Wadd

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Wadd in arabo: ﻭﺩ, Wadd , "Amore, Amicizia", noto anche come Wadad, Hadad o Adu, fu un'antica divinità maschile del Qataban, di Awsan e dei Minei di al-Maʿīn. Si riteneva che i serpenti fossero animali sacri a Wadd.

Conosciuto già in età pre-sargonica in Mesopotamia come Adad, e tra gli Amorrei come Adda, Ada o Addu,[1] Wadd si presentava nel suo santuario di Dūmat al-Jandal come un idolo antropomorfo, coperto da un vestito e con un mantello sospeso sulle spalle. Portava inoltre una spada alla cintola e un arco sulle spalle con la faretra, impugnando una corta lancia (ḥarba) surmontata da uno stendardo.[2]

È ricordato nel Corano (LXXI:23) come un idolo risalente all'epoca del profeta Noè (Nūḥ).

La statua fu distrutta, su disposizione di Maometto da Khālid b. al-Walīd.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jean Bottéro, Le antiche divinità semitiche: les divinités semitiques anciennes, ancient Semitic deities, die alten semitischen Gottheiten, in: Studi di J. Bottéro, M. J. Dahood, W. Caskel, raccolti da Sabatino Moscati, Centro di Studi Semitici. Istituto di Studi Orientali, Università di Roma, Studi Semitici, 1, 1958, pp. 30-31 e 76.
  2. ^ T. Fahd, Le panthéon de l'Arabie centrale... , pp. 182-183.
  3. ^ Ibn al-Kalbī, Kitāb al-aṣnām, p. 34.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (AR) Ibn al-Kalbī, Kitāb al-aṣnām [Il libro degli idoli], ed. M. Zaki Pāshā, Il Cairo, Dār al-kutub, 1913.
  • (FR) Toufic Fahd, Le panthéon de l'Arabie centrale à la veille de l'Hégire, Parigi, Librairie orientaliste Paul Geuthner, 1968.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]