Victorio

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Victorio

Victorio (in Tchihende Bidu-ya, Beduiat; 182514 ottobre 1880) era un condottiero e capo indiano della divisione Apache Mimbreño (Tchihende), appartenente alla sottodivisione Warm Springs.

La vita[modifica | modifica sorgente]

Secondo una vulgata in realtà poco attendibile, Victorio sarebbe stato di origine messicana e da bambino sarebbe stato rapito dal Rancho del Carmen e che poi allevato tra gli Apache. Era di aspetto massiccio, prestante, aveva zigomi larghi e una bocca stretta che tradiva una grande energia. Mangas Coloradas, capo della sottodivisione Coppermine Mimbreño e capo principale dei Tchihende o Mimbreños, lo aveva scelto come genero, apprezzando il valore e l'intelligenza di quel giovane guerriero, già sottocapo agli ordini di Cuchillo Negro (capo della sottodivisione Warm Springs Mimbreño e stretto alleato e sodale dello stesso Mangas Coloradas fin dalla comune gioventù fino alla morte in combattimento contro i reparti del col. Benjamin L.E. deBonneville nel Canyon de Los Muertos Carneros - 25/05/1857 -), prevalendo poi sui più anziani Nana (già luogotenente e successore naturale di Cuchillo Negro, nonché capo guerriero di notevoli doti), e Delgadito (successore, per breve tempo, di Mangas Coloradas dopo la cattura di costui, col trucco di un falso invito a parlamentare, e il suo assassinio, verosimilmente ordinato dal gen. J. R. West, a Fort McLane - 18/01/1863 -); fidato e apprezzato braccio destro di Mangas Coloradas, e suo consigliere, Victorio ne aveva acquisito l'astuzia tattica e strategica, e la capacità di contemperare l'impeto guerriero con la saggezza e il senso di responsabilità nei confronti del proprio popolo, caratteristiche per le quali finì per essere superiore anche al maestro.

Dopo la morte di Mangas Coloradas (assassinato a Fort McLane nel gennaio 1863 probabilmente per ordine del gen. J. R. West, dopo essere stato invitato a parlamentare col cap. E. Shirland ed essere stato arrestato a tradimento), Victorio scatenò, insieme a Cochise, Delgadito e Nana, una guerra furiosa contro i bianchi, diventando il capo supremo riconosciuto da tutti i Mimbreños (con il pur stimato Loco relegato, di fatto, a un ruolo di secondo capo) e un punto di riferimento anche per molte bande Mescalero Apache (suoi alleati in diversi periodi furono in particolare Caballero, San Juan, Carnoviste e Alsate, ma, anche tramite Nana, Victorio intrattenne e utilizzò ottimi rapporti anche con Santana e Cadete) e per le bande Ndendahe Apache di Juh (Nednhi Ndendahe) e Geronimo (Bedonkohe Ndendahe), spesso operando di conserva col cognato Cochise, capo principale e incontrastato dei Chiricahua Apache. Avviate trattative nell'estate 1869, Victorio e altri capi Mimbreño (Loco e Salvador, figlio di Mangas Coloradas), accettarono (01/01/1870) di stabilirsi in una riserva istituita a Cañada Alamosa, trasferendosi nel 1871 a Ojo Caliente e nel 1872 a Tularosa, insieme ai Sierra Blanca e Sacramento Mescaleros, ma - in un clima di costante tensione, pace armata e frequenti incidenti - tornando appena possibile a Ojo Caliente. Approssimativamente nel 1874, Victorio partecipò a un concilio tra gli Apache del New Mexico convocato da Carnoviste (capo di una banda Guadalupe Mescalero già ripetutamente assalita e decimata dai Comanche e dalle truppe messicane e statunitensi) e Victorio convinse i presenti (oltre a bande di Mimbreños, bande di Mescaleros - tra le quali la banda Chisos Limpia capeggiata da Alsate e verosimilmente le bande Sacramento guidate da Caballero e da San Juan -, e i Lipans guidati dal capo Avispa Colorada, quest'ultimo forse da identificarsi con Colorado, il sottocapo di origine Lipan associato alla banda Mescalero di Alsate) a inviare messaggeri di pace ai Comanche e a stipulare con questi un'alleanza, alla quale due mesi più tardi aderirono anche i Kiowa, per resistere insieme contro i bianchi. A Ojo Caliente i Mimbreños subirono diversi attacchi nel 1876 (tra l'altro - 04/09/1876 -, una compagnia del 9º cavalleggeri e un reparto di scouts Navaho assalirono il villaggio dello stesso Victorio); le manovre dei bianchi per allontanare gli Apache dalle terre migliori (pesantemente influenzate dal cosiddetto "Tucson Indian Ring") impostarono una strategia che sfociò in un trattato che prevedeva lo spostamento dei Mimbreños nella riserva di San Carlos, insieme ai Chiricahuas, ai Coyoteros (bande Eastern e Western Whitemountain e Cibecue), e agli Ndendahe (Nednhi di Juh e Bedonkohe di Geronimo), mentre i Mescaleros venivano concentrati intorno a Fort Stanton, i Gileños (bande Aravaipa e Pinaleño) venivano nuovamente concetrati lungo il Rio San Pedro dopo il massacro di Camp Grant (28/04/1871), e i Tontos, già concentrati sul Rio Verde, venivano deportati a San Carlos.

