Vincenzo Giardini

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Vincenzo Giardini (Santa Maria in Fabriago, 1907Lugo, 1991) è stato un politico e partigiano italiano.

Nel 1924 venne arrestato perché sorpreso a diffondere L'Unità. Animatore dell'antifascismo nella clandestinità (teneva discorsi contro il fascismo in cui emergeva sempre la volontà di informare, educare il popolo perché divenisse artefice della propria liberazione dal fascismo), nel 1925 era già nel comitato federale del Partito Comunista che dal faentino si trasferì a Massa Lombarda. Lo componevano, oltre a Giardini, Giuseppe Baffè, Mario Babini e Soldati. Con Babini, nel 1925, fondò anche la Federazione Giovanile del Partito Comunista, che contava in quell'anno duecento iscritti. A metà degli anni Venti era già un dirigente autorevole e ascoltato, scrive Babini nel suo libro, punto di riferimento degli antifascisti lughesi e rappresentante emblematico di questo territorio, in particolare, aggiunge Baldini (2001), nell'estate del 1928 quando si tenne un grande convegno del Partito Comunista a Massa Lombarda, nei campi dei coloni Baffè dove si affermò per le sue idee e la capacità di coerenza e di mobilitazione delle coscienze. Nel 1932 fu nuovamente arrestato e mandato al confino sull'isola di Ponza, dove rimase cinque anni e dove conobbe Sandro Pertini, Umberto Terracini, Giorgio Amendola e altri esponenti dell'antifascismo, con i quali, oltre a condividere il confino, studiò ("Università del Confino"). Ma nell'isola di Ponza il futuro comandante partigiano, Comandante responsabile della V Zona (Commissario, sovraintendente anche per la IV Zona e le altre limitrofe) non si sentiva sicuro, così chiese e ottenne di essere trasferito a Montalbano Jonico (Matera), dove rimase per altri due anni. Nei primi di ottobre del 1943 si riuniscono a Lugo i rappresentanti dei partiti antifascisti per organizzare la Resistenza nel lughese. Il Comitato è diretto da Vincenzo Giardini (Cencio) e Sante Baracca (Tino). Dopo poche settimane, a Faenza, ha luogo una riunione con Arrigo Boldrini, Gino Gatta, Ennio Cervellati, Renato Emaldi, Vincenzo Giardini per la zona di Lugo, e altri. Membro del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) a Lugo, insieme a Gianni Bolognesi e ad Aspromonte Neri in rappresentanza del PCI, amico di Arrigo Boldrini (Bulow), Gianni Giadresco, Giuseppe Dozza, e, fra gli altri, della scrittrice Renata Viganò, nelle prime elezioni libere, che si tennero a Lugo il 19 aprile del 1946, fu eletto a soli 39 anni sindaco con 9.277 voti, mantenendo tale carica fino al 22 novembre del 1964. Fu il sindaco della Liberazione e della ricostruzione nel dopoguerra per 18 anni consecutivi (dal 1946 al 1964).

Nel 1967 il Presidente della Repubblica gli conferì l'onorificenza di Cavaliere. Nel 1984 il Presidente Sandro Pertini gli conferì il "Diploma d'Onore al Combattente per la libertà d'Italia 1943-1945". Il Comune di Lugo ha intitolato una via della città a Vincenzo Giardini sindaco.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Angelo F. Babini, Giovecca. Anche qui è nata la Resistenza, Graficoop, 1980.
  • Giovanni Baldini, "Il Sindaco della ricostruzione", Il nuovo Giornale di massa, n° 4, 20 aprile 2001, anno XXV n° 286.
  • Arrigo Boldrini, Diario di Bulow, Milano, Vangelista, 1985.
  • Giuseppe Cantagalli, Messaggio speciale: Il nido dell'aquila. La Resistenza a Lugo di Romagna, Lugo, Walberti edizioni, 1985. Opera patrocinata dall'A.N.P.I. di Lugo, Amministrazione Comunale e Banca del Monte.
  • Gianni Giadresco, Guerra in Romagna 1943-1945, Ravenna, Il Monogramma, 2004.
  • Guido Nozzoli, Quelli di Bulow. Cronache della 28ª Brigata Garibaldi, Editori Riuniti, 2005.
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