Vsevolod Michajlovič Garšin

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Vsevolod Michajlovič Garšin

Vsevolod Michajlovič Garšin in russo: Всеволод Михайлович Гаршин? (Dnipropetrovs'k, 14 febbraio 1855Dnipropetrovs'k, 5 aprile 1888) è stato uno scrittore russo nato in Ucraina.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Dnipropetrovs'k, il padre, un ufficiale dell'esercito russo, si suicidò in sua presenza quando aveva soli sette anni per il ricordo degli orrori della guerra. Ciò fece di Garšin un convinto pacifista e pertanto fu costretto a malavoglia ad arruolarsi nella fanteria durante la Guerra tra Russi e Turchi del 1877-78. Fu tuttavia ben voluto dagli altri soldati ed ebbe la protezione di certi ufficiali che gli permisero di tornare a casa dopo essere stato ferito in battaglia in Bulgaria.

Le sue esperienze come soldato hanno fornito le basi per i suoi primi racconti, come ad esempio Quattro Giorni (in russo Четыре дняČetyre dnja). In Quattro Giorni, un monologo più che un racconto vero e proprio, l'autore si basa su un incidente realmente accaduto: un soldato ferito alla spalla sinistra è dato per morto sul campo di battaglia per quattro giorni, durante i quali rimane faccia a faccia davanti al cadavere di un soldato turco che aveva ucciso. Garšin dimostra sin dai primi racconti la grande empatia che ha caratterizzato tutta la sua opera.

Ebbe un precoce successo letterario, ma non ebbe mai rapporti con altri intellettuali per i continui attacchi di malattia mentale e, si pensa, di epilessia. Disperato, all'età di trentatré anni si suicidò saltando dal suo appartamento al quarto piano.

Opera[modifica | modifica sorgente]

Garšin nel suo studio dipinto dal noto pittore russo Repin

L'opera di Garšin comprende in tutto una ventina di storie, contenute in un unico volume, scritte con tale empatia, come detto, con una tale compassione che qualcuno lo paragonò al grande Dostoevskij. Oltre a Quattro Giorni un altro suo racconto fondamentale è Novel, nel quale narra l'infedeltà di una donna in modo lirico e ironico.

In Che cosa è, che cosa non è stato e in Attalea Princeps si assiste all'interessamento dell'autore per la favola, infatti entrambe le opere raccontano il comportamento di piante e animali nelle vicende umane. Invece in Ufficiale e Servo l'autore appare simile a Čechov per l'ambientazione squallida, l'oscurità del significato e per l'eccellente costruzione.

La sua opera più nota è il racconto Il Fiore Rosso, la prima "pazza-storia" della Letteratura russa[1]. In essa Garšin raggiunge il più alto livello di sensibilità morale; essa narra di un pazzo con l'ambizione di sfidare e sconfiggere il male del mondo: egli scopre che tutti i mali sono contenuti in tre papaveri che sono cresciuti nel giardino dell'ospedale, dove risiede; con grande astuzia elude la sorveglianza ospedaliera e li coglie; poi muore per esaurimento nervoso, contento di aver raggiunto il suo scopo. Il clima opprimente dell'ospedale e la morte del pazzo simile a quella di un martire sono descritte con grande abilità da Garšin ma anche con un po' di malevola ironia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Čechov, Ward No.6

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