Vladimir Michajlovič Bechterev

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« Solo in due conoscono il mistero della struttura ed organizzazione del cervello: Dio e Bechterev »
(Vladimir Michajlovič Bechterev[1])
Vladimir Bechterev (1912)

Vladimir Michajlovič Bechterev, spesso scritto anche Bechterew secondo la traslitterazione tedesca (in russo: Владимир Михайлович Бехтерев?; Sorali, 20 gennaio 1857Mosca, 24 dicembre 1927), è stato un medico russo. È stato un neurologo, eminente studioso di fisiologia e patologia nervose, di psicologia e di psichiatria.

I suoi contributi di maggiore importanza riguardano le localizzazioni cerebrali, i riflessi nervosi ed il condizionamento. Mentre il suo illustre compatriota Ivan Pavlov si limitava a sperimentare il condizionamento sull'attività ghiandolare dell'apparato digerente, Bechterev estese le medesime ricerche all'attività muscolare e, in polemica con Pavlov, diede una sua interpretazione sul ruolo dei centri cerebrali superiori nel processo di condizionamento.

Dopo essersi laureato in medicina a San Pietroburgo, aveva completato la sua formazione specialistica nel corso di un lungo soggiorno all'estero frequentando, fra l'altro, le scuole di Jean-Martin Charcot a Parigi e di Wilhelm Wundt a Lipsia.

Tornato in patria, fu professore e poi direttore dell'Accademia medica militare di San Pietroburgo (1893-1906) e nel 1907 fondò nella stessa città l'Istituto psiconeurofisiologico che portò a fama internazionale.

Fu ricercatore di vasti interessi e nella sua ricca produzione scientifica (oltre 500 pubblicazioni) fa spicco l'opera sui riflessi, Psicologia obiettiva (1910), che in una successiva edizione egli intitolò Riflessologia. Gli altri libri più importanti sono "La suggestione ed il suo ruolo nella vita sociale" (1899), "La coscienza e i suoi confini" (1888), "Reflessologia collettiva" (1921) and "Principi Generali di Reflessologia Umana" (1926). Un'Autobiografia fu pubblicata nel 1928, dopo la sua morte. Fondò importanti riviste scientifiche: gli “Archivi di Psichiatria, Neurologia e Psicologia sperimentale” (1896) e il “Bolletino di psichologia, antropologia criminale e ipnotismo” (1904).

“La suggestione ed il suo ruolo nella vita sociale” è il libro che segna il punto di svolta tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Sul tema delle cosiddette epidemie psichiche (folie à deux, folie à millions…), l’Autore cita Calmeil, Landel, Laségue, Falret, Legrand de Saule, Regnard, Baillarger, Moreau de Tours e Morel. Anche Gustave Le Bon e Gabriel Tarde sono menzionati sulla psicologia delle folle. Egli sottolinea la differenza tra suggestione e ipnosi.

Bekhterev fu interessato ai fenomeni di suggestione e sviluppò delle ricerche sperimentali sul comportamento indotto a distanza sui cani (José Manuel Jara, 2013). [2]

Morì in circostanze misteriose poco dopo aver visitato[3] il dittatore sovietico Stalin cui diagnosticò una sindrome paranoica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ PsychiatryOnline | American Journal of Psychiatry | Vladimir Bekhterev, 1857–1927
  2. ^ Prefazione di José Manuel Jara of :V. M. Bekhterev ""La suggestione ed il suo ruolo nella vita sociale" " Edizione Italiana di Psichiatria e Territorio, 2013
  3. ^ Isaac Deutscher, Il profeta armato, Longanesi, 1956.

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