Walter Map

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Walter Map (Galles, 1135 circa – 1210 circa) è stato uno scrittore britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente a una nobile e ricca famiglia gallese, studiò teologia a Parigi dove ricevette anche gli ordini minori. In patria, fece parte della corte di Enrico II d'Inghilterra (1154 - 1189) che lo nominò giudice.

Conobbe intorno al 1160 Thomas Becket e fu canonico di San Paolo a Londra, partecipò al Concilio Lateranense III, tenutosi a Roma nel marzo 1179. Cancelliere di Lincoln fino al 1186, fu arcidiacono di Oxford fino al 1196 e canonico della cattedrale di Hereford. Fu anche candidato per due volte alla carica di vescovo, senza però riuscire a ottenerla.

I monaci cistercensi riuscirono a fargli revocare i benefici goduti sulle rendite della chiesa di Westbury-on-Severn, nel Gloucestershire e sembra che quest'episodio abbia provocato la sua violenta ostilità contro l'Ordine cistercense, arrivando a dileggiarne il personaggio di maggior prestigio, Bernardo di Chiaravalle. Nel suo De nugis curialium, una collezione di racconti, aneddoti e varie notizie, iniziata nel 1181 e curata dopo la sua morte da un anonimo, mette in ridicolo i tentativi di Bernardo di produrre dei miracoli:

« Un uomo della marca di Burgundia gli chiese di andare a guarire suo figlio. Andammo e lo trovammo morto. Bernardo allora ordinò che il corpo fosse traslato in una stanza appartata, fece uscire tutti, si chinò sopra il fanciullo, pregò e si rialzò; il fanciullo però non si rialzò e continuò a giacere morto. Non ho mai sentito che un monaco si sia chinato su un fanciullo, senza trovare subito dietro di lui il fanciullo eretto. L’abate arrossì, e molti lasciarono la stanza per ridere.

È di dominio pubblico che al citato Bernardo, dopo questa mancanza di grazia, ne toccò un’altra che non favorì la sua fama. Gualtiero, conte di Nevers, morì alla Certosa, e lì venne sepolto. Don Bernardo accorse allora al sepolcro e poiché era rimasto a lungo prostrato a pregare, il priore lo pregò di andare a pranzare dato che era l’ora. Bernardo gli rispose: Non mi smuoverò da qui finché frate Gualtiero non mi parlerà. Ed esclamò a voce alta: Gualtiero, vieni fuori! Ma Gualtiero, che non sentiva la voce di Gesù, non ebbe le orecchie di Lazzaro e non uscì. »

Ironizza sui cistercensi che:

« si professano contrari al consumo della carne. Nutrono tuttavia diverse migliaia di maiali, vendendone poi la pancetta, forse non tutta; le teste, le zampe, i piedi non li danno, né li vendono, né li gettano; dove vadano a finire, lo sa Dio. Similmente rimane tra Dio e loro cosa facciano delle galline, di cui abbondano assai. »

La setta valdese[modifica | modifica wikitesto]

Walter Map è una delle fonti più antiche che riferiscano dell'esistenza dei valdesi che, nel De nugis curialium, descrive privi

« di fissa dimora, se ne vanno in giro in coppia a piedi nudi, vestiti di lana, senza possedere nulla, mettendo tutto in comune come gli apostoli e seguendo nudi un Cristo nudo. »

Riferisce di quando, nel Concilio in Laterano, gli

« vennero condotti due valdesi, che sembravano i capi della loro setta per discutere con me sulla fede [...] Per prima cosa proposi delle domande facilissime, che a nessuno è lecito ignorare, ben sapendo che le labbra dell'asino, abituato a mangiare i cardi, disprezzano la lattuga: "Credete in Dio Padre? "Risposero:"Crediamo". "E nel Figlio?" Risposero: "Crediamo". "E nello Spirito Santo? "Risposero: "Crediamo". Proseguii: "E nella madre di Cristo? "E quelli risposero egualmente: "Crediamo". E derisi da tutti con molti schiamazzi, si ritirarono confusi [...] »

Infatti, l'espressione «madre di Cristo», di origine nestoriana, era stata condannata al Concilio di Efeso del 431 e sostituita con quella di «madre di Dio». Un'altra interpretazione dell'errore dei due valdesi è che essi non potevano dire di credere in Maria, non essendo ella compresa nella Trinità.

Comunque sia, a Map interessava mettere in rilievo come essi, che «chiedevano, con molta insistenza, che fosse confermata l'autorizzazione a predicare, poiché si credevano degli esperti, erano appena dei saccenti».

Walter Map scrisse anche una esortazione a non contrarre matrimonio, in forma di lettera indirizzata a un amico, la Dissuasio Valerii che, come la sua opera maggiore, testimonia il suo spirito di uomo di corte, aristocratico e spregiatore degli umili, curioso e spesso divertente, colto ma leggero e in definitiva superficiale. Gli sono anche attribuiti alcuni canti goliardici, tra i quali il famosissimo «Gaudeamus igitur».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • De nugis curialium, ed. M.R. James rivista da C.N.L. Brooke e R.A.B. Mynors, Oxford, 1983

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Dissuasio Valerii ad Ruffinum philosophum ne uxorem ducat, traduzione di Leon Battista Alberti, Bari, 1966
  • Svaghi di corte, Parma, 1990

Studi[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Turck, De nugis curialium. Le règne d'Henry II Plantagenêt (1154-1189) et l'éthique politique, Ginevra, 1977
  • P. Zerbi, «Humillimo nunc incipiunt modo». Note e riflessioni sulla testimonianza di Walter Map a proposito dei primi valdesi, in «Pascua mediaevalia», Lovanio, 1983
  • A. Barbero, Nobiltà e cavalleria nel XII secolo, Walter Map e il «De nugis curialium», in «Studi medievali» 25, 1984
  • A. Varvaro, Apparizioni fantastiche. Tradizioni folcloriche e letteratura nel Medioevo: Walter Map, Bologna, 1994
  • O. Coisson, Walter Map e i valdesi, in «Bollettino della Società di Studi Valdesi», 180, 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 54163144 LCCN: n82125110