W la foca

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W la foca
W la foca - Bombolo e Del Santo.jpg
Andrea e il dr. Patacchiola
Titolo originale W la foca
Paese di produzione Italia
Anno 1982
Durata 92 min
Colore colore
Audio sonoro monofonico
Genere Commedia
Regia Nando Cicero
Soggetto Galliano Juso
Sceneggiatura Nando Cicero, Francesco Milizia, Stefano Sudriè
Fotografia Giorgio Di Battista
Montaggio Daniele Alabiso
Musiche Detto Mariano
Scenografia Claudio Cinini
Interpreti e personaggi

W la foca è un film comico italiano del 1982 interpretato da Lory del Santo e Bombolo, per la regia di Nando Cicero, prodotto da Galliano Juso, con musiche originali di Detto Mariano.

Nella storia appaiono un'irriconoscibile e allora sconosciuta Anna Moana Pozzi (Moana Pozzi), interprete di una ragazza salita su un treno senza biglietto ed accondiscendente con il controllore e (Alessandra Canale), futura annunciatrice RAI.

Il film, come altri a basso costo dell'epoca, fu recitato e distribuito con audio in presa diretta.

L'attore e regista statunitense Eli Roth ha dichiarato in diverse occasioni che per lui il film di Nando Cicero è un must. [1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Andrea, una infermiera veneta in cerca di fortuna a Roma, inizia come cameriera in casa del dottor Patacchiola, un medico molto particolare e con una famiglia altrettanto strana.

La ragazza vince in un concorso fotografico una foca; ciò dà modo di "giustificare" il titolo del film.

Tra un'avventura e l'altra, spesso scena di popolari barzellette scurrili, tra le quali quella cui fa riferimento il titolo, Andrea tenta inutilmente la strada dello spettacolo nelle tv private, per divenire infine direttrice di una clinica dimagrante.

Distribuzione e accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Uscito il 4 marzo 1982 col divieto ai minori di 18 anni, il film rimase in circolazione soltanto due settimane, per essere poi sequestrato. La Censura avrebbe stigmatizzato il riferimento osceno suggerito dal titolo, contenente una chiara allusione di carattere sessuale.

Il film scomparve completamente per due decenni, per essere poi presentato nel 2004 al Festival di Venezia[2]; pubblicato in DVD e successivamente sdoganato, è oggi trasmesso anche sulle reti TV nazionali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Repubblica, 22 settembre 2009
  2. ^ Storia Segreta del Cinema Italiano - Italian Kings of the Bs, settembre 2004

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]