Voto disgiunto

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Il voto disgiunto o panachage è un sistema elettorale che prevede la possibilità di esprimere due voti, uno per la scelta del partito, l'altro per la scelta del candidato. L'elettore può esprimere la preferenza anche per un candidato di un partito diverso da quello scelto. La divisione dei seggi avviene in base ai voti ottenuti dal partito, e all'interno della lista prevalgono i candidati che ottengono più voti di preferenza. In questo modo si ottiene una sterilizzazione del voto clientelare ai fini della distribuzione dei seggi.

Alcuni sistemi elettorali prevedono che l'elettore esprima i due voti su due schede diverse (ad esempio la legge elettorale in vigore in Italia per la Camera dei Deputati dal 1994 al 2006 prevedeva una scheda per il candidato nel collegio maggioritario uninominale e una per la quota proporzionale). In questo caso il termine "voto disgiunto" è improprio, in quanto non vi è la possibilità materiale di confrontare i due voti espressi dallo stesso elettore.

Il sistema del voto disgiunto è in vigore tra gli altri per le votazioni a lista aperta in Svizzera e in Lussemburgo[1], in alcuni Land tedeschi per le elezioni locali[2] e in Francia per le elezioni comunali limitatamente ai comuni con meno di 3500 abitanti.

Il voto disgiunto in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il voto disgiunto è ammesso nell'ambito delle elezioni amministrative per le elezioni regionali e per quelle comunali nei Comuni superiori ai 15.000 abitanti. Non è ammesso nelle elezioni provinciali.

Ogni lista elettorale presenta un proprio candidato alla presidenza della Regione (più liste possono condividere lo stesso candidato) o alla carica di sindaco. L'elettore può esprimere due voti sulla stessa scheda: uno per una lista (al quale può aggiungere un voto di preferenza) e uno per un candidato presidente o sindaco, che può anche far capo a una lista diversa.

In prossimità delle elezioni politiche del 2008 l'idea di un voto disgiunto (anche voto di sfiducia costruttivo) è stata avanzata e sostenuta in un articolo del Corriere della Sera dal politologo Giovanni Sartori.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Country Profile - Luxembourg IFES Election Guide
  2. ^ (DE) Panaschieren in Wahlrecht.de
  3. ^ Voto di sfiducia costruttivo Corriere della Sera
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