Vittime della 'ndrangheta

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1leftarrow.pngVoce principale: 'Ndrangheta.

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« Un omicidio di 'ndrangheta lo puoi risolvere soltanto nelle prime 24-48 ore. Altrimenti è impossibile. Se sei fortunato, se ne riparla dopo dieci anni, se salta fuori qualche pentito, altrimenti niente »
(Nicola Gratteri[1])

Le vittime della 'ndrangheta sono state 291, negli ultimi 50 anni, di cui 200 negli ultimi 25 anni.[1] Nove volte su dieci non si sa chi sia l'assassino esclusi i casi di lupara bianca. Inoltre solo nella metà degli omicidi si è riusciti a definirne il contesto.[1]

Elenco di vittime della 'Ndrangheta:

XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

don Antonio Polimeni e don Giorgio Fallara, uccisi nel 1862 ad Ortì perché avevano denunciato la ‘ndrangheta [2]

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Anni sessanta[modifica | modifica sorgente]

  • Maria e Natalina Stillitano di 22 e 21 anni, vittime innocenti, uccise per vendetta nei confronti di un loro zio nell'ambito di una faida di 'ndrangheta a Drosi il 22 dicembre 1962.
  • Carmelo Siciliano operaio 39 anni, ucciso per errore durante una strage di 'ndrangheta a Locri il 23 giugno 1967.

famiglia nunnari

Anni settanta[modifica | modifica sorgente]

  • Vincenzo Scuteri, operaio carpentiere, iscritto al MSI, ucciso a Caulonia il 4 aprile 1971 perché non voleva lavorare il ferro commercializzato dalla 'ndrangheta.
  • Giovanni Ventra, consigliere comunale del PCI, assassinato per errore il 27 dicembre del 1972 a Cittanova (RC) nell'ambito della Faida di Cittanova.
  • Giuseppe Bruno, bambino di 18 mesi, ucciso per errore in un agguato di 'ndrangheta organizzato contro il padre a Seminara l'11 settembre 1974.
  • Francesco Ferlaino, Avvocato Generale della Corte d'appello di Catanzaro. Il 3 luglio 1975, mentre rientrava nella propria abitazione a Lamezia Terme, veniva colpito alla schiena da due colpi di fucile esplosi da due sconosciuti che si trovavano a bordo di un'autovettura. Al suo nome è intitolato il palazzo di giustizia di Catanzaro.
  • Rocco Gatto, mugnaio ed iscritto al PCI viene ucciso il 12 marzo 1977 a Gioiosa Jonica (Medaglia d'oro al valor civile) per aver detto no alle estorsioni della 'Ndrina degli Ursino.
  • Francesco Vinci, studente ucciso per errore a Cittanova il 10 dicembre 1976 nell'ambito della Faida di Cittanova, Dirigente del movimento giovanile comunista, la sua morte provocò un forte moto di protesta per diversi mesi.
  • Michele e Domenico Facchineri di 9 e 11 anni, uccisi nell'ambito della Faida di Cittanova perché figli di un membro della 'Ndrina dei Facchineri, 13 aprile 1975.
  • Donald Mackay, attivista antidroga ucciso in Australia il 15 luglio 1977.
  • Carmelo Di Giorgio e Primo Perdoncini, operai ditta Montresor e Morselli di Verona che avevano acquistato agrumi dai produttori della piana di Gioia Tauro turbando così il mercato agrumicolo controllato dalla 'ndrangheta- uccisi a Rizziconi il 5 gennaio 1979.
  • Vincenzo Caruso e Stefano Condello, carabinieri in servizio a Taurianova (RC) uccisi in un conflitto a fuoco con 'ndranghetisti il 1º aprile 1977 (medaglie d'oro al valor militare).
  • Orlando Legname, imprenditore agricolo ucciso il 31 luglio 1979 a Limbadi.

Anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Valarioti, segretario della Sezione del PCI di Rosarno. Assassinato l'11 giugno 1980.
  • Giovanni Losardo, militante comunista, già Sindaco di Cetraro e Segretario capo presso la Procura della repubblica del Tribunale di Paola. Assassinato il 21 giugno 1980.[3]
  • Lucio Ferrami, commerciante ucciso a Cetraro il 27 ottobre 1981 per aver detto no alle estorsioni della 'ndrangheta.
  • Luigi Gravina, commerciante ucciso a Paola il 25 marzo 1982 per aver detto no alle estorsioni della 'ndrangheta.
  • Gennaro Musella, ingegnere e imprenditore campano ucciso con un'autobomba a Reggio Calabria il 3 maggio 1982.
  • Francesco Borrelli, maresciallo dei carabinieri, ucciso a Cutro (KR) il 13 gennaio del 1982 per aver sventato un agguato ai danni di un boss locale, (Medaglia d'oro al merito civile).
  • Salvatore Dragone, ragioniere, ucciso a Cutro (KR), il 13 gennaio del 1982 a seguito del medesimo agguato ai danni del boss locale.
  • Francesco Panzera, insegnante ucciso a Locri il 10 dicembre 1982 perché combatteva lo spaccio di droga nella scuola da parte della 'ndrangheta.
  • Bruno Caccia, magistrato, morto a Torino il 26 giugno 1983.
  • Il brigadiere Carmine Tripodi, 25 anni, di Castel Ruggero, piccola frazione di Torre Orsaia (Salerno), ucciso in un agguato mafioso, a colpi di lupara, a San Luca, il 6 febbraio del 1985, sulla strada provinciale, ad un anno della sua morte, venne decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.
  • Girolamo Marino, medico chirurgo dell'ospedale di Locri ucciso proprio a Locri il 23 ottobre 1988 perché l'operazione di appendicectomia sulla piccola Caterina Giampaolo, figlia del boss latitante Antonio, andò male. La vendetta arrivò per mano dello zio della piccola, Giuseppe, arrestato e condannato a 24 anni di reclusione.
  • Sergio Cosmai, direttore del carcere di Cosenza (assassinato nel marzo del 1985)
  • Antonino Vicari, imprenditore, ucciso a Taurianova il 4 maggio 1985 per aver detto no alle estorsioni della 'ndrangheta.
  • Filippo Salsone, Maresciallo della Polizia Penitenziaria ucciso a Brancaleone il 7 febbraio 1986 e riconosciuto vittima del dovere dal Ministero dell'Interno.
  • Rosario Iozia, vicebrigadiere dei Carabinieri ucciso a Cittanova il 10 aprile 1987 in uno scontro a fuoco con 'ndranghetisti (Medaglia d'argento al valor militare).
  • Lodovico Ligato, ex parlamentare DC ed ex presidente delle Ferrovie dello Stato. Coinvolto nello "scandalo delle lenzuola d'oro", nel novembre del 1988 fu costretto a dimettersi dalla presidenza delle Ferrovie dello Stato. Venne assassinato in un agguato mafioso a Bocale di Reggio Calabria il 27 agosto 1989.
  • Giovanni Mileto, Caposquadra Cantonieri FCL di Cittanova, assassinato in un agguato mafioso il 7 novembre 1987, sacrificatosi per salvare un'altra vita umana, riconosciuto vittima della criminalità organizzata.
  • Pietro Ragno, 28 anni, carabiniere ucciso a Gioia Tauro il 10 luglio 1988 in un agguato di 'ndrangheta.
  • Vincenzo Grasso, rivenditore d'automobili, assassinato a Locri nel marzo 1989 (Medaglia d'oro al merito civile) per aver detto no alle estorsioni delle 'ndrine.
  • Antonio Raffaele Talarico, guardia giurata assassinata il 2 settembre 1988 a Lamezia Terme Riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata. Per difendere il suo diritto al lavoro gli è stato negato il suo diritto alla vita.
  • Abed Manyami, 30 anni, venditore ambulante ucciso per errore in un agguato di 'ndrangheta a Gioia Tauro il 9 settembre 1988.
  • Francesco Ventura, tra i più illustri imprenditori del mezzogiorno e gravitante in alti ambienti politici, così come riportato da 'La Repubblica'. Assassinato il 3 novembre del 1989 a Reggio Calabria, si disse all'epoca, per un oscuro intreccio di appalti. Tale affermazione è stata recentemente confutata dalle rivelazioni del pentito Roberto Moio, il quale ha dichiarato agli inquirenti che il Ventura fu assassinato per essersi rifiutato di pagare una forte tangente.

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

XXI secolo[modifica | modifica sorgente]

Anni 2000[modifica | modifica sorgente]

Anni 2010[modifica | modifica sorgente]

  • Filippo Ceravolo, commerciante di 19 anni, ucciso per errore in un agguato di 'ndrangheta a Pizzoni il 25 ottobre 2012.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Trecento vittime innocenti in mezzo secolo Nove omicidi su dieci sono senza colpevoli in Repubblica.it.
  2. ^ I meandri occulti della ‘ndrangheta. Intervista allo storico Antonio Nicaso in Articolo21.org.
  3. ^ Italiano / - Newswire - Indymedia piemonte
  4. ^ 'Ndrangheta, uccisa e sciolta nell'acido "Punita perché aveva collaborato" in Repubblica.it.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alessio Magro, Dimenticati - Vittime della 'Ndrangheta, Alberto Castelvecchi Editore, 2010, p. 466, ISBN 978-88-7615-429-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]