Villanova d'Asti

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Villanova d'Asti
comune
Villanova d'Asti – Stemma Villanova d'Asti – Bandiera
Il centro storico di Villanova
Il centro storico di Villanova
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Asti-Stemma.png Asti
Amministrazione
Sindaco Christian Giordano (lista civica "Tradizione e Futuro") dal 2012
Territorio
Coordinate 44°56′34″N 7°56′18″E / 44.942778°N 7.938333°E44.942778; 7.938333 (Villanova d'Asti)Coordinate: 44°56′34″N 7°56′18″E / 44.942778°N 7.938333°E44.942778; 7.938333 (Villanova d'Asti)
Altitudine 260 m s.l.m.
Superficie 42,14 km²
Abitanti 5 767[1] (31-12-2010)
Densità 136,85 ab./km²
Frazioni Bianchi, Brassicarda, Corveglia, Gianassi, Raspino Nuovo, Raspino Vecchio, Savi, Stazione, Terrazze, Valdichiesa
Comuni confinanti Buttigliera d'Asti, Dusino San Michele, Isolabella (TO), Montafia, Poirino (TO), Riva presso Chieri (TO), San Paolo Solbrito, Valfenera
Altre informazioni
Cod. postale 14019
Prefisso 0141
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 005118
Cod. catastale L984
Targa AT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti villanovesi
Patrono sant'Isidoro
Giorno festivo 4 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villanova d'Asti
Mappa di localizzazione del comune di Villanova d'Asti nella provincia di Asti
Mappa di localizzazione del comune di Villanova d'Asti nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Villanova d'Asti (Vilaneuva d'Ast in piemontese) è un comune italiano di 5.341 abitanti della provincia di Asti, situato pressappoco al centro del Piemonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La torre civica

La sua fondazione risale all'anno 1248, come risulta da precisi documenti dell'archivio astigiano. Fin da epoca romana è attestata comunque la presenza di agglomerati (Brassicarda) dovuti probabilmente a veterani cui venivano assegnati appezzamenti. Verso Poirino, attorno a ruderi longobardi detti "corte vecchia" ovvero Corveglia, nel 1001 l'imperatore Ottone III donò alle monache benedettine pavesi di San Felice alcuni terreni e nel XIII secolo proprio a Corveglia si stabilirono i canonici agostiniani che, all'inizio del XIV secolo, ne arricchirono le sale di colonne e capitelli scolpiti. Nel 1340 i religiosi, indebitatisi, dovettero abbandonare l'edificio che solo ora è stato riportato agli antichi splendori.

Il territorio circostante Villanova, da Valfenera a San Paolo, fu teatro di aspri scontri tra francesi e spagnoli nel secolo XVII, ma le possenti mura "a stella" la protessero sempre. Nel 1690 rischiò il saccheggio da parte delle truppe del generale Nicolas de Catinat de La Fauconnerie allorquando Casa Savoia rovesciò le alleanze entrando nella Lega di Augusta a fianco degli Imperiali. Dopo che fu fatto voto solenne alla Madonna i francesi, famigerati per crudeltà e già presenti nella cittadina normalmente imprendibile, la lasciarono, dovendo improvvisamente accorrere altrove, senza danneggiarla in alcun modo nonostante il rifiuto di Torino di pagare il riscatto richiesto.

Ancor oggi, per adempiere al voto, il sindaco partecipa solennemente alla messa dell'Immacolata Concezione nella chiesa di San Martino e per tradizione prende la parola dopo la lettura del Vangelo. Una lapide, presente sulle mura dell'antico convento in via Roma, succintamente racconta questi straordinari eventi: l'imprendibile Villanova, già occupata da soldataglia pronta a scatenarsi, lasciata indenne da quel medesimo generale che invece mise a ferro e fuoco le campagne, incendiò la vicina Poirino e fece saccheggiare Ceresole.

Dopo il fallimento dell'assedio di Torino voluto dal Re Sole nel 1706 e dopo che il trattato di Utrecht del 1713 assicurò a Vittorio Amedeo di Savoia la corona di Sicilia, Villanova godette finalmente di lunga tranquillità. In seguito agli eventi che spinsero i Savoia a rifugiarsi in Sardegna protetti dalla flotta inglese, il Piemonte fino al fiume Sesia fu annesso alla Francia l'11 settembre 1802 (24 Fruttidoro, anno X). Villanova, fino al 1814, fu inclusa nel "Département de Marengo", "Deuxième arrondissement (Asti)". I giovani piemontesi si batterono con coraggio per la patria a fianco degli altri cittadini francesi, soprattutto nella sfortunata campagna di Russia dove il poirinese Domenico Mazzucchi si guadagnò alla Moscova la croce di guerra.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Attività economiche[modifica | modifica wikitesto]

Sin dalla fondazione il ferace territorio favorì l'agricoltura. Quasi assente la vite, danno invece ottima resa i cereali. A Villanova si alleva ancor oggi "la bionda",ossia la gallina conosciuta anche come "nostralina" o "rossa delle crivelle",un tempo diffusa sulle terre fedeli ai Savoia; la gallina bianca era invece allevata dai sudditi dei marchesi di Saluzzo. La presenza del casello autostradale, sulla direttrice Torino-Alessandria, la stazione ferroviaria a pochi chilometri ed una ampia pianura intorno hanno permesso a Villanova di diventare negli ultimi decenni il terzo polo industriale della provincia, dopo il Capoluogo e Canelli. Il principale gruppo industriale è la Dierre, prima fornitrice di porte blindate d'Europa fondata, dalla famiglia De Robertis. Di grande rilievo sono inoltre la RFT (gruppo SKF), la Util Industries, la Fornace Ballatore, la Elastogran (gruppo BASF) e la Villanova S.p.A.(Gruppo Bonzano) che si occupa di trasporti e logistica integrata.

