Vito Bonsignore

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Vito Bonsignore (Bronte (CT), 3 luglio 1943) è un politico italiano, eurodeputato, eletto come UDC, successivamente esponente di Forza Italia (Pdl). Alle elezioni Europee del 2009 è stato eletto nelle file del Popolo delle Libertà nella Sezione nord-occidentale (Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia).

Laureato in economia e commercio, già componente della direzione centrale della Democrazia Cristiana, è stato consigliere comunale di Venaria Reale (TO), deputato alla Camera (dal 1987 al 1994), sottosegretario al Bilancio (dal 1992 al 1993). Attualmente è deputato del Parlamento europeo, eletto nel 2004 per la lista dell'UDC nella circoscrizione nord-ovest, proclamato in sostituzione di Marco Follini che ha rinunciato all'incarico preferendo dedicarsi alla politica italiana. Bonsignore ha ricevuto 21 mila preferenze. Nel 2005 rimane coinvolto nello scandalo della Banca Antonveneta. È già stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a 2 anni definitivi per tentata corruzione, appalto ospedale Asti[1].

È iscritto al gruppo del Partito Popolare Europeo di cui è vicepresidente.

È membro della Commissione per i bilanci; della Commissione per il controllo dei bilanci; della Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE; vicepresidente della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti.

[modifica] Procedimenti giudiziari

Alberto Mario Zamorani, amministratore delegato di Metropolis, arrestato l'8 giugno 1992, ha raccontato alla procura di Torino, di una mazzetta di un centinaio di milioni pagata allora al sottosegretario andreottiano Bonsignore: consegnati in piazza Montecitorio, nascosti in una scatola di cioccolatini[2].

Condannato in via definitiva a 2 anni di carcere per tentata corruzione per l'appalto dell'ospedale d'Asti. [3]. Le indagini hanno scoperto come ci fosse un accordo per spartire una mazzetta da oltre 3 miliardi di lire (l'1.5% dell'appalto) tra il tesoriere nazionale della Democrazia Cristiana Severino Citaristi, anche egli condannato, Vito Bonsignore e l'esponente socialista Giusi La Ganga, che ha invece patteggiato le accuse[4].

Nel 2008 è risultato intestatario di un conto corrente con 5,5 milioni di euro in Liechtenstein, dopo che la lista di Italiani con conti correnti nel paradiso fiscale era stata acquisita dall'Agenzia delle Entrate.[5]

[modifica] Note

  1. ^ Vito Bonsignore nell'inchiesta Antonveneta. Corriere della Sera, 14 dicembre 2005. URL consultato il 4-3-2008.
  2. ^ La scomparsa dei fatti, Marco Travaglio, p.80-81. il Saggiatore, tascabili.
  3. ^ Documento Parlamento Pulito sul Blog di Begge Grillo http://www.beppegrillo.it/documenti/parlamento_pulito.pdf
  4. ^ P. Gomez, M. Travaglio, Se li conosci li eviti, Chiarelettere, ISBN 9788861900547
  5. ^ Fiorenza Sarzanini La lista del Liechtenstein: da Bonsignore ai Ferruzzi Corriere della Sera, 18 marzo 2008

[modifica] Collegamenti esterni

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