Vito Riggio
| on. Vito Riggio | |||
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| Luogo nascita | Barrafranca | ||
| Data nascita | 11 giugno 1947 | ||
| Titolo di studio | laurea in giurisprudenza | ||
| Partito | Democrazia Cristiana | ||
| Legislatura | XI | ||
| Gruppo | Democrazia Cristiana | ||
| Circoscrizione | Palermo - Trapani - Agrigento - Caltanissetta | ||
Vito Riggio (Barrafranca, 11 giugno 1947) è un politico e manager italiano, ex deputato DC e presidente dell'Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC).
Indice |
[modifica] Carriera accademica e politica
Figlio di un segretario comunale, Vito Riggio frequenta il liceo Garibaldi di Palermo, assieme a Sergio D'Antoni, Luigi Cocilovo. Studente di legge a Palermo, assieme a D'Antoni, Cocilovo e Leoluca Orlando fonda la sezione universitaria della CISL, in opposizione alla corrente Andreottiana di Salvo Lima.[1]
Vito Riggio si laurea in giurisprudenza con lode nel 1969, divenendo quindi assistente ordinario di diritto amministrativo e professore associato di Istituzioni di diritto pubblico all'Università di Palermo dal 1984 al 2005.[2]
La fazione di Riggio passa poi nel Movimento Politico dei Lavoratori di Livio Labor, e si lega all'area cislina di Donat Cattin nella DC. A metà degli anni ottanta, su segnalazione di Franco Marini, punto di riferimento di tale gruppo, a Ciriaco De Mita, Vito Riggio viene nominato capogruppo DC nel consiglio comunale di Palermo, con sindaco Leoluca Orlando. Con Orlando, Riggio rompe i rapporti a seguito dell'omicidio del vicequestore Antonino Cassarà e della radicalizzazione dello scontro tra mafia e politica. Nel 1987 Riggio chiede a De Mita di essere candidato alle politiche. Viene eletto e prende la tessera della Dc. [1]
Nel 1987 e 1992 viene eletto deputato al Parlamento nella X e XI Legislatura per la Democrazia Cristiana; è componente delle Commissioni affari costituzionali, bilancio, antimafia, questioni regionali.[2] A proposito delle sue elezioni, ha sostenuto: «I voti me li regalava la Cisl. Io conquistavo solo qualche preferenza d'opinione. E per un diccì non avere il proprio pacchetto di voti garantiti era quasi un'onta».[1]
Nel 1992 è nominato sottosegretario con delega alla Protezione Civile e ai Servizi Tecnici Nazionali nel Governo Ciampi,[2] nominato su suggerimento di Oscar Luigi Scalfaro e di Sergio D'Antoni. In tale veste conosce Pietro Lunardi, consulente della Protezione Civile.[1]
Nel 1994 Riggio passa con il Patto per l'Italia di Mario Segni. Riggio sostiene di aver rifiutato a Gianfranco Micciché l'apparentamento tra il Patto Segni e Forza Italia in Sicilia.[1]
Dal 1995 al 2000 è consigliere del CNEL su nomina del Presidente della Repubblica, e componente dell'organo di controllo interno del CNEL.[2]
Dal 2001, con il governo Berlusconi II, Riggio è presidente del servizio di controllo interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e consigliere politico dello stesso ministro Pietro Lunardi. Nello stesso periodo è nominato a capo delle commissioni per la riforma dell'aviazione civile e del Codice della Navigazione.[2]
[modifica] Presidente ENAC
Nel 2003 sempre Pietro Lunardi nomina Riggio commissario straordinario dell'Ente Nazionale Aviazione Civile il 10 luglio, e il giorno successivo il Consiglio dei ministri lo propone come presidente ENAC. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Riggio, all'ENAC «mi ci ha chiamato nel 2003 il ministro Lunardi, che è un amico».[1] È riconfermato per ulteriori mandati quadriennali nel 2007, nel periodo del caos bagagli all'aeroporto di Fiumicino, (governo Prodi II)[3] e 2011 (governo Berlusconi IV).[2]
Nel gennaio 2010 l'ENAC di Riggio si è scontrata con Ryanair, volendo imporre alla compagnia low-cost irlandese di accettare documenti alternativi alla carta di identità ed al passaporto. Ryanair ha annunciato la sospensione di tutti i voli in Italia, ed il suo amministratore delegato Michael O'Leary ha dichiarato: «Vito Riggio è un idiota perché fa dichiarazioni stupide e idiote e lui penserà la stessa cosa di me. Cerca di proteggere Alitalia bloccando Ryanair. È una pena, c'è sempre un problema».[4]
Nel caso della fusione Alitalia-WindJet del 2012, l'ENAC di Riggio è accusata di non aver protetto gli interessi dei consumatori-passeggeri, permettendo a WindJet di emettere fino a 300.000 biglietti anche senza garanzia di effettuazione del volo.[5]
[modifica] Controversie
Il nome di Vito Riggio appare nella lista Anemone (l'elenco di 370 persone che avrebbero fruito di ristrutturazioni edilizie fornite dall'immobiliarista Diego Anemone) per alcuni lavori di ristrutturazione che risultano non essere stati pagati. Riggio vive in affitto in una della case di Propaganda Fide in via della Conciliazione 44. Ha dovuto ammettere davanti al consiglio di amministrazione che la pigione ammonta a 38.400 euro pagati dall'Enac sulla base di un vecchio accordo. Anche il figlio Federico Riggio ha abitato in un appartamento ristrutturato da Anemone, di proprietà di Ecosfera, datore di lavoro di Federico Riggio e vincitore dell'appalto del global service all'Enac.[6]
[modifica] Note
- ^ a b c d e f Intervista a Vittorio Zincone, Corriere Magazine, 2009
- ^ a b c d e f Biografia sul sito di ENAC
- ^ Corriere.it
- ^ Viaggiogratis.it
- ^ Linkiesta
- ^ L'Unità