Web Hypertext Application Technology Working Group

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Il Web Hypertext Application Technology Working Group (noto anche con l'acronimo WHATWG) è il gruppo di lavoro che si occupa dell'evoluzione del tecnologie HTML e delle tecnologie correlate. Il WHATWG è stato fondato nel 2004 da Apple, Mozilla Foundation e Opera Software a cui successivamente si è aggiunto anche Google, a seguito di un workshop del W3C dal quale gli sviluppatori uscirono sempre più preoccupati sulle direzioni impresse dal W3C con l'XHTML, attraverso il quale il consorzio mostrava poco interesse per l'html e apparentemente nessun rispetto per le reali esigenze degli sviluppatori web[1].

Mentre il processo di standardizzazione portato avanti dal W3C è aperto ai soli membri paganti, il lavoro del WHATWG è un processo di specifiche aperto liberamente al pubblico, chiunque può partecipare come contributore associandosi alla mailing list del WHATWG. Il comitato direttivo ha però un numero ristretto di partecipanti chiamati "membri" e per farne parte è necessario essere invitati dai membri esistenti. Tale direttivo ha il potere di mettere in dubbio le proposte degli editor, e il ruolo di editor tenuto da Ian Hickson (noto come Hixie) ha sollevato dubbi sulla sua democraticità, al punto di far guadagnare a Ian Hickson l'epiteto di dittatore benevolo[2][3].

Chris Wilson della Microsoft (che all'epoca con il browser Internet Explorer deteneva la maggioranza assoluta nel mercato dei browser) fu invitato ma non partecipò, adducendo come motivazione la mancanza di una politica di licenze per assicurare che tutte le specifiche fossero implementate gratuitamente.[4]

La differenza concettuale della proposta del WHATWG è riassumibile nel motto "don't break the web", ovvero non spezzare il web attraverso degli standard che rendano parti del web incompatibili con altre.

L'xhtml2 infatti nonostante come l'xhtml1 sia basato sull'xml, non era retro-compatibile con i browser capaci di leggere l'html 4.01, diventando praticamente un nuovo linguaggio funzionante solo con nuovi browser capaci di interpretarlo. Alla base dell'html5 invece c'è la volontà di essere compatibile con i vecchi browser, e di fare in modo che browser e siti possano evolversi senza creare delle incompatibilità nel processo di evoluzione; tale risultato può essere ad esempio raggiunto tramite la regola del "must ignore unknowns"[5], ovvero ignora cio' che non conosci (es. nuovi tags), e del degrade gracefully secondo la quale le nuove versioni dell'html devono consentire ai vecchi browser di esporne il contenuto, al più al costo di un degrado estetico.

Il 9 aprile 2007, a 3 anni dalla costituzione, il gruppo ha scritto la lettera aperta "Proposal to Adopt HTML5" al consorzio W3C, chiedendogli:

  • che l'HTML5 (che include al suo interno web apps 1.0 e web forms 2.0) diventi il punto di partenza dell'evoluzione dell'html,
  • che la nuova generazione di specifiche html sia ufficialmente chiamata "html 5"
  • che Ian Hickson sia l'editor del gruppo di specifiche dell'html 5 del w3c.

Il W3C ha poi riconosciuto valide tali motivazioni, annunciando di creare un apposito gruppo per la standardizzazione dell'HTML5 [6] e abbandonare l'XHTML 2.0[7].

Il World Wide Web Consortium ha annunciato che la prima versione dello standard sarà pronta per il luglio 2014[8]. Dal 2007 il WHATWG ha collaborato con il W3C in tale processo di standardizzazione, per poi decidere nel 2012 di separarsi dal processo di standardizzazione del W3C[9], creando di fatto due versioni dell'HTML5: la versione del WHATWG viene definita come "HTML Living Standard" e quindi in continua evoluzione, mentre quella del W3C sarà una unica versione corrispondente ad uno "snapshot" del Living Standard.

Il gruppo è attivo nello sviluppo delle tecnologie e documentazioni riguardanti:

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Faq - Whatwg Wiki
  2. ^ Marc Drummond, Responsive images, the picture element and the W3C: This is how you deal with Hixie and WHATWG, 28 agosto 2012. URL consultato il 02 ottobre 2012.
  3. ^ Jeffrey Zeldman, The Unbearable Lightness of HTML5 – or, the priority of constituencies versus the great dictator, 7 maggio 2012. URL consultato il 02 ottobre 2012.
  4. ^ Chris Wilson, You, me and the W3C (aka Reinventing HTML) in Albatross! The personal blog of Chris Wilson, Platform Architect of the Internet Explorer Platform team at Microsoft, Microsoft, 10 gennaio 2007. URL consultato il 30 gennaio 2009.
  5. ^ [whatwg] Comments on Web Forms 2.0
  6. ^ (EN) W3C HTML Working Group, World Wide Web Consortium. URL consultato il 25 luglio 2012.
  7. ^ (EN) XHTML 2 Working Group Expected to Stop Work End of 2009, W3C to Increase Resources on HTML 5, World Wide Web Consortium. URL consultato il 15 febbraio 2011.
  8. ^ Dario D'Elia, HTML5 nel 2014, e lo standard sarà servito, Tom's Hardware Italia. URL consultato il 15 febbraio 2011.
  9. ^ (EN) Update on the relationship between the WHATWG HTML living standard and the W3C HTML5 specification, World Wide Web Consortium. URL consultato il 22 luglio 2012.
  10. ^ HTML5 (including next generation additions still in development)|last=Hickson|first=Ian
  11. ^ Web Workers
  12. ^ HTML5 (including next generation additions still in development)#5.4 Microdata vocabularies
  13. ^ Web Forms 2.0
  14. ^ Web Applications 1.0
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