Vladimir Konstantinovič Bukovskij
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Vladimir Konstantinovič Bukovskij (in russo Влади́мир Константи́нович Буко́вский) (Belebej, 30 dicembre 1942) è uno scrittore russo, soprattutto noto per il suo attivismo politico antisovietico, candidato per la presidenza della Russia per le elezioni del 2008.
Fu tra i primi prigionieri politici ad essere rinchiuso in una psikhushka, la rete di ospedali psichiatrici istituiti dal governo dove venivano internati i dissidenti dell'ex-Unione Sovietica. In totale ha trascorso dodici anni tra prigioni, campi di lavoro ed ospedali psichiatrici.
Indice |
[modifica] Infanzia e adolescenza
Bukovskij è nato da una famiglia evacuata da Mosca durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1959 fu espulso dalla scuola di Mosca che frequentava per aver fondato una rivista non autorizzata ed esserne divenuto il direttore .
[modifica] Attivismo ed arresti
Dal giugno 1963 al febbraio 1964, Bukovskij è stato detenuto (Article 70-1 del codice penale sovietico) in una psikhushka per aver organizzato incontri di poesia nel centro di Mosca presso il monumento a Vladimir Majakovskij.
Nel gennaio 1967 è stato arrestato per aver organizzato dimostrazioni in difesa di Aleksandr Ginzburg, Jurij Galanskov ed altri dissidenti (Articolo 190-1, 3 anni di reclusione); fu rilasciato nel gennaio 1970.
Nel 1971 Bukovskij riuscì a far giungere in Occidente un documento di oltre 150 pagine che descriveva gli abusi commessi negli istituti psichiatrici sovietici nei contronti di dissidenti politici. L'informativa ebbe grande eco negli ambienti degli attivisti per i diritti umani in tutto il mondo (incluso l'URSS) e per questo fu arrestato nuovamente nel gennaio 1972 con l'accusa di aver avuto contatti con giornalisti stranieri e per possesso e diffusione di samizdat (Articolo 70-1, 7 sette anni di prigionia più 5 di esilio).
Insieme con un compagno di prigionia della prigione Vladimir, lo psichiatra Semën Gluzman, redasse Un manuale di psichiatria per dissidenti[1] per aiutare altri dissidenti a combattere gli abusi delle autorità.
[modifica] Deportazione
Il destino di Bukovskij e di altri prigionieri politici sovietici, portato ripetutamente all'attenzione da attivisti per i diritti umani e diplomatici occidentali, fu causa di imbarazzo ed irritazione per le autorità.
Nel 18 dicembre del 1976, mentre era in prigione, Bukovskij fu scambiato per l'ex leader comunista cileno Luis Corvalán. Nel suo romanzo autobiografico Il vento va, e poi ritorna, Bukovskij racconta come fu trasferito in Svizzera in manette. Il racconto è disponibile on line su diversi siti [2][3][4]
[modifica] Nel Regno Unito
Dal 1976 Bukovskij ha vissuto a Cambridge, in Inghilterra, interessandosi di neuropsicologia e scrivendo. Ha conseguito un Master in biologia ed ha scritto diversi libri e saggi politici. Oltre a criticare il regime sovietico, parla spesso di quella che chiama la "creduloneria occidentale", cioè una mancanza di fermezza del liberalismo occidentale nei confronti degli abusi del comunismo.
Nel 1983, insieme con Vladimir Maksimov ed Ėduard Kuznecov ha fondato l'organizzazione anticomunista Resistenza internazionale (russo Интернационал сопротивления) di cui è stato eletto presidente. Nel 1997, con il suo appoggio, nascono i Comitatus pro Libertibus (Comitati per le Libertà/Freedom Committees), un movimento internazionale a base federale che si batte per difendere e diffondere la cultura delle libertà. Eletto presidente generale dei CpL nell'Assemblea Generale di Firenze (2001) si prodiga con lo scrittore e giornalista Dario Fertilio e con lo storico Stéphane Courtois per la celebrazione annuale (ogni 7 novembre, che coincide con la data della Rivoluzione d'Ottobre secondo l'antico calendario guliano) del Memento Gulag, giornata alla memoria delle vittime del comunismo e di tutti i totalitarismi.
[modifica] Gli archivi segreti di Mosca
Nell'aprile 1991 Vladimir Bukovskij ha visitato Mosca per la prima volta dopo la sua deportazione forzata. Durante la campagna per elezioni presidenziali del 1991 Boris Yeltsin considerò Bukovskij come un potenziale vice presidente insieme a Galina Starovojtova e Gennadij Burbulis, ma alla fine la sua scelta cadde su Aleksandr Ruckoj.
