Vladimir Jakovlevič Propp

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vladimir Jakovlevič Propp

Vladimir Jakovlevič Propp (in russo: Владимир Яковлевич Пропп?; San Pietroburgo, 29 aprile 1895, 17 aprile del calendario giuliano[1]Leningrado, 22 agosto 1970) è stato un linguista e antropologo russo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vladimir Jakovlevič Propp è nato il 17 aprile del 1895 a San Pietroburgo da una famiglia tedesca. Ha frequentato l’università della sua città natale dal 1913 al 1918, laureandosi in filosofia russa e tedesca. Dopo la laurea, ha insegnato russo e tedesco in una scuola superiore, per poi diventare professore universitario di tedesco.

Il suo libro Morfologia della fiaba è stato pubblicato in russo nel 1928. Sebbene esso abbia rappresentato un vero e proprio punto di svolta nello studio del folklore e della morfologia – influenzando Claude Lévi-Strauss e Roland Barthes –, in Occidente è rimasto per lo più sconosciuto fino alla sua traduzione nel 1958. Attualmente, le tipologie di personaggio da lui descritte vengono utilizzate nell’insegnamento dei media e possono essere applicate alla maggior parte delle storie, siano esse letterarie, teatrali, cinematografiche, televisive, eccetera, arrivando persino a comprendere i videogiochi.

Nel 1932, Propp è diventato un membro della facoltà dell’Università di Leningrado (precedentemente conosciuta come San Pietroburgo). Dopo il 1938, egli ha cambiato il suo campo di interesse, sostituendo la linguistica con il folklore ed è stato a capo del Dipartimento Folkloristico fino a che non è entrato a far parte di quello relativo alla Letteratura Russa. Propp è rimasto un membro della facoltà sino alla sua morte nel 1970.

Struttura narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Vladimir Propp ha esteso l’approccio del formalismo russo allo studio della struttura narrativa: il primo orientamento, infatti, consisteva nello spezzettare le strutture delle frasi in una serie di elementi analizzabili chiamati morfemi; per analogia, Propp adotta questo metodo nell’analisi delle fiabe popolari russe. Smembrando un vasto numero di racconti popolari russi in unità narrative più piccole – denominate narratemi – Propp è stato in grado di estrarre da essi una tipologia, più o meno fissa, di struttura narrativa (lo Schema di Propp).

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

L'approccio di Propp è stato abbondantemente criticato, poiché egli ha scelto di rimuovere tutte le considerazioni verbali dall’analisi delle fiabe popolari che, essendo orali, sono invece strettamente legate alle considerazioni sul tono, lo stato d’animo, i personaggi e tutto ciò che differenzia un racconto dall’altro. Uno dei più importanti e famosi critici dell’approccio proppiano è stato il noto strutturalista francese Claude Lévi-Strauss, che ha addirittura pubblicato una monografia su Propp (Structure ad form: Reflection on a work by Vladimir Propp di Lévi-Strauss), al fine di dimostrare la superiorità dell’approccio strutturalista rispetto a quello del formalismo russo utilizzato da Propp. D’altro canto, i difensori della teoria della struttura narrativa credono che questo tipo di critica sia ridondante ed inutile, poiché l’intenzione di Propp non è mai stata quella di svelare significati nascosti all’interno dei racconti esaminati (come nel caso dello strutturalismo o dell’analisi psicanalitica), né di trovare elementi di differenziazione, bensì quella di portare alla luce gli elementi strutturali fissi che formano le basi delle strutture narrative dei racconti popolari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nell'Impero russo il calendario gregoriano venne introdotto solo il 14 febbraio 1918.

Opere in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Le radici storiche dei racconti di fate, trad. di Clara Coisson, prefazione di Giuseppe Cocchiara, Torino: Einaudi, 1949; Torino: Boringhieri, 1972; 1985 ISBN 88-339-0003-7 ISBN 978-88-339-0003-2; Torino: Bollati Boringhieri, 1992; come Le radici storiche dei racconti di magia, trad. di Salvatore Arcella, introduzione di Cecilia Gatto Trocchi, Roma: Newton Compton, 1982
  • I canti popolari russi, a cura di Gigliola Venturi, Torino: Einaudi, 1966
  • Morfologia della fiaba, con un intervento di Claude Lévi-Strauss e una replica dell'autore, a cura di Gian Luigi Bravo, Torino: Einaudi, 1966 ISBN 88-06-24026-9 ISBN 88-06-02402-7 ISBN 88-06-59992-5 ISBN 88-06-15451-6; trad. di Salvatore Arcella, Roma: Newton Compton, 1976; 2003 ISBN 88-8289-843-1 ISBN 978-88-8289-843-4 (insieme a Le radici storiche dei racconti di magia)
  • La trasformazione delle favole di magia in Tzvetan Todorov (a cura di), I formalisti russi. Teoria della letteratura e metodo critico, trad. di Gian Luigi Bravo, Torino, Einaudi, 1968, pp. 275-304 ISBN 88-06-04408-7
  • La fiaba cumulativa russa in Jurij Michajlovič Lotman e Boris A. Uspenskij, (a cura di), Ricerche semiotiche. Nuove tendenze delle scienze umane nell'URSS, ed. italiana a cura di Clara Strada Janovič, Torino: Einaudi, 1973, pp. 87-106
  • Edipo alla luce del folclore: quattro studi di etnografia storico-strutturale, a cura di Clara Strada Janovič, Torino: Einaudi, 1975 ISBN 88-06-04280-7
  • Comicità e riso: letteratura e vita quotidiana, a cura di Giampaolo Gandolfo, Torino: Einaudi, 1976 ISBN 88-06-60016-8
  • L'epos eroico russo, Roma: Newton Compton, 1978
  • Feste agrarie russe: una ricerca storico-etnografica, trad. di Rita Bruzzese, introduzione di Maria Solimini, Bari: Dedalo, 1978 ISBN 88-220-0162-1
  • Roland Barthes e altri, L'analisi del racconto. Le strutture della narratività nella prospettiva semiologica che riprende le classiche ricerche di Propp, Milano: Bompiani, 1980 ISBN 88-452-0714-5 ISBN 88-452-5345-7
  • La fiaba russa: lezioni inedite, a cura di Franca Crestani, Torino: Einaudi, 1984 ISBN 88-06-11840-4
  • Elena Sica, La fiaba, struttura e semantica: Propp e Lévi-Strauss, Salerno: Il Sapere, 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 2480786 LCCN: n80001381