WIPO Copyright Treaty

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Il Wipo Copyright Treaty (WCT) costituisce un aggiornamento e una integrazione della Convenzione di Berna per la protezione delle opere artistiche e letterarie. Viene adottato nel dicembre 1996, dopo anni di trattative, dalla World Intellectual Property Organization (WIPO) insieme al Trattato sulle Interpretazioni, le esecuzioni ed i fonogrammi (WPPT). Questi trattati mirano, da un lato, a un’ulteriore armonizzazione dei diritti di proprietà intellettuale e, dall’altro, al loro adeguamento ai nuovi rischi della società dell’informazione. L'esigenza di creare il WCT è dovuto al fatto che le possibilità di sfruttamento delle opere dell’ingegno nell’ambiente digitale non conoscono confini nazionali, di conseguenza risulta più che mai necessario concordare degli standard minimi di tutela a livello internazionale. In particolare il WCT s'inserisce nel sistema costruito dalla Convenzione di Berna (nel testo riveduto a Parigi nel 1971), e viene definito come un accordo particolare tra Stati ex art. 20 della Convenzione stessa, mentre rispetto agli altri trattati internazionali il rapporto è, invece, di assoluta indipendenza ed autonomia. Il trattato costituì, inoltre, la prima grande risposta all'avvento di Internet in cui le parti contraenti si accordarono per un aggiornamento delle loro leggi nazionali in modo tale da permettere ai detentori dei diritti di estendere gli stessi per coprire anche Internet e altri network informatici. Sue implementazioni scaturirono, negli USA, con il Digital Millennium Copyright Act del 1998 e in Europa con la Copyright Directive del 2001, che divenne legge in diversi paesi europei nel 2002 e 2003.

Sommario del Trattato[modifica | modifica sorgente]

Il WCT stabilisce in primis che ognuna delle Parti contraenti debba conformarsi agli articoli della Convenzione di Berna riveduta da ultimo con l'Atto di Parigi del 24 luglio 1971. La protezione da copyright viene estesa a due nuovi argomenti:

  • i programmi per elaboratore, qualsiasi sia la loro forma di espressione
  • le compilazioni di dati o altro materiale, in qualsiasi forma, che a causa della selezione o della disposizione del loro contenuto costituiscono creazioni intellettuali. (La protezione non copre i dati o il materiale stesso e non pregiudica i diritti d'autore eventualmente esistenti sui dati o sul materiale contenuti nella compilazione).

Tre diritti sono affrontati:

  • diritto di distribuzione
  • diritto di noleggio
  • diritto di comunicazione al pubblico

Ciascuno è un diritto esclusivo, soggetto a limitazioni ed eccezioni. Il Trattato obbliga le Parti contraenti a prevedere un'adeguata tutela giuridica e a precostituire mezzi di ricorso efficaci contro l'elusione delle misure tecnologiche utilizzate dagli autori nell'esercizio dei diritti contemplati dal presente trattato o dalla Convenzione di Berna, allo scopo di impedire che vengano commessi, nei confronti delle loro opere, atti non autorizzati dagli autori stessi o vietati per legge. Inoltre, le Parti contraenti sono obbligate ad adottare, in accordo con la propria legislazione, limitazioni o eccezioni ai diritti esclusivi degli autori di opere letterarie e artistiche contemplati dal presente trattato, in taluni casi speciali che non siano in conflitto con la normale utilizzazione economica dell'opera e non comportino un ingiustificato pregiudizio ai legittimi interessi del titolare. Il Trattato, aperto ad ogni stato del WIPO e della Comunità Europea, istituisce un'Assemblea delle Parti Contraenti il cui primario obiettivo è quello di trattare argomenti riguardanti la salvaguardia e lo sviluppo del Trattato stesso, e affida al segretariato del WIPO l'incarico amministrativo. L'assemblea costituita dal Trattato delibera sulla possibile entrata di qualsiasi organizzazione intergovernativa a far parte del Trattato. Il Trattato, di cui il direttore generale del WIPO è il depositario, entra in vigore il 6 marzo 2002.

Fonte: http://www.wipo.int/treaties/en/ip/wct/

Oggetto tutelato[modifica | modifica sorgente]

L'ambito di operatività del WCT include, in primo luogo, la definizione dell’oggetto del diritto d’autore. Gli Stati firmatari potranno ampliare (o. in taluni casi, diminuire) lo spazio di tutela (ad esempio, in ambito temporale), ma non ridefinire il contenuto o l’oggetto del diritto, il quale secondo quanto scritto nell'art. 2 comprende "espressioni e non le idee, i procedimenti, i metodi di funzionamento o i concetti in quanto tali" Gli art. 4-5 includono nella protezione anche i programmi per elaboratore e le banche dati.