La cittadina villanovese sta sviluppando anche un buon polo sportivo con la rinascita, qualche anno fa, della società Polisportiva Mezzaluna. La denominazione deriva dall'omonimo bastione (mezzaluna dolce) delle mura a forma di stella che, fino all'epoca napoleonica, difendevano la città, splendidamente e fedelmente riprodotte in tutti i particolari in quella pagina del "Theatrum Sabaudiae" (XVII secolo) che in Municipio adorna lo studio del Sindaco.

Cultura e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile

Il santo protettore del paese è Sant'Isidoro, che viene festeggiato la prima domenica di settembre con la particolare benedizione dei buoi e l'incanto del cappello per la recitazione di strambotti dialettali dopo la messa.

Le chiese principali sono San Pietro, Sant'Isidoro (patrono), San Martino. Quest'ultima inizialmente fu dalle suore pavesi dedicata a San Felice; custodisce una statua della Madonna del Clementi, uno splendido altare ligneo ("delle anime nere"), l'altar maggiore di Carlo Pellagata (1777), un Macrino d'Alba, due opere del Moncalvo oltre ad un Cristo battezzato da San Giovanni Battista alla presenza dei Santi Pietro, Andrea ed angeli e, nella medesima cappella, una rappresentazione di Villanova protetta dai Santi Sebastiano e San Rocco posta sopra un altare il cui marmo mostra San Martino. Quasi di fronte è sita una caratteristica dimora in mattoni a vista, casa Baldissera, classico esempio di Settecento piemontese. Di particolare interesse per chi visita questa città è il Santuario della Beata Vergine delle Grazie edificato ove, in epoca napoleonica, si manifestò la Madre di Dio. Nel suo viale, l'ultima domenica di luglio, viene realizzata l'Infiorata: tappeti raffiguranti immagini religiose creati con petali di fiori. Amorevolmente restaurato nei suoi affreschi settecenteschi, il tempio che appartenne "alla confraternita dei Batù", ospita conferenze, dibattiti culturali, concerti. Si trova presso la quattrocentesca Torre comunale alta 26 metri di Piazza Supponito. Imponente è l'antico convento di San Francesco d'Assisi (crollato ma subito riedificato nella seconda metà del Cinquecento) sito all'incrocio tra la contrada del Corpus Domini e la Strada reale di Piacenza (in seguito denominata via Maestra, oggi Roma). Abitato da un esponente dell'antica famiglia savoiarda dei Richetta (riches étaient) dal 1806, in quanto funzionario governativo mentre Villanova era compresa nell'Impero Francese, è attualmente proprietà dei De Robertis. In via Roma, mentre è scomparso il San Marco, sono tuttora situati due piccoli alberghi già presenti nel XIX secolo, il Muletto e il Cannon d'oro; quest'ultimo in particolare viene gestito dalla medesima famiglia fin da epoca napoleonica. L'abbazia di Corveglia, oggi proprietà Brossa ed adibita ad agriturismo, importante testimonianza di architettura medievale, si trova invece sulla statale in direzione di Carmagnola proseguendo lungo la quale, a ridosso del confine con Poirino, si può ammirare il viale alberato che porta alla tenuta Banna, proprietà del marchese Spinola, sede della Fondazione Spinola Banna volta ad incoraggiare l'opera di giovani artisti, specialmente in campo musicale. Il palazzo comunale, edificio neoclassico concepito nelle forme di una villa palladiana, è opera dell'architetto Giuseppe Frizzi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2007 2012 Roberto Peretti lista civica Sindaco II mandato
2012 in carica Christian Giordano lista civica tradizione e futuro Sindaco

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Villanova d'Asti è gemellata con:

  • Francia Châteaurenard, dal 1994

Il gemellaggio con la cittadina francese Châteaurenard de Provence, nato come naturale prosecuzione degli scambi culturali fra la Scuola Media "Astesano" e il Collège "Roquecoquilles", ha festeggiato i suoi 20 anni con una grande festa tenutasi a Châteaurenard alla quale ha partecipato una delegazione di una settantina di villanovesi ospitati da trentacinque famiglie francesi. [3]

Il 5 settembre, infatti, è stato ufficialmente siglato il gemellaggio tra le due cittadine, in quanto molti villanovesi nel corso della prima metà del secolo scorso, emigrarono e partirono alla volta dell'America in cerca di fortuna e benessere oltre oceano. Tuttora nel paese sudamericano, ne risiedono una trentina di questi; alla cerimonia solenne tenutasi nel centro storico del piccolo comune, ha presenziato anche l'attuale ambasciatore argentino in Italia, Torcuato di Tella[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ http://www.vnat.it/
  4. ^ Villanova stringe il gemellaggio con Santa Clara d'Argentina - GRPTelevisione.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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