciclaggio annuale è passata da 100.000 t a 300.000 t.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

La città in sé conta quasi 60.000 abitanti, mentre l'agglomerato urbano arriva a circa 81.000.

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ città gemellate dal sito ufficiale. URL consultato il 7 gennaio 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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