Contenuto del diritto[modifica | modifica sorgente]

La convenzione tutela anche la distribuzione (art. 6), il noleggio (art. 7), e la comunicazione al pubblico (art. 8). Relativamente al diritto di comunicazione al pubblico, va ricordato come questo ricomprenda la diffusione su etere o via filo, su internet o nelle biblioteche. L'articolo 8 espande quindi gli art. 12 e 14 della Convenzione di Berna. Come si nota la soluzione adottata nel WCT (nota anche come “umbrella solution”) da un lato estende l'applicabilità del diritto esclusivo di comunicazione al pubblico a tutte le categorie di opere dell'ingegno e dall'altro espressamente vi ricomprende la trasmissione realizzata con modalità interattive delle nuove tecnologie.

Limitazioni ed eccezioni[modifica | modifica sorgente]

L’art. 10 è la norma riguardante la possibilità di ogni Stato di introdurre limitazioni ed eccezioni ai diritti inclusi nella convenzione, le quali dovranno necessariamente riguardare solo alcuni casi tali da non incidere sulla normale utilizzazione delle opere. Tuttavia, considerata la specialità di internet e dell’ambiente digitale, le dichiarazioni concordate in merito all’art. 10 fanno salva una maggiore libertà di restrizione dei diritti (sempre, però, compatibilmente con la Convenzione di Berna).

Obblighi dei firmatari[modifica | modifica sorgente]

Misure tecnologiche di protezione[modifica | modifica sorgente]

L'art. 11 segna l'ingresso nel panorama normativo internazionale delle tutela giuridica delle misure tecnologiche di protezione apposte ad un'opera dell'ingegno per impedirne usi non conformi alla volontà dei titolari dei diritti. Lo strumento normativo è stato necessario, ma di per sé non sufficiente a fronteggiare fenomeni, quali la diffusione di materiale protetto in ambienti digitali in continua evoluzione. Per garantire l'effettiva applicazione del diritto si prevede di poter sanzionare i tentativi di elusione della stessa. Infine va considerato che il WCT conferisce protezione solo a quelle misure tecnologiche che abbiano come effetto quello di impedire gli atti che non siano autorizzati dai titolari dei diritti o consentiti dalla legge. Si evidenzia quindi forte l'esigenza che la tutela dei diritti di proprietà intellettuale non determini una limitazione alle prerogative dei fruitori delle opere.

Obblighi in materia di gestione dei diritti[modifica | modifica sorgente]

L’art. 12 presenta invece un maggior grado di dettaglio rispetto al precedente, obbligando gli Stati a provvedere rimedi contro chi dolosamente o colposamente rimuova o alteri informazioni elettroniche sulla gestioni dei diritti oppure distribuisca opere sui quali tali informazioni sono state alterate.

Protezione dei diritti[modifica | modifica sorgente]

L'art. 14 demanda agli Stati firmatari l'attuazione della garanzia sulla sorveglianza dei diritti menzionati. Le Parti contraenti infatti sono incaricate di dare attuazione alla convenzione nel proprio ordinamento giuridico predisponendo mezzi efficaci onde evitare l’elusione delle norme di protezione. Ogni Stato firmatario deve impegnarsi a provvedere alla la protezione accordata alle misure tecnologiche in modo adeguato ed effettivo, lasciando agli Stati contraenti un ampio margine di manovra relativamente allo strumento da approntare, vincolandoli piuttosto in relazione al risultato finale che tale norma deve perseguire.

Organi di rappresentanza[modifica | modifica sorgente]

Il coordinamento tra gli Stati firmatari, nonché l’indizione delle conferenze diplomatiche per l’aggiornamento della Convenzione, sono demandati ad un organo assembleare rappresentativo degli Stati membri o di organizzazioni intergovernative (art. 15). Per i compiti amministrativi è stato costituito invece un Ufficio internazionale.

Paesi aderenti[modifica | modifica sorgente]

Albania, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Bahrain, Belarus, Belgium, Benin, Bolivia (Plurinational State of), Bosnia and Herzegovina, Botswana, Bulgaria, Burkina Faso, Canada, Chile, China, Colombia, Costa Rica, Croatia, Cyprus, Czech Republic, Denmark, Dominican Republic, Ecuador, El Salvador, Estonia, European Union, Finland, France, Gabon, Georgia, Germany, Ghana, Greece, Guatemala, Guinea, Honduras, Hungary, Indonesia, Ireland, Israel, Italy, Jamaica, Japan, Jordan, Kazakhstan, Kenya, Kyrgyzstan, Latvia, Liechtenstein, Lithuania, Luxembourg, Mali, Malta, Mexico, Monaco, Mongolia, Montenegro, Morocco, Namibia, Netherlands, Nicaragua, Nigeria, Oman, Panama, Paraguay, Peru, Philippines, Poland, Portugal, Qatar, Republic of Korea, Republic of Moldova, Romania, Russian Federation, Saint Lucia, Senegal, Serbia, Singapore, Slovakia, Slovenia, South Africa, Spain, Sweden, Switzerland, Tajikistan, the former Yugoslav Republic of Macedonia, Togo, Trinidad and Tobago, Turkey, Ukraine, United Arab Emirates, United Kingdom, United States of America, Uruguay, Venezuela (Bolivarian Republic of).

Fonte: http://www.wipo.int/treaties/en/ip/wct/

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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