Nel 1992, dopo il collasso dell'Unione Sovietica, il governo del presidente Yeltsin invitò Bukovskij a testimoniare nel processo intentato dalla Corte costituzionale russa per determinare se la CPSU fosse in realtà una istituzione criminale. Per preparare la sua testimonianza, Bukovskij richiese ed ottenne l'accesso ad un gran numero di documenti conservati negli archivi sovietici. Usando un piccolo scanner portatile ed un computer portatile riuscì a scannerizzare in segreto molti documenti (alcuni dei quali con high security clearance), tra i quali anche rapporti del KGB al Comitato centrale, ed a farli giungere in segreto in Occidente.[5] Il processo, che nelle premesse doveva essere un altro Processo di Norinberga capace di dare l'avvio ad un processo di riconciliazione con il passato comunista, si rivelò quasi una farsa: solo gli organi del comitato centrale furono messi fuorilegge. A questo riguardo Bukovskij ha espresso profondo disappunto nei suoi scritti ed in interviste pubbliche:
| « Avendo fallito di farla finita in modo definitivo con il sistema comunista, ora rischiamo di integrare il mostro sopravvissuto nel nostro mondo. Non può certamente più essere chiamato comunismo, ma conserva ancora molti dei suoi caratteri pericolosi... Finchéun tribunale simile a quello di Norinberga non avrà espresso il suo giudizio su tutti i crimini commessi dal comunismo, non è morto e la guerra non è finita. » |
Gli servirono due anni e l'aiuto di numerosi assistenti per ricomporre i documenti scannerizzati e pubblicarli. Il libro è stato pubblicato nell'originale inglese con il titolo Judgement in Moscow, che ricalca quello del famoso film Judgement in Nuremberg, che aveva impressionato Bukovskij durante l'adolescenza. L'opera ha attirato l'attenzione internazionale ed è stato tradotto in molte lingue. In italiano è stato pubblicato nel 1999 dall'editore Spirali con il titolo Gli archivi segreti di Mosca.
[modifica] Dopo il 1992
Nel 1992 un gruppo di deputati liberali di del Consiglio della città di Mosca offrì a Bukovskij la candidatura per le elezioni come nuovo sindaco della città all'indomani delle dimissione di Gavriil Popov. Bukovskij rifiutò.
All'inizio del 1996 un gruppo di professori universitari, giornalisti ed intellettuali di Mosca suggerì che Bukovskij avrebbe dovuto concorrere per la carica di presidente russo, da candidato alternativo sia al presidente uscente Boris Yeltsin, sia al suo avversario (il comunista Gennadij Zjuganov). Non fu inoltrata alcuna nomina formale. Comunque Bukovskij non avrebbe potuto partecipare alla corsa presidenziale, in quanto la costituzione russa sancisce che un candidato alla carica di presidente deve aver vissuto nello stato per dieci anni di fila prima delle elezioni.
[modifica] Candidato per l'elezione presidenziale russa, 2008
Nel 2002 Boris Nemtsov, un membro della Duma (il Parlamento russo) e leader dell' Unione delle Forze di Destra, e il primo il Premier russo, fecero visita Vladimir Bukovsky a Cambridge per discutere una strategia dell'opposizione russa. Bukovsky disse a Nemtsov che, secondo lui, è obbligatorio che il liberali russi adottino un'inflessibile posizione nei riguardi di ciò che lui vede come l'autoritario governo del presidente Vladimir Putin.
Nel gennaio 2004, insieme a Garry Kasparov, Boris Nemtsov, Vladimir V. Kara-Murza e altri, Vladimir Bukovsky fondò la Committee 2008, una "organizzazione ombrello" dell'opposizione russa democratica, il cui scopo è di assicurare libere ed oneste elezioni presidenziali nel 2008.
Il 28 maggio 2007, Bukovskij ha deciso di trasformarsi in candidato per la presidenza della federazione russa nell'elezione 2008.
Il 18 dicembre, Bukovskij aveva presentato i documenti del suo registro come candidato all'elezione centrale.
[modifica] Note
- ^ russoV. Bukovsky. Un manuale di psichiatria per dissidenti ("Пособие по психиатрии для инакомыслящих") [1]
- ^ В.Буковский «И возвращается ветер…» 1978 ?. [2]
- ^ B.Буковский «И возвращается ветер…» 1978 ?. [3]
- ^ В.Буковский[1] «И возвращается ветер…» 1978 ?. [4]
- ^ Many of these scanned documents are available as the "Soviet Archives" (INFO-RUSS)
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