Dopo alcuni mesi trascorsi nella riserva di San Carlos, però, la gente di Victorio scappò (02/09/1877), riunendo un gruppo di circa 310 Apache (in prevalenza Mimbreños e per il resto Chiricahuas e Ndendahes) guidati da Victorio e Loco; inseguiti dai collaborazionisti Coyoteros, al comando di Diablo, dal 10º cavalleggeri e dai Texas Rangers, e avendo subito perdite in diversi scontri, circa 250 Apache si arresero a Fort Wingate, ma Victorio, arresosi nel frattempo anche Loco, si consegnò soltanto nel febbraio 1878, trascorrendola primavera - estate a Ojo Caliente. Nell'ottobre 1878, però, i militari (9º cavalleggeri) furono inviati a Ojo Caliente per provvedere alla deportazione dei Mimbreños a San Carlos e, mentre Loco venne arrestato e preso come ostaggio, Victorio riprese la guerra, mentre Nana (sposato con una donna Mescalero) si rifugiò con la sua gente nella riserva Mescalero presso Fort Stanton. Victorio si consegnò a Fort Stanton nel febbraio 1879, ma nell'estate fu riesumata contro di lui una vecchia accusa per furto di cavalli, e il capo Mimbreño lasciò la riserva (21/08/1879) e con circa 450 Apache (Mimbreño, Mescalero, Chiricahua e persino Lipan), tra i quali forse soltanto 75 guerrieri, riparò in Messico; alla gente di Victorio, probabilmente, si unì, almeno per qualche tempo, la banda Chisos dei Limpia Mescaleros di Alsate; dopo la cattura di Alsate e dei suoi, sorpresi dalle truppe messicane a Ojo de los Apaches alla fine del 1878, e durante la loro deportazione per circa un anno nella prigione "Acordada" a Ciudad Mexico, Victorio divenne il riferimento naturale anche per i Mescaleros meridionali Limpia e Guadalupe.

Victorio e i suoi seguaci lasciarono la riserva due volte prima prima di abbandonarla definitivamente nell'agosto 1879, dando inizio a quella che sarebbe stata definita "la guerra di Victorio". Dopo varie razzie da parte degli uomini di Victorio, si creò un vero e proprio panico all'Agenzia che chiese l'aiuto di nuove truppe. Il grande capo Mimbreño ottenne una lunga serie di successi, operando scorrerie in larga parte del sud-ovest e tenendo in scacco i molti reparti inviati contro di lui, evitando ripetutamente la cattura e infliggendo alle truppe statunitensi e a quelle messicane pesanti perdite; tra l'altro, uscì vincitore da un furioso combattimento nel Las Animas Canyon (18/09/1879).

Victorio, grazie alla sua capacità tattica e allo straordinario ascendente esercitato sui guerrieri Apache, riuscì a battere più volte i soldati messicani ed americani. L'esercito degli Stati Uniti venne ridotto alla disperazione dalle continue azioni lampo degli Apache. Con il ritorno di Alsate dopo la controversa fuga da Ciudad Mexico, probabilmente le forze furono nuovamente coordinate per alcuni mesi nel corso del 1880, quando il capo Mescalero, i suoi sottocapi Colorado e Zorrillo e tutta la banda Chisos, attirati in una trappola a San Carlos di Chihuahua, furono nuovamente catturati dai Messicani. Nel 1880, sulla riva del Rio Palomas nel Black Range, fu trovato il nascondiglio di Victorio che venne attaccato (23-25/05/1880). Parecchi uomini, donne e bambini rimasero uccisi finché gli americani non si dovettero ritirare a causa della mancanza di acqua.

