Vita di Dante

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vita di Dante
Dante Doré.jpg
Dante Alighieri secondo Gustavo Doré
Paese Italia
Anno 1965
Formato miniserie TV
Genere sceneggiato televisivo biografico
Puntate 3
Durata 229' (270')
Lingua originale italiano
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio
Colore B/N
Audio mono
Crediti
Narratore Riccardo Cucciolla
Ideatore Angelo Guglielmi
Regia Vittorio Cottafavi
Sceneggiatura Giorgio Prosperi
Interpreti e personaggi
Musiche Daniele Paris
Scenografia Carlo Cesarini da Senigallia
Costumi Veniero Colasanti
Casa di produzione RAI - Radiotelevisione Italiana
Prima visione
Prima TV Italia
Dal 12 dicembre 1965
Al 19 dicembre 1965
Rete televisiva Programma Nazionale

Vita di Dante è il titolo di uno sceneggiato televisivo diretto da Vittorio Cottafavi su sceneggiatura di Giorgio Prosperi, trasmesso dalla RAI in tre puntate sull'allora Programma Nazionale dal 12 dicembre al 19 dicembre 1965.

La fiction faceva parte della trilogia delle Vite celebri curata da Angelo Guglielmi, comprendente anche Vita di Michelangelo, regia di Silverio Blasi, trasmessa l'anno prima, 1964, e Vita di Cavour, diretta da Piero Schivazappa, che sarebbe andata in onda nel 1967.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nei panni del sommo poeta Dante Alighieri era l'attore Giorgio Albertazzi, affiancato da Loretta Goggi (Beatrice Portinari dalla presenza "muta e simbolica"[1]), Renzo Palmer, Luigi Vannucchi ed un cast di attori di vaglia, molti dei quali di formazione teatrale, con Riccardo Cucciolla presente come voce fuori campo in funzione di narratore.

Nell'economia della finzione televisiva, vengono alternati spezzoni di film documentario ad episodi sceneggiati concernenti la vita di Dante, anche sotto l'aspetto politico, oltre che letterario, per i quali il coreografo Da Senigallia ha concepito per la circostanza "un'ambientazione più evocativa che realistica"[1]. In questo quadro, il protagonista Albertazzi "tratteggia un Dante svincolato dall'iconografia tradizionale", mostrando di sé un aspetto meno tradizionale e maggiormente provocatorio[1].

Le tre puntate della fiction sono dedicate rispettivamente a tre distinti temi: l'amore, il valore, la salvezza.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Lo sceneggiato, trasmesso nel settimo centenario della nascita di Dante[1], costituiva "un impegnato spesso riuscito tentativo di ricostruire la vita di Dante Alighieri evitando nel contempo le secche del «culturale» televisivo e anche quelle del teleromanzo facilone".[2]

In questo senso, "le puntate migliori sono quelle imperniate sulla vita politica di Dante (la battaglia di Campaldino, gli scontri con la fazione dei guelfi di Corso Donati, lo scontro personale con papa Bonifacio VIII", qui interpretato da "un torvo e nevrotico" Claudio Gora).[2]

Di eguale parere l'Enciclopedia della televisione[1] secondo cui la fiction - che è tutt'altro che "una biografia romanzata" - funziona da "spunto per una rigorosa ricostruzione della vita del poeta", impegno affrontato dal regista Vittorio Cottafavi con l'ausilio dei collaudati Prosperi come sceneggiatore e Colasanti, costumista, già impiegati per la Vita di Michelangelo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Fonte: Enciclopedia della televisione, a cura di Aldo Grasso, Garzanti, 2008
  2. ^ a b Vedi: Scheda su Cinemaedioevo.net

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]