Waag (Amsterdam)

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Amsterdam: il Nieuwmarkt con la Waag
Facciata della Waag con i tavolini del café-ristorante
Le torri della Waag
Immagine in notturna della Waag
Altra immagine in notturna della Waag

La Waag ("pesa pubblica"; pron.: /va: x/) è uno storico edificio del Nieuwmarkt ("Mercato Nuovo") di Amsterdam: costruita a partire dal 1488 con il nome di Sint Anthoniespoort ("Porta di Sant'Antonio")[1][2][3][4][5][6][7][8][9][10][11], è la più antica porta cittadina rimasta[1][3][10], nonché una delle poche testimonianze delle antiche fortificazioni[8][12] e dell'epoca medievale della città[8].

Oltre che da porta cittadina, funse da luogo per la esecuzioni[1][3][5][10] e, in seguito, da pesa pubblica (1616-inizi del XIX secolo[1][7][10]) e fu sede di varie corporazioni (chirurghi, muratori, pittori, scultori, ecc.)[1][2][3][4][5][6][7][8][8][9][10][12][13], oltre che - per un breve periodo - anche di alcuni musei[6][9] (Amsterdams Historisch Museum[9] e Joods Historisch Museum[9][14][15][16]), di un tribunale[5], della stazione dei vigili del fuoco[1][6], ecc.

Ubicazione[modifica | modifica sorgente]

La Waag è situata nella zona dell'ex-Quartiere Ebraico[12], nella Oude Zijde ("Zona Vecchia")[1]. Si trova nei pressi del Quartiere cinese, non lontano dalla Schreierstoren, dalla Pintohuis, dal quartiere a luci rosse "De Wallen", dalla Montelbaanstoren e dalla Waterlooplein.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'edificio si caratterizza per la struttura architettonica che ricorda quella di una fortezza[6], sorretta da varie torri.

Ai piani superiori, ora in disuso[1], si trovano le sale delle varie corporazioni[4][13]: quella dei muratori è introdotta da un bassorilievo di Hendrick de Keyser[4], mentre quella dei chirurghi è introdotta dall'iscrizione "Theatrum Anatonicum"[4][6][10][13] e quella degli artisti dalla figura del loro patrono San Luca[4][10].

Al pianterreno, è invece ospitato un café-ristorante.[1][6][7][8][9][13]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima pietra fu posata il 27 aprile 1488[7], come si può desumere dall'iscrizione MCCCCLXXXVIII de XXVII dach in April wart d'eerste steen van dese poert gheleit[7].
La porta, che fu chiamata "Sint Ant(h)oniespoort" in onore della Sint-Antoniusgasthuis, una casa di accoglienza per lebbrosi[7], serviva per controllare l'ingresso in città da sud[2] ed era in origine sorretta da due torri[8].

All'inizio del XVII secolo, con l'espansione della città al di fuori delle proprie mura, la Sint Antoniespoort perse man mano la propria funzione di porta cittadina.[2]

Dal 1616 - dopo i lavori del 1614, durante i quali una pavimentazione aveva sostituito le acque che circondavano la porta[7] - fu aggiunta alla struttura una bilancia per pezzi d'artiglieria, tubi ed ancore[6] che, fino ad allora, venivano pesati in Piazza Dam[6][8]. L'edificio iniziò a fungere da pesa pubblica[1][3][7][10] (in olandese: waag) e - come tale - veniva utilizzato soprattutto dai contadini e dai mercanti, che - previo il pagamento di una tassa[1][3] - vi pesavano le proprie merci.[1][3][10]

Dal 1619, la Waag iniziò ad ospitare la corporazione dei chirurghi[1][3][7], che vi stabilirono anche una sala operatoria[1][3].

Tra il 1690 e il 1691, fu aggiunta all'edificio una torre centrale ottagonale[1][7], che conferì alla Waag la forma attuale[7].

All'inizio del XIX secolo, l'edificio cessò sia la propria funzione di pesa pubblica[10], sia la funzione di sede delle corporazioni[1][9][10].

La Waag nel XVII secolo
La Waag negli anni novanta del XIX secolo
Il Nieuwmarkt con la Waag nel 1902

Dal 1926 al 1932, la Waag fu la sede provvisoria dell'Amsterdams Historisch Museum, il museo storico cittadino.[7]

Il 24 febbraio 1932, fu inaugurato nella Waag lo Joods Historisch Museum[14][15], il museo storico ebraico, poi chiuso nel 1940 durante l'occupazione nazista[15][16] e quindi trasferito nello Stedelijk Museum[16].
La Waag tornò quindi ad ospitare lo Joods Historisch Museum a partire dal 1975 e fino al 1987, quando il museo fu trasferito nella sede attuale.[14].

Nel 1996, dopo gli opportuni lavori di ammodernamento[6], fu aperto al pianterreno della Waag il Restaurant-Café In de Waag.[6][9]

Nel 2009, il direttore della Waag Society lanciò ai microfoni dell'emittente radiofonica RTV Noord-Holland un allarme, allarme che riguardava il rischio di crollo di una delle torri della Waag.[8] Erano infatti state rilevate delle crepe dovute all'umidità.[8]
Il comune di Amsterdam decise così di approntare dei lavori di restauro.[8]

La Waag in arte[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Duncan, Fiona, Amsterdam, Dorling Kindersley, Londra - Mondadori, Milano, 1996 e segg.
  2. ^ a b c d Castling, Christopher, Le Guide Traveler di National Geographic - Amsterdam, National Geographic Society, New York, 2002-2004 - White Star, Vercelli, 2004, p. 92
  3. ^ a b c d e f g h i j k Borowski - Bourmer - Reitzig - Strüber, Amsterdam, ed. italiana a cura di Carlo Unnia, Karl Baedecker Gmbh, Ostfildern - De Agostini, Novara, 2004
  4. ^ a b c d e f g Heijnemeijer - Peretz - Haafkens - Jusseaux - Van Dijk - Schregardus, Guida Oro - Amsterdam, Éditions Novaux Loisirs, Gallimard, Paris, 2001 - Touring Club Italiano, Milano, 2004
  5. ^ a b c d Gauldie, Robin, Amsterdam, New Holland Publishers Ltd., 1996, Könemann Verlagsgesellschaft, 2000, p.48
  6. ^ a b c d e f g h i j k l Atlas - Amsterdam, Anno III, Nr. 11, Edigamma Publishing, Roma, Luglio-Settembre 2003, p. 31
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m Architectenweb - Archipedia: Waag Amsterdam
  8. ^ a b c d e f g h i j k Absolute Facts.nl: De Waag op de Nieuwmarkt
  9. ^ a b c d e f g h A View on Cities: De Waag
  10. ^ a b c d e f g h i j k Explorage.it: Amsterrdam: De Waag
  11. ^ a b c Amsterdam Oudestad: Waag
  12. ^ a b c Condé Nast Traveller - Amsterdam, Edizioni Condé Nast, Milano, Gennaio 2005, p. 110
  13. ^ a b c d e Catling, Christopher, op. cit., p. 93
  14. ^ a b c Joods Historisch Museum - Sito ufficiale: Organisatie > Geschiedenis
  15. ^ a b c Joods Historisch Museum - Sito ufficiale: Collectie > Geschiedenis
  16. ^ a b c Joods Historisch Museum - Sito ufficiale: Organisatie > Geschiedenis > De collectie in en na de oorlog

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 52°22′22″N 4°54′01″E / 52.372778°N 4.900278°E52.372778; 4.900278