Vjačeslav Konstantinovič Romanov

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Vjačeslav Konstantinovič Romanov

Il granduca Vjačeslav Konstantinovič Romanov in russo: Вячеслав Константинович Романов? (San Pietroburgo, 13 luglio 1862San Pietroburgo, 27 febbraio 1879) era l'ultimogenito del granduca Konstantin Nikolaevič e della granduchessa Aleksandra Iosifovna.

Il suo nome, insolito tra quelli dei Romanov, si dovette al fatto che nacque mentre suo padre era viceré della Polonia: San Venceslao era un santo a cui molti slavi occidentali erano devoti. Soprannominato Slava crebbe vezzeggiato in famiglia: molto alto, usava motteggiare che alla sua morte la bara si sarebbe incastrata nel passare da una porta del Palazzo di Marmo. E questo accadde. All'età sedici, si è lamentato improvvisamente di un aforte emicrania e cadde gravemente malato: pose un'icona al suo capezzale come la sua famiglia lo aveva invitato a fare, per chiedere la guarigione: morì in una settimana per infiammazione cerebrale. Sua madre più tardi disse di aver visto il fantasma di una bianca signora nella galleria dei dipinti di Pavlovsk il giorno prima che il figlio cadesse malato e considerò il fatto un presagio di morte. Suo fratello il granduca Konstantin Konstantinovič più tardi ricordò, mentre camminava durante il corteo funebre di Vjačeslav, come al fratello piacesse disegnare cortei funebri nei minimi particolari[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zeepvat (2004), p. 182

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