Vladimir Kush

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Vladimir Kush nel 2004

Vladimir Kush (Mosca, 1965) è un pittore e scultore russo surrealista, sebbene egli preferisca definire la propria arte realismo metaforico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È nato nel 1965 a Mosca ed ha iniziato a disegnare e a rivelare la sua abilità artistica fin dall'età di tre o quattro anni. Ha iniziato a frequentare una scuola d'arte a sette anni in Russia. Trascorreva la prima metà della sua giornata nella scuola regolare, svolgendo i compiti, e spendendo la seconda metà in lezioni d'arte fino alle nove di sera. È entrato nel Moscow Art Institute a diciassette anni, e quando, diciottenne, iniziò i due anni obbligatori di servizio militare, fu presto incaricato di dipingere affreschi e tele, piuttosto che svolgere le regolari funzioni di fanteria.[1][2]

Secondo Kush, i principali artisti che hanno influenzato il suo stile sin dalla sua prima esperienza alla scuola d'arte sono Botticelli, Bosch, van Gogh, Dürer, ]], Vermeer ma soprattutto Dalí. Stancatosi dello stile pittorico di Cézanne su cui si focalizzava la scuola d'arte, Kush è passato da adolescente alle immagini surreali ed ha realizzato il suo primo dipinto surreale all'età di quattordici anni. Kush ha sperimentato diversi stili di impressionismo dopo aver visto un libro di opere di Salvador Dalí alla fine degli anni ottanta, ma non fece fortuna perché lo stile perse di forma. Fortemente influenzato dal padre, un matematico, Kush credeva che i dipinti realistici mostrassero l'abilità professionale dell'artista e attirò così gli spettatori in modo che essi potessero accettare le immagini impossibili dipinte come realistiche, abbastanza da vedere le metafore in esse contenute ed esplorarne i diversi livelli di significato.[1][2]

Nel 1987 ha iniziato a vendere i suoi dipinti e a esporli all'interno dell'Union of Artists. Intorno allo stesso periodo di tempo fu invitato a dipingere una serie di ritratti per il personale dell'ambasciata degli Stati Uniti, sebbene sia stato costretto a ridurre il suo lavoro sui ritratti dopo che il KGB divenne sospettoso del suo coinvolgimento con gli americani a causa di libri che egli lesse durante la leva militare.[2]

Nel 1990 ha esposto i suoi lavori in Germania insieme ad altri due artisti russi; ha visitato Los Angeles per una mostra ed è rimasto negli Stati Uniti.

Nel 1991 il suo sogno è diventato realtà. Per un certo periodo è stato in grado di affittare un piccolo garage a Los Angeles in cui dipingere, ma non è riuscito a trovare alcun luogo in cui esporre le sue opere. Ha guadagnato denaro ritraendo le persone sul molo di Santa Monica. Alla fine ha speso i propri risparmi in un biglietto per le Hawaii e dormto sulla spiaggia di Santa Monica finché il volo di rientro non partì alcuni giorni più tardi.[3]

La sua arte è stata per prima notata nel continente asiatico ed in seguito si è diffusa in America. Nel 2001 Kush ha aperto la sua prima galleria d'arte, Kush Fine Art a Lahaina, nelle isole Hawaii. Attualmente ha inoltre un'altra galleria Kush Fine Art a Laguna Beach, in California.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Vladimir Kush, Metaphorical Journey, Kush Fine Art New York Inc, 2002, ISBN 978-0-9765298-0-4.
  2. ^ a b c Vladimir Kush, Biography, 2006. URL consultato il 21-11-2007.
  3. ^ a b Vladimir Kush. (2002). World & I, 17(8), 90.

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