Volante Rossa
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La Volante Rossa, fu un'organizzazione paramilitare attiva a Milano e dintorni nell'immediato secondo dopoguerra, dal 1945 al 1949. Il nome completo era Volante Rossa Martiri Partigiani, comandata dal "tenente Alvaro", soprannome di Giulio Paggio.
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[modifica] Composizione e attività
La Volante Rossa era composta da ex partigiani comunisti e operai che ritenevano di proseguire con le loro azioni la Resistenza italiana. Si costituì un apparato organizzativo che discendeva da quello dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP) definito "garibaldino" e impiegato nella resistenza fino al 25 aprile 1945.
Il nome derivava da un reparto di partigiani comunisti che operava nella zona dell'Ossola.
Aveva base nei locali della ex Casa del Fascio di Lambrate (Milano) in via Conte Rosso 12, trasformata dopo il 25 aprile in Casa del Popolo.
Questa forniva loro una copertura e permetteva loro di incontrarsi senza farsi notare, dato il via vai di persone.
Svolgeva funzioni di sostegno nelle attività del partito comunista e del sindacato, in particolare durante gli scioperi e le manifestazioni operaie, durante le quali svolgeva il ruolo di servizio d'ordine e protezione dalle forze dell'ordine e dalle rinascenti organizzazioni non comuniste come il il Partito Liberale e quello dell'Uomo qualunque e delle organizzazioni neofasciste che in quegli anni ritornavano in attività con sedi, giornali e liste elettorali. Soprattutto in questo periodo diverse organizzazioni neofasciste, come i Fasci di Azione Rivoluzionaria, operavano per mezzo di azioni violente ed attentati verso esponenti della Resistenza italiana e dell'associazionismo socialista e comunista. Da qui nasceva la necessità di dotarsi di un servizio di protezione.
Contro esponenti delle organizzazioni neofasciste la Volante Rossa effettuò attentati e violenze.
Creata a Milano, allargò la sua influenza appoggiandosi a strutture locali e estese la sua azione in gran parte dell'Italia settentrionale e centrale.
Aveva alleanze e basi in tutta la Lombardia ed anche in Piemonte, nel cosiddetto "triangolo della morte" emiliano e nel Lazio.
Fu attiva per quattro anni, fino al 1949.
Molti dei suoi componenti furono ritenuti responsabili di una serie di omicidi e violenze a danno di persone politicamente legate al passato regime fascista, a partiti ostili a quello comunista come quello Liberale o a quello dell'Uomo Qualunque.
Vi furono azioni anche in danno di dirigenti e capi reparto delle fabbriche milanesi ritenuti responsabili di vessazioni (vere o presunte) ai danni degli operai[senza fonte].
La Volante Rossa agì nel contesto di una organizzazione più ampia, di cui costituiva una parte.
Il numero totale delle vittime dell'organizzazione è ancora oggi sconosciuto. La Volante, infatti, era solita fare sparire le proprie vittime senza lasciare tracce o impedendone comunque l'identificazione. Molte sarebbero finite in fondo al Lago Maggiore (dove la Volante aveva una base per l'addestramento alle armi) o negli altiforni delle fabbriche[senza fonte].
Spesso simpatizzanti e fiancheggiatori della banda contribuivano al depistaggio delle indagini (quando venivano avviate) spargendo la voce di fughe improvvise delle vittime per luoghi lontani, in genere l'Argentina (già luogo di rifugio di molti fascisti).
[modifica] Epilogo
Dopo le elezioni del 1948, essendo evidente che il Partito Comunista aveva perso le elezioni e che non si profilava la possibilità di conquistare il potere con la forza, l'organizzazione perse molta della sua importanza ma non cessò l'attività.
Nel 1949, dopo che alcuni membri furono tratti in arresto, l'attività dell'organizzazione cessò.
Il partito comunista, che li aveva a lungo sostenuti, rinnegò l'organizzazione: i vertici furono aiutati a fuggire in paesi al di là della "Cortina di ferro", mentre diversi appartenenti furono abbandonati al proprio destino.
Il processo si svolse nel 1951 presso il tribunale di Verona. Gli imputati furono 32, di cui 27 in detenzione e 5 latitanti. Le condanne furono 23, di cui 4 all'ergastolo.
Eligio Trincheri, condannato all'ergastolo, rimase in carcere fino al 1971, quando fu graziato dal presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat.
I tre elementi di punta dell'organizzazione - Giulio Paggio, Paolo Finardi e Natale Buratto - condannati all'ergastolo, furono aiutati a fuggire al riparo della Cortina di ferro; Giulio Paggio e Paolo Finardi in Cecoslovacchia, Natale Buratto in Unione Sovietica.
Vennero tutti graziati dal presidente della Repubblica Sandro Pertini nel 1978.
