Wafd

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Wafd
Leader Sa'd Zaghlul (1919-1927)
Mustafa al-Nahhas (1927-1952)
Stato Egitto Egitto
Fondazione 1919
Dissoluzione 1952
Ideologia Monarchia costituzionale
Liberalismo
Nazionalismo egiziano
Collocazione Centro-destra
Seggi massimi Assemblea del Popolo
240 / 264
 (1942)
Colori verde, giallo

Il partito politico Wafd (arabo: حزب الوفد المصري, Ḥizb al-Wafd al-Miṣrī, "Partito Egiziano della Delegazione") è stato uno dei più antichi partiti politici egiziani. Wafd significa "Delegazione" e l'origine del nome deriva dalla volontà dei circoli politici egiziani più illuminati d'inviare nel 1919, al termine della prima guerra mondiale, una propria delegazione alla Conferenza di pace di Parigi per perorare la causa dell'indipendenza dell'Egitto dal Regno Unito.

Saʿd Zaghlūl Pascià

La Delegazione era composta - secondo la tradizione contemporanea egiziana - tanto da politici di cultura islamica, quanto di cultura cristiana moderna, di vari orientamenti politici, tutti riuniti dal superiore ideale di indipendenza e libertà del Paese, dopo che il Regno Unito, approfittando delle dissennatezze finanziarie del Khedivato, aveva imposto il suo giogo, non solo economico per ripianare i grave deficit creato dall'Egitto e salvaguardare in tal modo gli investimenti anglo-francesi della Compagnia del Canale di Suez, ma per piegare il Paese arabo alla sua politica di potenza planetaria.

Non a caso la Gran Bretagna si oppose all'invio di tale Delegazione.

A seguito però della Rivoluzione egiziana del 1919, il Regno Unito decise di concedere unilateralmente il 28 febbraio 1922 l'indipendenza all'Egitto e una Costituzione, pur imponendo una serie di limitazioni di non poco conto. Fu il fatto che la Costituzione fosse stilata da una Commissione e non da un parlamento liberamente eletto a far sì che il Wafd rifiutasse tale Costituzione (malgrado fosse del tutto favorevole a una Carta costituzionale) e fu questo il motivo per cui un gruppo di wafdisti si staccò dal partito per dar vita al Partito dei Liberali Costituzionali.

I partiti in Egitto negli anni venti del XX secolo[modifica | modifica sorgente]

A quel punto i partiti egiziani erano tre: il vecchio Partito Nazionale (il secondo in realtà a portare una simile etichetta), il Wafd e, appunto, il Partito dei Liberali Costituzionali.
Il primo era di fatto il più radicale: fautore di una completa indipendenza per l'Egitto, unione col Sudan e ostilità nei confronti di qualsiasi trattativa e della presenza sia pur minima di truppe britanniche sul suolo patrio.
Il secondo, che riscuoteva di gran lunga il maggior numero di consensi tra gli egiziani, era favorevole all'indipendenza del Paese, di un ampio programma di alfabetizzazione tra le masse analfabete dell'Egitto, l'elevazione delle condizioni economiche e morali del Paese e la completa uguaglianza giuridica tra i sessi (la moglie di Zaghlūl, Sāfiya (figlia di Mustafā Fahmī Pascià) era una indomita femminista e nel 1923, la femminista Hoda Sha'rawi creava il Comitato Centrale del Wafd, prima di esserne eletta Presidente, a dimostrazione della sviluppata sensibilità culturale egiziana e - malgrado il persistere di varie contraddizioni - dell'atteggiamento decisamente aperto dell'Egitto nei confronti della modernità, così come essa era intesa e apprezzata nei paesi occidentali. Il terzo e ultimo partito era invece su posizioni decisamente più moderate. Favorevole anch'esso all'indipendenza, non rifiutava pregiudizialmente trattative con l'occupante britannico e prese appieno parte ai lavori della Costituzione (da cui venne il nome stesso del loro partito), che fu promulgata nel 1923.

Solo nel 1925 nascerà un quarto partito, il Partito dell'Unione (Ḥizb al-ittiḥād ), e nel 1931 un quinto movimento politico organizzato: il Partito del Popolo (Ḥizb al-shaʿb ), mentre tra il 1929 e il 1931 si gettavano le prime basi di un movimento religioso islamico, i Fratelli Musulmani, che sarebbero sopravvissuti e che si sarebbero radicati nella realtà culturale egiziana fin nel terzo millennio.

Il Wafd da movimento a partito politico[modifica | modifica sorgente]

Le femministe egiziane Hoda al-Shaʿrāwī (a sinistra) e Sāfiya Zaghlūl

Il Wafd si trasformò in partito politico, in parte per impulso di Saʿd Zaghlūl, che vinse in modo netto le elezioni del 1924 con uno straordinario 85% dei voti, che portò il suo leader ad essere nominato Primo ministro.

Il partito condusse una politica spiccatamente modernista laica e liberale, largamente sostenuta dai circoli urbani più illuminati, sia musulmani, sia cristiani. Il partito entrò assai frequentemente in contrasto con la monarchia egiziana, dominata in modo particolarmente umiliante dai britannici.

Il Wafd vinse di nuovo le elezioni del 1926 ma il partito perse consensi a causa della sua politica moderata nei confronti della monarchia e del Regno Unito, senza la quale il Wafd non credeva si sarebbe potuta conseguire concretamente l'indipendenza del Paese.

Il motto del Wafd era: «La religione è per Dio e la Patria per tutti». Il vessillo del partito era una mezzaluna, accompagnata da una croce, il tutto in campo verde. Malgrado il Wafd fosse un partito spiccatamente patriottico, non si oppose mai del tutto all'idea di una nazione araba, senza accentuare però l'appartenenza religiosa degli egiziani.

Nel 1939, Faruq I allontanò dal potere il Wafd.

In seguito al colpo di Stato militare del 23 luglio 1952, il partito fu interdetto da Gamāl ʿAbd al-Nāsser. Nel 1978, Anwar al-Sadat autorizzò il Wafd a ricostituirsi, sotto il nome di Neo-Wafd.

Dopo la morte di Sirāg al-Dīn, Nuʿmān Gomʿa gli è succeduto alla presidenza del partito, collocandosi all'opposizione[1] col gruppo di riformisti guidati da Mahmud Abaza e Munir Fakhri Abd al-Nur, che è stato allontanato[2] da Gomʿa. Allorché questi è stato però sostituito da Mahmūd Ābāza alla presidenza del partito, alla presidenza del partito e al posto di Segretario Generale è andato l'uomo d'affari e membro del Consiglio Nazionale dei Diritti dell'Uomo, Munīr ʿAbd al-Nūr.

Il partito esprime il suo orientamento politico grazie al quotidiano generalista al-Wafd[3].

Dirigenti storici[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Crisi in seno al Wafd
  2. ^ Intervista di Munir Abd al-Nur
  3. ^ (AR) Sito del giornale al-Wafd

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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