Quando Victorio fece nuovamente la sua comparsa in Texas gli Statunitensi diedero il via alla più grande caccia degli Apache che si fosse mai vista nelle zone del Sud-Ovest, e migliaia di soldati marciarono verso ovest e verso sud seguiti dai Texas Rangers e da molti volontari finché si unirono ai Messicani, mentre Nautzili utilizzava tutta la propria influenza per evitare che i Mescaleros abbandonassero la riserva per unirsi ai Mimbreños.

Victorio, tuttavia, con una serie di brillantissime manovre militari, riuscì a farsi ripetutamente beffe dei circa 4.000 uomini (compresi i valorosi "Buffalo Soldiers" del 9º e del 10º Cavalleria, e gli sperimentati bianchi del 6º Cavalleria) impegnati contro il suo manipolo di guerrieri Mimbreño e Mescalero (questi ultimi al comando del suo storico alleato, e probabilmente cognato, Caballero): in particolare, dopo diversi scontri brillantemente conclusi presso il Percha River (Rio Puerco), nei San Mateos Mountains e presso l'Animas River, Victorio diede ulteriore prova delle sue capacità tattiche affrontando i militari in un canyon presso Aleman's Wells, nei San Andres Mountains a ovest delle White Sands (03/02/1880), poi (07/04/1880) a Hembrillo Canyon, sempre nei San Andres Mountains, e poi attraversando ripetutamente il Rio Grande pur dopo essere stato intercettato e respinto, con 60 guerrieri, a Quitman Canyon (30/07/1880).

Victorio in una foto di autore sconosciuto (Arizona Historical Society)

La morte[modifica | modifica sorgente]

Accampatosi a Tres Castillos, un massiccio montuoso in territorio messicano non lontano dal Rio Grande e ben noto ai Mescaleros, il 9 ottobre 1880, Victorio, tradito dagli indiani Tarahumara che erano stati vittime di diverse scorrerie Apache, finì per trovarsi intrappolato da soverchianti forze messicane, al comando del col. Joaquin Terrazas (fratello del Governatore del Chihuahua Luis Terrazas), del col. Adolfo J. Valle, del col. Juan Mata Ortiz e di Rodrigo Garcia, mentre si trovava praticamente privo di munizioni per le armi da fuoco e con un numero ridotto di guerrieri, avendo distaccato un gruppo consistente, al comando di Nana e Mangus, per una spedizione destinata proprio alla razzia di proiettili. Gli Apache combatterono coraggiosamente con le armi bianche e morirono in battaglia 86 guerrieri e il loro capo Victorio, ucciso da una fucilata sparatagli dallo scout Tarahumara Mauricio Corredor (o, secondo altra versione, spesso accreditata dagli Apache, suicidatosi col proprio coltello).

Il generale George Crook lo ricorda con una frase:

« Se fosse stato un bianco, allora sarebbe entrato nella storia come uno dei più grandi generali che l'umanità abbia conosciuto. »

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Dan L. Thrapp The Conquest of Apacheria, University of Oklahoma Press, Norman, 1967. ISBN 0-8061-1286-7
  • (EN) Dan L. Thrapp Victorio and the Mimbres Apaches, University of Oklahoma Press, Norman, 1974. ISBN 0-8061-1076-7
  • (EN) E. Ball In the Days of Victorio; Recollections of a Warm Springs Apache, University of Arizona Press, Tucson, 1972. ISBN 0-8165-0401-6
  • (EN) Angie Debo Geronimo: The Man, His Time, His Place, University of Oklahoma Press, Norman, 1976. ISBN 0-8061-1828-8
  • (EN) C.L. Sonnichsen The Mescalero Apaches, University of Oklahoma Press, Norman, 1972. ISBN 0-8061-1615-3
  • (EN) D.E. Worcester The Apaches: Eagles of the Southwest, University of Oklahoma Press, Norman, 1979. ISBN 0-8061-1495-9
  • (EN) Edwin R. Sweeney Cochise: Chiricahua Apache Chief, University of Oklahoma Press, Norman, 1995. ISBN 0-8061-2606-X

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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