Victimae paschali laudes
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Il Victimae Paschali è una sequenza che tradizionalmente viene cantata nella solennità di Pasqua e, facoltativamente, nell'Ottava.
La composizione, ritenuta dell'XI secolo viene generalmente attribuita al monaco Wipone, cappellano dell'imperatore Corrado II, ma è stata anche attribuita ad altri, quali l'abate Notker Balbulus, Roberto II di Francia detto il Pio, il compositore di inni latini Adam di San Vittore.
Insieme ad altre quattro sequenze medievali Victimae Paschali Laudes è tra quelle che sono state preservate nel Missale Romanum pubblicato nel 1570 in seguito al Concilio di Trento svoltosi tra il 1545 e il 1563. Le altre sequenze sono il Dies irae, Lauda Sion Salvatorem, lo Stabat Mater e Veni Sancte Spiritus. Precedentemente al Concilio di Trento le sequenze erano numerosissime, molte chiese locali e molte festività religiose avevano una propria sequenza[1] e per la festività Pasquale c'erano addirittura 16 differenti sequenze.[2]
Il testo di questa sequenza venne musicato a cominciare dal canto gregoriano, da molti compositori del Rinascimento e del Barocco, tra cui Antoine Busnois, Josquin Desprez, Orlando di Lasso, Adrian Willaert, Hans Buchner, Giovanni Pierluigi da Palestrina, William Byrd e Lorenzo Perosi. Alcuni inni luterani derivano dal Lutheran Victimae Paschali Laudes, tra cui Christ ist erstanden e Christ lag in Todesbanden, una cantata di Johann Sebastian Bach.
Le cinque sequenze sono state ancora mantenute dalla riforma liturgica seguita al concilio Vaticano II ed attualmente in uso nella Chiesa cattolica.
Il verso 10 ("Credendum est...") attualmente viene omesso. Il verso non viene citato nel Liber Usualis del 1923, mentre è presente senza alcun commento nella Catholic Encyclopedia del 1917.
Indice |
[modifica] Testo originale latino
- Victimae Paschali laudes immolent Christiani.
- Agnus redemit oves: Christus innocens Patri reconciliavit peccatores.
- Mors et vita duello conflixere mirando: dux vitae mortuus, regnat vivus.
- Dic nobis Maria, Quid vidisti in via?
- Sepulcrum Christi viventis, et gloriam vidi resurgentis,
- Angelicos testes, sudarium et vestes.
- Surrexit Christus spes mea: praecedet suos in Galilaeam.
- [Credendum est magis soli Mariae veraci Quam Judaeorum Turbae fallaci.]
- Scimus Christum surrexisse a mortuis vere: Tu nobis, victor Rex miserere
- Amen. Alleluia.
[modifica] Traduzione in lingua italiana
- Alla vittima pasquale s'innalzi oggi il sacrificio di lode,
- l'Agnello ha redento il suo gregge, l' Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.
- Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello: il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa.
- Raccontaci, Maria, che hai visto sulla via?
- La tomba del Cristo vivente, la gloria del Signore risorto;
- e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti;
- Cristo mia speranza è risorto e vi precede in Galilea.
- Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi.
- Amen. Alleluia.
[modifica] Note
- ^ David Hiley, Western Plainchant : A Handbook (OUP, 1993), II.22, pp.172-195
- ^ Joseph Kehrein, Lateinische Sequenzen des Mittelalters (Mainz 1873) pp78-90
[modifica] Collegamenti esterni
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