Via Cernaia

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Via Cernaia

Via Cernaia è una delle più importanti strade del centro storico di Torino, dedicata alla Battaglia della Cernaia, combattuta nella Guerra di Crimea.
La via, in gran parte porticata, come da consuetudine nelle strade della Torino ottocentesca, corre da Piazza XVIII Dicembre a Piazza Solferino, collegando così la stazione di Porta Susa al Teatro Alfieri e, congiungendosi con Via Pietro Micca, con Piazza Castello.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Via Cernaia, a Torino, vista da Piazza XVIII Dicembre

L'intenzione di intitolare una delle principali strade cittadine alla grande vittoria in Crimea venne presa già dai trattati di pace di Parigi, nonostante i molti scettici: il nome russo Tchernaia (che significa "nero") sembrava quasi impronunciabile. Venne infine deciso di italianizzare il nome in Cernaia, adoperando la pronunzia più verosimile. [1]
La via venne progettata nel 1855, su terreni allora occupati dalla Cittadella di Torino: i lavori per la realizzazione iniziarono nel 1856, e fu necessario spianare i terrapieni della vecchia fortezza per creare la via; nei luoghi ancora occupati dalla fortezza venne eretta la Caserma Cernaia (vedi).

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Lungo il suo percorso, sono visibili due grandi statue dedicate a due personaggi importanti per la storia torinese: Alessandro La Marmora e Pietro Micca.

Il primo, posto in un piccolo giardino con maestosi alberi piantati nel XIX secolo, venne realizzato dallo scultore Giuseppe Cassano, fu innalzato nel 1867; il secondo, all'angolo con Corso Galileo Ferraris, risale al 1864, ancora realizzato dal Cassano: alla sua base ogni anno, nella ricorrenza dell'assedio della città (7 settembre 1706) viene posta una corona di fiori.

Importante è anche la Caserma dei carabinieri "Cernaia", un edificio austero, eretto nel 1864 su un terreno precedentemente occupato dalla vecchia cittadella, e che ha subito ben poche trasformazioni da allora.

In Via Cernaia, al numero 44, ha avuto sede, dal 1898 fino alla soppressione per volontà del regime fascista, l'associazione studentesca mondiale Corda Fratres.

All'altezza del numero civico 27 termina il corso Vinzaglio, tale da corso Vittorio Emanuele II, in asse al corso Duca degli Abruzzi.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • il Palazzo Rai, voluto nel 1968 dall'ente televisivo, nato a Torino, che rappresenta uno dei rari edifici nella città in grado di essere definiti "grattacielo".
  • la Cittadella di Torino, della quale resta visibile, ormai, solo il Maschio, centro nevralgico del sistema difensivo della città.
  • il Museo Pietro Micca, con sede nella vicina Via Guicciardini
  • la Caserma "Cernaia"

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Renzo Rossotti, Le strade di Torino, 1995, Torino, Newton Compton Editori. pp. 216-217

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Renzo Rossotti, Le strade di Torino, 1995, Torino, Newton Compton Editori. pp. 216-217

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