Vodka Lemon

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« Sotto l'Unione Sovietica non ci mancava proprio niente...
Beh, se per te la libertà è niente! »
(da un dialogo del film)
Vodka Lemon
Vodka Lemon 034.JPG
una scena del film
Titolo originale Vodka Lemon
Paese Francia, Italia, Svizzera, Armenia
Anno 2003
Durata 88 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Hiner Saleem
Soggetto Hiner Saleem, Lei Dintey
Sceneggiatura Hineer Saleem, Pauline Gouzenne
Fotografia Christophe Pollock
Montaggio Theodora Mantsourou
Musiche Michel Korb
Scenografia Kamal Hamarash
Interpreti e personaggi
Premi

Vodka Lemon è un film del 2003, realizzato da una coproduzione franco-italo-svizzero-armena e diretto dal regista kurdo Hiner Saleem, qua alla sua quarta esperienza, che ci mostra l'Armenia in un'ottica alternante tra cruda realtà e favolistica felicità, comunque sempre racchiusa in un complessivo scenario di decadimento, testimoniato dalla costante presenza della neve, in attesa del disgelo.

[modifica] Trama

Nel corso del film si svolgono linee narrative differenti, tutte a partire dal protagonista Hamo (Romik Avinian), che si mette in contatto coi figli, organizza il matrimonio della nipote e conosce Nina (Lala Sarkissian), da cui a sua volta si svolge la storia della figlia, la quale racconta alla madre di riuscire a mettere da parte un po' di soldi suonando il pianoforte in un albergo e raccogliendo mance, celando così l'attività di prostituta che è ridotta a praticare per portare avanti la famiglia. Il film è rinchiuso all'interno di una struttura circolare: si apre con un letto che scorre in avanti, verso lo spettatore, e si chiude con un pianoforte che si allontana, diretto verso l'orizzonte. Hamo e Nina, vedovi e poveri, sono costretti a vendere i loro affetti più cari quando le loro possibilità di tirare avanti la baracca s'infrangono: Hamo contava su uno dei suoi figli, trasferitosi a Parigi, ma ancora senza lavoro, e comincia vendendo un armadio, quindi un televisore e infine una divisa da militare, mentre Nina, resasi conto dell'attività della figlia e dell'impossibilità di andare avanti in questo modo, è costretta a vendere il pianoforte. Ma proprio la scelta di Hamo, infine, di non vendere il pianoforte, porta alla luce il valore di ottimismo che il film vuole evidenziare, e di rinascita oltre il declino.

[modifica] Curiosità

  • Il film avrebbe potuto qualificarsi in ottima posizione tra i film francesi, tuttavia non fu accettato come film francese per via delle poche parole francofone (41 in tutto il film). Ciò portò la compagnia di produzione Dulciné alla bancarotta

[modifica] Collegamenti esterni

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