Vincenzo Munaro

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Vincenzo Munaro

Vincenzo Munaro (Funes di Chies d'Alpago, 20 novembre 1947) è un pittore italiano.

Vincenzo Munaro, artista bellunese, nasce a Funes di Chies d'Alpago nel 1947. Studia al Liceo Artistico di Venezia dove si diploma, prosegue quindi gli studi all'Accademia di Venezia specializzandosi nell'incisione. Nel corso degli studi ha illustri maestri quali Barbisan, Pizzinato, Dalla Venezia e lo scultore Messina; da essi apprende l'amore per l'aspetto figurativo e per la raffigurazione della realtà che lo circonda. Nelle sue opere è vivo il profondo legame che lo lega alla sua terra, il Bellunese, ed ai suoi abitanti. Lavora con la terracotta, dipinge ad acrilico e con i pastelli, incide su metallo a punta secca. Come scultore realizza opere a bassorilievo e a tutto tondo, come pittore coniuga diverse tecniche pittoriche.

Le prime opere[modifica | modifica sorgente]

Nel 1964 esegue la sua prima opera artistica, "La filatrice", con la tecnica della pittura ad olio; a partire da questa data porterà avanti, sino al 1970, una serie di opere dedicate alla sua terra d'origine. Si possono ricordare: "Il mio paese", "La mia gente" e " La mia famiglia". Il suo percorso artistico ha ottenuto rilevanti riconoscimenti: è stato infatti insignito di diversi premi in diverse città d'Italia e di vari paesi europei. Ha allestito più di cinquanta personali partendo dal lontano 1967, anno in cui ricevette il secondo premio di scultura al 54º Gran Premio dei Giovani "Bevilaqua La Masa" a Venezia.

Gli anni settanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972 a Belluno nella "Galleria Mendoza" di Via Vittorio Veneto espone le prime opere dedicate alla città di Belluno. A partire dall'anno successivo l'artista mette a punto mostre in tutta la provincia bellunese, apre il suo primo studio in città ed una personale galleria a Grado, in via Marina, li presente ancora oggi, punto di riferimento della cultura mitteleuropea. Sempre in quegli anni diviene punto di riferimento all'interno di APPIA e realizza con artisti di valore quali Augusto Murer, Paolo Cavinato, Tono Zancanaro e Renato Guttuso, una serie di cartelle litografiche. Da ricordare, nel 1973, "Omaggio a Belluno", arte e fotografia con Bepi Zanfron, il fotografo della tragedia del Vajont. Altri momenti da ricordare nella sua vita d'artista sono l'Omaggio a Longarone nel 1975, nel 1976 la sua terra d'origine gli dedica una mostra itinerante per i cinque comuni dell'Alpago. Nel 1978, è protagonista della mostra organizzata dal "Circolo culturale dell'Amicizia" "La città, il centro storico, Riflessioni" in Auditorium. A partire dal 1975 realizza un insieme di opere pubbliche scultoree, aventi per tematiche la Resistenza o l'emigrazione, in molti luoghi, da Umbertide a Canale d'Agordo, dall'Alpago a Grado. Nelle opere riguardanti la tematica dell'immigrazione molteplici sono i soggetti rappresentati, tutti, però, riconducibili a tre tematiche di fondo: il lavoro, la sofferenza ed il paese. Fra queste opere ricordiamo: il "Seggiolaio agordino" in bronzo; "Emigrare", dipinto a tecnica mista e "L'emigrante" scultura realizzata in terracotta. Munaro realizza il suo primo monumento alla Resistenza in Umbria, ad Umbertide, sotto l'alto patrocinio del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Nel 1979 incontra a Roma il Papa ed in tale occasione realizza il bassorilievo in bronzo "La continuità" (da Luciani a Karol Wojtyła). Promosso dalla Famiglia "Piave" dell'associazione "Bellunesi nel Mondo". Di lì a poco parte anche la mostra "Papa LUciani e la sua terra" che viene prima ospitata a Grado, nel Battistero, e poi a Vittorio Veneto, quindi a Feltre ed infine a Canale d'Agordo.

Gli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1983 è partecipa a Cormons alla manifestazione "Arte in cantina". Nasce in quest'occasione il "vino della pace" che ogni anno viene inviato a tutti i capi di stato del mondo, le cui etichette sono realizzate da famosi artisti del calibro di Manzù, Baj, Vedova, Music ed altri. Nel 1985 si tiene un'antologica nella sua terra d'origine, a Chies d'Alpago. Nel 1988 affresca a Col Cumano (BL), assieme ad altri artisti del triveneto Glauco Tiozzo, Renato Varese, Gina Roma, Cesco Magnolato, Roberto Joos, Marino Cassetti, questo centro di spiritualità, inaugurato poi da Papa Giovanni Paolo II, con opere aventi per tema la pace. A tal riguardo, in occasione del secondo incontro tra i due, il Papa si complimenta nuovamente con l'artista Bellunese per il valore della sua opera pittorica.

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1992 riprende soggetti aventi per tema la sua Belluno nella serie "Belluno anni '90" in cui illustra la città in modo critico e personale. Sempre nel 1992 realizza in piazza Martiri, a Belluno, nella facciata del palazzo INA Assitalia il suo "San Martino". A partire dal 1995 inizia un tour europeo conclusosi nel 1997 con mostre in musei d'Austria (Katenberg) e Spagna (Victoria). Dal 1997 al 2001 è protagonista con la manifestazione "Mari e Monti" , importantissima occasione artistica che ha visto l'unione della provincia di Belluno con le città di Cormons e Grado per promuovere cultura, tradizioni e arte, sostenuto dagli operatori di Via Marina. Nel 1998 gli viene dedicata a Belluno una seconda mostra antologica presso l'Istituto commerciale "Tomaso Catullo".

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