Vlaho Bukovac

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Vlaho Bukovac. Autoritratto

Vlaho Bukovac, nato e noto anche con il nome italiano di Biagio Faggioni (Ragusavecchia, 4 luglio 1855Praga, 23 aprile 1922), è stato un pittore croato.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Nato a Ragusavecchia da Agostino - a sua volta figlio del marinaio genovese Giuseppe, che si era riparato nella località dalmata dopo una tempesta e aveva deciso di fermarvisi - e dalla ragusea Maria Perich (Marija Perić), venne battezzato col nome di Biagio Faggioni, che a partire dal 1877 - su consiglio del proprio mentore ed amico Orsatto Pozza (Medo Pucić) - sceglierà di tradurre nell'omologo croato Vlaho Bukovac (Vlaho è la traduzione del nome Biagio, così come il faggio in croato si chiama bukva)[1].

Dimostrata fin dalla più tenera infanzia una grandissima predisposizione per le arti figurative, venne aiutato negli studi dal raguseo Pozza, rampollo di una delle più ricche famiglie nobili della città, che nel 1877 lo spedì a studiare presso la prestigiosa École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi.

Targa a Praga in ricordo di Vlaho Bukovac

Nel 1878 fu il primo artista croato ad essere ammesso al Salon di Parigi, all'epoca una delle più importanti esposizioni pittoriche al mondo.

Bukovac fin dalla gioventù usò viaggiare per lunghi periodi in Europa e in altri continenti, come l'America del Sud e del Nord. Da tutti i viaggi trasse ispirazione per le sue opere, che lo resero molto celebre in patria e nel mondo, facendolo considerare il più importante artista croato a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Nel 1892, Bukovac sposò la ragusea Jelica Pitarević, con la quale ebbe quattro figli: Augustin (Ago), Ivanka, Jelena e Marija. Negli anni '80 si spostò a Belgrado, ove lavorò per la famiglia reale serba.

Dal 1893 al 1897 fu a Zagabria, ove introdusse lo spirito dell'arte europea - prevalentemente francese - del tempo. In seguito - anche a causa di un'aspra polemica col pittore e uomo politico Isidor Kršnjavi - si trasferì nuovamente a Ragusavecchia, fino a quando nel 1903 venne chiamato a insegnare presso l'Accademia delle Belle Arti (Akademie vytvarnyh umeni) di Praga. A questo periodo appartiene una lunga serie di famosi ritratti.

Nel 1905 diventò socio dell'Accademia Serba delle Scienze e delle Arti, mentre nel 1919 fu membro della delegazione cecoslovacca alla Conferenza di pace di Parigi. Uno dei suoi ultimi lavori fu un ritratto del re del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, Alessandro I.

Biagio Faggioni/Vlaho Bukovac morì a Praga il 23 aprile 1922.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Pittore di grandissima sensibilità, Bukovac venne influenzato da tutte le principali correnti artistiche della sua epoca, in maniera particolare - seguendo cronologicamente il suo percorso artistico - dal realismo, dall'impressionismo e dal puntinismo.

I suoi quadri (oltre 500 opere) sono conservati nei principali musei dei paesi della ex Jugoslavia, oltre che in altre primarie collezioni pubbliche e private. La sua casa natale a Ragusavecchia - affrescata dall'artista - è stata trasformata in museo ed ospita una serie di suoi quadri.

È opera di Bukovac la più famosa opera pittorica legata al Risorgimento croato (Hrvatski narodni preporod, il periodo di presa di coscienza della nazione croata): il sipario del Teatro Nazionale Croato di Zagabria - allora intitolato Slava Njima (Gloria a loro), ma oggi più noto proprio come Risorgimento croato - rappresentante il grande poeta raguseo Giovanni Gondola, omaggiato da altri grandi personaggi della storia croata.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Al 1877 appartiene la prima opera firmata come "Vlaho Bukovac": un ritratto di "Donna turca in un harem" presentato per il tramite di Pozza al vescovo Josip Juraj Strossmayer.
  2. ^ L'opera appartiene al periodo parigino dell'autore, e venne presentata al Salon del 1888, ove venne premiata con una Menzione d'Onore.
  3. ^ Il quadro è dedicato alla visita dell'imperatore Francesco Giuseppe I a Zagabria, nell'ottobre del 1895. Fra i titoli di Francesco Giuseppe, infatti, vi era anche quello di Re di Croazia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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