Vieni avanti cretino
Vieni avanti cretino è un film del 1982 diretto da Luciano Salce con Lino Banfi attore protagonista.
Il titolo è un esplicito omaggio alla famosa battuta dei Fratelli De Rege, e con essi alla tradizione dell'avanspettacolo italiano. Infatti molti degli sketch proposti nella pellicola sono veri e propri classici dell'avanspettacolo, come ad esempio l'equivoco dentista/casa d'appuntamenti.
Altri sketch furono improvvisati direttamente sul set, come la celeberrima sequenza del dialogo in dialetto barese con i sottotitoli in arabo davanti al Colosseo e la canzone anglo-iberico-pugliese "Filomeña" cantata alla festa.
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[modifica] Trama
Il film si apre con un monologo di Lino Banfi in un camerino ricavato in una stanza da bagno, circondato da altri più lussuosi destinati ad alcune star di Hollywood citate in apertura.
Pasquale Baudaffi è un detenuto appena uscito dal carcere romano di Regina Coeli; ad accoglierlo troverà il cugino Gaetano, che tenterà in varie occasioni di aiutarlo ad un percorso di reinserimento onesto nella società; egli proporrà svariate attività lavorative giacché impiegato presso un ufficio di collocamento e quindi a conoscenza di lavori con impiego immediato.
Da questa premessa partono una serie di scene; in primo luogo c'è la visita presso un appena costituito studio dentistico, che però Pasquale invece crede essere ancora una casa d'appuntamenti da lui frequentata prima di essere arrestato. La scena è costellata da doppi sensi tra il protagonista, l'assistente del dentista e un ingegnere ,interpretato da Gigi Reder, in sala d'attesa.
Seguirà poi un colloquio come guardiacaccia comunale, fallito per impreparazione; il successivo tentativo è come garagista, il quale per fare un piacere al titolare soprannominato "Radames", malato di cuore, accetta di rimanere al posto suo per una notte, convinto da un'allettante cena preparata dalla moglie del titolare che egli prega di accettare come ricompensa. Finirà col furto collettivo di tutte le automobili dell'autorimessa come vendetta di un gruppo di fratelli siciliani, sicuri che la loro unica sorella "libertina" sia finita proprio in quel garage nascosta in qualche auto.
Durante una prova come cameriere, una coppia di fidanzati indecisi e in crisi di coppia porteranno all'esasperazione il povero Pasquale, vessato anche dai modi rudi del titolare del bar, il signor Gargiulo. Diventerà impiegato d'ufficio con un direttore estremamente cattolico e poco tollerante, cantante spagnolo improvvisato a una festa in sostituzione di un famoso tenore nella quale canterà una serenata mischiando dialetto pugliese e spagnolo maccheronico e poi apprendista in una fabbrica di elettronica, con un capo schizofrenico e con mansioni alienanti. Il film si chiude con l'intervento dello stesso Luciano Salce, a giudicare l'interpretazione di Banfi: viene condannato alla fucilazione da parte di un plotone rivelatosi poi armato di torte di panna.
[modifica] Curiosità ed errori
- Nella scena degli schiaffi, il prete manesco in pellegrinaggio al Colosseo con alcuni parrocchiani, scambia Pasquale (Lino Banfi) per un suo vecchio amico d'infanzia, Pasquale Zagaria. Questo è il vero nome anagrafico di Banfi.
- Nella scena in cui Lino Banfi fa il cameriere e deve portare i vari tipi di caffè senza sbagliare l'ordine, il proprietario del bar prima si presenta come Salvatore Gargiulo e poi viene chiamato erroneamente Gennaro Gargiulo.
- Le domande poste da Lino Banfi sempre nella scena in cui veste i panni del cameriere di Gargiulo al cliente e nello stesso tempo compagno della donna "dei vari tipi di caffè" ovvero: "Scusi lei è toscano"? e "Ah, lei è quello che parla male del Papa"?, gli sono state appunto riferite in quanto Banfi lo aveva burlescamente scambiato per l'attore Roberto Benigni, proprio per via del marcato accento toscano che possedeva ma soprattutto per la sua notevole somiglianza.
- Nella scena in cui la moglie di Gaetano gli rompe i piatti in testa perché è tornato tardi la notte prima, egli, supplicandola di smettere, la chiama col nome di Elena quando il suo nome invece è Marisa.
- Il celebre programma radiofonico Lo Zoo di 105 parecchie volte ha usato i dialoghi del film per i suoi scherzi telefonici.
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Wikiquote contiene citazioni di o su Vieni avanti cretino
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Vieni avanti cretino dell'Internet Movie Database
- Una raccolta di file audio di battute del film
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