Voltolino Fontani

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Voltolino Fontani (Livorno, 11 febbraio 1920Livorno, 8 agosto 1976) è stato un pittore italiano, che ha vissuto ed operato principalmente nella città natale.

Nel 1935, all'età di quindici anni, frequentò lo studio dell'ormai anziano scultore livornese Ermenegildo Bois e a partire dal 1936 frequentò, sempre a Livorno la "Scuola d'arte" diretta da Giuseppe Guzzi, in cui insegnava anche il pittore Plinio Nomellini e che fu frequentata anche da Mario Nigro. L'opera principale del periodo giovanile (1937-1941) è una grande tela La canzone degli anni perduti, attualmente in collezione privata a Firenze. Tra il 1941 ed il 1947 sviluppò una pittura figurativo/espressionista. Partecipò attivamente all'acceso dibattito culturale che si sviluppò a Livorno nel dopoguerra; nel 1945 fu tra i fondatori del G.A.M.("Gruppo Artistico Moderno") insieme a Mario Nigro, Mario Ferretti, Guido Favati ed altri.

Il 3 settembre del 1948, insieme al pittore Angelo Sirio Pellegrini, al pittore e poeta Marcello Landi, al pittore Aldo Neri e al pittore e filologo Guido Favati, stese il "manifesto artistico estetico" dell' Eaismo (Era Atomica ismo), che precedette la successiva "arte nucleare italiana" degli anni cinquanta dichiarando in anticipo e con più chiarezza la necessità della presenza di un contesto umano o umanizzabile nell'arte, che fosse inoltre nitidamente distinguibile o almeno intuibile all'interno di ogni singolo dipinto o poesia. Gli artisti si proposero di contribuire ad esorcizzare in tal modo il pericolo di distruzione atomica in cui all'epoca vivevano.

Fondò nel 1947 a Livorno e diresse fino a tutto il 1957 la " Scuola d'Arte Amedeo Modigliani", scuola da cui uscirono gli artisti Ferdinando Chevrier e Osvaldo Bimbi.

Dopo il periodo legato all' Eaismo e alla pittura nucleare (1948-1959) si dedicò all'approfondimento dell'informale, tra il 1959 e il 1969; in seguito, fino al 1976, si ebbe il periodo "onirico", nel quale furono portate alle estreme conseguenze le istanze teoriche enunciate nell' Eaismo.

Presso la chiesa di San Giovanni Gualberto si conserva di questo periodo la grande tela Traslazione di Cristo del 1974.

La paesaggistica, composta da immaginazione e ricordo, ha attraversato come produzione artistica tutti i periodi di questo pittore.

Dal 1966 alla scomparsa fu insegnante e poi direttore della "Libera Accademia d'Arte Trossi-Uberti", a Livorno.

Nel 1996 il comune di Livorno gli ha intitolato una strada e nel 2006 ha apposto una lapide nel luogo in cui nacque, in via Sant'Andrea, con il patrocinio del Gruppo Labronico (prestigioso sodalizio artistico di cui Fontani era entrato a far parte nel 1951, apportando una ventata di novità con le sue ricerche pittoriche d'avanguardia) e del "Comitato per la divulgazione della figura pittorica di Voltolino Fontani" ( dal 2011 trasformatosi in "Archivio Voltolino Fontani"), rappresentati in tale occasione dalla presidente del gruppo, Sira Borgiotti, e dalla vicepresidente del comitato, Adila Fontani.


Hanno scritto contributi critici su Voltolino Fontani: Clement Morro[1], Guido Favati[2], Milziade Torelli[3], Aldo Capasso, Carlo Cassola[4], Ottone Rosai[5], Dario Durbè[6], , Piero Caprile[7], Luigi Servolini[8], Matteo Marangoni, Franco Crovetti[9], Carlo Emanuele Bugatti[10], Fortunato Bellonzi, Luciano Bonetti[11], Aldo Santini[12], Luigi Bernardi[13], Ferdinando Donzelli[14], Riccardo Rossi Menicagli[15], Bruno Corà[16], Giacomo Romano[17], Fosco Monti[18], Francesca Cagianelli[19], Martina Corgnati [20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Revue Moderne, Parigi, 30-09-1938.
  2. ^ Meridiano di Roma, Roma, 25-05-1942.
  3. ^ Il Tirreno, Livorno, 23-11-1948.
  4. ^ Il Mondo, Roma, 26-01-1954.
  5. ^ Prefazione autografa per monografia, Firenze, 09-05-1957.
  6. ^ I pittori dell'era atomica, L'indicatore, 1953.
  7. ^ Catalogo mostra antologica, Livorno, 1963.
  8. ^ Il Telegrafo, Livorno, ottobre 1964.
  9. ^ Catalogo mostra retrospettiva, Galleria bottega d'Arte, Livorno, 1980.
  10. ^ Testimonianze critiche, Ancona, 1972.
  11. ^ Pittori, luci, ombre, amarezze e speranze dalla mostra Rotonda d'Artenza del 1953 a oggi, AALT, 1995.
  12. ^ Il Tirreno, Livorno, 17-07-1986.
  13. ^ Il Telegrafo, Livorno, 23-01-1970.
  14. ^ Renato Natali: 1883-1989, Cappelli, 1998.
  15. ^ Rivista di Livorno, Editrice Nuova Fortezza, 1987.
  16. ^ Catalogo/monografia mostra antologica, Livorno, 2002.
  17. ^ Catalogo/monografia mostra antologica, Livorno, 2002.
  18. ^ Il Tirreno, Livorno, 10-03-2002.
  19. ^ Voltolino Fontani alla Galleria Giraldi. Eaismo, esplosioni nucleari e arti decorative, Debatte editore, dicembre 2003.
  20. ^ Voltolino Fontani, un percorso, Pubblicazione Digitale, Archivio Voltolino Fontani, Livorno, 2014, in Archivio Voltolino Fontani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fontani, Voltolino, Voltolino Fontani: testimonianze critiche di Giuffre, Crovetti, Bernardi, Bugatti, Ancona 1972.
  • Voltolino Fontani presentato da Ottone Rosai, 1957.
  • Fontani, Voltolino, Voltolino Fontani, Ancona 1970.
  • F. Cagianelli (a cura di), Voltolino Fontani, 1920-1976: autoritratti spirituali, Livorno 2002.
  • Voltolino Fontani: Castiglioncello, 1-10 agosto 1970, Castiglioncello 1970.
  • Voltolino Fontani: Castiglioncello 13-26 settembre 1969. Castiglioncello 1969.
  • Voltolino Fontani: Bottega d'Arte, Livorno, giugno 1980, Livorno 1980.
  • Personale di Voltolino Fontani: 13-26 gennaio 1968, Livorno 1968.
  • Voltolino Fontani: Casa della Cultura, 28 settembre-26 ottobre 1963, 1963.
  • M. Corgnati (a cura di), Voltolino Fontani, un percorso, 2014

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]