Walter Madoi
Walter Madoi (1925 – 1976) è stato un pittore e scultore italiano.
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1940–1960 Gli anni della consapevolezza [modifica]
Il suo primo lavoro, che porta la data del 1937, quando aveva solo 12 anni, e’ una natura morta che riproduce poche povere cose, trovate probabilmente nella casa di famiglia, nella più sperduta campagna della bassa padana, vicino al fiume Po. Il figlio di mezzo, tra due altri fratelli, persino nella desolazione di una famiglia di contadini, ricevette subito tutta l’attenzione possibile rivolta verso qualcosa di prezioso e di incomprensibile. Poté frequentare una Scuola di Arte, in Parma, che fu costretto a lasciare durante il periodo di guerra, quando si unì ad un gruppo di Partigiani che combattevano sulle montagne per la libertà e per gli umani ideali. Alla fine della guerra gli fu commissionato un affresco per il soffitto del Palazzo Municipale – Segreteria del Sindaco – a Parma. Aveva 22 anni, ai primi del 1947, quando ricevette gli onori dal primo Presidente della neonata Repubblica Italiana, On De Nicola. Si trasferì poi a Milano dove, anche se nelle vesti di Art Director di una grande azienda industriale, non cessò mai di dipingere e quando, presumibilmente per la prima volta, si avvicinò ai misteri della scultura, lasciando numerose opere in marmo di grandi dimensioni.
1960–1970 L’ Oriente e i grandi muri [modifica]
Ancora a Milano, tra il 1961 e il 1962, accettò l’ invito dei Consolati della Cina e del Giappone per una serie di seminari sull’arte. I tanti lavori che ha lasciato a collezionisti privati non sono sfortunatamente rintracciabili, ma ne rimane traccia dato che, agendo come corrispondente della Gazzetta di Parma, inviava rapporti mensili che descrivevano la vita e i costumi di Paesi così lontani, in quei tempi. Questi lunghi articoli, come una sorta di diario personale, erano accompagnati da decine di disegni, in originale, che vennero pubblicati a corredo degli articoli sino al suo ritorno. Nel 1964, di nuovo a Parma, ebbe inizio l’ “Avventura di Sesta”. In poche parole monopolizzò un intero paese di montagna, dipingendo ad affresco gli esterni delle case e interamente i muri interni della piccola Chiesa, facendo di questo borgo sperduto e dimenticato un centro di arte visitato da celebrità. Dopo di ciò’, il suo unico rimpianto fu il diniego da parte delle Autorità della Germania Orientale di dipingere il lato Est del Muro di Berlino. Avendo avuto l'approvazione delle Autorità della Germania Occidentale, sperava veramente di concretizzare questo suo sogno e, nell'attesa, preparò centinaia di bozzetti, sino all'ultimo momento. Alla fine degli anni '60 affrontò altri due importanti incarichi, che completò in pochi mesi. L'abside del Corpus Domini, una anonima Chiesa nei sobborghi di Parma, con i suoi 400 metri quadri, ora ospita un grande affresco con centinaia di figure che si innalzano verso una sublime “Ultima Cena”. Subito dopo, nel 1969, completò l’ intera facciata frontale di un’altra Chiesa “La Sacra Famiglia” a Le Vallette, Torino, 300 metri quadri di vetrata dipinta e istoriata.
1970–1976 La Torre come ultimo rifugio [modifica]
All’inizio degli anni ’70 Milano stava attraversando il lato oscuro dei conflitti politici e sociali che sarebbero poi terminati alcuni anni dopo. Madoi era lì, osservando i vari movimenti dai merli della “Torre”, uno storico palazzo nel centro della città messogli a disposizione dal Comune di Milano come omaggio alla sua arte. All’ interno di queste mura antiche creò le sue opere più intense in quegli anni che poi furono gli ultimi della sua vita. Prigioniero della sua arte, non lasciava mai la Torre, lavorando forsennatamente sino all’ alba, ospitando a varie riprese modelle, poveri disgraziati richiamati dalle strade e creando confronti verbali con i più influenti personaggi del mondo industriale, di teatro, musica e spettacolo, tutta la varia umanità riunita insieme, come prezioso materiale su cui “lavorare”. Alla fine del 1974, sebbene già molto malato, realizzò un grande monumento, alto 12 metri e fuso in bronzo, che ora si trova nella piazza del Comune di San Donato, Milano. Un altro monumento per la città di Genova e’ rimasto incompiuto e il suo bozzetto e i disegni preparatori sono stati recuperati e recentemente presentati in “Recto Verso”, un evento che ha avuto luogo a Parma, ai Musei Civici. Nel dicembre 1975, come ultimo sforzo, dipinse in affresco l’ abside di una piccola Chiesa, a Costa Sant’Abramo vicino a Cremona. In questo dipinto vi sono tutti i colori della sua vita, ombra e luce che combattono insieme contro un vincente rosso abbagliante, con una sorta di mistero come tema di quest'ultimo testamento. Morì a Milano, nel marzo del 1976, famoso per le centinaia di collezionisti privati che hanno avuto il privilegio di poter possedere una o più delle sue opere, spesso come regalo, ma totalmente sconosciuto per i mercanti e critici d’arte che ha disprezzato e ignorato per tutta la sua vita. Ha lasciato una collezione considerevole nelle mani delle sue figlie, Annamaria e Laura, che si stanno ora dedicando al rendere omaggio alla sua vita e alla sua arte.
Opere [modifica]
Mostre [modifica]
Eventi [modifica]
Fondazione Isabella e Walter Madoi [modifica]
La Fondazione, dedicata a Walter Madoi (1925-1976) e alla sua amatissima moglie, è stata costituita nel 2007 e si propone di assicurare la tutela del patrimonio artistico lasciato dall’ artista. Questa imponente collezione di pitture ad olio, cartoni e studi preparatori per i grandi lavori scultorei e di affresco, sculture e disegni, è stata oggetto di attenta catalogazione e archiviazione da parte degli eredi e 132 di queste opere, selezionate fra le più significative per periodo storico e valore artistico, fanno ora parte del patrimonio della Fondazione, donato dalle figlie, ora Presidente e Vice Presidente della stessa. Un Comitato di Autentica si sta occupando delle centinaia di opere che vengono sottoposte da collezionisti privati e pubblici per l’ archiviazione ufficiale e per la successiva inclusione nel “Catalogo Ragionato – Opera Omnia – Walter Madoi, la sua vita” di futura edizione. La Fondazione avrà la supervisione e concederà il suo patrocinio ad Eventi speciali dedicati all’ Autore e promossi da Istituzioni pubbliche o private.
Collegamenti esterni [modifica]
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