Virgin Prunes

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Virgin Prunes
Paese d'origine Irlanda Irlanda
Genere Post-punk
New wave
Gothic rock
Art rock
Periodo di attività 1977-1987
Etichetta Baby Records/Rough Trade/Mute Records
Album pubblicati 6
Gruppi e artisti correlati U2, Gavin Friday
Sito web

I Virgin Prunes sono stati un gruppo musicale new wave irlandese formato nel 1981.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo industrial e goth rock, i Virgin Prunes (che nello slang dublinese significa "puri derelitti"), nacquero nella Dublino del 1977 parallelamente agli U2 con i quali avevano un intenso rapporto. Uno dei componenti dei Virgin Prunes, Dick Evans, è il fratello di The Edge. Inizialmente i due gruppi si riunivano insieme in uno dei circoli sociali della città, il Lypton Village, come una sorta di comune artistica. Successivamente i due gruppi si allontanarono prendendo due strade nettamente diverse.

La band, formata da Gavin Friday (Fionan Harvey), voce e frontman, Guggi (Derek Rowan), seconda voce, Dave-id "Busaras" Scott, (segnato da una meningite avuta in tenera età), terzo vocalist, Richard "Dick" Evans alla chitarra, Strongman (Trevor Rowan) al basso, e Pod (poi sostituito da Mary D’Nellon) alla batteria, si fece notare grazie ai suoi spettacoli surreali e sinistri già dalla fine degli anni '70. Il primo 45 giri Twenty Tens (I'll be smoking all night long) fa intuire la rotta prossima del gruppo: un post punk frenetico, spezzato però da esercizi assordanti ma calmi.

Nel 1981, l'uscita del singolo A New form of Beauty I dà inizio al progetto della band che aveva deciso di "andare contro all'intricato concetto della bellezza che può essere trovata nell'essere diversi"[2] . La A-Side del 45 giri era Sandpaper Lullabye ed era, proprio come dice il titolo (in pratica, "Ninna-nanna pungente"), una canzonetta allegra con le voci stridule e sognanti dei due cantanti che, però, non parlavano di cose altrettanto allegre. Sul retro, troviamo il terzo cantante Dave-Id che esegue Sleep/Fantasy Dream. Con la fine di settembre il progetto si ampliò con A New Form of Beauty II. Il brano Come to Daddy è un fracasso di dieci minuti (con un piccolo stacco, altrettanto dissonante) dove il testo accenna allo stupro e alla pedofilia. Sul lato B sono incise Sweethome Under White Clouds e 'Sad World.

Qualche mese dopo uscì A New Form of Beauty III. Sul lato A, Beast (Seven Bastard Sick) inizia con dei versi da vera e propria bestia: ruggiti infernali e lamenti. Lo stile è basato su distorsione e ritmi ossessionanti. Nel lato B si trova il movimento in tre canzoni The Slow Children, costituito dalla "scampanellante" e strumentale Abbagàll, seguita da Brain Damage e No birds to Fly. Seguì A New Form of Beauty V, performance dal vivo registrata e riedita in versione musicassetta con il titolo di A New Form of Beauty IV.

Dopo il concerto alla Douglas Hyde Gallery di Dublino si pensò ad altri due progetti per celebrare la Nuova forma di bellezza, un libro -VI- e un film -VII-, che non furono però mai realizzati, anche se ci è pervenuta la colonna sonora del lungometraggio, reperibile nelle ristampe dei cd odierne, con il titolo The Happy Dead. Il progetto multimediale venne poi raccolto ed edito nel 1983 dalla Italian Records in un doppio LP, A New Form of Beauty Parts 1 – 4.

L'anno seguente con If I die, I die[1], curato e prodotto dall'ex-Wire Colin Newman il gruppo acquisì una sonorità nuova, più pulita ma che conservava comunque l'originalità del suono: un commisto di nenie e litanie, che li avrebbe caratterizzati nel corso di tutta la loro carriera (pur affievolendosi progressivamente), e che venne poi chiamato Glam-Dark. Nello stesso anno pubblicarono Heresie: un doppio LP, parte registrato in studio e parte live.

A quel punto la band decise di dedicarsi alle esibizioni dal vivo senza produrre nuovo materiale fino al 1986, quando uscì The Moon Looked Down and Laughed. Reduce dalla dipartita del secondo cantante e performer Guggi, il sound si attenua e lascia spazio a sonorità decisamente più pop. Di lì a poco anche Gavin Friday lasciò la band per dedicarsi ad una carriera solista. Il resto del gruppo continuò come Prunes fino al 1990.

Nel 2004 la casa discografica Mute Records ha rimasterizzato tutti i dischi dei Virgin Prunes e pubblicato il doppio cd Over The Rainbow, contenente B-sides e pezzi rari.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Informazioni tratte dal sito ondarock.it
  2. ^ Dal sito virginprunes.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]