Vittore di Marsiglia

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San Vittore di Marsiglia
Scultura di San Vittore di Marsiglia a Nooit Gedagt (Paesi Bassi)
Scultura di San Vittore di Marsiglia a Nooit Gedagt (Paesi Bassi)

Martire

Morte 21 luglio 303 o 304
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 21 luglio
Attributi palma, spada, macina, cavallo e stendardo
Patrono di Marsiglia

San Vittore di Marsiglia (... – Marsiglia, 21 luglio 303 o 304) è stato un ufficiale della legione tebana ed è venerato dalla Chiesa cattolica come santo e martire.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Amedeo Thierry storico del XIX secolo, Vittore, ufficiale della Guardia imperiale sarebbe arrivato a Marsiglia in occasione di una visita alla città da parte dell'imperatore Massimiano.[1].

Nel febbraio 303, in un Impero Romano già ben evangelizzato, ove la fede cristiana era penetrata in diversi strati della popolazione, esplose una persecuzione improvvisa, brutale e sistematica, che fece migliaia di vittime in tutto l'impero. Vittore era scampato alla decimazione della Legione tebana, che fu massacrata sotto gl'imperatori Diocleziano e Massimiano (285-305) ad Agaune (oggi Saint-Maurice, nel Vallese in Svizzera), secondo Sant'Eucherio. Vittore fu uno di coloro che a Marsiglia subì il martirio per essersi rifiutato di abiurare la fede cristiana.

L'8 luglio del 303 (o del 304 secondo alcune fonti), un ufficiale della Legione tebana di nome Vittore fu portato innanzi al tribunale di Marsiglia ove risiedeva il prefetto del pretorio Euticio. Questo ufficiale si rifiutava di percepire la sua paga e si proclamava cristiano. Essendosi rifiutato di compiere i sacrifici agli dei, come gli chiese il giudice, Vittore fu trascinato per la città con le braccia legate dietro la schiena. Riportato di fronte al giudice, Vittore si rifiutò nuovamente di sacrificare: «Io non sacrificherò: ciò [il sacrificio, n.d.r.] è dovuto a Dio Creatore, non ad una creatura». Udendo ciò Asterio gli diede uno schiaffo ed i soldati lo presero a randellate. Dopo di che Asterio ordinò di radiarlo dai ranghi e di martirizzarlo con corregge di cuoio, quindi fu rinchiuso in una segreta.

Il 21 luglio Vittore fu nuovamente tradotto innanzi al prefetto Euticio, di fronte al quale egli si rifiutò a più riprese di eseguire sacrifici agli dei. Il giudice gli pose innanzi l'altare ove avrebbe dovuto eseguire i sacrifici ma Vittore non ne sopportò nemmeno la vista. Con un calcio Vittore fece cadere l'altare dalle mani del sacerdote ed il giudice, incollerito, ordinò che il piede con il quale Vittore aveva fatto cadere l'altare gli venisse amputato. Poi, di fronte ad un ulteriore rifiuto da parte di Vittore di sacrificare agli dei, ordinò di porlo sotto una macina condotta da un animale, ove viene normalmente macinato il grano.

I cristiani di Marsiglia s'impadronirono del corpo di Vittore e lo nascosero frettolosamente nel fianco di una collina della quale scavarono la roccia.

L'Abbazia di San Vittore di Marsiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nel luogo ove fu sepolto Vittore fu in seguito eretta un'Abbazia alla quale fu dato il nome di Abbazia di San Vittore di Marsiglia, che fu uno dei luoghi principali del culto cattolico nel sud della Francia fin dall'antichità. A questo proposito Giovanbattista Grosson [2] scrisse nel 1773, nel suo Recueil des antiquités et des monuments marseillais qui peuvent intéresser l'histoire et les arts:

(FR)
« L'origine de cette Église est due à la piété des premiers Fidèles. Elle n'a d'abord été qu'une grotte ou caverne qui étant pour lors éloignée de la Ville, & dans l'emplacement des anciens Champs Elisées, ou ossuarium des Marseillois, servoit de retraite aux premiers Chrétiens, pour y aller célébrer les saints Mystères, & ensevelir les corps des Martyrs. Il y a auprès de cette grotte, qui est aujourd'hui renfermée dans l'église inférieure, une chapelle dédiée à Notre-Dame de Confession, dont l'Autel fut construit sous l'empereur Antonin qui vivoit l'an 140. Victor, Officier des troupes Marseilloises, ayant souffert le Martyre sous Dioclétien, l'an 303, le 21 juillet, les Fidèles ensevelirent son corps dans cette grotte. »
(IT)
« L'origine di questa chiesa è dovuta alla pietà dei primi fedeli. Inizialmente essa non era altro che una grotta o caverna che, essendo allora lontana dalla città e nella posizione degli antichi Champs Elisées od ossario dei marsigliesi, serviva come nascondiglio ai primi cristiani per celebrarvi i Santi Misteri e seppellirvi i corpi dei martiri. Vi è nei pressi di questa grotta, che oggi è incorporata nella parte inferiore della chiesa, una cappella dedicata a Nostra Signora della Confessione, il cui altare fu costruito nel periodo di regno dell'imperatore romano Antonino che visse nell'anno 140. Vittore, ufficiale delle truppe marsigliesi, avendo patito il martirio sotto Diocleziano, l'anno 303, il 21 luglio, i fedeli ne seppellirono il corpo in questa grotta »
(Giovanbattista Grosson, Recueil des antiquités et des monuments marseillais qui peuvent intéresser l’histoire et les arts)

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica celebra il nome di Vittore di Marsiglia il 21 luglio. In questa data è celebrato patrono di Davoli(CZ) e di Roccella Jonica (RC).

A Guyancourt, nel dipartimento dell'Yvelines c'è una chiesa dedicata a San Vittore di Marsiglia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amédée Thierry, Histoire de la Gaule sous l'administration romaine, Éd. Perrotin, 1847, p. 71 : «Dans le corps de troupes qui accompagna l'empereur, se trouvait un officier qui professait le nouveau culte, malgré la sévérité des édits d'interdiction, car les mesures prises par Varus n'avaient guère fait d'apostats. Cet officier se nommait Victor. Son premier soin en arrivant fut de s'enquérir si la ville renfermait des frères.» (Nei corpi delle truppe che accompagnavano l’imperatore vie era un ufficiale che professava il nuovo culto nonostante la severità degli editti d'interdizione, poiché le misure prese da Varo non avevano creato apostati. Quest'ufficiale si chiamava Vittore. La sua prima preoccupazione quando giunse nella città fu quella d'informarsi se nella città erano rinchiusi dei fratelli.)
  2. ^ Giovanbattista Grosson (Marsiglia, 1733Napoli 1800) era un notaio ed uno storico francese che si interessò alla storia della propria città natale

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