Vittime del dovere

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Vittime del dovere è una locuzione utilizzata dalla legislazione italiana, per indicare i dipendenti pubblici caduti o che abbiano contratto infermità invalidanti nell'adempimento del loro dovere.

Indice

Quadro storico [modifica]

La situazione negli anni ottanta [modifica]

L'espressione vitime del dovere compare già nella legge degli anni ottanta.

Tuttavia la legislazione italiana, dopo gli anni ottanta e in coincidenza con gravi avvenimenti di natura terroristica o della criminalità organizzata, era intervenuta con tutta una serie di provvedimenti per risarcire gli invalidi o gli eredi dei deceduti. La normativa suddetta era caratterizzata dall'essere emanata occasionalmente per gli eventi più luttuosi o di maggior impatto sull'opinione pubblica, senza, però una sistematicità. In particolare non vi era un trattamento unitario per tutti i pubblici dipendenti vittime del dovere che venivano presi in considerazione se rientranti, come tutti gli altri cittadini, nella previsione delle leggi riguardanti le vittime del terrorismo o della criminalità organizzata.

Il movimento di opinione e l'associazionismo [modifica]

Era sorto dopo il 2000 un vasto movimento di opinione, che aveva rilevato un atteggiamento delle pubbliche autorità considerato fortemente penalizzante nei confronti dei pubblici dipendenti. Ad esempio aveva suscitato vive polemiche il fatto che ai militari morti in quella occasione non erano state concesse medaglie, mentre una medaglia d'oro era stata concessa a Fabrizio Quattrocchi, presente in Irak per svolgere compiti di vigilanza per conto di una agenzia privata.

Una svolta decisiva fu data dal sorgere di iniziative locali di associazionismo spontaneo, intorno a familiari di vittime del dovere . Riuscirono ad ottenere l'appoggio dichiarato delle amministrazioni statali, i cui dipendenti sono maggiormente es che nei loro siti, richiamarono l'attività delle associazioni riconosciute. Questo movimento d'opinione ha fatto pressione perché le provvidenze previste dalle leggi speciali, venisse esteso a tutti i dipendenti dello stato caduti o rimasti invalidi nell'adempimento del dovere.

Con una tecnica legislativa non diretta l'introduzione del concetto è avvenuto tramite le previsioni della legge finanziaria 2006 [1] al comma 562[2] che ha previsto la graduale estensione a tutti i caduti nell'adempimento del dovere, delle provvidenze prima previste per i cittadini coinvolti in determinati luttuosi avvenimenti. La materia ha poi trovato una sua completa regolamentazione nel D.P.R. 7 luglio 2006, n. 243 - Provvedimenti alla vittime del dovere Con provvedimento inusuale nella legislazione italiana, i benefici sono stati riconosciuti per i familiari delle vittime o per gli invalidi per eventi avvenuti in Italia a partire dal 1961 (data che coincide con gli episodi più crudi degli eventi altoatesini) mentre per l'estero è a partire dal 2003 data dell'eccidio di Nassiria. La nuova normativa veniva perciò a coprire avvenimenti di quarant'anni prima, con una retroattività di cui non si riscontrano esempi simili.

Requisiti soggettivi [modifica]

nella disciplina prevista dal D.P.R. del 2006 è previsto un particolare elenco di pubblici funzionari particolarmente esposti ad essere vittime nello svolgimento del proprio dovere:

La normativa si estende però in genere tutti gli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subìto un'invalidità permanente in attività di servizio o nell'espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni

Attività prese in considerazione [modifica]

La legislazione prende in considerazione gli eventi luttuosi o le invalidità riportate in conseguenza di eventi verificatisi:

  • nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
  • nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
  • nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
  • in operazioni di soccorso;
  • in attività di tutela della pubblica incolumità;
  • a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.

Estensione [modifica]

Sono equiparati ai soggetti di cui sopra coloro che abbiano contratto infermità invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative.

Gli uffici vittime del dovere [modifica]

In parallelo con l'emergere dell'attenzione alle problematiche delle vittime del dovere e nel quadro dei provvedimenti legislativi, diverse istituzioni statali hanno costituito degli appositi uffici per erogare le provvidenze_

  • Il ministero degli interni Ufficio Vittime del dovere[3]
  • La polizia di stato Ufficio Vittime del dovere[4]
  • La guardia di finanza sezione nell'ambito Ufficio assistenza[5]

Riferimenti normativi [modifica]

La materia, nella legislazione italiana è regolata da: D.P.R.

altre leggi

Note [modifica]

  1. ^ Legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, in materia di Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006) comma 563–564
  2. ^ cfr par 562. Al fine della progressiva estensione dei benefìci già previsti in favore delle vittime della criminalità e del terrorismo a tutte le vittime del dovere individuate ai sensi dei commi 563 e 564, è autorizzata la spesa annua ecc.
  3. ^ Ministero Dell'Interno - Scheda Editoriale
  4. ^ Vittime del dovere
  5. ^ http://www.gdf.gov.it/GdF/it/Servizi_per_il_cittadino/Fiamme_Gialle_per_il_Sociale/Vittime_del_Dovere/index.htm Guardia di Finanza]

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