Waldere

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Waldere
Autore sconosciuto
1ª ed. originale 1000 circa
Genere poema epico
Lingua originale inglese

Waldere o Waldhere è il titolo convenzionale dato a due frammenti in Antico inglese di un perduto poema epico, scoperti il 12 gennaio 1860 da Eric Christian Werlauff, bibliotecario, nella Biblioteca reale danese a Copenaghen, dove è ancora conservato[1]. Le pagine di pergamena erano state riutilizzate come irrigidimento rilegandolo a un Libro delle preghiere elisabettiano. La Dissoluzione dei monasteri in Inghilterra aveva portato una quantità di manoscritti senza alcun riguardo nel mercato inglese del XVI secolo.

Il cosiddetto Waldere è la tradizione frammentaria della poesia anglosassone circa l'eroe germanico Walther. Le 63 righe del Waldere sono l'unica traccia della leggenda di Walther nell'antica letteratura inglese[2]. La storia si svolge, come le altre, nella tradizione inglese antica che ha conservato i poemi eroici germanici (Beowulf, Deor, Widsith, Battaglia di Finnsburg) in Inghilterra, ma attinge da un repertorio di materiale del periodo delle invasioni barbariche, che è stato trasmesso per secoli attraverso la tradizione orale[3].

La parte che è stato trovata faceva parte di un'opera molto più grande. Ciò che rimane del poema si presenta in due parti, scritta su due fogli singoli separati, di solito chiamato "frammento I" e "frammento II", e generalmente datato intorno al 1000[4]. La data di composizione del poema è sconosciuta. La sua tradizione frammentata non fa dire con certezza quanti anni ha Waldere, di quante pagine è effettivamente compreso e dove l'opera è stata ambientata[5]. Waldere fu pubblicato la prima volta da George Stephens (Copenaghen, 1860), successivamente da R. Wulker in Bibliothek der angel-sächsischen Poesie (vol. 1, Cassel, 1881); poi da Peter Holthausen in Göteborgs högskolas årsskrift (vol. 5, 1899), con la riproduzione dei due fogli che sono conservati. La prima traduzione principale di Waldere è quella di Frederick Norman nel 1933 e la seconda di Arne Zettersten nel 1979. Entrambe sono accompagnate da un commento. Una edizione critica di Jonathan B. Himes è pubblicata nel 2009.

Come i manoscritti siano andati in Danimarca è una questione che non si risolverà probabilmente più con sicurezza. Potrebbe avere fatto parte dei manoscritti, ma non è accertato, che il ricercatore islandese Grímur Jónsson Thorkelin aveva acquistato nel 1786 per conto del Re danese in Inghilterra.

I frammenti possono essere collocati nel poema epico di cui formarono parte perché il soggetto, le avventure che circondano l'eroe Gualtiero di Aquitania, sono conosciuti in altri testi: un poema epico in latino Waltharius di Ekkehard dell'Abbazia di San Gallo, risalente alla prima metà del X secolo; frammenti di un poema bavarese risalente alla prima metà del XIII secolo, e due episodi della Vilkina Saga norvegese. Riferimenti secondari a Waldere si trovano in diverse poesie del medio alto tedesco antico, e c'è anche una versione polacca della storia, la più antica è nel Chronicon Boguphali Episcopi, risalente al XIII o XIV secolo.

Il poema è l'unica prova nota che i popoli anglosassoni erano a conoscenza della leggenda di Walter - Gualtiero di Aquitania. Questa era una storia molto popolare nel Medioevo. È la storia di Waldere (Walter) e Hildegyth che si innamorano e rubano il tesoro della corte di Attila, dove erano trattenuti in ostaggio. Waldere e Hildegyth sono ricercati da due uomini, Guthhere, che è il re dei Burgundi, e Hagena. Questi due uomini appaiono dopo che Waldere e Hildegyth prendono il tesoro. Il poema riguarda il conflitto che sta per avvenire tra le due parti.

In un "frammento" qualcuno incoraggia Waldere di andare a combattere. Nell'altro c'è la lode di una spada, seguito dall'elogio di Waldere della propria armatura e la sua sfida a Guthhere. I dialoghi rappresentati nei frammenti non hanno nulla di corrispondente a quelli nel testo di Ekkehard, il Waltarius, il che suggerisce che questi sono rappresentazioni indipendenti delle stesse fonti materiali molto familiari. Un riferimento di un passaggio — "Guadagnati la fama con valorose gesta, e Dio ti terrà protetto"— dimostra che, come Beowulf il poema proviene da un contesto cristianizzato.

La prima parte è un'esortazione di Hildegyth, che cerca di motivare Waldere per la sua lotta imminente. In questo discorso, trova Cavill, Hildegyth cerca di ispirare Waldere in quattro modi principali: Mimming[6], la grande spada di Waldere, che è stata fatta dal famoso fabbro Weland, è lodata; a Waldere è ricordato che i soli due risultati disponibili per un guerriero sono gloria o morte; tutte le azioni buone di Waldere sono ripetute, così come la grandezza della sua fama; viene cancellato ogni dubbio che sia veramente colpa di Guthhere per il coinvolgimento di Waldere.

Il secondo frammento consiste soprattutto in Waldere che sfida e si fa beffe di Guthhere, l'audace Guthhere strappare l'armatura di Waldere dalle sue spalle. La fine del frammento trova Waldere mettere il risultato della lotta nelle mani di Dio[7].

