Viktor Lutze

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Viktor Lutze
Bundesarchiv B 145 Bild-F051632-0523, Viktor Lutze.jpg
Nato Bevergern
28 dicembre 1890
Morto Potsdam
2 maggio 1943 (52 anni)
Dati militari
Forza armata SA-Logo.svg Sturmabteilungen
Grado Flag of the NSDAP (1920–1945).svg
SA-Stabschef
Guerre Seconda guerra mondiale

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia

Viktor Lutze (Bevergern, 28 dicembre 1890Potsdam, 2 maggio 1943) ricoprì la carica di Stabschef, comandante, delle Sturmabteilungen, SA, dal 1934, succedendo ad Ernst Röhm, assassinato nella notte dei lunghi coltelli, al 1943 quando decedette a seguito di un incidente stradale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'Obergruppenführer Viktor Lutze (a destra) accanto ad Hermann Göring ed Adolf Hitler

Viktor Lutze nacque a Bevergern, una cittadina della Vestfalia; si arruolò nel Deutsches Heer nel 1912, partecipando alla prima guerra mondiale, dove venne ferito quattro volte, perdendo l'occhio sinistro. Alla fine del conflitto dette le dimissioni dall'esercito, dedicandosi ad attività commerciali, iscrivendosi, nel 1922, al Partito Nazista; immediatamente iniziò una collaborazione con Franz Pfeffer von Salomon ed Albert Leo Schlageter insieme ai quali partecipò nel 1923 all'occupazione della regione della Ruhr, precedentemente passata sotto l'influenza di Francia e Belgio a seguito del trattato di Versailles.

Nel 1928 aderì alle Sturmabteilungen, venendo eletto al Reichstag nel 1930, e, dopo che Adolf Hitler venne nominato Cancelliere del Reich nel 1933[1], gli venne conferito l'incarico di comandante della gendarmeria di Hannover con il grado di Obergruppenführer; divenuto dirigenete dello NSDAP, Lutze si distinse per le attività di repressione sui dissidenti nel suo distretto ed iniziò a partecipare alle più importanti riunioni del partito e di governo, vivendo in prima persona il deteriorarsi dei rapporti tra Hitler ed il comandante delle Sturmabteilungen Ernst Röhm.

La notte dei lunghi coltelli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi notte dei lunghi coltelli.

I contrasti continuarono a crescere ed il Reichspräsident Paul von Hindenburg venne fortemente influenzato dall'opera di disinformazione orchestrata da Heinrich Himmler e Reinhard Heydrich, i quali diffusero l'idea che le SA stessero preparando un colpo di Stato per rovesciare il Governo di Hitler, pretesto del quale il Cancelliere si servì per prendere la decisione di agire in modo diretto nei confronti di Röhm e dei suoi seguaci. Il mattino del 29 giugno egli affermò: "questo è il momento, non si può arretrare neanche davanti alle estreme conseguenze; se necessario dovrà scorrere il sangue"[2] e la sera stessa, insieme al Ministro della propaganda Joseph Goebbels, si recò al Rheinhotel Dreesen di Bad Godesberg in attesa della notizia dell'arrivo a Monaco di Joseph Dietrich, comandante della divisione Leibstandarte ed incaricato della futura epurazione, ed il giorno successivo vennero raggiunti da Viktor Lutze, venuto a salutarli prima di partire per Bad Wiessee dove erano radunate le SA, ma Hitler gli disse di restare, chiedendogli se poteva contare sulla sua assoluta fedeltà, ricevendone risposta affermativa.

Alle ore 01:00 del 30 giugno Hitler dette l'ordine di partire per Monaco di Baviera e per Bad Wiessee ed immediatamente si imbarcò su di un aereo insieme a Goebbels per recarsi a Monaco dove avrebbe costituito il centro operativo[3]; una volta conclusi gli arresti, il Cancelliere iniziò a diramare gli ordini per quanto riguardava il futuro delle SA che non sarebbero state soggette all'arresto od alla pena capitale e tra questi vi era la cieca obbedienza solo verso di lui e la nomina di "capo" per Viktor Lutze, nomina che fu ufficializzata il 26 luglio, quando le SA furono ufficialmente ricostituite e rese indipendenti dalle SS[4].

Gli anni successivi e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la notte dei lunghi coltelli le SA, riorganizzate attraverso il lavoro di Lutze, contribuirono al mantenimento dell'ordine pubblico in Germania ed, a seguito della proclamazione delle leggi razziali, affiancarono le SS nell'opera di repressione contro gli ebrei che, nel 1938, esplose in tutta la sua violenza durante la notte dei cristalli; nello stesso anno l'Austria venne annessa alla Germania attraverso l'Anschluss e Lutze venne trasferito a Vienna per riorganizzare nel paese la struttura delle Sturmabteilungen.

Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale Lutze fece ritorno in Germania, mantenendo la carica di Stabschef delle SA, ed, il 1º maggio 1943, mentre percorreva una strada di campagna nei pressi di Potsdam, l'auto da lui guidata uscì di strada e nell'incidente una delle due figlie morì sul colpo mentre Lutze e l'altra figlia rimasero feriti gravemente; trasportati in ospedale furono sottoposti entrambi ad operazione chirurgica che tuttavia non riuscì a salvare il capo delle SA, il quale decedette il giorno successivo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Cavaliere dell'Ordine Teutonico nazista (postumo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Teutonico nazista (postumo)
Croce d'onore della Grande Guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'onore della Grande Guerra
Distintivo d'argento per feriti - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo d'argento per feriti
Insegna d'Oro del Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi - nastrino per uniforme ordinaria Insegna d'Oro del Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il presidente Hindenburg conferì pieni poteri ad Hitler il 26 marzo 1933 ed, il 14 luglio, venne promulgata la legge secondo la quale "il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori è l'unico partito esistente in Germania". Vedi AA.VV. 2004, p. 247
  2. ^ Il Ministro della propaganda Joseph Goebbels, riferendo ad Hitler i messaggi di Göring e di Himmler provenienti da Berlino, commentò: "il Cancelliere, nonostante sia ferito nell'animo, è fermo nella sua risoluzione di agire implacabilmente, di schiacciare quei ribelli reazionari, che, sotto la parola d'ordine della seconda rivoluzione, volevano infrangere la legge, la fedeltà che li univa ad Hitler ed al Partito e gettare il paese in una confusione di cui non potevano prevedere la fine". Vedi Speer 1962, p. 62
  3. ^ Fraser 1993, p. 109
  4. ^ Shirer 1962, p. 98

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., La Storia, La Biblioteca di Repubblica, L'età dei totalitarismi e la seconda guerra mondiale, vol. 13, De Agostini, 2004, ISBN non esistente.
  • AA.VV., Il terzo Reich, vol. Ascesa al Potere, H&W, 1993, ISBN non esistente.
  • AA.VV., Il Terzo Reich, vol. Le SS, H&W, 1993, ISBN non esistente.
  • David Fraser, Rommel, Mondadori, 1993, ISBN 88-04-41844-3.
  • Heinz Guderian, Panzer General - Memorie di un soldato, Milano, 2008, ISBN 88-89660-06-6.
  • William L. Shirer, La nascita e la caduta del Terzo Reich, Einaudi, 1962, ISBN non esistente.
  • Albert Speer, Memorie del Terzo Reich, Mondadori, 1995, ISBN 88-04-42299-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Stabschef-SA Successore SA-Logo.svg
Ernst Röhm 1934-1943 Wilhelm Schepmann

Controllo di autorità VIAF: 13082346 LCCN: no2002102140