Walter di San Martino di Pontoise

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San Walter de Saint-Martin de Pontoise
Vetrata nella cattedrale Saint-Maclou a Pontoise
Vetrata nella cattedrale Saint-Maclou a Pontoise
Abate
Nascita 1030
Morte 1099
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 1170
Canonizzazione 1153
Santuario principale cattedrale di Saint-Maclou e monastero di Pontoise
Ricorrenza 23 marzo, 8 aprile
Patrono di Pontoise

San Walter (Gauthier,Gualtiero) de Saint-Martin de Pontoise (Fresnoy-Andainville, 1030Pontoise, 8 aprile 1099) fu un monaco benedettino francese, primo abate di Saint-Martin de Pontoise, e dichiarato santo dalla Chiesa cattolica.

Viene celebrato talvolta il giorno 23 marzo o, più spesso, l'8 aprile (insieme a san Dionigi di Corinto)..

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da una modesta famiglia in un piccolo paese della Piccardia (Francia settentrionale) chiamato Fresnoy-Andainville, il giovane Gauthier studiò presto presso la vicina città di Amiens e terminò gli studi universitari direttamente a Parigi, dove prese la cattedra universitaria di professore di filosofia retorica. La vocazione non tardò ad arrivare, e si fece monaco benedettino nel 1060 circa, entrando presso il monastero di Rebais nella diocesi di Meaux, vicino a Parigi.

Quando nel 1066 una nuova comunità monastica, molto devota a san Martino di Tours, si stabilì a Pontoise, a un centinaio di km nord di Parigi, padre Gauthier fu scelto come abate. Fu lo stesso re, allora quindicenne, Filippo I di Francia che gli consegnò direttamente la croce abbaziale. Inizialmente, il monastero fu dedicato a San Germano vescovo di Parigi, e quasi immediatamente dopo a san Martino.

Tuttavia, la disciplina lassista e la cattiva condotta del monastero lo spinse a fuggire, una prima volta nel 1072, per rifugiarsi presso l'amico abate Sant'Ugo di Cluny, quest'ultimo grande riformatore dei benedettini.
Cercato, raggiunto e ritrovato dalla sua comunità, Gauthier fu quindi costretto a ritornare al monastero di Pontoise. Più tardi, egli tentò una seconda fuga nel 1074, per rifugiarsi, come eremita, a Tours, su una isoletta del fiume Loira, ma fu ritrovato per la seconda volta dagli stessi frati della comunità di Pontoise.
Nel 1077 tentò di scappare presso un oratorio, ma anche qui fu riconosciuto e quindi ricondotto all'abbazia.
Nel 1080 decise allora di recarsi direttamente a Roma da papa Gregorio VII, per chiedere di essere liberato dall'obbligo abbaziale, ma la sua richiesta fu rifiutata. Nel 1092, dopo una disputa con il re di Francia e con i vescovi del Concilio di Parigi, dove denunciò ancor più apertamente le malcondotte degli abati benedettini di Francia, fu addirittura imprigionato. Picchiato e gettato in isolamento, fu successivamente assolto.

Nel 1094 poi, fondò un monastero femminile presso Berteaucourt-les-Dames, vicino ad Amiens, con l'aiuto di due sue fedeli, sebbene il proprietario del terreno, preoccupato che i pellegrini rovinassero le sue colture, lo cacciò.
L'abate tornò quindi a Pontoise, dove passò gli ultimi anni, e dove ivi morì di un venerdì santo, presumibilmente l'8 aprile 1099; per il martirologio romano vige questo giorno, ma per alcune diocesi francesi anche il 4 maggio. Per il suo coraggio nel denunciare apertamente le condotte negative della comunità ecclesiastica di quel periodo, fu canonizzato dall'arcivescovo di Rouen Ugo di Boves nel 1153, e quindi beatificato da papa Alessandro III nel 1170.
Sepolto nella abbazia stessa, le sue spoglie furono traslate, per precauzione, al cimitero di Pontoise durante la rivoluzione francese, ma poi trafugate.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

San Walter (Gualtiero, Gualterio) di S. Martino di Pontoise in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.