[modifica] Delitti imputati alla Volante Rossa
- 17 gennaio 1947 : omicidio di Eva Macciacchini, a Milano.
- 17 gennaio 1947 : omicidio di Brunilde Tanzi, a Milano.
- 14 marzo 1947 : omicidio del giornalista Franco de Agazio.
- 4 novembre 1947 : attentato nella sua casa a Ferruccio Gatti, responsabile milanese del M.S.I., a Milano. Morirà in ospedale per le ferite riportate il 13 dicembre.
- 5 novembre 1947 : omicidio, di Michele Petruccelli, dell' "Uomo Qualunque", a Sesto San Giovanni.
- 12 novembre 1947 : Assalto alla sede dell'Uomo Qualunque in Corso Italia, a Milano.
- 14 novembre 1947 : assalto e devastazione della sede del Partito Liberale Italiano.
- 27 novembre 1947 : partecipazione armata alla occupazione della prefettura di Milano, per protesta contro la sostituzione del prefetto Ettore Troilo.
- 27 gennaio 1949 : omicidio di Felice Ghisalberti, a Milano. Vendetta trasversale perché figlio (fascista) di un ex maresciallo dei carabinieri che durante il fascismo aveva compiuto crimini contro diversi partigiani.
- 27 gennaio 1949 : Omicidio del dottor Leonardo Massaza, a Milano.
[modifica] Appartenenti alla Volante Rossa
Elenco di alcuni componenti dell'organizzazione comunista[1], tra le parentesi il nome di battaglia, la professione e l'anno di nascita:
- Otello Alterchi (Otelin), elettricista, classe 1928;
- Felice Arnè, nome di battaglia Ciro, operaio, classe 1930;
- Giordano Biadigo (Tom), operaio, classe 1929;
- Bruno Bonasio, elettricista, classe 1926;
- Primo Borghini, custode della Casa del Popolo di Lambrate, classe 1920;
- Mario Bosetti, classe 1926;
- Natale Burato (Lino);
- Luigi Canepari (Pipa), meccanico, classe 1925;
- Camillo Cassis, (Cassis), idraulico, classe 1925;
- Ennio Cattaneo, elettricista, classe 1930;
- Domenico Cavuoto (Menguc), barista, classe 1930;
- Giulio Cimpellin (Ciro), meccanico, classe 1920;
- Ferdinando Clerici (Balilla), operaio, classe 1928;
- Luigi Comini (Luisott), fotografo, classe 1925;
- Walter Fasoli (Walter), disoccupato, classe 1917;
- Paolo Finardi (Pastecca), classe 1928;
- Mario Gandini (Milà);
- Pietro Jani (Jani), idraulico, classe 1926;
- Giacomo Lotteri (Loteri), meccanico, classe 1920;
- Luigi Lo Salvio;
- Angelo Maria Magni, elettricista, classe 1926;
- Sante Marchesi (Santino), radiotecnico, classe 1926;
- Antonio Minafra (Missaglia), classe 1919;
- Enrico Mondani, tipografo e segretario della sezione Lambrate del P.C.I., classe 1925;
- Mario Mondani, meccanico, classe 1927;
- Giuseppe Morandotti;
- Angelo Ostelli (Stuccafiss);
- Mauro Ostelli (Maurino); ex latitante in Cecoslovacchia;
- Giulio Paggio (Alvaro), classe 1925;
- Ettore Patrioli (Iaia), meccanico, classe 1926;
- Carlo Reina, conciatore, classe 1926;
- Emilio Tosato (Lietù), elettricista, classe 1929;
- Ferruccio Tosi (Cazzo), elettricista, classe 1929;
- Eligio Trincheri;
- Angelo Vecchio (Tarzan), operaio, classe 1925;
- Dante Vecchio (Tino), meccanico, classe 1917;
- Walter Veneri;
- Italo Zonato (Italo), meccanico, classe 1925.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Cesare Bermani: rivista Primo Maggio (aprile 1977) saggio «La Volante Rossa (estate 1945-febbraio 1949)»
- Cesare Bermani, Storia e mito della Volante rossa. Prefazione di Giorgio Galli, Nuove Edizioni Internazionali, pp. 160, 1997
- Carlo Guerriero e Fausto Rondinelli – “La volante rossa”, 1996
- G. Fasanella e G. Pellegrino, "La guerra civile" , Rizzoli, 2005
- Massimo Recchioni, "Ultimi fuochi di Resistenza - Storia di un combattente della Volante Rossa", prefazione di Cesare Bermani, Derive Approdi, 2009
[modifica] Voci correlate
- Lista delle principali organizzazioni armate di sinistra in Italia
- Resistenza Italiana
- Apparato paramilitare del PCI
- Organizzazioni armate di sinistra in Italia