Nella storia di Walter, questa lotta determina il danno di tutti coloro che vi hanno partecipato. Tuttavia, alla fine le due parti arrivano a una risoluzione pacifica ed eventualmente Waldere e Hildegyth se ne vanno e si sposano. Questo finale non appare nei frammenti rimasti di Waldere.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

  • Waldere ed. F. Norman. London: Methuen, 1933. [Text.]
  • Bradley, S. A. J., tr. Anglo-Saxon poetry: an anthology of Old English poems London: Dent, 1982. Translation.
  • The Cambridge History of English and American Literature vol. I, iii.5 "The Waldhere Fragments" (on-line text).
  • R.K. Gordon, ed. Anglo-Saxon Poetry. (London: Dent) 1954:65. Partial text of the fragments in modern English.
  • Cavill, Paul, University of Nottingham. "Waldere." The Literary Encyclopedia. 30 Oct. 2002. The Literary Dictionary Company.
  • Himes, Jonathan B. The Old English Epic of Waldere. (Newcastle: Cambridge Scholars Publishing, 2009)
  • Strayer, Joseph R., ed. "Waldere." Dictionary of the Middle Ages. New York: Scribner, 1982.
  • Wissolik, Richard David. "The Germanic Epic and Old English Heroic Poetry: Widsith, Waldere, and the Fight At Finnsburg." Old and Middle English Literature. Detroit: Gale Research, 1994. 90-91.
  • (DE) Waldere: Obst, Wolfgang und Florian Schleburg. Lehrbuch des Altenglischen (Manuale di inglese antico). Heidelberg: Tipografia universitaria Winter, 2004.
  • (DE) Waltharius: Strecker, Karl (Hg,), Peter Vossen (traduttore). Waltharius. Berlino: Casa Editrice Weidmann, 1947.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Eis, Gerhard. „Waltharius-Probleme. Bemerkungen zu dem lateinischen Waltharius, dem angelsächsischen Waldere und dem althochdeutschen Walthari.“Kleine Schriften zur altdeutschen weltlichen Dichtung. Hg. von Gerhard Eis. Amsterdam: Rodopi, 1979.
  • (EN) Frank, Roberta. „Germanic legend in Old English literature.“The Cambridge Companion to Old English Literature. Hg. von Malcolm Godden und Michael Lapidge. Cambridge: Cambridge University Press, 1991. 88–106.
  • (DE) Genzmer, Felix (Hrsg.). Das Waltharilied und die Waldere-Bruchstücke. Stuttgart: Philipp Reclam, 1982.
  • (DE) Holthausen, Ferdinand. „Die altenglischen Waldere-Bruchstücke“Högskolas Årsskrift, V, Göteborg, 1899.
  • (DE) Lenz, Wilhelm. Der Ausgang der Dichtung von Walther und Hildegunde. Halle: Niemeyer, 1939.
  • (EN) O'Brien O'Keefe, Katherine. „Heroic values and Christian ethics.“The Cambridge Companion to Old English Literature. Hg. von Malcolm Godden und Michael Lapidge. Cambridge: Cambridge University Press, 1991. 107–125.
  • (IT) Schwab, Ute: Waldere. Testo e commento. Messina 1967. -- Ausführlicher Kommentar und detaillierte Darstellung der Stoffgeschichte.(Di seguito i commenti e rappresentazione dettagliata della storia del materiale).
  • (DE) Schwab, Ute. „Nochmals zum ags. Waldere neben dem Waltharius.“Beiträge zur Geschichte der deutschen Sprache und Literatur. Hg. von W. Braune et al., Band 101. Tübingen: Niemeyer, 1979. 229–251/347–368.
  • (EN) Scragg, Donald G. „The nature of Old English verse.“The Cambridge Companion to Old English Literature. Hg. von Malcolm Godden und Michael Lapidge. Cambridge: Cambridge University Press, 1991. 55–70.
  • (EN) Whitbread, L. „The binding of Weland.“In: Medium Aevum, 25 (1956) 13–19.
  • (EN) Zettersten, Arne. Waldere. Manchester: Manchester University Press, 1979.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arne Zettersten, Waldere, (Manchester: Manchester University Press, 1979), 6.
  2. ^ S.A. Bradley, Anglo-Saxon Poetry. An anthology of Old English poems in prose translation with introduction and headnotes (London: Dent, 1982), 510.
  3. ^ Wolfgang Obst und Florian Schleburg. Lehrbuch des Altenglischen - (Libro di Inglese antico) (Heidelberg: Winter, 2004), 165.
  4. ^ Secondo Förster in Englisher Studien 29 p. 107f, la scrittura non può essere antecedente alla seconda metà del X secolo; Wolfgang Keller, Angelsächsischen Palaeographie, 1906, lo data "dopo il 1000" (nota di Elliott Van Kirk Dobbie, The Anglo-Saxon minor poems, 1942, "Introduction" p. xx.
  5. ^ Gerhard Eis, Kleine Schriften -La poesia popolare dell'alto tedesco antico. Amsterdam: Edizioni Rodopi N.V. 1979) 34f.
  6. ^ perché la spada di Weland era prima stata data al Troll Miming.
  7. ^ Cavill Paul, "Waldere."

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]